{"id":1441,"date":"2012-09-24T11:51:34","date_gmt":"2012-09-24T09:51:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1441"},"modified":"2025-09-01T09:23:45","modified_gmt":"2025-09-01T07:23:45","slug":"uniti-per-la-diversit-le-attivit-dell-intergruppo-della-disabilit-al-parlamento-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1441","title":{"rendered":"Uniti per la diversit\u00e0. Le attivit\u00e0 dell\u2019Intergruppo della Disabilit\u00e0 al Parlamento Europeo"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019uscita di marzo 2005 di \u201cHP-Accaparlante\u201d, avevamo tentato di accendere i riflettori su un\u2019istituzione comunitaria poco nota: l\u2019Intergruppo della Disabilit\u00e0 presso il Parlamento Europeo, nel quale europarlamentari di diverse nazionalit\u00e0 e appartenenze politiche lavorano fianco a fianco per la promozione dei diritti e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilit\u00e0. L\u2019Intergruppo, istituito nel 1980 (tra i primi in assoluto del Parlamento Europeo), ha la segreteria presso l\u2019European Disability Forum, l\u2019organizzazione indipendente rappresentativa delle persone con disabilit\u00e0 e delle loro associazioni a livello europeo, allo scopo di garantire una stretta interfaccia tra rappresentanti e rappresentati.<br \/>\nSei anni fa, anche grazie alle interviste concesse dai due membri italiani Marta Vincenzi (oggi Sindaco di Genova) e Antonio De Poli, erano emerse alcune caratteristiche dell\u2019Intergruppo: lo spirito di collaborazione tra membri di diverse nazioni e gruppi parlamentari (a differenza di quanto avviene nelle commissioni), l\u2019esempio della battaglia vinta nel 2001 dal presidente Richard Howitt in materia di accessibilit\u00e0 degli autobus urbani, l\u2019impegno allora in corso per una direttiva \u201corizzontale\u201d contro la discriminazione.<br \/>\nIn questi anni, molto \u00e8 cambiato, e non solo perch\u00e9 le nuove elezioni dell\u2019Europarlamento hanno imposto di rinnovare la composizione dell\u2019Intergruppo: le bocciature sulla Costituzione Europea da parte dei cittadini di Francia e Paesi Bassi nel maggio\/giugno 2005 hanno imposto uno stop alle politiche di integrazione continentale e avviato un loro ripensamento, che non pu\u00f2 dirsi concluso dal Trattato di Lisbona del 2007; la crisi economica iniziata nel 2008 sta mettendo a repentaglio la stabilit\u00e0 finanziaria di diversi Paesi membri, e in discussione la tenuta dell\u2019Euro; con le elezioni del 2009 si \u00e8 rafforzata nel Parlamento Europeo la componente euroscettica o apertamente nazionalista, talora con venature di estrema destra (si pensi al British National Party). Recentemente, la Commissione Europea ha approvato la Strategia Europea sulla Disabilit\u00e0 2010-2020, che definisce il quadro per le azioni in materia in questo decennio. Come si sta muovendo il nuovo Intergruppo della Disabilit\u00e0 in questo contesto non semplice? Abbiamo cercato di fare il punto con l\u2019aiuto, anche questa volta, di due membri italiani dell\u2019Intergruppo di differente appartenenza politica: Debora Serracchiani (PD &#8211; Gruppo Socialisti &amp; Democratici) e Claudio Morganti (Lega Nord &#8211; Gruppo Europa della Libert\u00e0 e della Democrazia), che \u00e8 anche uno dei vicepresidenti dell\u2019Intergruppo.<\/p>\n<p><strong>Un presidente non comune, un\u2019azione condivisa<\/strong><br \/>\nIl nuovo Intergruppo della Disabilit\u00e0 si compone di 98 europarlamentari \u2013 in calo, va segnalato, rispetto ai 111 della precedente legislatura, ma sempre l\u2019intergruppo europeo pi\u00f9 popoloso. Dal momento che l\u2019adesione \u00e8 volontaria e legata a un particolare interesse per la tematica, ci si potrebbe attendere che i gruppi pi\u00f9 numerosi siano quelli dei Paesi pi\u00f9 avanzati in materia di integrazione sociale delle persone con disabilit\u00e0, ma il quadro risulta pi\u00f9 complesso: la nazione con il gruppo pi\u00f9 nutrito \u00e8 l\u2019Ungheria con ben 14 europarlamentari (oltre la met\u00e0 di tutta la rappresentanza a Strasburgo!), seguita dal Regno Unito con 13, dalla Grecia con 12 e dall\u2019Italia con 10 \u2013 si segnalano anche i soli 2 rappresentanti per la Francia e la totale assenza di un rilevante \u201cnuovo Stato membro\u201d come la Polonia.<br \/>\nAlla presidenza dell\u2019Intergruppo \u00e8 stato eletto per acclamazione Adam Kosa, giovane europarlamentare ungherese che, insieme al collega francese Philippe Juvin, \u00e8 il primo membro sordomuto nella storia del Parlamento Europeo. Kosa, avvocato 36enne e Presidente del FESZT, il Consiglio Nazionale ungherese delle organizzazioni di persone disabili, ha tenuto il 15 luglio 2009 il primo intervento in linguaggio dei segni che l\u2019Europarlamento abbia mai ospitato, e continua a battersi per un pi\u00f9 esteso riconoscimento delle lingue dei segni in Europa.<br \/>\nI parlamentari europei che fanno parte dell\u2019Intergruppo sembrano pi\u00f9 uniti dalla propria sensibilit\u00e0 per il tema della disabilit\u00e0 che divisi dalle differenti appartenenze politiche e nazionali: Morganti rileva che \u201ci membri che lo compongono hanno tutti uno spiccato interesse per la materia, e cercano di agire al meglio, indipendentemente da condizionamenti vari, per cercare di essere il pi\u00f9 possibile utili alla causa che hanno a cuore\u201d. Al contempo, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Intergruppo dipende molto dall\u2019impegno (e dagli impegni) dei suoi membri, e dall\u2019altro dalle capacit\u00e0 di stimolo degli altri organi comunitari &#8211; \u00e8 sempre Morganti ad affermare che \u201csiamo soggetti anche a un maggiore o minore coinvolgimento a seconda della Presidenza UE di turno, e questo non ci agevola molto, poich\u00e9 ci sono presidenze molto attive e altre un po\u2019 pi\u00f9 lassiste (come purtroppo quella ungherese del primo semestre 2011)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le vie all\u2019integrazione<\/strong><br \/>\nSu quali linee si sta muovendo la legislazione dell\u2019Unione Europea cui l\u2019Intergruppo sta fornendo importanti contributi? Da un lato, rimangono al centro i concetti tradizionali di \u201caccessibilit\u00e0\u201d e \u201cnon-discriminazione\u201d: la Strategia Europea sulla Disabilit\u00e0 2010-2020 si dichiara \u201cincentrata sull\u2019eliminazione delle barriere\u201d in 8 ambiti. Ad esempio, parlando di diritto alla mobilit\u00e0 (tema al centro delle campagne dell\u2019European Disability Forum nel 2011), Serracchiani segnala che \u201cci sar\u00e0 prima uno studio che identificher\u00e0 le barriere che limitano le persone a mobilit\u00e0 ridotta nell\u2019uso di mezzi di trasporto o nell\u2019accesso ai servizi pubblici. Lo studio fornir\u00e0 le basi per lo sviluppo di una nuova legge europea sugli standard di accessibilit\u00e0\u201d. L\u2019obiettivo finale in questo senso pu\u00f2 essere lo \u201cstatuto dell\u2019Unione sulla disabilit\u00e0\u201d che secondo Serracchiani \u00e8 stato concordato tra Presidente dell\u2019Intergruppo e Presidente del Parlamento Europeo, e che porter\u00e0 a incontri biennali tra gli organismi dell\u2019Unione per analizzare le sfide che rimangono da raggiungere per le persone disabili, o in altro senso una \u201cLegge Europea sulla Disabilit\u00e0\u201d che stabilisca in tutti i campi gli standard minimi di accessibilit\u00e0.<br \/>\nIn altre attivit\u00e0 degli organismi europei emerge tuttavia una linea guida sottilmente differente, implicitamente descritta da Morganti quando afferma: \u201cvado molto fiero del fatto che oramai, in ogni discussione e provvedimento relativo al Bilancio dell&#8217;Unione europea, si faccia riferimento e si tenga conto delle necessit\u00e0 e peculiarit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0: era un<br \/>\nimpegno che mi ero assunto in qualit\u00e0 di vice-presidente dell&#8217;Intergruppo e Membro<br \/>\neffettivo della Commissione Bilancio del Parlamento europeo, e devo dire che ci\u00f2 sta<br \/>\nfunzionando\u201d. Le esigenze delle persone con disabilit\u00e0 non sono quindi, almeno in alcuni casi, oggetto di norme e indicazioni specifiche, quanto integrate nella legislazione relativa a tutti gli ambiti che possono incidere su di esse \u2013 a partire, appunto, dalla destinazione delle risorse economiche comunitarie.<br \/>\nLa differenza tra questi due approcci pu\u00f2 apparire molto sottile, e probabilmente spesso lo \u00e8; un esempio pu\u00f2 tuttavia essere significativo. In un\u2019interrogazione alla Commissione Europea del 4 febbraio 2011 sul tema del diritto al lavoro, Morganti rileva \u201cun drastico calo dell\u2019occupazione delle persone con disabilit\u00e0, nonch\u00e9 una scarsissima attivit\u00e0 ispettiva e di controllo per valutare il rispetto delle regole in materia\u201d, e chiede alla Commissione interventi pi\u00f9 incisivi e dati sull\u2019inserimento lavorativo nei diversi Stati europei. La risposta del Commissario Viviane Reding del 6 aprile conferma che \u201cper le persone disabili la situazione del mercato del lavoro \u00e8 sfavorevole in molti Stati membri e non \u00e8 migliorata negli ultimi anni\u201d, e rinvia a una serie di azioni proposte nelll\u2019allegato alla Strategia 2010-2020. \u00c8 per\u00f2 possibile chiedersi (e su questa rivista la domanda \u00e8 gi\u00e0 stata posta) se sia pi\u00f9 efficace proporre iniziative specifiche sull\u2019occupazione delle persone con disabilit\u00e0, o piuttosto tentare di incidere sull\u2019intero mercato del lavoro, per renderlo pi\u00f9 accogliente (anche) per chi, essendo in situazione di handicap nel contesto di partenza, cerca di inserirvisi o di rimanervi.<\/p>\n<p><strong>Il piano nazionale e quello culturale<\/strong><br \/>\nUn vincolo inevitabile all\u2019efficacia delle attivit\u00e0 dell\u2019Intergruppo \u00e8 legato al suo innestarsi in un processo decisionale europeo che, anche a causa delle battute di arresto all\u2019integrazione prima citate, si rivela poco incisivo. Morganti non esita ad asserire che \u201cl\u2019Europa \u00e8 per antonomasia il luogo del compromesso estremo, e quindi quasi tutte le decisioni si cerca di prenderle col massimo consenso possibile, magari a volte a scapito di una maggiore incidenza\u201d. Forse ancor pi\u00f9 rilevante \u00e8 il fatto che le scelte adottate a livello europeo si traducono in provvedimenti concreti solo una volta recepite da leggi nazionali: \u00e8 sempre Morganti a ricordare, a proposito della Strategia 2010-2020, che \u201cin numerosi ambiti si dovr\u00e0 agire seguendo il cosiddetto \u2018metodo di coordinamento aperto\u2019, ovvero che all&#8217;Unione europea spetta solamente la gestione e appunto il coordinamento delle politiche, e quindi sta ai diversi Stati membri implementarle nel migliore dei modi\u201d. \u00c8 pur vero che \u201cil legiferare europeo ed italiano vengono necessariamente a contatto nell&#8217;implementazione delle norme comunitarie, e quindi i due processi diciamo che si fondono e si completano\u201d, ma i meccanismi istituzionali attualmente in vigore rischiano di annullare o rallentare molto quel \u201ctraino virtuoso\u201d con cui l\u2019Europa potrebbe promuovere le migliori prassi nei vari Paesi, in materia di condizioni di vita delle persone con disabilit\u00e0, elevandole a standard da rispettare in tutto il territorio dell\u2019Unione &#8211; invece, secondo Serracchiani, \u201canche in questo, come in quasi tutti gli altri ambiti, la molteplicit\u00e0 degli ordinamenti e delle tradizioni dei vari Stati si riflette in una pletora di diversit\u00e0\u201d.<br \/>\nAnche per queste ragioni, l\u2019esito dell\u2019azione politica a livello europeo (e dello stimolo a essa portato dall\u2019Intergruppo) va rilevato non solo nella definizione di regole giuridiche a favore delle persone disabili, quanto nella promozione di una cultura realmente e diffusamente inclusiva. Le differenze a livello europeo sono ancora marcate: se Morganti nota che a Bruxelles \u201cmolto \u00e8 stato fatto per agevolare al meglio la vita delle persone disabili\u201d in materia di mezzi di trasporto pubblici o di rispetto degli scivoli per carrozzine, Serracchiani avverte che \u201c\u00e8 sufficiente fare caso al numero di carrozzine che si vedono in strada per dedurne la maggiore o minore accessibilit\u00e0 di una societ\u00e0 ai disabili: in Italia ne vediamo pochissime\u201d. La concentrazione su un orizzonte culturale di lungo periodo non costituisce uno scarico di responsabilit\u00e0 per gli europarlamentari, ed anzi impone loro un impegno ancor maggiore perch\u00e9 mirato a cambiamenti profondi e duraturi, in un intreccio complesso con le diverse realt\u00e0 sociali cos\u00ec espresso da Serracchiani: \u201cla scuola \u00e8 la madre dei grandi cambiamenti di lungo termine. Le campagne di sensibilizzazione sono certo utili, ma solo una radicata cultura dell\u2019integrazione e del rispetto pu\u00f2 modificare la vita dei disabili. In questo la politica ha una grandissima responsabilit\u00e0, perch\u00e9 ci deve credere e investire, anche se forse non c\u2019\u00e8 consenso immediato\u201d.<\/p>\n<p>Disability Intergroup<br \/>\nSecretariat: Janina Arsenjeva<br \/>\nc\/o European Disability Forum<br \/>\nRue du Commerce 39-41, B-1000 Bruxelles, Belgio<br \/>\nTel. +32.2.2824602<br \/>\nCell. +32.473.983489<br \/>\nFax +32.2.2824609<br \/>\nE-mail: <a href=\"mailto:janina.arsenjeva@edf-feph.org\">janina.arsenjeva@edf-feph.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.edf-feph.org\/Page_Generale.asp?DocID=18390\">www.edf-feph.org\/Page_Generale.asp?DocID=18390<\/a><\/p>\n<p>On. Debora Serracchiani<br \/>\nParlamento Europeo &#8211; B\u00e2t. Altiero Spinelli 15G269<br \/>\nRue Wiertz 60, B-1047 Bruxelles, Belgio<br \/>\nTel. +32.2.2845531<br \/>\nFax +32.2.2849531<br \/>\nE-mail: <a href=\"mailto:debora.serracchiani@europarl.europa.eu\">debora.serracchiani@europarl.europa.eu<\/a><\/p>\n<p>On. Claudio Morganti<br \/>\nParlamento Europeo &#8211; B\u00e2t. Altiero Spinelli 07H255<br \/>\nRue Wiertz 60, B-1047 Bruxelles, Belgio<br \/>\nTel. +32.2.2845121<br \/>\nFax +32.2.2849121<br \/>\nE-mail: <a href=\"mailto:claudio.morganti@europarl.europa.eu\">claudio.morganti@europarl.europa.eu<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019uscita di marzo 2005 di \u201cHP-Accaparlante\u201d, avevamo tentato di accendere i riflettori su un\u2019istituzione comunitaria poco nota: l\u2019Intergruppo della Disabilit\u00e0 presso il Parlamento Europeo, nel quale europarlamentari di diverse nazionalit\u00e0 e appartenenze politiche lavorano fianco a fianco per la promozione dei diritti e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilit\u00e0. L\u2019Intergruppo, istituito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3602,3594],"edizioni":[121],"autori":[2932],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1441"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1441"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1441\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4225,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1441\/revisions\/4225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1441"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1441"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1441"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1441"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1441"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1441"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}