{"id":152,"date":"2009-11-04T17:04:52","date_gmt":"2009-11-04T17:04:52","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=152"},"modified":"2025-12-10T10:49:17","modified_gmt":"2025-12-10T09:49:17","slug":"hans-sotto-la-ruota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=152","title":{"rendered":"Hans sotto la ruota"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Hans seguit\u00f2 a campare per qualche tempo ancora grazie a quello che aveva studiato in precedenza, come una marmotta con le provviste accumulate per l\u2019inverno. Poi cominci\u00f2 una vita di stenti,<!--break--> penosa, inframmezzata da brevi slanci privi di energia, la cui inanit\u00e0 appariva derisoria a lui stesso. La smise di faticare senza costrutto, lasci\u00f2 perdere Omero e il Pentateuco, l\u2019algebra e Senofonte\u00a0 e assistette impassibile al graduale tramonto del suo prestigio agli occhi dei maestri, da ottimo a soddisfacente, da soddisfacente a mediocre e infine a insufficiente. Quando non aveva il mal di testa che costituiva di nuovo la regola, pensava a Hermann Heilner, si perdeva nei suoi sogni a occhi aperti e seguiva per ora il filo di pensieri appena abbozzati. Ai rimproveri sempre pi\u00f9 fitti dei maestri rispondeva con un sorriso umile buono. L\u2019istitutore Wiedrich giovane e cordiale era l\u2019unico che provasse piet\u00e0 di quel sorriso smarrito, l\u2019unico che trattasse il ragazzo fuorviato con affettuosa comprensione. Gli altri insegnanti erano indignati lo punivano trascurandolo, o tentavano sporadicamente di risvegliare la sua ambizione assopita con lo stimolo dell\u2019ironia.<br \/>\n\u201cSe per caso in\u00a0 questo momento non avesse voglia di dormire, potrei pregarla di leggere questo brano?\u201d.<br \/>\nIl rettore lasciava trasparire una dignitosa\u00a0 riprovazione. Vanitoso com\u2019era confidava molto nella\u00a0\u00a0 potenza del suo sguardo e andava fuori di s\u00e9 quando Giebenrath opponeva al suo\u00a0 cipiglio regale e minaccioso il solito sorriso rassegnato pieno d\u2019umanit\u00e0, che a poco a poco fin\u00ec con l\u2019innervosirlo. \u201cNon sorrida cos\u00ec stupidamente. Avrebbe di che piangere piuttosto\u201d.<br \/>\nMaggior effetto ottenne una lettera di suo padre che lo supplicava spaventatissimo, di migliorare. Il rettore aveva scritto a Giebenrath padre, e questo era rimasto inorridito. La lettera che Hans ricevette era un compendio di tutte le esortazioni incoraggianti e di tutti gli appelli morali di cui il brav\u2019uomo era capace, ma lasciava trasparire involontariamente un accoramento piagnucoloso che gli fece male.<br \/>\nTutte queste guide della giovent\u00f9 votate al dovere, dal rettore ai professori e agl\u2019istitutori fino a Giebenrath padre, vedevano in Hans un ostacolo ai loro desideri, qualcosa \u00a0d\u2019inceppato e di pigro ch\u2019era necessario riportare a forza sulla buona strada. Nessuno, tolto forse quell\u2019istitutore compassionevole, comprendeva che il sorriso smarrito dell\u2019affilato volto giovanile celava la sofferenza di un\u2019anima che stava affogando, e che si\u00a0 guardava intorno con disperata angoscia.\u00a0 E nessuno\u00a0 pensava che la scuola e la barbarica vanagloria di un padre e di alcuni insegnanti\u00a0 avevano spinto a tal punto la fragile creatura. Perch\u00e9 l\u2019avevano costretto a lavorare quotidianamente fino a tarda sera, proprio negli anni cos\u00ec sensibili e pericolosi dell\u2019adolescenza? Perch\u00e9 l\u2019avevano privato dei suoi consigli, perch\u00e9\u00a0 l\u2019avevano allontanato di proposito dai compagni di ginnasio, perch\u00e9 gli avevano proibito lo\u00a0 svago della pesca, perch\u00e9 gli avevano iniettato il vacuo basso ideale d\u2019una meschina, estenuante ambizione. Perch\u00e9 non gli avevano concesso neppure le\u00a0 sudate vacanze dopo gli esami?<br \/>\nOra il puledro affiancato dal gran correre si era accasciato al margine della strada, e non c\u2019era pi\u00f9 niente da fare per lui.<br \/>\nVerso l\u2019inizio dell\u2019estate il medico dichiar\u00f2 di nuovo che si trattava d\u2019una debolezza nervosa provocata soprattutto dallo sviluppo. Hans avrebbe dovuto seguire una buona cura durante le ferie estive, nutrirsi\u00a0 in abbondanza e trascorrere le giornate nei boschi e sarebbe guarito\u00a0 in breve tempo. Purtroppo non arriv\u00f2 fino all\u2019estate. Mancavano tre settimane alle vacanze quando Hans durante una lezione pomeridiana, si attir\u00f2 una severa reprimenda dal professore. Mentre questi continuava a rimproverarlo, Hans si arrovesci\u00f2 all\u2019indietro nel banco scosso da un tremito d\u2019angoscia, e scoppio in un pianto convulso che non finiva pi\u00f9 e che mand\u00f2 all\u2019aria la lezione, lo fecero restare mezza giornata a letto.<br \/>\nAlcuni\u00a0 giorni dopo, l\u2019insegnante di matematica lo chiam\u00f2 alla lavagna perch\u00e9 disegnasse una figura geometrica e dimostrasse un teorema. Usc\u00ec dal banco, ma davanti alla lavagna fu colto da una vertigine armeggi\u00f2 con il gesso e con la squadra, tracciando linee senza senso li \u00a0lasci\u00f2 cadere entrambi e come si chin\u00f2 per raccattarli fin\u00ec a terra in\u00a0 ginocchio, incapace di rialzarsi.<br \/>\nIl medico era piuttosto irritato col paziente che gli giocava tiri simili. Non si pronunci\u00f2 chiaramente sui sintomi, ordin\u00f2 un periodo immediato di riposo e caldeggi\u00f2 il consulto di uno specialista per le malattie nervose.<br \/>\n\u201cC\u2019\u00e8 il pericolo che gli venga il ballo di san Vito\u201d sussurr\u00f2 al rettore, che accenn\u00f2 di s\u00ec \u00a0con la testa e giudic\u00f2 opportuno di cambiare l\u2019espressione accigliata e irosa del volto in una paternamente addolorata, che gli riusciva facile e gli si addiceva.<br \/>\nSia lui sia il medico scrissero ciascuno una lettera al padre di Hans, la infilarono in tasca al ragazzo e lo spedirono a casa. La collera del rettore si era trasformata in una grave preoccupazione\u2026 che cos\u2019avrebbero pensato le autorit\u00e0 scolastiche, ancora scombussolate per la faccenda di Heilner di questo nuovo guaio?<br \/>\n(Tratto dal romanzo Sotto la ruota di Hermann Hesse)<\/p>\n<p>Siamo a cavallo tra Ottocento e Novecento, Hans Giebenrath \u00e8 un giovane di belle speranze che abita nella provincia tedesca. Il padre, l&#8217;intera comunit\u00e0 in cui vive lo mandano in un famoso collegio per studiare; \u00e8 il vanto di un&#8217;intera comunit\u00e0, il suo successo \u00e8 il successo un po&#8217; di tutti. Ma Hans non \u00e8 solamente un giovane dotato per gli studi; ospita dentro di s\u00e9 un dissidio, lo stesso che ritroviamo in tanto protagonisti dei romanzi di Hermann Hesse. Cultura e natura, ragione e passione, rispetto dell&#8217;autorit\u00e0 e desiderio di libert\u00e0 cozzano dentro di lui e lui stesso si scontra con il rigido ambiente del sistema scolastico di quei tempi. Il principio che guidava quel sistema (soprattutto di area protestante) era improntato alla Leistungsethik, all\u2019etica del massimo rendimento; cos\u00ec doveva comportarsi ogni alunno, ogni studente pena la fuoriuscita dal sistema stesso con tutto il carico di sensi di colpa e di delusione che questo comporta. Cos\u00ec capita a Hans, viene schiacciato dalla ruota di questo sistema. Da sotto la ruota ne uscir\u00e0 una persona nuova, \u201crotta\u201d nello spirito e che non riuscir\u00e0 pi\u00f9 a integrarsi nella vita paesana. Hans Giebenrath morir\u00e0 gettandosi (cadendo?) in un fiume.<br \/>\nI sistemi scolastici contemporanei non sono certo improntati alla Leistungethik, n\u00e9 gli insegnanti dei nostri giorni, nella maggior parte dei casi, riescono ad avere in aula quel controllo sulla classe come viene descritto in questo e in tanti romanzi simili. \u00c8 anzi patrimonio culturale condiviso (anche se da qualcuno mal digerito) che un insegnante deve curare oltre all\u2019aspetto didattico anche quello relazionale, educativo con l\u2019allievo. Capitano ancora per\u00f2, e i mass media sono sempre molto puntuali nel riportare la notizia, i casi di suicidio da scuola; adolescenti che si gettano da finestre o sotto i treni per paura di una bocciatura o di qualche debito formativo. Basterebbe cos\u00ec poco per evitarli, un cambio di scuola, un supporto psicologico o anche la fine del percorso scolastico e l\u2019ingresso nel mondo del lavoro. Basterebbe far passare l\u2019idea che loro sono ben altro che degli studenti scadenti, che la loro personalit\u00e0, cos\u00ec \u201cfresca\u201d, cos\u00ec in divenire (e perci\u00f2 ancora cos\u00ec ricca di possibilit\u00e0) non si ferma in questo momento di crisi scolastica, ma andr\u00e0 ben oltre. \u201cTu non sei solo questo &#8211; cos\u00ec si dovrebbe dire a questi ragazzi &#8211; altre cose ti aspettano: a un periodo di buio e di depressione ne verranno degli altri, pi\u00f9 luminosi\u201d. Ce la sentiamo di dire questo ai nostri allievi, ai nostri figli anche se ci deludono e ci irritano?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hans seguit\u00f2 a campare per  qualche tempo ancora grazie a quello che aveva studiato in precedenza, come una  marmotta con le provviste accumulate per l\u2019inverno. 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