{"id":145,"date":"2009-11-04T17:04:50","date_gmt":"2009-11-04T17:04:50","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=145"},"modified":"2025-12-10T11:01:15","modified_gmt":"2025-12-10T10:01:15","slug":"la-scommessa-siamo-uguali-o-diversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=145","title":{"rendered":"5. La scommessa: siamo uguali o diversi?"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">Dopo aver quindi stabilito che Re 33 ha superato la prova e non verr\u00e0 privato di trenta dei trentatr\u00e9 bottoni d\u2019oro che chiudono il suo mantello, Stefania chiede ai bambini:<br \/>\n<!--break--> \u201cQuanti siete voi, in questa classe?\u201d<br \/>\n\u201cVenti!\u201d rispondono in coro i bambini.<br \/>\n\u201cBene, secondo me \u2013 prosegue Stefania \u2013 qui ci sono venti Re 33 perch\u00e9 voi siete tutti come il re della fiaba.\u201d<br \/>\nI bambini appaiono abbastanza contrariati, fanno cenno di no con la testa e parlano a bassa voce tra loro; Stefania li sfida nuovamente e a questo punto il coro di no si leva potente ma Stefania non si perde d\u2019animo e avanza una proposta:<br \/>\n\u201cFacciamo un gioco, anzi una scommessa, ci state?\u201d<br \/>\nOvviamente i bambini non se lo fanno ripetere due volte e raccolgono la sfida, certi peraltro di vincere senza alcuna difficolt\u00e0; Stefania spiega che far\u00e0 una domanda e scommette che loro non indovineranno la risposta. Dopo lunghe contrattazioni relative al premio in caso di vincita, si decide di mettere in palio una torta: se Stefania vincer\u00e0 la scommessa dovremo farle trovare, la prossima volta, una torta, mentre se saremo noi a vincere sar\u00e0 lei a doverla portare.<br \/>\nL\u2019accordo \u00e8 stato raggiunto e i bambini fremono per sapere di quale domanda si tratta: sorrido tra me pensando cosa si aspetteranno, loro che seguono assiduamente i giochi a quiz trasmessi in televisione e ogni giorno mi dicono quali risposte hanno indovinato; poi Stefania, dopo aver sapientemente modulato l\u2019attesa, rendendoli impazienti senza per\u00f2 irritarli chiede:<br \/>\n\u201cIo sono uguale o diversa da voi?\u201d<br \/>\nCome era accaduto nel momento in cui Stefania era entrata in classe per la prima volta, anche in questa occasione il silenzio scende immediatamente sul gruppo; i bambini che si erano sgolati fino a quel momento, partecipando alla scelta del premio da mettere in palio, che si erano almeno in parte rilassati dopo il forte impatto emotivo iniziale, vivono nuovamente una situazione di forte imbarazzo.<br \/>\nSono infatti abbastanza \u201cgrandi\u201d per vedere e capire che Stefania \u00e8 indubbiamente diversa da loro ma sono anche sufficientemente condizionati da non sentirsi liberi di esprimere il loro giudizio; il condizionamento culturale opera in loro in modo gi\u00e0 molto evidente, provocando autocensure e limitazioni: i bambini vedono chiaramente che Stefania \u00e8 diversa da loro ma non vogliono dirlo, non hanno il coraggio di ammetterlo.<br \/>\nCos\u00ec si guardano tra loro, gli sguardi si incrociano in un\u2019atmosfera tesa, di evidente disagio e quando i loro occhi incontrano i miei non \u00e8 difficile intuire un sincero rimprovero; ma il silenzio dura ben poco e, in modo quasi liberatorio, arriva la risposta corale alla domanda di Stefania:<br \/>\n\u201cUguale, uguale, uguale!!!\u201d<br \/>\nStefania sollecita i bambini a pensarci ancora, chiede loro, con la sicurezza propria di un presentatore televisivo, se quella \u00e8 la loro ultima risposta e, dopo un\u2019ennesima conferma, accetta la risposta.<br \/>\nIl percorso finora descritto risulta chiaramente dai testi scritti elaborati il giorno successivo all\u2019incontro, nei quali i bambini, dopo una lunga discussione svoltasi in classe e alla luce delle considerazioni emerse nel seguito della scommessa con Stefania, hanno ammesso di essersi spontaneamente censurati adducendo quasi sempre la stessa motivazione: la loro principale preoccupazione era di offendere Stefania oppure darle un dispiacere.<br \/>\nNe riporto alcuni brani a titolo esemplificativo, anche in questo caso trascritti fedelmente dai loro quaderni senza alcuna modifica:<\/p>\n<p align=\"left\">\u201cQuando Stefania ci ha chiesto: \u201cMa io sono uguale o diversa da voi?\u201d io non ho avuto il coraggio di dire che lei \u00e8 diversa da noi perch\u00e9 non pu\u00f2 camminare e deve stare sulla carrozzella.\u201d (Vincenzo)<br \/>\n\u201cQuando ci ha chiesto se lei \u00e8 uguale o diversa da noi, abbiamo risposto tutti: uguale! Io pensavo che se avessi detto diversa lei si sarebbe dispiaciuta della sua condizione. Cos\u00ec dicendo uguale abbiamo perso la scommessa.\u201d (Irene)<br \/>\n\u201cQuando Stefania ci ha chiesto se era uguale o diversa da noi, io ho detto uguale ma volevo dire diversa, per\u00f2 credevo di offenderla e non l\u2019ho detto per non farle un dispiacere.\u201d (Matteo)<br \/>\n\u201cStefania \u00e8 una ragazza ma disabile. A me \u00e8 dispiaciuta la sua situazione e per non farle dispiacere non osavo dire niente su di lei, per questo non ho nemmeno risposto alla domanda.\u201d (Cristina)<br \/>\n\u201cIo mi vergognavo a dire che Stefania \u00e8 diversa da noi perch\u00e9 non pu\u00f2 camminare e sta su una carrozzella.\u201d (Filippo)<br \/>\n\u201cStefania ci ha chiesto se lei \u00e8 uguale o diversa da noi. Tutti hanno detto uguale ma io ho detto uguale solo per non farle dispiacere perch\u00e9 lei \u00e8 disabile e si poteva offendere.\u201d (Giulia)<\/p>\n<p align=\"left\">A questo punto Stefania ha chiesto se qualcuno dei bambini poteva aiutarla: alla richiesta di un volontario, la diffidenza si \u00e8 trasformata in curiosit\u00e0 e, dopo qualche esitazione, un bambino si \u00e8 offerto. Stefania gli ha detto di dividere la lavagna in due parti e di scrivere, in alto a sinistra, la parola UGUALE; poi ha chiesto ai bambini di dirle in che cosa \u00e8 uguale a loro.<br \/>\nIniziare il confronto dalla risposta dei bambini, quindi dall\u2019esplicitazione degli elementi che li accomunano a Stefania, non \u00e8 una scelta casuale, in quanto permette di eludere, almeno per un po\u2019, la tensione creatasi subito prima, quando il gruppo era stato messo di fronte alla sua evidente diversit\u00e0.<br \/>\nLe risposte sono state molto varie e numerose e hanno preso in considerazione le diverse componenti della persona, in relazione alle sue caratteristiche funzionali e biologiche e alla dimensione cognitiva e affettiva; in alcuni casi i bambini hanno attinto alla loro personale esperienza, in altri hanno utilizzato i contenuti e le informazioni apprese a scuola, dimostrando una buona capacit\u00e0 di lettura della realt\u00e0 e una profondit\u00e0 di analisi che, in alcuni casi, mi hanno sinceramente colpito.<br \/>\nMentre i bambini, con le mani alzate, aspettavano che Stefania desse loro la parola, impazienti di esprimere la loro idea e di partecipare alla sfida, in un clima rilassato e abbastanza chiassoso, Stefania ha colto molte occasioni per farsi avvicinare dai bambini e stabilire con loro un contatto anche fisico. Quando un bambino ha affermato che anche lei \u201cha la pelle\u201d, \u00e8 stato invitato da Stefania ad andare a verificare che non fosse plastica; dopo qualche esitazione Sebastiano si \u00e8 alzato, le \u00e8 andato vicino, le ha toccato di sfuggita una mano e, tra le risate generali, ci ha confermato che si trattava veramente di pelle. Ci sono stati altri piccoli episodi, analoghi a questo, che hanno permesso di stabilire un primo contatto, di cominciare a scalfire il muro della paura e della diffidenza grazie sia alla bravura di Stefania, sia alla disponibilit\u00e0 del gruppo.<br \/>\nTerminato per\u00f2 questo elenco, Stefania ha detto di scrivere nell\u2019altra parte della lavagna il termine DIVERSA e ha chiesto in che cosa loro si differenziano. Alla domanda \u00e8 seguito il silenzio, i bambini erano nuovamente in difficolt\u00e0 ma in misura minore rispetto a prima, al momento in cui Stefania era entrata in classe o aveva proposto la scommessa. Hanno quindi reagito pi\u00f9 prontamente e hanno cominciato a elencare le cose pi\u00f9 banali: tu sei adulta e noi siamo bambini, tu hai i capelli scuri, non abiti a Casalecchio\u2026 In breve hanno per\u00f2 esaurito i loro argomenti ed \u00e8 nuovamente calato il silenzio:<br \/>\n\u201cSiete sicuri di non dimenticare niente? Avete proprio pensato a tutto? Non ci sono altre cose in cui io sono diversa da voi?\u201d<br \/>\nAlla domanda di Stefania, ho percepito come tutti i bambini stessero pensando alle differenze pi\u00f9 profonde, alla carrozzella, alle sue caratteristiche fisiche, alla sua diversit\u00e0 ma nessuno sembrava intenzionato a parlare; poi, nel silenzio generale, Elena, diventando rossa come un gambero, ha detto che in effetti lei aveva in mente qualcosa ma non voleva dirlo. In questi casi ammiro Stefania per la sua sensibilit\u00e0 nel condurre questi dialoghi molto difficili, senza forzare i bambini ma aiutandoli a superare la paura e il disagio per dire quello che realmente pensano. Stefania non ha insistito ma ha detto a Elena di esprimersi liberamente, di dire sinceramente quello che pensava; dopo qualche esitazione Elena ha detto quello che tutti gli altri, in quel momento, stavano pensando:<br \/>\n\u201cTu sei diversa perch\u00e9 non puoi camminare, perch\u00e9 stai su una carrozzella.\u201d<br \/>\n\u00c8 stata, per tutto il gruppo, una vera e propria liberazione e all\u2019affermazione di Elena quasi tutti hanno commentato, a bassa voce, che era la stessa cosa che stavano pensando. Stefania, con grande seriet\u00e0, ha detto che stava aspettando che qualcuno lo dicesse, che le sembrava strano che nessuno avesse notato la sua carrozzella, che non c\u2019era niente di cui vergognarsi e che questa \u00e8 una cosa che deve essere detta perch\u00e9 \u00e8 la verit\u00e0. Da questo momento in poi l\u2019atteggiamento dei bambini \u00e8 profondamente cambiato: hanno guardato in faccia la loro paura e hanno scoperto che era possibile confrontarsi con essa e che, nell\u2019andarle vicino, faceva sempre meno paura.<br \/>\nL\u2019affermazione di Stefania li ha molto colpiti, hanno percepito la difficolt\u00e0 che lei aveva dovuto vincere per accettarsi cos\u00ec com\u2019\u00e8, alcuni di loro hanno giustamente dedotto che \u00e8 una persona forte ed equilibrata. Si sono cos\u00ec lasciati andare e hanno elencato tutti gli elementi che differenziano Stefania da loro; poi, prima timidamente e dopo in modo sempre pi\u00f9 esplicito, hanno cominciato a farle domande personali, a chiederle come fa a mangiare o a vestirsi, dove vive, dove lavora, se ha studiato, cosa le piace, cosa le fa paura e mille altre cose ancora.<br \/>\nStefania ha risposto a tutte le loro domande, ha raccontato molti particolari della sua vita quotidiana, ha spiegato con un esempio molto efficace, in termini semplici e a loro comprensibili, le cause che hanno determinato il suo deficit, ha mostrato che non controlla il braccio destro, non riesce a stringere il pugno, mentre riesce a utilizzare il sinistro, col quale pu\u00f2 scrivere e disegnare. Quando ha mostrato ai bambini i disegni incollati sui cartelloni che contengono i testi delle canzoni e ha detto loro che li ha fatti lei (sono davvero belli), i bambini hanno dimostrato apertamente il loro stupore e la loro ammirazione.<br \/>\nSi \u00e8 trattato di un momento molto importante, in cui i bambini, grazie alla capacit\u00e0 di Stefania, sono entrati davvero in relazione con lei assumendola come persona e non limitandosi, come avevano fatto fino a quel momento, a vedere solo il suo deficit e a identificarla con esso. La loro \u00e8 stata una scoperta cos\u00ec esaltante e la loro curiosit\u00e0 cos\u00ec insaziabile che avrebbero continuato per ore a farle domande e ad attendere, in religioso silenzio, le sue risposte. Osservare la situazione dall\u2019esterno \u00e8 stato per me altrettanto interessante, ho potuto verificare il trasformarsi delle loro reazioni, lo sviluppo delle emozioni e anche in questo caso mi sono stupita, conoscendo la loro esuberanza, del profondo interesse nei confronti di Stefania, testimoniato dall\u2019attenzione con la quale la ascoltavano e dal silenzio nel quale le consentivano di esprimersi, capaci persino di attendere il loro turno e di rispettare le regole della comunicazione.<br \/>\nNel frattempo, sulla lavagna erano rimaste scritte le risposte in ordine casuale che sono poi state riorganizzate dai bambini e trascritte sui quaderni; questo \u00e8 l\u2019elenco che hanno elaborato:<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">UGUALE<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">DIVERSA<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">\u00e8 un essere umano<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">\u00e8 in carrozzella<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">prova dei sentimenti<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">non controlla un braccio<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">ha una personalit\u00e0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">non pu\u00f2 camminare<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">mangia, beve, dorme \u2026<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">parla con difficolt\u00e0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">ha i cinque organi di senso<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">\u00e8 adulta<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">ha bisogno d\u2019affetto<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">ha bisogno di aiuto per fare alcune cose<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"222\">\n<p align=\"left\">comunica<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"318\">\n<p align=\"left\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Non c\u2019\u00e8 stato nemmeno bisogno che Stefania riportasse l\u2019attenzione dei bambini sulla scommessa non ancora conclusa: a un certo punto Cristina ha detto:<br \/>\n\u201cAllora ho capito qual \u00e8 la risposta esatta! Stefania \u00e8 uguale a noi ma anche diversa.\u201d Poi si \u00e8 girata verso Stefania in cerca di conferma; Stefania ha annuito e ha spiegato che era sufficiente sostituire, nella domanda che aveva fatto, alla O una E: Stefania \u00e8 uguale O diversa? Stefania \u00e8 uguale E diversa.<br \/>\nI bambini hanno cos\u00ec capito di aver perso la scommessa e hanno ammesso che nessuno di loro avrebbe mai indovinato. A partire dall\u2019affermazione di Stefania \u00e8 stato poi semplice considerare come ogni persona, adulto o bambino, sia uguale e diversa dagli altri, come non esistano due persone identiche e come questo sia un vantaggio. Roberto ha chiesto ai bambini di provare a immaginare come sarebbe un paese in cui tutte le persone siano uguali tra loro, per caratteristiche fisiche, gusti, interessi e personalit\u00e0 e di riferire poi le nostre conclusioni la settimana successiva.<br \/>\nPurtroppo il tempo a nostra disposizione era terminato (l\u2019incontro \u00e8 durato pi\u00f9 di due ore contro l\u2019ora e mezza prevista) e ci siamo dovuti salutare con la promessa che avremmo pagato il nostro debito, la torta persa nel gioco della scommessa, la prossima volta che ci saremmo incontrati. I saluti si sono svolti in un clima molto festoso, i bambini erano dispiaciuti che l\u2019incontro fosse gi\u00e0 finito e gran parte della paura e della diffidenza iniziale erano state scalfite.<br \/>\nIn questo modo hanno descritto, sui loro quaderni, la conclusione della scommessa e le loro emozioni:\u201cDopo la scommessa, abbiamo fatto un elenco delle cose uguali e diverse tra noi e Stefania. A me era venuto in mente, tra le cose diverse, che lei \u00e8 disabile ma non avevo il coraggio di dirlo perch\u00e9 credevo di darle un dispiacere. Alla fine ho trovato il coraggio e l\u2019ho detto: Stefania ha commentato che questa era la verit\u00e0 e lei non era affatto dispiaciuta e io mi sono sentita meglio perch\u00e9 avevo paura di averla offesa. Ho capito che Stefania \u00e8 una ragazza molto forte perch\u00e9 sono poche le persone che accettano serenamente di essere disabili. Quando se ne sono andati sono rimasta molto stupita per quanto \u00e8 stato breve l\u2019incontro: il tempo \u00e8 proprio volato!\u201d (Elena)<br \/>\n\u201cQuando ci ha chiesto di dirle le cose diverse stavamo tutti zitti, nessuno voleva parlare. Poi Elena con molto coraggio le ha detto che lei era disabile e noi no e Stefania ha risposto che era vero e noi abbiamo capito che non le dispiaceva. In quel momento ho pensato che Stefania aveva un buon carattere ed era molto intelligente.\u201d (Lorenzo)<br \/>\n\u201cPrima che andassero via ho cambiato idea su Stefania e sono stato felice di averla conosciuta.\u201d (Andrea)<br \/>\n\u201cDurante la scommessa, quando le abbiamo detto che lei \u00e8 disabile, Stefania non si \u00e8 dispiaciuta di questo ma \u00e8 stata contenta che noi lo avevamo detto. Quando sono andati via io provavo un sentimento di gioia e di allegria pensando a Stefania.\u201d (Chiara)<br \/>\n\u201cAbbiamo scritto alla lavagna le cose uguali e diverse tra noi e lei. Alcuni bambini volevano dire, tra le cose diverse, che lei \u00e8 disabile ma non l\u2019hanno detto per paura di offenderla. Stefania alla fine ha detto che questa cosa bisognava dirla perch\u00e9 \u00e8 la verit\u00e0, allora ho capito che lei ha un carattere molto forte. Mi sono divertita molto e non vedo l\u2019ora che tornino a trovarci.\u201d (Najah)<br \/>\n\u201cAlla sua domanda abbiamo risposto tutti uguale perch\u00e9 credevamo che le dispiacesse sentirsi dire che \u00e8 diversa ma lei ci ha detto che siamo un po\u2019 tutti come Re 33. Dopo abbiamo fatto un elenco alla lavagna sulle cose che ci accomunano e sulle differenze tra noi e lei e ne abbiamo trovate molte. Cos\u00ec abbiamo capito che Stefania per certe cose \u00e8 uguale a noi, per altre \u00e8 diversa come tutti. Quando sono andati via, ho avuto un\u2019impressione del tutto diversa di Stefania: ero quasi felice per lei.\u201d (Rita)<br \/>\n\u201cHo ammirato molto Stefania per la sua intelligenza e ho provato dispiacere e felicit\u00e0 contemporaneamente. Alla fine abbiamo cantato fin quasi a sgolarci e io mi sentivo al settimo cielo.\u201d (Thomas)<br \/>\n\u201cAll\u2019inizio mi dispiaceva che ci fosse anche Stefania dopo per\u00f2 mi sono accorta che \u00e8 simpatica, molto intelligente e molto forte di carattere. Quando se ne sono andati ero un po\u2019 triste perch\u00e9 mi ero molto divertita.\u201d (Sara)<\/p>\n<p align=\"left\">Il nostro primo incontro era terminato: i bambini hanno salutato Stefania, Sandra e Roberto, si sono fatti promettere che sarebbero tornati la settimana dopo e si sono offerti di aiutarli a trasportare i vari materiali (chitarra, costumi, cartelloni\u2026) fino all\u2019ingresso della scuola. A quel punto, senza nessuna sollecitazione esterna, alcuni di loro si sono spontaneamente avvicinati a Stefania e, incoraggiati da Sandra, l\u2019hanno accompagnata fuori dell\u2019aula, lungo il corridoio, spingendo la sua carrozzella. Questo avvenimento, che potrebbe sembrare davvero poca cosa, mi aveva molto colpito facendomi considerare come un primo, importante passo fosse stato gi\u00e0 compiuto.<br \/>\nMa il mio stupore \u00e8 diventato ancora maggiore quando, prima di chiudere la porta della scuola e rientrare in classe, ho salutato Stefania, dandole un bacio sulla guancia, come faccio abitualmente; a quel punto, alcuni bambini che erano vicino a me e avevano osservato la scena, mi hanno chiesto se potevano dare un bacio a Stefania per salutarla: ho ovviamente risposto di s\u00ec, Stefania ha reagito con la dolcezza e la pacatezza che la contraddistinguono mentre io, un po\u2019 in disparte, guardavo la scena con profonda e sincera soddisfazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver quindi  stabilito che Re 33 ha superato la prova e non verr\u00e0 privato di trenta dei  trentatr\u00e9 bottoni d\u2019oro che chiudono il suo mantello, Stefania chiede ai  bambini:<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3610,3605,3607],"edizioni":[41],"autori":[264],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3695],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=145"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5549,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145\/revisions\/5549"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=145"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=145"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=145"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=145"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=145"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=145"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}