{"id":1473,"date":"2012-12-03T14:45:33","date_gmt":"2012-12-03T14:45:33","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1473"},"modified":"2012-12-03T14:45:33","modified_gmt":"2012-12-03T14:45:33","slug":"il-soldatino-che-non-stava-in-piedi-il-messaggero-di-sant-antonio-dicembre-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1473","title":{"rendered":"Il soldatino che non stava in piedi, Il messaggero di Sant&#8217;Antonio, Dicembre 2012"},"content":{"rendered":"<p>Caro soldatino Jack, quando ti ho ricevuto in regalo con la tua truppa doveva essere l&rsquo;ultimo Natale degli anni Sessanta. In quel periodo ero davvero un bambino felice. Era un anno speciale. Il ricordo del primo uomo sulla luna era ancora fresco, le parole della telecronaca di Tito Stagno potevo recitarle a memoria. Quella luna che mi era sempre apparsa cos&igrave; lontana ora era l&igrave;, quasi a portata di mano. Per la prima volta nella mia vita, caro soldatino Jack, imparavo che si pu&ograve; lottare per ottenere ci&ograve; che sembra impossibile e &ndash; a volte &ndash; ottenerlo.<br \/>\nTi ricordi, Jack? Quando ho aperto la tua scatola, sotto l&rsquo;albero, ero pazzo di gioia. Non ti ho riconosciuto subito, eri mischiato l&agrave; in mezzo, con gli altri diciannove del tuo battaglione, tra carri armati, artiglieri, trombettieri e generali. Non ho nemmeno finito di aprire gli altri regali, tanta era la voglia di mettervi a difesa della base militare gi&agrave; nella mia camera, regalo del Natale precedente.<br \/>\nIn un attimo eravate disposti, in posizione&hellip; ma notavo qualcosa di diverso in te. Cercavo di metterti in piedi, in condizione di combattere. Ma tu continuavi a cadere. Solo allora ho capito. Avevi un difetto di fabbrica e non potevi rimanere in piedi.<br \/>\nProprio come me.<\/p>\n<p>La prima cosa che ho pensato, caro Jack, nella mia fervida fantasia da pre-adolescente, &egrave; stata che la tua disabilit&agrave; portava la pace. Tu potevi essere tante cose, ma sicuramente non saresti mai stato un eroico condottiero. Avevo due possibilit&agrave; per te: potevo eliminarti, farti fare il ruolo del morto, oppure creare un contesto nel quale avresti potuto valorizzare le tue qualit&agrave;.<br \/>\nNon sto parlando solo di voi soldatini, sto parlando dell&rsquo;intero mondo della disabilit&agrave;. Possiamo considerarci morti, invisibili, vegetali. Oppure possiamo collaborare per creare una realt&agrave;, un contesto dove poter esaltare le potenzialit&agrave; e metterle a disposizione nostra e degli altri.<br \/>\nCome potevo valorizzare le tue qualit&agrave; da soldatino disabile?<br \/>\nDa bravo marine dovevi mettere le tue capacit&agrave; al servizio della squadra, e cos&igrave; ti ho sdraiato, con il mitragliatore che puntava un po&rsquo; alla rinfusa. Ma non era quello l&rsquo;importante. Ci&ograve; che contava era cosa vedevi dalla tua prospettiva, cosa potevi sentire. Ti immaginavo, cos&igrave; vicino al suolo, ad ascoltare il rumore e gli odori dei &laquo;nemici&raquo;, i passi degli invasori avvicinarsi alla base. Da quel punto di osservazione potevi scorgere gli spostamenti dei compagni, avere una visione ampia delle cose e tenere la situazione sotto controllo.<\/p>\n<p>Siamo alle solite. Guardare il mondo da un&rsquo;altra prospettiva rimane la carta vincente per costruire una cultura di pace. Cultura di pace che, in fondo, non &egrave; altro che il rispetto e la valorizzazione delle diversit&agrave;, dell&rsquo;alterit&agrave;, poich&eacute; la disabilit&agrave; &egrave; disarmante.<br \/>\nCaro Jack, il tuo non &egrave; un difetto di fabbrica, &egrave; un ruolo speciale che ti &egrave; stato assegnato, &egrave; una responsabilit&agrave;. La morale della favola la suggerisce Roberto Vecchioni: &laquo;Mi  porter&ograve; il soldatino che non rimaneva in piedi, ma che &egrave; il pi&ugrave; bello se ci credi&raquo;. Vero Jack, eri il mio preferito.<br \/>\nVi auguro un buon Natale e con questa favola spero che i &laquo;difetti di fabbrica&raquo; non vi facciano pi&ugrave; paura. Scambiamoci gli auguri su claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro soldatino Jack, quando ti ho ricevuto in regalo con la tua truppa doveva essere l&rsquo;ultimo Natale degli anni Sessanta. 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