{"id":147,"date":"2009-11-04T17:04:51","date_gmt":"2009-11-04T17:04:51","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=147"},"modified":"2025-12-10T10:58:50","modified_gmt":"2025-12-10T09:58:50","slug":"incontro-diretto-con-la-diversit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=147","title":{"rendered":"3. Incontro diretto con la diversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">Gli operatori del Calamaio sono arrivati nella nostra classe in un pomeriggio di marzo, attesi dai bambini con grande curiosit\u00e0 ed entusiasmo. La presenza di personale diverso dalle<!--break--> insegnanti di classe, che negli anni ha proposto attivit\u00e0 varie e molto diverse, non rappresenta una novit\u00e0 per i bambini, abituati a questo tipo di interventi fin dalla classe prima; il gruppo si \u00e8 sempre dimostrato aperto e disponibile, attento e interessato alle proposte provenienti dall\u2019esterno e dotato di un buon livello di coesione e autocontrollo, tali da permettere la realizzazione di attivit\u00e0 alternative alla pratica didattica tradizionale senza problemi particolari, anzi con risultati molto soddisfacenti.<br \/>\nI bambini avevano gi\u00e0 avuto modo di conoscere Roberto, uno degli animatori che insieme a Stefania e Sandra ha realizzato il percorso, poich\u00e9 fin dal primo anno era intervenuto nella classe, proponendo attivit\u00e0 ludiche senza alcuna finalit\u00e0 propriamente didattica, se non la reciproca conoscenza e l\u2019opportunit\u00e0 di cantare e giocare insieme.<br \/>\nCome stabilito in sede di programmazione degli incontri, non avevo fornito ai bambini alcun dettaglio sull\u2019intervento, tanto meno sulla presenza, all\u2019interno del gruppo, di una ragazza disabile; li avevo informati che sarebbe venuto a trovarci Roberto insieme a due sue colleghe di lavoro per proporci alcune attivit\u00e0 molto divertenti. La mia comunicazione era stata accolta da un\u2019esplosione di gioia: i bambini erano impazienti di rivedere Roberto, di conoscere le sue colleghe e di sapere che cosa avremmo fatto insieme, non essendo riusciti a ottenere da me, nonostante le numerosissime richieste, alcuna informazione. Dopo pranzo avevo chiesto loro di spostare i banchi sul fondo dell\u2019aula e di sistemare le sedie a semicerchio, in vista dell\u2019arrivo dei nostri \u201cnuovi amici\u201d.<br \/>\nAl momento dell\u2019arrivo ho fatto in modo che i bambini fossero tutti in classe, seduti in cerchio, e che non potessero vedere, prima del loro ingresso in aula, gli animatori del Calamaio. Seduta tra loro, faticavo non poco a tenerli tranquilli dopo averli informati che Roberto era arrivato nel parcheggio della scuola e stava per entrare nella nostra aula. Ma l\u2019eccitazione generale si trasform\u00f2 in un silenzio di tomba non appena Roberto entr\u00f2 spingendo la carrozzella sulla quale si trovava Stefania; Sandra chiudeva il \u201ccorteo\u201d, armata di chitarra, cartelloni e tutto il materiale occorrente per le attivit\u00e0 programmate. I bambini si erano spontaneamente zittiti, cosa che accade molto di rado, guardavano in modo fisso Stefania e cercavano di mascherare in qualche modo il loro imbarazzo rispondendo ai saluti di Roberto, che in quel momento non costitutiva certo il loro principale interesse.<br \/>\nDalla mia posizione privilegiata di osservatrice, ho potuto verificare come l\u2019impatto determinato dall\u2019arrivo in classe di Stefania sia stato davvero molto forte e abbia spiazzato tutti i bambini, nonostante la presenza, nella nostra scuola, di diversi bambini disabili, alcuni dei quali molto gravi, ma nessuno impossibilitato a camminare. Ho potuto osservare le reazioni, molto diverse tra loro ma tutte estremamente significative: una parte dei bambini ha esibito una certa indifferenza nei confronti di Stefania, concentrando gli sguardi e l\u2019attenzione su Roberto e Sandra, che nel frattempo appoggiavano i materiali, scambiavano saluti e domande; altri invece, meno abili nel mascherare il proprio imbarazzo, mi rivolgevano sguardi interrogativi, non osando farmi, in quel momento, domande dirette; dai loro occhi traspariva disagio e stupore ma anche un atto di accusa nei miei confronti, che avevo organizzato questa imbarazzante situazione. Alcuni infine, nel caso specifico bambini che normalmente si distinguono per la loro sensibilit\u00e0, per la disponibilit\u00e0 nei confronti degli altri e per l\u2019ottimo livello di socializzazione conseguito, hanno iniziato a ridere in modo innaturale, eccessivo e smodato, segno evidente di un disagio che non riuscivano a gestire e contenere.<br \/>\nLe reazioni dei bambini a questo incontro diretto, non mediato e non preparato, con la diversit\u00e0 di chi \u00e8 disabile, includono una vasta gamma di emozioni e sentimenti che vanno dalla paura alla diffidenza, dall\u2019imbarazzo al disagio, dallo stupore al rifiuto, e hanno poi trovato un canale di espressione nei testi che essi hanno prodotto il giorno seguente, nei quali hanno raccontato il pomeriggio trascorso con il Calamaio. L\u2019elaborazione scritta ha costituito il momento conclusivo di un lungo dialogo tenutosi in classe su quello che avevamo fatto insieme; si tratta di frasi semplici, brevi e molto dirette, nelle quali i bambini rendono conto per\u00f2, in modo esplicito, dei loro sentimenti e delle loro emozioni; ho deciso di riportarne alcune, che mi sembrano molto significative, trascritte integralmente dai loro testi senza alcuna modifica o correzione da parte mia:<\/p>\n<p>\u201cQuando sono arrivati ho visto Roberto che veniva per primo, poi ho visto Stefania ma mi ha rattristato subito perch\u00e9 purtroppo era su una sedia a rotelle.\u201d (Andrea)<br \/>\n\u201cIeri pomeriggio \u00e8 venuto a trovarci Roberto con due sue colleghe, Sandra e Stefania. Stefania \u00e8 disabile, all\u2019inizio mi ha dato fastidio che ci fosse anche lei. \u201d (Sara)<br \/>\n\u201cStefania \u00e8 su una sedia a rotelle e purtroppo \u00e8 disabile. Quando \u00e8 entrata mi sono un po\u2019 stupita e ho provato un grande sentimento di tristezza nei suoi confronti.\u201d (Chiara)<br \/>\n\u201cQuel giorno ero molto curioso, a un certo punto vidi Roberto sbucare da dietro la porta e con lui c\u2019era una persona in carrozzella. Io non sapevo come comportarmi con una disabile.\u201d (Alan)<br \/>\n\u201cQuando sono entrati in classe ho visto Stefania, una ragazza disabile che sta su una carrozzella e mi \u00e8 dispiaciuto molto perch\u00e9 oltre a non poter camminare ha altri problemi.\u201d (Najah)<br \/>\n\u201cPrima che arrivassero ero molto felice e ansiosa di conoscerli, poi per\u00f2 quando sono entrati e ho visto una ragazza in carrozzella, mi sono dispiaciuta. Stefania, oltre a non poter camminare, non parla con facilit\u00e0 e non controlla il braccio destro e questo mi ha molto rattristato.\u201d (Rita)<\/p>\n<p>I primi momenti sono stati quindi caratterizzati da queste emozioni forti e contrastanti e la cosa pi\u00f9 stupefacente, per me che conosco la classe da quattro anni, \u00e8 stato il silenzio che si \u00e8 automaticamente creato intorno alla loro presenza. Consapevoli di questo, nonch\u00e9 abituati a reazioni analoghe in ogni gruppo incontrato, gli animatori del Calamaio hanno finto di non accorgersene, hanno sistemato i materiali che portavano e si sono seduti insieme a noi nel cerchio: questa azione rappresenta, simbolicamente, il loro primo ingresso nel nostro mondo e promuove, sempre a livello simbolico, una richiesta di dialogo e di relazione.<br \/>\nA quel punto, dopo che Roberto aveva presentato le sue colleghe, sono intervenuta per ricordare ai bambini che avevamo preparato una sorpresa ai nostri amici, con la quale avremmo potuto presentarci e dire i nostri nomi in modo divertente e originale: si tratta di una presentazione metaforica, che avevamo preparato nei giorni precedenti e che avrebbe permesso agli operatori del Calamaio di stabilire cos\u00ec un primo contatto con il gruppo.<br \/>\nDopo aver scelto un ambiente naturale che fungesse da sfondo, nel nostro caso il mare (ma avrebbe potuto trattarsi anche della foresta, della savana, del deserto o della montagna), avevo sollecitato ogni bambino a presentarsi trovando una similitudine tra s\u00e9 e un elemento, naturale o artificiale, dell\u2019ambiente che avevamo individuato. Come sempre, i bambini avevano dimostrato di essere dotati di una fantasia invidiabile e di una discreta consapevolezza delle loro caratteristiche, inventando delle presentazioni metaforiche belle ed efficaci. Ho pensato di riportarne alcune a titolo esemplificativo, anche se per comprenderle pienamente sarebbe necessario conoscere i bambini e le loro peculiarit\u00e0:<\/p>\n<p>\u201cIo mi chiamo Andrea e sono un motoscafo perch\u00e9 mi piace molto correre, non sto fermo un attimo e amo la velocit\u00e0.\u201d<br \/>\n\u201cIo sono Irene e sono una murena perch\u00e9 sono alta e magra, di solito sono tranquilla ma se mi disturbano posso diventare pericolosa.\u201d<br \/>\n\u201cIo mi chiamo Vincenzo e sono un gambero perch\u00e9 faccio sempre tutto al contrario degli altri e dico sempre di no.\u201d<br \/>\n\u201cIo mi chiamo Sara e sono un\u2019acciuga perch\u00e9 sono piccola piccola e anch\u2019io vorrei vivere in branco perch\u00e9 odio la solitudine.\u201d<br \/>\n\u201cIo sono Filippo e sono un faro perch\u00e9 sono molto alto e faccio di tutto per aiutare gli altri, poi una luce pu\u00f2 sempre servire.\u201d<br \/>\n\u201cIo mi chiamo Cristina e sono un polipo perch\u00e9 riesco a fare sempre mille cose alla volta, come se avessi otto braccia.\u201d<br \/>\n\u201cIo sono Francesca e sono una stella marina perch\u00e9 sono molto timida e riservata, non sono scatenata e divento rossa per niente.\u201d<br \/>\n\u201cIo mi chiamo Sebastiano e sono un pellicano perch\u00e9 mi piace molto il pesce e vorrei poter volare.\u201d<\/p>\n<p>Terminata il giro delle presentazioni, alla quale ho preso parte anch\u2019io, gli operatori del Calamaio si sono inseriti nel nostro ambiente, nel nostro mare, e hanno inventato una loro presentazione sul momento: Roberto si \u00e8 paragonato a una balena, perch\u00e9 \u00e8 molto grande e mangia tantissimo, Sandra a una foca e Stefania a un delfino, perch\u00e9 le piace giocare e ama la compagnia. Nella sua presentazione, Stefania ha specificato di aver scelto il delfino, che \u00e8 un mammifero e non un pesce, e ha fornito alcune indicazioni sull\u2019animale e sul suo stile di vita: queste precisazioni hanno colpito molto i bambini, a tal punto che il giorno dopo mi hanno detto che Stefania sa molte cose sulla natura e loro non lo avrebbero mai immaginato.<br \/>\nCon l\u2019inserimento degli animatori del Calamaio nella presentazione metaforica, il ghiaccio, se non proprio rotto, ha cominciato quanto meno a sciogliersi ed \u00e8 stato relativamente semplice proseguire l\u2019incontro e passare alla fiaba del Re 33. Quando Stefania ha proposto ai bambini di drammatizzare una fiaba, chiedendo se avevano voglia di ascoltare e aiutarla, si \u00e8 levato un entusiastico coro di \u201cs\u00ec\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli operatori del  Calamaio sono arrivati nella nostra classe in un pomeriggio di marzo, attesi  dai bambini con grande curiosit\u00e0 ed entusiasmo. 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