{"id":150,"date":"2009-11-04T17:04:52","date_gmt":"2009-11-04T17:04:52","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=150"},"modified":"2025-12-10T10:51:10","modified_gmt":"2025-12-10T09:51:10","slug":"l-europa-per-le-donne-disabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=150","title":{"rendered":"L&#8217;Europa per le donne disabili"},"content":{"rendered":"<p>di Renata Piccolo<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 maggio di quest\u2019anno sono entrati a far parte dell\u2019Unione Europea dieci nuovi Paesi, ovvero Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Cipro, Ungheria, Malta, Slovacchia e Slovenia.<!--break--> Il trattato di Maastricht, che risale al 1992, \u00e8 il capostipite della nascita dell\u2019Unione Europea, almeno dal punto di vista dell\u2019integrazione politica ed economica tra gli Stati membri, tra cui c\u2019\u00e8 anche l\u2019Italia come ben sappiamo.<br \/>\nNell\u2019Unione Europea, secondo gli ultimi dati a disposizione, vivono 42 milioni di persone in situazione di deficit; sicuramente questo dato \u00e8 aumentato, considerata l\u2019entrata dei nuovi Paesi. Di questi 42 milioni, il 51% sono donne: questo dato \u00e8 influenzato da diversi fattori, primo fra tutti la maggior longevit\u00e0 della popolazione femminile rispetto a quella maschile. Non \u00e8 possibile per\u00f2 delineare un quadro generale della situazione di queste donne, in quanto essa varia molto a seconda degli Stati presi in considerazione: sommariamente \u00e8 possibile affermare che coloro che abitano nei Paesi del Nord Europa vivono in condizioni migliori rispetto a coloro che vivono nei Paesi del Sud, cos\u00ec come \u00a0coloro che vivono negli Stati occidentali vivono meglio rispetto a coloro che vivono in quelli orientali. Infatti ancora oggi, a molte donne colpite da disabilit\u00e0 non vengono riconosciuti molti diritti primari, quali il diritto ad avere una famiglia propria (si pensi che alcuni Stati europei vietano alle donne disabili di avere figli e, se ci\u00f2 dovesse accadere, glieli tolgono!), il diritto al lavoro, ecc. Proprio a causa di queste gravi mancanze, molte donne vengono abbandonate a se stesse e molte preferiscono la morte alla vita: infatti sono molti i casi riscontrati di eutanasia involontaria!<br \/>\nMa cosa fa l\u2019Europa per le persone disabili e, in particolare, per le donne con deficit?<br \/>\nNel 1996\/97 \u00e8 sorto il \u201cForum europeo sulla disabilit\u00e0\u201d (EDF): esso \u00e8 composto da organizzazioni che si occupano quotidianamente di disabilit\u00e0 e ha lo scopo di creare un organo consultivo e rappresentativo affinch\u00e9 anche presso l\u2019Unione Europea venga considerata la situazione delle persone con deficit. Il Forum si propone come priorit\u00e0 quella di promuovere i diritti umani delle persone con disabilit\u00e0; i suoi attuali obiettivi sono: la non discriminazione, l\u2019integrazione della dichiarazione sul mercato unico, una chiara base giuridica per un programma d\u2019azione sulla disabilit\u00e0. Tali principi sono alla base del Trattato di Amsterdam: con questo la Comunit\u00e0 si impegna nel perseguire la promozione dell\u2019occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane, la lotta contro l\u2019emarginazione. Esso inoltre stabilisce che la Commissione Europea, prima di proporre una qualsiasi legislazione riguardante le persone con deficit, \u00e8 tenuta a consultare le organizzazioni aderenti al suddetto Forum.<br \/>\nAll\u2019interno del \u201cForum europeo sulla disabilit\u00e0\u201d \u00e8 sorto il \u201cGruppo di lavoro sulle donne e la disabilit\u00e0\u201d, sostenuto sin da subito dalla Commissione europea nell\u2019ambito del programma Helios II. Gli antecedenti alla nascita di questo Gruppo sono il \u201cSeminario d\u2019esperti delle Nazioni Unite sulle donne disabili\u201d, tenutosi a Vienna nel 1990, e le \u201cNorme standard delle Nazioni Unite sulle pari opportunit\u00e0 per le persone con disabilit\u00e0\u201d.\u00a0 Questi due spunti rappresentano la base della\u00a0 principale opera di questo gruppo, ovvero il \u201cManifesto delle donne disabili in Europa\u201d, presentato a Bruxelles il 22 febbraio 1997. Come sostiene Lydia Zijdel, Presidente del Gruppo, \u201cquesto manifesto \u00e8 una raccolta\u00a0 di tutte le raccomandazioni per migliorare la vita di donne e ragazze con disabilit\u00e0 dell\u2019Unione Europea. Lo scopo del Manifesto \u00e8 quello di informare e far prendere coscienza le donne e le ragazze con problemi di disabilit\u00e0 circa la loro posizione, i loro diritti e le loro responsabilit\u00e0. Ma \u00e8 anche quello di informare e sensibilizzare la Commissione europea, il parlamento europeo, i singoli Stati membri e anche i movimenti europei sulla disabilit\u00e0 e i movimenti delle donne circa l\u2019assenza di sensibilit\u00e0 riguardo le donne e ragazze disabili ma anche verso gli uomini e ragazzi\u201d. Attraverso il Manifesto anche le donne con deficit hanno ottenuto il loro riconoscimento, oltre al potere decisionale; per la prima volta sono stati esaminati i bisogni e le situazioni specifiche, prendendo in considerazione anche le diverse culture, razze, religioni, preferenze sessuali, et\u00e0 e tipo di disabilit\u00e0. Ovviamente i suoi principi base sono la non discriminazione, il rispetto dei diritti umani e delle pari opportunit\u00e0.<br \/>\nEsaminiamo ora la struttura di tale Manifesto: innanzitutto, all\u2019interno dell\u2019introduzione, viene data la definizione di \u201cdonna disabile\u201d: \u201cLe ragazze e le donne con disabilit\u00e0 comprendono le donne con tutti i tipi di disabilit\u00e0 , donne con menomazioni fisiche, uditive, della vista o di altro tipo, comprese quelle affette da malattie mentali o con problemi di salute mentale, deficit intellettivi e malattie croniche come il diabete, le cardiopatie, malattie renali, epilessia, Hiv\/AIDS, malattie che, prevalentemente, riguardano le donne come il tumore al seno, l\u2019artrite, il lupus, la fibromialgia e l\u2019osteoporosi\u201d. Il Manifesto si propone altres\u00ec di attuare delle azioni di solidariet\u00e0 o sostegno sia a favore delle stesse donne con deficit sia nei riguardi delle loro famiglie: questo non solo in Europa, ma in tutto il mondo.\u00a0 All\u2019interno del Manifesto viene principalmente utilizzato il termine \u201cgenere\u201d, ben distinto dalla definizione di \u201csesso\u201d: mentre il \u201csesso\u201d si riferisce al fattore biologico, il \u201cgenere\u201d fa riferimento alla costruzione sociale; inoltre viene incoraggiato un \u201cmodello sociale\u201d della disabilit\u00e0 in contrapposizione al \u201cmodello medico\u201d. In questo documento viene anche ribadito il concetto di \u201cdoppia emarginazione\u201d che fa appunto riferimento alla situazione di molte donne disabili: \u201cLe donne disabili possono subire discriminazioni rispetto a donne e uomini non disabili e anche rispetto a uomini disabili. La lotta per le pari opportunit\u00e0 va condotta pertanto, in maniera simultanea, a diversi livelli e in differenti settori\u201d.<br \/>\nDopodich\u00e9 il Manifesto presenta le raccomandazioni relative alle diverse aree tematiche nelle quali esso viene diviso. Tali aree sono:<br \/>\n1. Diritti umani, etica<br \/>\n2. Legislazione nazionale ed europea<br \/>\n3. Convenzioni e altri strumenti giuridici internazionali<br \/>\n4. Istruzione<br \/>\n5. Occupazione, formazione professionale<br \/>\n6. Matrimonio, relazioni sociali, maternit\u00e0, vita familiare<br \/>\n7. Violenza, abusi sessuali e sicurezza<br \/>\n8. Conferimento di potere, sviluppo dell\u2019attitudine al comando, partecipazione al processo decisionale<br \/>\n9. Donne disabili con differente estrazione culturale<br \/>\n10. Sensibilizzazione, mezzi di comunicazione, comunicazione e informazione<br \/>\n11. Vita autonoma, assistenza personale, bisogni tecnici e assistenza, consulenza<br \/>\n12. Previdenza sociale, assistenza sanitaria e medica, riabilitazione<br \/>\n13. Edifici pubblici, alloggio, trasporti, ambiente<br \/>\n14. Cultura, attivit\u00e0 ricreative, sport<br \/>\n15. Il punto focale nazionale sulle donne con disabilit\u00e0<br \/>\n16. Punti focali internazionali<br \/>\n17. Attivit\u00e0 regionali e infraregionali, finanziamento dei progetti<br \/>\n18. Informazione statistica, ricerca.<br \/>\nInoltre, sempre in ambito europeo, \u00e8 stato emanata la pianificazione europea riguardante le persone disabili. Tale trattato, stipulato a Siracusa il 18 aprile 1999, per quanto concerne la situazione delle donne con deficit stabilisce i seguenti punti programmatici:<br \/>\n1. Supportare la Conferenza europea delle donne programmata per l\u2019autunno del 2000<br \/>\n2. Lavorare sul progetto di vita indipendente in modo tale da assicurare alle donne disabili l\u2019assistenza personale e perseguire cos\u00ec una vita indipendente e autonoma<br \/>\n3. Sviluppare strategie per far aumentare la consapevolezza tra le donne disabili in modo tale da aumentare e rafforzare le reti<br \/>\n4.Sviluppare una campagna informativa ed educativa\u00a0 sui temi della bioetica, sugli effetti discriminanti causati dalla sterilizzazione e dall\u2019aborto selettivo, ma anche sul diritto alla vita<br \/>\n5. Assicurare il coinvolgimento delle donne disabili in tutti i programmi e progetti europei<br \/>\n6. Fare indagini sulle prospettive future del Gruppo delle Donne Disabili in Europa in modo tale da aumentare la sua importanza e attivit\u00e0<br \/>\n7. Definire modelli di buone prassi per attuare progetti con diverse reti<br \/>\nNel 2000 le rappresentanti di diciassette Paesi Europei e di uno africano si sono incontrate in Calabria: in tale occasione \u00e8 stata ribadita la situazione particolarmente svantaggiata delle donne con deficit, spesso colpite da maltrattamenti e azioni violente. Sono state individuate anche le cause di tale situazione particolarmente difficile: prima fra tutte le guerre, seguite dai pregiudizi sociali e dall\u2019esclusione alla quale spesso tali persone vengono condannate.<br \/>\nUn altro momento importante \u00e8 rappresentato dal \u201cCongresso Internazionale delle Donne Disabili\u201d tenutosi a Valencia (Spagna) dal 27 febbraio al 1 marzo 2003: in questa occasione \u00e8 stata affrontata la situazione delle donne disabili considerata nei suoi diversi punti di vista: integrazione sociale, maternit\u00e0, sessualit\u00e0, famiglia, istruzione, lavoro, sport, salute. Grazie alla presentazione dei diversi progetti nazionali ed europei e alla discussione comune \u00e8 stato accordato il seguente programma d\u2019azione: l\u2019abbattimento delle barriere conoscitive esistenti nei confronti delle donne disabili, il combattimento delle discriminazioni e la partecipazione attiva delle donne disabili nei diversi ambiti sociali, il raggiungimento dell\u2019autonomia e dell\u2019indipendenza. A conclusione di tale Congresso \u00e8 stata assegnata fondamentale importanza alle Associazioni, le quali sono quotidianamente e direttamente impegnate sul campo e, grazie a ci\u00f2, esse devono creare una rete di esperienze che a sua volta rappresenter\u00e0 un punto di partecipazione diretta per le donne con deficit.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 1\u00b0 maggio di quest\u2019anno sono entrati a far parte dell\u2019Unione  Europea dieci nuovi Paesi, ovvero Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Repubblica  Ceca, Cipro, Ungheria, Malta, Slovacchia e Slovenia.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3590,3594],"edizioni":[42],"autori":[280],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/150"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=150"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/150\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5542,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/150\/revisions\/5542"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=150"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=150"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=150"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=150"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=150"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=150"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}