{"id":1447,"date":"2012-09-24T12:31:56","date_gmt":"2012-09-24T10:31:56","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1447"},"modified":"2025-09-01T09:16:26","modified_gmt":"2025-09-01T07:16:26","slug":"emozioni-e-sensazioni-di-giovane-integrazione-attraverso-lo-sport-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1447","title":{"rendered":"Emozioni e sensazioni di \u201cgiovane\u201d integrazione, attraverso lo sport a scuola"},"content":{"rendered":"<p>Con il gruppo Calamaio RE-MO (Reggio Emilia e Modena) ho concluso nel 2011 un ciclo di tre percorsi con tema lo sport a Correggio (RE) presso le scuole medie \u201cAndreoli. Marconi\u201d. Ogni percorso \u00e8 formato da cinque incontri: due con gli insegnanti (programmazione e verifica) e tre con tutto il gruppo classe. Sto scrivendo con una forte emozione nel cuore perch\u00e9 questi percorsi sono stati possibili grazie al contributo economico, donato alla scuola, dal \u201cTrocia Beach\u201d. Molti di voi si chiederanno cos\u2019\u00e8 il \u201cTrocia Beach\u201d. Per saperlo accendete il vostro computer e digitate sul vostro motore di ricerca \u201cTrocia Beach\u201d e vi si aprir\u00e0 la home page, cliccate su \u201cstoria\u201d e vi comparir\u00e0 una foto. La foto di Trocia, ovvero Marco Ferrari, uno dei miei migliori amici, che a soli 32 anni, dopo aver giocato con il cancro \u00e8 morto. Nulla di pi\u00f9 azzeccato era quello di organizzare un torneo di beach volley per ricordare e raccontare chi era Marco. Strano associare il gioco e lo sport alla morte, ma Marco si \u00e8 sempre divertito, sia in salute che in malattia, come c\u2019\u00e8 scritto da qualche parte. E anche nella sofferenza e nel dolore ci metteva quel pizzico di autoironia per far superare a chi gli era di fianco, in quei momenti, la difficolt\u00e0 nel relazionarsi con lui. Una difficolt\u00e0, la paura di perdere un caro amico, ti poteva allontanare da lui, ma grazie al suo divertimento Marco ti includeva nella sua vita. Ora non voglio stare qua a descrivere la storia di Marco, perch\u00e9 l\u2019obiettivo dei percorsi sullo sport non era questo, ma quello di far capire che un handicap, o chiamiamola difficolt\u00e0, se conosciuta pu\u00f2 diventare anche divertente ed \u00e8 pi\u00f9 facile affrontarla e quindi superarla. Lo sport \u00e8 pieno di difficolt\u00e0, difficolt\u00e0 che a volte escludono. Ecco, noi del gruppo Calamaio di RE-MO abbiamo cercato di far capire, \u201cmacchiando\u201d questi ragazzi, che le difficolt\u00e0 sportive \u2013cambiando alcune regole \u2013 possono diventare divertenti e quindi includere tutti. Invece di descrivere le tappe di questo percorso voglio dar voce ai veri protagonisti di questa esperienza per far s\u00ec che le loro emozioni e la loro esperienza di integrazione \u201cmacchino\u201d un po\u2019 anche voi lettori.<br \/>\nBuona lettura.<\/p>\n<p><strong>Una studentessa, dopo il primo incontro<\/strong><br \/>\n\u201cSono venuti in palestra nella nostra scuola un trio di ragazzi (di cui una sulla sedia a rotelle) che si chiamano Denny, Stefania e Tristano. I professori ci avevano detto che avremmo svolto un progetto di nome Calamaio con tema lo sport, ma noi non avevamo idea di che cosa si trattasse e sono sicura che nessuno avrebbe mai pensato di fare ci\u00f2 che in realt\u00e0 abbiamo fatto. Appena arrivati ci siamo riuniti tutti insieme in una parte della palestra (anche i professori della nostra classe si sono seduti in cerchio in mezzo a noi!) e ci hanno distribuito un foglietto e una biro. Dovevamo scrivere il nostro nome, il tipo di sport praticato, il nostro idolo sportivo (se ne avevamo), il perch\u00e9 \u00e8 importante svolgere sport e i lati positivi e negativi di quest\u2019ultimo. Dopo pochi minuti abbiamo letto le nostre risposte e sono uscite delle cose molto interessanti. Questo gioco ce lo hanno fatto fare per farci conoscere meglio, facendoci notare che anche il pi\u00f9 diverso da noi ha delle cose in comune con gli altri. Dopo questa attivit\u00e0 di conoscenza, tutti pensavamo che ci avrebbero fatto giocare a basket, calcio o qualunque altro sport, ma ci sbagliavamo. Uno dei ragazzi si \u00e8 alzato in piedi e si \u00e8 avvicinato a una parete della palestra dove erano stato attaccati quattro fogli grandi e ci disse che avremmo giocato al gioco delle \u201cAssociazioni di Idee\u201d. Su ogni foglio ha scritto, una alla volta quattro parole: Idolo Sportivo, Pallone, Atleta e Handicappato. Con ognuna di queste quattro parole dovevamo associare e dire tutto quello che ci veniva in mente pensando ad esse, senza aver paura di offendere e senza nessuna censura. Dopo un po\u2019 avendo esaurito le idee, abbiamo riflettuto sulla positivit\u00e0 o negativit\u00e0 e abbiamo notato che nella parola Handicappato c\u2019erano pi\u00f9 parole negative che positive rispetto alle altre tre parole proposte dal trio del Calamaio. Riflettendo siamo arrivati a parlare dell\u2019uguaglianza o diversit\u00e0 delle persone e abbiamo scoperto che siamo tutti uguali e diversi e non uguali o diversi come sostenevano alcuni miei compagni. A quel punto \u00e8 arrivata la parte pi\u00f9 divertente. Per farci capire come una difficolt\u00e0 pu\u00f2 essere divertente ci hanno diviso in due squadre che si sarebbero sfidate nella velocit\u00e0, ma con un piccolo dettaglio: dovevamo muoverci sulla carrozzina, come la ragazza del gruppo Calamaio appena conosciuta. \u00c8 stato divertentissimo! Abbiamo capito, grazie a queste prove di velocit\u00e0, che se uno si diverte la difficolt\u00e0 pu\u00f2 essere superata e cos\u00ec nessuno viene escluso! Eravamo cos\u00ec impacciati nel muoverci con la sedia a rotelle. Poco dopo \u00e8 giunta l\u2019ora di salutarci. Ci hanno detto che il loro compito era di lasciare una piccola \u201cmacchia\u201d dentro di noi (da questo il nome Calamaio) e di farci divertire. Li abbiamo salutati calorosamente con la speranza che anche gli altri due incontri sarebbero stati cos\u00ec divertenti e significativi. Mi \u00e8 piaciuta l\u2019esperienza e mi ha fatto riflettere molto. Quel trio ci ha proprio stupito, per cos\u00ec dire. Come dicevo prima nessuno di noi si sarebbe mai immaginato di gareggiare su carrozzine e divertirsi!\u201d.<\/p>\n<p><strong>Uno studente, dopo il secondo incontro<\/strong><br \/>\n\u201cAppena siamo arrivati, gli animatori del gruppo Calamaio ci hanno chiesto di leggere le consegne che ci avevano detto di fare. Che emozione leggere le proprie impressioni davanti a tutti!<br \/>\nTra l\u2019altro \u00e8 stato molto interessante sapere cosa avevano scritto gli altri e ci siamo accorti che ognuno di noi aggiungeva un pezzo come se fosse un puzzle che si andava completando man mano che i miei compagni leggevano. Finito di leggere tutti ci hanno spiegato la differenza tra deficit (mancanza) e handicap. Abbiamo scoperto che handicap non vuole dire altro che difficolt\u00e0. Quindi abbiamo ripreso un po\u2019 i concetti del primo incontro. Dopo ci hanno divisi in tre squadre e fatti mettere in cerchio e fatti giocare a Palla Cerchio. Il gioco consisteva nel portare la palla da un lato all\u2019altro della palestra senza farla uscire del cerchio formato da noi. Facendo questo gioco ci siamo accorti che tra di noi non comunicavamo, che ognuno faceva quello che voleva senza condividerlo e che non sempre velocit\u00e0 \u00e8 sinonimo di vittoria. Infatti la prima prova \u00e8 stata vinta dal gruppo dove c\u2019era Stefania, l\u2019animatrice in carrozzina perch\u00e9 il pallone \u00e8 uscito meno volte\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gli studenti, dopo il terzo incontro<\/strong><br \/>\nIl terzo incontro si \u00e8 aperto con una domanda: \u201cQuando lo sport integra davvero?\u201d. Ecco le impressioni degli studenti, dopo aver provato a mettersi in gioco.<br \/>\n\u201cAbbiamo partecipato all\u2019ultimo incontro del Progetto Calamaio, credo che in generale sia stato il pi\u00f9 emozionante perch\u00e9 abbiamo giocato a Basket, cambiando molte regole e facendo in modo che tutti avessimo un ruolo ben preciso, e che nessuno venisse escluso. Questa serie di incontri mi sono molto piaciuti perch\u00e9 hanno un aspetto molto originale rispetto ad altri progetti\u201d.<br \/>\n\u201cIo mi sono sentita coinvolta nel gioco, a differenza delle altre volte, in cui spesso venivo isolata\u201d.<br \/>\n\u201cQuesto Progetto mi \u00e8 piaciuto molto, ed \u00e8 stato divertente e utile per capire che anche se non sei molto brava in uno sport, non vuol dire che tu non possa giocarci. Molte volte quando si gioca, anche tra amici, se non sei brava vieni esclusa. Con questo Progetto ho capito che le regole di un gioco si possono anche adattare a te e alle tue esigenze\u201d.<br \/>\n\u201cHo trovato difficolt\u00e0 ma poi con l\u2019aiuto dei miei compagni sono riuscita persino a giocare a palla. Infine abbiamo cambiato le regole al Basket, e per la prima volta mi sono divertita in una partita di Basket. Ognuno aveva il proprio compito gi\u00e0 stabilito in precedenza, anche Stefania ha giocato e io sono riuscita persino a fare tre canestri! Quindi come ci hanno detto loro all\u2019inizio: sono davvero riusciti a lasciarci una macchia dentro!\u201d.<br \/>\n\u201cL\u2019ultima lezione del Progetto Calamaio mi \u00e8 molto piaciuta, perch\u00e9 siamo stati noi i veri protagonisti della lezione, giocando nel vero senso della parola. Cambiando le regole ogni volta che ci stavamo annoiando. L\u2019ho trovato molto bello e interessante\u201d.<br \/>\n\u201cPer me \u00e8 stato molto eccitante e interessante, perch\u00e9 ci siamo messi in gioco e abbiamo esposto le nostre opinioni, su vari argomenti. Mi dispiace che questo Progetto lo abbiamo fatto solo quest\u2019anno\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il gruppo Calamaio RE-MO (Reggio Emilia e Modena) ho concluso nel 2011 un ciclo di tre percorsi con tema lo sport a Correggio (RE) presso le scuole medie \u201cAndreoli. Marconi\u201d. Ogni percorso \u00e8 formato da cinque incontri: due con gli insegnanti (programmazione e verifica) e tre con tutto il gruppo classe. 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