{"id":1438,"date":"2012-09-20T13:14:25","date_gmt":"2012-09-20T11:14:25","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1438"},"modified":"2025-08-27T09:55:15","modified_gmt":"2025-08-27T07:55:15","slug":"dal-calamaio-al-computer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1438","title":{"rendered":"Dal Calamaio al Computer"},"content":{"rendered":"<p>Da ottobre a gennaio, il gruppo Calamaio \u00e8 stato impegnato in un nuovo percorso formativo, non pi\u00f9 a scuola ma in un centro diurno che accoglie ragazzi con disabilit\u00e0 medio-grave.<br \/>\nSi \u00e8 trattato del percorso di formazione Dal Calamaio al Computer, 12 laboratori nei quali abbiamo tentato di trovare il modo pi\u00f9 facile per esprimere, attraverso le parole e il corpo, le emozioni senza preoccuparsi pi\u00f9 di tanto di apparire banali, perch\u00e9 l\u2019obiettivo era quello di considerare i partecipanti, noi compresi, quali soggetti attivi che collaboravano alla ricerca di linguaggi e strategie alternative al fine di far provare, almeno una volta, l\u2019ebbrezza d\u2019essere protagonisti nel creare qualcosa di concreto.<br \/>\nNelle scuole il fattore dirompente e, per molti versi, spiazzante \u00e8 dato dall\u2019ingresso di un elemento del tutto estraneo, com\u2019\u00e8 la persona con disabilit\u00e0, col quale la classe deve cercare d\u2019interagire. La persona con disabilit\u00e0 deve essere in grado di porgere l\u2019aspetto di s\u00e9 pi\u00f9 amichevole e giocoso, proprio come farebbe una qualsiasi persona interessata a instaurare relazioni positive, per ottenere un ricambio altrettanto aperto al confronto.<br \/>\nIn un centro diurno, invece, le dinamiche suddette finiscono col ribaltarsi per poi intrecciarsi. Il fattore dirompente, infatti, \u00e8 rappresentato non solo dalla presenza dell\u2019educatore disabile ma anche da quella di disabili gi\u00e0 presenti nella struttura con i quali il primo deve cercare un canale di relazione adeguato a tutte le forme di disabilit\u00e0 in campo. Diventa necessario stabilire nuove regole del gioco che permettano a tutti di trovare il proprio spazio di espressione e relazione.<br \/>\nI punti di forza di questo progetto sono riassumibili innanzitutto nell\u2019esperienza reciproca di un incontro costruttivo, creativo, educativo ed espressivo.<br \/>\nL\u2019incontro di due realt\u00e0 distinte, quali il centro diurno e il gruppo Calamaio, ma somiglianti per caratteristiche, permette di mettere in comune i propri vissuti e modi di essere al fine di trovare maggiori punti di contatto che, a loro volta, finiscono con l\u2019arricchire ciascun singolo di esperienze nuove e uniche, trasferibili poi al mondo esterno. Infatti, il confronto tra diversi soggetti permette sempre di scoprire abilit\u00e0 da parte di ciascun singolo prima nascoste.<br \/>\nIl percorso di formazione si \u00e8 sviluppato in 12 incontri, progettati dall\u2019\u00e9quipe del Progetto Calamaio e aveva come obiettivo principe il tema della relazione da sviluppare utilizzando strumenti multimediali. In sintesi alcune tappe del percorso.<br \/>\nLa presentazione ha seguito i classici canoni adoperati dal Gruppo Calamaio, chiedendo a ciascun partecipante il proprio nome e cosa gli piacesse fare, nonch\u00e9 le aspettative sulle attivit\u00e0 che sarebbero state proposte. Per una pi\u00f9 compiuta conoscenza reciproca, utile a sua volta per creare uno spirito di gruppo, si \u00e8 proposta un\u2019attivit\u00e0 che ha visto ogni singolo partecipante ritagliare, da varie riviste, immagini che rispecchiassero il proprio modo di proporsi al mondo. Queste immagini sono state poi incollate su alcuni cartelloni, realizzando, quindi, splendidi collage. Nell\u2019incontro successivo \u00e8 stato chiesto a ciascuno di spiegare il perch\u00e9 delle immagini scelte e questa condivisione ha permesso di mettere maggiormente a nudo le sensibilit\u00e0 di ognuno. Ci\u00f2 ha rappresentato un tassello in pi\u00f9 nel processo di condivisione, collimando le diversit\u00e0 di tutti.<br \/>\nPoi ci siamo divisi in quattro sottogruppi, ognuno dei quali, in modo creativo, ha dovuto rappresentare la propria visione del gruppo, con brevi scenette. \u00c8 emerso che ogni membro dei sottogruppi possedeva un sentimento diverso rispetto all\u2019idea di grande gruppo ma che tutti erano d\u2019accordo su alcuni punti: la fiducia e il rispetto dell\u2019altro, la disponibilit\u00e0 a valorizzare le abilit\u00e0, la creativit\u00e0 nel superamento delle difficolt\u00e0.<br \/>\nNucleo del percorso \u00e8 stato la scrittura di brevi storie con l\u2019aiuto delle carte di Propp (carte disegnate che rappresentano i personaggi presenti in ogni favola). Divisi in gruppi, dando libero sfogo alla nostra creativit\u00e0, abbiamo scritto quattro storie, delle quali abbiamo realizzato un breve filmato con il programma Windows Movie Maker, aggregando le immagini delle carte di Propp e il testo. Passi successivi sono stati la scelta di immagini che fungessero da scenografia, di una colonna sonora adatta ad accompagnare la storia e di un titolo.<br \/>\nLe storie, a questo punto, erano pronte per prendere vita, per trasformarsi in veri e propri fotoromanzi. Ogni gruppo avrebbe dovuto realizzare delle foto, con loro stessi come protagonisti, che avrebbero poi sostituito le immagini delle carte di Propp: dalla finzione alla realt\u00e0.<br \/>\nPer prepararsi alla sessione fotografica e sentirci veramente protagonisti della nostra storia, ci siamo allenati in un incontro che prevedeva l\u2019uso del corpo e della musica. Quando si fermava la musica dovevamo, in successione, guardarci negli occhi, abbracciarci, toccarci e, come ultima esperienza scegliere un tema e modellarci. Questo incontro \u00e8 servito per imparare a utilizzare meglio il nostro corpo nello spazio e nel tempo e a entrare, in modo pi\u00f9 profondo, in relazione con l\u2019altro.<br \/>\nCome avrete capito, alla base di tutto questo lavoro c\u2019\u00e8 il gruppo, luogo di relazione e risorsa essenziale per il benessere personale. Per questo, a met\u00e0 percorso, abbiamo \u201cgiocato\u201d con lo strumento del paracadute per simboleggiare il valore del nostro gruppo. Nella prima attivit\u00e0 abbiamo immaginato che il grande telo si gonfiasse come le onde del mare in tempesta. Dovevamo calibrare la nostra forza per mantenere in equilibrio, a ritmo di musica, una palla di stoffa bianca e nera.<br \/>\nLa seconda attivit\u00e0 ci ha permesso di mettere in gioco le nostre abilit\u00e0 nel resistere, a turno, a una situazione di paura che vedeva ogni partecipante coinvolto emotivamente nel superare una situazione di difficolt\u00e0 creata dai membri del gruppo che stavano al di fuori del paracadute e lo muovevano, mentre il ragazzo o la ragazza sotto il telo sentiva arrivare il vento sul volto. Tutti ci hanno provato, mentre la telecamera li riprendeva.<br \/>\nAlla fine abbiamo riutilizzato la musica, abbiamo danzato con il nostro partner e abbiamo chiuso gli occhi per immaginare la scena che la musica ci evocava. Ci siamo raccontati quello che avevamo immaginato in varie tonalit\u00e0 di voce. Come conclusione abbiamo immaginato di essere dei giocatori e ci siamo lanciati la palla in modo pi\u00f9 o meno veloce pronunciando il nome della persona alla quale la lanciavamo. Ci siamo divertiti un sacco a scoprire i vari modi di comunicare e di legarsi agli altri in modo pi\u00f9 o meno spontaneo.<br \/>\nI risultati finali sono stati molteplici:<br \/>\n&#8211; quattro brevi fotoromanzi, realizzati su storie di nostra invenzione e corredate con foto che ci vedevano protagonisti;<br \/>\n&#8211; un\u2019esperienza divertente, che ha permesso di sondare le nostre abilit\u00e0 come singoli e come gruppo. &#8211; un\u2019esperienza che ha mostrato come nulla \u00e8 scontato e che, quando si creano le condizioni favorevoli, ognuno ha la possibilit\u00e0 di mettersi in gioco personalmente, libero da pregiudizi e preconcetti;<br \/>\n&#8211; una grande esperienza formativa per gli animatori disabili del Progetto Calamaio che, ancora una volta, hanno esplorato un terreno nuovo scoprendo come i temi cari al progetto, la valorizzazione delle abilit\u00e0, la ricchezza di ci\u00f2 che \u00e8 diverso, la necessit\u00e0 di inventarsi nuovi canali comunicativi, siano temi comuni, dai quali partire per creare reti e sinergie.<br \/>\nCome si poteva concludere un percorso come questo se non con una festa?<br \/>\nAnzi con una proiezione al pubblico dei quattro fotoromanzi e con una condivisione dell\u2019esperienza, tutto ovviamente accompagnato da un ottimo aperitivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ottobre a gennaio, il gruppo Calamaio &egrave; stato impegnato in un nuovo percorso formativo, non pi&ugrave; a scuola ma in un centro diurno che accoglie ragazzi con disabilit&agrave; medio-grave.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3587,3586,3607],"edizioni":[56],"autori":[2947],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1438"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1438"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1438\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4173,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1438\/revisions\/4173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1438"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1438"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1438"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1438"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1438"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1438"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}