{"id":1462,"date":"2012-11-07T15:11:40","date_gmt":"2012-11-07T15:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1462"},"modified":"2025-09-01T10:16:49","modified_gmt":"2025-09-01T08:16:49","slug":"frida-vista-da-frida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1462","title":{"rendered":"Frida vista da Frida"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019arte e gli artisti sono entrati a far parte, in modo inaspettato e piacevole, del nostro contesto lavorativo, offrendoci la possibilit\u00e0 di indagare e osservare la realt\u00e0 da un nuovo punto di vista, attraverso i loro occhi, le loro opere e la loro vita.<br \/>\nUn piccolo viaggio incontro all\u2019arte, dove m\u00e8ta e destinazione si confondono!<\/p>\n<p>\u201cMa sebbene sapesse che stava per morire, non aveva smesso di lottare per la vita.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Perch\u00e9 altrimenti, la morte fu costretta a sorprenderla rubandole il respiro nel sonno?\u201d.<br \/>\n(H. Herrera, <i>Frida, vita di Frida Kahlo<\/i>, Milano, La Tartaruga edizioni 2001, p. 292)<\/p>\n<p>Mi chiamo Frida, \u201cpace\u201d in tedesco.<br \/>\nUn nome ma non un destino. Di pace, infatti, ne ho conosciuta poca.<br \/>\nMio padre era di origine tedesca. Mia madre messicana.<br \/>\nSono figlia, sorella, sposa e amante.<br \/>\nSono una pittrice o almeno lo sono diventata, forse per necessit\u00e0, forse per destino, forse per occasione.<\/p>\n<p>\u201cNon mi era mai capitato di pensare alla pittura fino a<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>quando, nel 1926, mi ritrovai a letto per via di un incidente automobilistico. Ero maledettamente annoiata, l\u00ec a letto dentro un busto di gesso, cos\u00ec decisi di fare qualcosa. Rubai degli olii a mio padre e, visto che non potevo stare seduta, mia madre mi fece confezionare una tavolozza speciale. Fu cos\u00ec che cominciai a dipingere.\u201d<br \/>\n(H. Herrera, <i>Frida, vita di Frida Kahlo<\/i>, Milano, La Tartaruga edizioni, 2001, p. 49)<\/p>\n<p><strong>L\u2019incidente, 17 settembre 1925.<br \/>\n<\/strong>\u201cFu una collisione strana, non violenta, ma piuttosto silenziosa, lenta, e provoc\u00f2 ferite a tutti. A me pi\u00f9 che a tutti gli altri\u2026 \u00e8 una bugia che ci si renda conto dello shock, \u00e8 una bugia che si pianga. Io non ho pianto. Io non ho avuto lacrime. L\u2019urto ci catapult\u00f2 in avanti e uno corrimano mi trafisse nello stesso modo in cui una spada trafigge il toro.\u201d<br \/>\n(H. Herrera, <i>Frida, vita di Frida Kahlo<\/i>, Milano, La Tartaruga edizioni, 2001, p. 40)<\/p>\n<p>La colonna vertebrale mi si spezz\u00f2 in tre punti, mi si spezz\u00f2 anche l\u2019osso del collo e la terza e quarta costola. Undici fratture alla gamba sinistra e il piede destro si schiacci\u00f2. Perfino la zona pelvica si ruppe in tre parti.<br \/>\nQuando ripenso a quei momenti, non penso a uno spartiacque che divide un prima e un dopo, penso, piuttosto, a un tunnel, certamente buio, che unisce, il prima con il dopo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Una frattura che non divide ma che completa, che, come in un puzzle, ricompone i pezzi per consegnare anche a me stessa una nuova Frida.<br \/>\nDolorosa. Piena.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Come uno squarcio che svela.<br \/>\nChe ha svelato anche a me stessa qualcosa a cui non avevo mai pensato. Una proposta.<br \/>\n\u201cHo iniziato a dipingere a dodici anni mentre ero convalescente da un incidente automobilistico che mi costrinse a letto per circa un anno. Ho sempre lavorato sotto l\u2019impulso spontaneo dei miei sentimenti. Non ho frequentato nessuna scuola, non sono stata influenzata da nessuno; dal mio lavoro non mi sono mai aspettata altro che la soddisfazione che mi dava il fatto stesso di dipingere ed esprimere quello che non avrei potuto esprimere in un altro modo.<br \/>\nHo dipinto ritratti, composizioni di figure e anche quadri il cui paesaggio e la natura morta avevano la parte pi\u00f9 importante. Sono riuscita a trovare una modalit\u00e0 espressiva personale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>senza che nessun pregiudizio mi forzasse a farlo. Per dieci anni il mio lavoro \u00e8 consistito nell\u2019eliminare tutto quello che non nasceva dalle motivazioni interne che mi spingevano a dipingere.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Dato che i miei soggetti sono sempre stati le mie sensazioni, i miei stati d\u2019animo e le reazioni profonde che a mano a mano la vita suscitava in me, ho spesso oggettivato tutto questo in autoritratti, che erano quanto di pi\u00f9 sincero e reale potessi fare per esprimere i miei sentimenti e le mie sensazioni.\u201d<br \/>\n(M. Zamora, <i>Frida kahlo \u2013 Lettere appassionate<\/i>, Milano, Abscondita, 2002, p.100)<\/p>\n<p><strong>Autoritratto.<\/strong><br \/>\nAnzi autoritratti.<br \/>\nDipingo me stessa perch\u00e9 trascorro molto tempo da sola e perch\u00e9 sono il soggetto che conosco meglio.<br \/>\nRacconto me stessa , quindi, la mia sofferenza, racconto la sofferenza.<br \/>\nNon sono una persona infelice, ripiegata sul mio dolore, alla ricerca della piet\u00e0 degli altri.<br \/>\nSono una persona consapevole, imprigionata in busti di diversi materiali ma, allo stesso tempo, libera.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Aver guadagnato una fisicit\u00e0 tanto limitante mi ha offerto un punto di vista alquanto personale.<br \/>\nSono libera perch\u00e9, a dispetto dei tanti impedimenti che mi circondano, a dispetto della sofferenza, a dispetto dei tanti motivi che avrei avuto per vivere una vita al ribasso ho scelto la pienezza, forse, persino la felicit\u00e0.<br \/>\nNon quella classica, probabilmente, quella a cui tutti pensano.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ho amato e sono stata profondamente amata.<br \/>\nSono stata tradita e ho tradito, per amore.<br \/>\nHo viaggiato e ho vissuto in alcune delle citt\u00e0 pi\u00f9 belle del mondo.<br \/>\nHo avuto passioni. Politiche, fisiche, culturali.<br \/>\nHo desiderato, raccontato, lottato, sperato.<br \/>\nHo avuto successo come artista.<br \/>\nInfine, sopra ogni cosa ho avuto ali per volare che hanno sostituito i miei piedi malandati.<br \/>\nGuardate bene, non lo dico con fare sdolcinato, lo dico perch\u00e9 lo sperimento, ogni giorno, nella mia carne.<br \/>\nNon vivo di nonostante\u2026 nonostante l\u2019incidente, nonostante le continue operazioni, nonostante i tradimenti, nonostante la morte.<br \/>\nPreferisco vivere a partire da\u2026 a partire dall\u2019incidente, a partire dalle continue operazioni, a partire dai tradimenti, a partire dalla morte. Non vittima ma vincitrice.<br \/>\nCambio di prospettiva.<br \/>\nCon il passare del tempo ho trasformato anche il mio modo di adornarmi, arricchendo di particolari e colori il mio aspetto. Desideravo affermare il mio amore per la vita non come illusione ma basato sulla consapevolezza del dolore e della morte.<br \/>\nConsapevole, anche della mia tristezza, ho cercato sempre di pensare alle possibilit\u00e0 che mi circondavano e non alle mancanze. Le esperienze come punto di partenza, come ispirazione per raccontare, esprimere la complessit\u00e0 della vita.<br \/>\n\u201cLa mia pittura porta dentro di s\u00e9 un messaggio di dolore\u2026 Pittura completata dalla vita. Ho perso tre bambini\u2026 I quadri hanno sostituito tutto questo. Credo che il lavoro sia la cosa migliore.\u201d<br \/>\n(H. Herrera, <i>Frida, vita di Frida Kahlo<\/i>, Milano, La Tartaruga edizioni, 2001, p. 107)<\/p>\n<p>Sia chiaro, non dipingo per provocare dolore nello spettatore ma, certamente, provo la necessit\u00e0 di rendere cosciente chi mi guarda della sofferenza che vivo. Che ognuno di noi vive. Della solitudine che si sperimenta di fronte alla sofferenza, indipendentemente da quante persone ti vivono accanto, da quanto amore ti viene riversato, di quanta cura ricevi. Il dolore e la sofferenza sono una battaglia che si affronta in prima persona, senza filtri. Il mio campo di battaglia sono state le tele, un luogo di incontro tra il dentro e il fuori di me stessa e del mondo.<br \/>\nNe \u00e8 un esempio palese il dipinto \u201cLe due Frida\u201d.<br \/>\nL\u2019ho dipinto dopo il divorzio da Diego, una delle esperienze pi\u00f9 difficili della mia vita.<br \/>\nCi amavamo ancora, infatti poi ritorneremo insieme, ma in quel momento mi resi conto che per lui era molto meglio lasciarmi.<br \/>\nIl dipinto racconta molto pi\u00f9 di un buon libro.<br \/>\nDue Frida, una accanto all\u2019altra, il cuore esposto, uno spezzato e l\u2019altro intero, due me stessa che dicono, da una parte, la mia grande solitudine e, dall\u2019altra, la forza che mi ha sempre sostenuto, la capacit\u00e0, innata, di trovare nutrimento in me stessa, nelle esperienze, nelle relazioni.<br \/>\nFuori e dentro, pieno e vuoto, autonomia e dipendenza, dolce e amara, gentile come una carezza e dura come una caduta.<br \/>\nAmata e amante!<br \/>\nHo visto persino realizzarsi il sogno di una mostra nel mio paese, ho rischiato di non restare qui abbastanza a lungo ma alla fine ce l\u2019ho fatta. Arrivata con il mio letto ho potuto godere di tale soddisfazione e, mascherata come al solito, ho messo di nuovo al centro me stessa, il dentro e il fuori.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i>Spero che l\u2019uscita sia gioiosa <\/i><i>e spero di non tornare mai indietro<br \/>\n<\/i>Frida.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte e gli artisti sono entrati a far parte, in modo inaspettato e piacevole, del nostro contesto lavorativo, offrendoci la possibilit\u00e0 di indagare e osservare la realt\u00e0 da un nuovo punto di vista, attraverso i loro occhi, le loro opere e la loro vita. Un piccolo viaggio incontro all\u2019arte, dove m\u00e8ta e destinazione si confondono! 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