{"id":1439,"date":"2012-09-20T13:16:39","date_gmt":"2012-09-20T11:16:39","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1439"},"modified":"2025-08-27T09:56:14","modified_gmt":"2025-08-27T07:56:14","slug":"io-speriamo-che-me-la-cavo-storia-dei-primi-due-anni-di-vita-di-un-cineclub-particolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1439","title":{"rendered":"\u201cIo speriamo che me la cavo\u201d: storia dei primi due anni di vita di un cineclub particolare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong><br \/>\nQuando mi \u00e8 stato chiesto dalla redazione di \u201cHp-Accaparlante\u201d di scrivere un articolo sul cineclub che il Gruppo Asperger onlus sta organizzando a Roma ormai da qualche stagione, mi sono detta che se si fosse trattato di raccontare il nostro percorso da un punto di vista cinematografico e quindi critico, non sarebbe stata assolutamente cosa per me.<br \/>\nInfatti il Cineclub, cos\u00ec come lo abbiamo ideato, realizzato e fatto evolvere nel corso di questi tre anni \u00e8 stato innanzitutto altro e il cinema \u00e8 stato soprattutto il mezzo di partenza attraverso il quale si \u00e8 riusciti a costruire a poco a poco una rete di rapporti sociali, in alcuni casi amicali, e a favorire una progressiva maggiore autonomia nei ragazzi con Sindrome di Asperger e Autismo ad Alto Funzionamento. Ma di cosa parliamo quando parliamo di Sindrome di Asperger, un argomento di questi tempi alquanto di moda, grazie anche ad alcuni film come Mary and Max, Adam, Ben X, Temple Grandin, e a serie televisive quali E poi c\u2019\u00e8 Filippo, Grey\u2019s Anatomy e soprattutto The Big Bang Theory (il protagonista, anche se non \u00e8 esplicitato, ha tutti i tratti di un Asperger)? La Sindrome di Asperger \u00e8 un disturbo dello spettro autistico che dura tutta la vita e che interferisce su come una persona percepisce il mondo, processa le informazioni e si relaziona con gli altri. Le aree di maggiore difficolt\u00e0 sono tre: la comunicazione sociale, l\u2019interazione sociale e l\u2019immaginazione.<br \/>\nRispetto alle forme di autismo pi\u00f9 gravi, le persone con S.A. hanno minori problemi nell\u2019uso del linguaggio e hanno in genere un\u2019intelligenza nella media (e talvolta superiore). Possono presentare difficolt\u00e0 di apprendimento in aree specifiche, ad esempio dislessia e disprassia, deficit dell\u2019attenzione, iperattivit\u00e0 ed epilessia.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inizio<\/strong><br \/>\n\u201cIo speriamo che me la cavo\u201d \u00e8 nato quasi casualmente nel novembre 2008 durante un pranzo al quale partecipavano alcuni ragazzi dell\u2019Associazione. Il discorso, a un certo punto, era virato sul cinema e sull\u2019interesse che suscita nei giovani: curiosit\u00e0, citazioni e commenti di un certo livello che avevano suscitato alquanto stupore\u2026 Qualche tempo prima avevo conosciuto Giuseppe Cacace, uno dei responsabili di Detour, un cineclub romano molto noto situato nel Rione Monti (una zona centrale di Roma) e aperto a esperienze con persone con disabilit\u00e0 .<br \/>\n\u00c8 stato un lampo: gli ho telefonato, ne abbiamo discusso con alcuni amici e psicologi e nel giro di tre settimane e quattro riunioni era nato il nostro cineclub \u201cIo speriamo che me la cavo\u201d \u2013 nomen omen\u2026<br \/>\nLo scopo principale era di offrire un\u2019esperienza di inclusione sociale e di aggregazione ad adolescenti e giovani adulti con S.A. e Autismo ad Alto Funzionamento, aprendo nel contempo la partecipazione anche ad amici, insegnanti, operatori e sostenitori del Gruppo Asperger.<br \/>\nAbbiamo organizzato un piccolo gruppo di lavoro composto da ragazzi con S.A., giovani psicologi che avrebbero svolto il ruolo di facilitatori, un esperto di cinema, due genitori.<br \/>\nGli incontri avrebbero dovuto offrire varie possibilit\u00e0 di interesse ed essere molto strutturati: un\u2019accoglienza personalizzata, un\u2019happy hour ricca e variata, presentazione e proiezione di film accessibili seguiti da un dibattito guidato. Due film al mese che puntassero sugli interessi propri del mondo giovanile, nessuna presenza di genitori in sala. Una volta con programmazione pomeridiana e una volta serale. Con l\u2019aiuto degli psicologi, i ragazzi che frequentavano con maggior assiduit\u00e0 sono stati coinvolti nell\u2019accoglienza dei partecipanti e nella gestione dell\u2019happy hour, e ciascuno di loro a turno, ha scelto un film, ne ha preparato la scheda di presentazione e lo ha introdotto al pubblico. L\u2019elenco dei titoli selezionati \u00e8 significativo su quanto diversi si siano rivelati i loro interessi e di conseguenza su quanto siano stati vari gli argomenti dei dibattiti.<br \/>\nGiuseppe Cacace ha poi coinvolto un gruppo di sette ragazzi\/e in RoamingRoma, un progetto ideato dal Cineclub Detour finalizzato all\u2019alfabetizzazione cinematografica e alla realizzazione di un video documentario: le lezioni di teoria si sono svolte nei locali del cineclub, le riprese nel rione Monti. Il prodotto finale del laboratorio \u00e8 stato DOCaMONTI, Appunti per un documentario sul primo rione di Roma, che \u00e8 stato proiettato nel corso di un grande evento conclusivo e in seguito presentato a Cinemautismo 2010 di Torino. La prima stagione (dicembre 2008-giugno 2009), forse perch\u00e9 tutto era nuovo e tutto era entusiasmante, \u00e8 rimasta \u201cperfetta\u201d nel ricordo di tutti noi. E questo non solo per i giovani, ma anche per gli adulti. Per molti genitori il cineclub era diventato un appuntamento da non mancare, un luogo dove ritrovarsi e stare insieme. Perch\u00e9 l\u2019happy hour era aperta a tutti: avevamo pensato inizialmente di non parteciparvi per lasciare i figli pi\u00f9 liberi, ma poi ci siamo resi conto che la cosa aveva poca importanza, ciascuno stava comunque con chi voleva e in certi casi risultava ancora utile essere comunque in circolazione.<br \/>\nPer dare un\u2019idea del successo di pubblico, abbiamo avuto un totale di 450 presenze nel corso di 16 incontri. I risultati pi\u00f9 rilevanti, e consolidatisi poi nel tempo, sono stati la nascita spontanea di iniziative culturali e sociali: cene, feste, aperitivi, incontri vari, dibattiti, blog; la nascita di nuovi rapporti interpersonali; un\u2019aumentata consapevolezza da parte dei ragazzi delle loro difficolt\u00e0 sociali e nel contempo delle loro capacit\u00e0; la creazione di una mailing list, moderata da uno degli psicologi, per condividere idee e organizzare incontri; il miglioramento e il rafforzamento delle relazioni personali e sociali fra le famiglie dei giovani S.A. che partecipano al cineclub.<\/p>\n<p><strong>La seconda stagione<\/strong><br \/>\nNell\u2019ottobre 2009, dopo dodici anni di attivit\u00e0, il cineclub Detour \u00e8 stato sfrattato per far posto all\u2019ennesimo ristorante. Gli unici a muoversi concretamente in soccorso del cineclub sono stati i soci della cooperativa sociale Oasi Urbana, una bottega equo-solidale a due passi dalla sede storica del Detour. Nel giro di un paio di mesi le due realt\u00e0 hanno unito le forze e dato vita a un nuovo spazio multifunzionale.<br \/>\nInevitabilmente il nuovo setting \u00e8 risultato di lettura pi\u00f9 complessa per i ragazzi che avevano fatto propria la vecchia sede e la sentivano come il loro cinema. Bisogna per\u00f2 dire che, mentre il \u201cfoyer\u201d non lo avevano immediatamente riconosciuto come spazio dedicato, la sala sin dall\u2019inizio era piaciuta molto perch\u00e9 pi\u00f9 elegante e tecnicamente pi\u00f9 funzionale. Si \u00e8 deciso di mantenere nell\u2019insieme la stessa formula organizzativa, anche se con qualche modifica, in particolare riguardo il criterio da seguire per la programmazione.<br \/>\nNel corso della prima stagione ci eravamo infatti resi conto che alcuni dei film, pur gratificando il loro \u201cselezionatore\u201d, non solo non erano piaciuti, ma soprattutto non avevano offerto spunti al dibattito \u2013 uno dei momenti clou della serata che comportava spesso nuove occasioni di (piccoli) scambi successivi, anche a carattere personale.<br \/>\nSi \u00e8 quindi tentata un\u2019altra strada: i ragazzi hanno scelto tutti insieme dei temi di interesse condivisi quali l\u2019amicizia, l\u2019amore, il lavoro, la famiglia, e sulla base di questi alcuni di loro hanno poi selezionato i film. Il dibattito su un certo argomento si \u00e8 quindi prolungato per pi\u00f9 di una serata.<br \/>\nDurante il secondo anno (novembre 2009-giugno 2010) alcuni dei ragazzi, quelli forse pi\u00f9 partecipativi o comunque pi\u00f9 interessati al mondo del cinema, hanno sviluppato nuovi interessi e nuove competenze: Vittorio, con un supporto ad hoc, si \u00e8 lanciato in piccole rassegne cinematografiche gestite direttamente da lui; Marco, che studia cinema all\u2019Universit\u00e0, sta acquisendo una maggior autonomia a parlare in pubblico, non solo quando presenta i film al cineclub; Elena si \u00e8 autoproposta di fare le riprese video e di occuparsi della comunicazione nell\u2019ambito di un progetto teatrale al quale partecipa; Giulio ha maturato la decisione di frequentare un corso di montatore cinematografico. Accanto a questi piccoli grandi successi individuali, anche la vita sociale del gruppo \u00e8 migliorata grazie al Cineclub. Da una parte si \u00e8 consolidato il rapporto tra i vecchi membri, dall\u2019altro il cineclub sembra essere diventato il veicolo facilitatore per l\u2019integrazione di nuovi soci. Un aspetto che ritengo molto importante \u00e8 che in diversi ragazzi \u00e8 scattato in questo periodo un interesse a partecipare a iniziative, informative e culturali, che riguardano la Sindrome di Asperger: come se si stessero avviando a un percorso di maggior consapevolezza e senso di appartenenza anche al Gruppo \u2013 pur nella specificit\u00e0 della storia personale di ciascuno di loro.<br \/>\nIn entrambi gli anni la frequentazione \u00e8 rimasta costante sia da parte dei ragazzi, sia da parte del pubblico altro che abbiamo coinvolto. Bisogna per\u00f2 dire che di giovani amici neurotipici se ne sono sempre visti pochi, pur se invitati a pi\u00f9 riprese&#8230; Perch\u00e9, mediamente, i nostri ragazzi hanno pochi amici tra i pari. Questo \u00e8 un dato di fatto che non si pu\u00f2 negare e che rappresenta sempre il problema di fondo verso l\u2019acquisizione di una normalit\u00e0 nei loro rapporti interpersonali. Di converso, quanto \u201cvissuto\u201d, e quindi \u201cappreso\u201d, nel contesto del Cineclub sta servendo ai ragazzi per aiutarli a fare altre cose \u2013 ciascuno nella sua realt\u00e0 quotidiana, scolastica, lavorativa, sociale.<br \/>\nSi tratta insomma di un\u2019esperienza, di vita, possiamo ormai dire, che pur nella sua positivit\u00e0 non vuole nascondere che il vissuto sociale delle persone con Sindrome di Asperger \u00e8, e continuer\u00e0 a essere, difficile per la maggior parte di loro. Paradossalmente per quelli che stanno acquisendo una maggior consapevolezza della loro condizione, e quindi delle loro difficolt\u00e0, il vivere in mezzo agli altri \u00e8 spesso pi\u00f9 complicato e frustrante. Certo sono in grado di conquistare nuovi strumenti, di migliorare capacit\u00e0 e competenze, ma il quotidiano rimane difficile e gli sforzi per affrontarlo e non farsene schiacciare spesso sono enormi.<\/p>\n<p><strong>Infine\u2026<\/strong><br \/>\nDurante lo scorso inverno Giuseppe Cacace ha promosso un\u2019ulteriore evoluzione del Cineclub e assieme a quattro ragazzi dell\u2019Associazione ha ottenuto il sostegno per il progetto \u201cLo sguardo degli Aspie\u201d, nell\u2019ambito dello \u201cYouth in Action Programme\u201d della Comunit\u00e0 Europea. La nuova stagione \u00e8 partita nel novembre 2010. Di questo parleremo in un successivo articolo, che verr\u00e0 ospitato sempre in questa rubrica.<br \/>\nQuesto articolo \u00e8 stato scritto da un genitore e quindi con un\u2019ottica che non \u00e8, e non potrebbe essere altrimenti, quella che avrebbe una persona con S.A. che volesse raccontare la storia del nostro Cineclub. Ma dal momento che il prosieguo della nostra esperienza verr\u00e0 raccontato, il video che in questi mesi \u00e8 in corso di realizzazione nell\u2019ambito del nuovo progetto, grazie al contributo determinante dei ragazzi, offrir\u00e0 il loro punto di vista in modo pi\u00f9 spontaneo e meno mediato, quindi pi\u00f9 interessante e certamente pi\u00f9 realistico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa<br \/>\nQuando mi &egrave; stato chiesto dalla redazione di &ldquo;Hp-Accaparlante&rdquo;di scrivere un articolo sul cineclub che il Gruppo Asperger onlus sta organizzando a Roma ormai da qualche stagione, mi sono detta che se si fosse trattato di raccontare il nostro percorso da un punto di vista cinematografico e quindi critico, non sarebbe stata assolutamente cosa per me. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3584,3596,3612],"edizioni":[56],"autori":[2948,2949],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1439"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1439"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1439\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4174,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1439\/revisions\/4174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1439"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1439"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1439"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1439"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1439"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1439"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}