{"id":1434,"date":"2012-09-20T13:02:21","date_gmt":"2012-09-20T11:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1434"},"modified":"2025-08-27T09:53:40","modified_gmt":"2025-08-27T07:53:40","slug":"mi-piace-un-gioco-quando-mi-diverto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1434","title":{"rendered":"\u201cMi piace un gioco quando mi diverto\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Come ho scritto in un articolo precedente su \u201cHP-Accaparlante\u201d, lavoro per una societ\u00e0 sportiva \u201cAnni Magici\u201d di Cavriago (RE). \u201cAnni Magici\u201d si rivolge soprattutto ai bambini da 1 a 10 anni perch\u00e9 questo periodo rappresenta un\u2019occasione unica per acquisire un\u2019ampia base motoria. Gli obiettivi che propone questa societ\u00e0 sportiva sono tanti ma quello che condivido maggiormente \u00e8 quello di operare in modo privilegiato con i bambini, per fare in modo che il loro approccio con l\u2019attivit\u00e0 motoria sia un momento prevalentemente ludico, che miri al consolidamento degli schemi motori di base e allo sviluppo di un\u2019immagine di s\u00e9 positiva. Ecco le parole magiche: dare un\u2019immagine positiva di s\u00e9. A proposito di questo vi voglio rendere partecipi di cosa significa per me lavorare coi bambini sull\u2019identit\u00e0 positiva del s\u00e9 attraverso l\u2019attivit\u00e0 motoria. Recentemente ho proposto un percorso di dieci lezioni con due terze della scuola primaria \u201cBruno Munari\u201d di S. Ilario d\u2019Enza (RE). Tutte le lezioni iniziavano con una presentazione. I bambini disposti in cerchio si presentavano e rispondevano a una domanda del tipo: \u201cCosa hai mangiato stamattina? Cosa ti piacerebbe fare da grande? Qual \u00e8 la tua materia preferita? Cosa farai nel pomeriggio?\u201d. Questi quesiti avevano l\u2019intento di creare un\u2019atmosfera piacevole, amicale ma soprattutto accogliente. Ma la domanda chiave cui tenevo particolarmente, che ho posto per una conoscenza approfondita dei miei piccoli atleti, era: \u201cQuando ti piace giocare?\u201d. Le risposte che ho ricevuto sono state molto varie: \u201cMi piacciono i giochi di movimento, preferisco giocare in gruppo\u201d\u2026 Una risposta mi \u00e8 sembrata interessante: \u201cMi piace un gioco quando mi diverto\u201d. Di rimbalzo ho subito domandato ai bambini quando si divertivano a giocare. Alcuni hanno sottolineato che un gioco \u00e8 divertente se tutti partecipano, senza nessuna esclusione. \u00c8 bello anche se gioca il bambino lento, poco coordinato e anche quello che fa fatica a rispettare la regola del gioco. Solitamente questi bambini hanno un\u2019immagine negativa su di s\u00e9, ne soffrono, faticano a trovare uno spunto al cambiamento. Riflettendo su questa realt\u00e0 dei fatti ho proposto ai bambini di S. Ilario di inventare e\/o modificare dei giochi per permettere a tutti di divertirsi, sperimentarsi, esultare. Desideravo che tutti i bambini avessero un ruolo attivo e si sentissero protagonisti senza il timore di essere giudicati. Volevo che anche gli alunni meno abili, pi\u00f9 timidi, pi\u00f9 scalmanati, i meno e pi\u00f9 rispettosi delle regole, proponessero liberamente le loro idee e potessero avere la possibilit\u00e0 di sperimentarle modificando le regole del gioco. Unica condizione: tutti dovevano giocare senza nessuna esclusione. In questo modo si sarebbero sentiti anche responsabili della buona riuscita del gioco. Tutti i bambini hanno accettato con entusiasmo questa proposta. Le idee emerse sono state sorprendenti. Tutti, seppure con modalit\u00e0 diverse, hanno cercato di partecipare alla realizzazione di un gioco adatto a tutti. Ne sono stati inventati sette, che adesso vi elenco: \u201cLe renne di Babbo Natale\u201d, \u201cMi guardo allo specchio\u201d, \u201cPalla aria\u201d, \u201cIl leone e la tigre\u201d, \u201cPrendili tutti\u201d, \u201cPalla treno\u201d, \u201cCanestro riga\u201d. I giochi sono stati poi sperimentati dai bambini stessi. Ovviamente \u00e8 stato un sucessone e ancora una volta ho avuto la conferma che il gioco \u00e8 per sua natura educante; \u00e8 infatti attraverso di esso che il soggetto impara a conoscere il mondo, a sperimentare il valore delle regole, a stare con gli altri, a gestire le proprie emozioni, a scoprire nuovi percorsi di autonomia e a sperimentare per tentativi e errori le convinzioni sulle cose e sugli altri. Ma se il bambino sta sempre fermo perch\u00e9 viene eliminato per primo e sta 30 minuti senza giocare o si rifiuta di farlo perch\u00e9 non riesce a eseguire l\u2019esercizio, cosa succede? Succede che il bambino verr\u00e0 sempre scartato dagli altri e verr\u00e0 visto come un perdente. I suoi compagni percepiranno solo un\u2019immagine negativa e probabilmente verr\u00e0 percepito cos\u00ec anche dagli adulti. Ringrazio quindi di cuore gli alunni della terza A e terza B della scuola elementare \u201cBruno Munari\u201d di S. Ilario che hanno provato, divertendosi, a modificare i giochi per coinvolgere tutti in modo attivo. In questo modo si sono autotrasformati, senza esserne consapevoli, da alunni a \u201cistruttori di cambio di immagine\u201d. Grazie ancora, esteso ovviamente anche alla maestra Laura.<\/p>\n<p><strong>Le renne di Babbo Natale<\/strong><br \/>\nRegole: in base al numero di giocatori si formano diverse squadre da almeno 4 bambini e si dispongono in fila indiana, separate ciascuna da alcuni metri. Quando la maestra d\u00e0 il via, parte il primo bimbo di ogni fila, cio\u00e8 la prima renna, che deve correre in avanti e girare intorno a un cono posizionato in precedenza ad almeno 5 metri di distanza. La renna, terminato il percorso, torna indietro dalla squadra e prende per mano la seconda renna e, sempre per mano, ripercorrono il percorso e cos\u00ec via. La squadra che per prima termina il percorso vince. Si possono cambiare le squadre e il percorso.<br \/>\nScopo: riuscire a finire il percorso prima della squadra avversaria. Modifiche: i bambini si attaccano in fila indiana. Si prende un cerchio e i bambini devono fare il percorso dentro al cerchio.<\/p>\n<p><strong>Mi guardo allo specchio<\/strong><br \/>\nAmbiente: qualsiasi.<br \/>\nNumero di giocatori: da 2 bambini in su.<br \/>\nRegole: si dividono i bambini in coppia.<br \/>\nIn ogni coppia i bambini si posizionano uno di fronte all\u2019altro per circa 30 secondi, il bambino B deve modificare qualcosa del suo aspetto; ad esempio cambier\u00e0 la posizione del braccio, si slaccer\u00e0 la scarpa. Dopo 30 secondi il bambino dovr\u00e0 guardare di nuovo il bimbo B e indovinare tutto ci\u00f2 che ha modificato del suo aspetto.<br \/>\nIn seguito la coppia si scambier\u00e0 i ruoli e, chi tra i 2 avr\u00e0 indovinato pi\u00f9 cose nell\u2019aspetto dell\u2019altro, vincer\u00e0 la gara.<br \/>\nPer rendere la gara pi\u00f9 appassionante \u00e8 possibile fare un vero e proprio torneo con un vincitore finale.<br \/>\nModifiche: 1 o pi\u00f9 bambini escono dalla classe e gli altri dovranno spostare gli oggetti posizionati all\u2019interno della palestra. Dopo un tempo stabilito chi \u00e8 fuori rientra in palestra e dovr\u00e0 indovinare che cosa \u00e8 stato cambiato.<br \/>\nQuesto gioco si pu\u00f2 fare anche in classe.<\/p>\n<p><strong>Palla aria<\/strong><br \/>\nMateriale: palla<br \/>\nAmbiente: palestra o spazio all\u2019aperto.<br \/>\nCi sono due squadre (A-B), l\u2019arbitro lancia la palla e dice: A (o B). La squadra nominata deve passarsi la palla e l\u2019altra squadra che difende deve cercare di prenderla.<br \/>\nVince chi riesce a fare pi\u00f9 passaggi possibili in un tempo prestabilito.<br \/>\nModifiche: per difendere, le mani si mettono dietro la schiena. Tutti devono toccare la palla.<br \/>\nChi ha gi\u00e0 ricevuto e passato la palla si deve fermare con le braccia in alto per far capire che l\u2019ha gi\u00e0 ricevuta ( in questo caso vince la squadra che in minor tempo possibile riesce a far toccare a tutti la palla).<\/p>\n<p><strong>Il leone e la tigre<\/strong><br \/>\nAmbiente: palestra.<br \/>\nSi scelgono 4 bambini, 2 faranno i cacciatori, uno la tigre e l\u2019altro il leone.<br \/>\nI cacciatori devono prendere le gazzelle e portarle in gabbia.<br \/>\nIl leone e la tigre hanno il compito di liberare quelli in gabbia (materassone). Il gioco dura 15 minuti: se alla fine del tempo, la tigre e il leone sono ancora liberi vincono loro. Se invece vengono catturati tutti e due vincono i cacciatori.<br \/>\nModifiche: se qualcuno viene toccato deve decidere se dire gabbia o foresta, se dice gabbia viene portato sul materassone, se invece dice foresta deve stare fermo con le gambe aperte finch\u00e9 non arrivano due persone che hanno il compito di liberarlo. Quando arrivano davanti deve dire alto o basso e se dice alto deve passare sotto le braccia dei due e poi \u00e8 libero; invece se dice basso, deve passare sopra. Le due persone che liberano non possono essere catturate dai cacciatori.<\/p>\n<p><strong>Prendili tutti<\/strong><br \/>\nAmbiente: palestra.<br \/>\nCi sono due squadre (A-B), la squadra A \u00e8 in fila dietro la linea gialla e l\u2019altra squadra \u00e8 sparsa per la palestra oltre la linea gialla. Quelli della squadra A devono prendere quelli della squadra B, se uno viene preso \u00e8 eliminato e se uno esce dal campo delimitato viene eliminato.<br \/>\nModifiche: se uno viene preso da un avversario, non viene eliminato ma resta fermo con le gambe aperte e con le braccia fuori e viene liberato da un amico che gli passa sotto le gambe o che gli batte le mani.<\/p>\n<p><strong>Palla treno<\/strong><br \/>\nAmbiente: palestra.<br \/>\nMateriale: 1 pallone.<br \/>\nRegole: ci sono due squadre, si mettono a fondo campo disposte su due file. I giocatori, uno dietro l\u2019altro, si mettono a gambe divaricate.<br \/>\nL\u2019ultimo deve passare la palla sotto le gambe dei compagni e farla arrivare al primo della fila.<br \/>\nIl primo della fila la prende e la lancia in alto una volta, poi la fa rotolare fino a met\u00e0 campo, la prende, si gira, lancia la palla in alto e torna in fila dietro a tutti i compagni.<br \/>\nVince chi rispetta tutte le regole e finisce prima la fila. Fare lo stesso percorso bendati.<br \/>\nModifiche: l\u2019ultimo della fila passa la palla sotto le gambe e anche chi ha lanciato la palla passa sotto le gambe, preleva la palla del primo della fila e fa il percorso stabilito. Fare lo stesso percorso bendati. Chi \u00e8 bendato viene guidato dal compagno.<\/p>\n<p><strong>Canestro riga<\/strong><br \/>\nAmbiente: palestra.<br \/>\nMateriale: palloni.<br \/>\nSi dividono i bambini in 2 squadre e si posizionano in fila davanti al canestro. Il primo lancia la palla e deve fare canestro. Chi ha tirato a canestro deve recuperare la palla e poi consegnarla al secondo della fila e cos\u00ec via.<br \/>\nVince la squadra che fa pi\u00f9 punti.<br \/>\nModifiche: si tracciano tre righe, una a 2 metri, una a 3 e una a 4 metri dal canestro. Ogni bambino decide da dove tirare. I punti vengono dati in base ai metri dai quali si fa canestro: se si fa canestro da due metri vale 2, da tre vale 3 e da quattro vale 4 punti.<br \/>\nSi mette un cerchio sotto al canestro legato da una funicella. Chi centra il cerchio porta un punto alla propria squadra.<br \/>\nSi possono cambiare palloni: non solo quelli da basket ma anche da pallavolo, morbidi, palline da tennis\u2026<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 nessun vincitore ma i punti delle due squadre vengono sommati. Il punteggio totale sar\u00e0 il record della classe che dovr\u00e0 essere migliorato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3610,3606],"edizioni":[56],"autori":[2940],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1434"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1434"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4170,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1434\/revisions\/4170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1434"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1434"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1434"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1434"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1434"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1434"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}