{"id":1569,"date":"2014-03-03T15:16:35","date_gmt":"2014-03-03T15:16:35","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1569"},"modified":"2014-03-03T15:16:35","modified_gmt":"2014-03-03T15:16:35","slug":"sotto-la-maschera-superabile-marzo-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1569","title":{"rendered":"Sotto la maschera, Superabile, Marzo 2014"},"content":{"rendered":"<p>A Carnevale ogni scherzo vale? Il carnevale &#8211; le nostre care maschere ce lo confermano &#8211; &egrave; il tempo dell&#8217;eccezionalit&agrave;, del ribaltamento dei ruoli, del sovvertimento dell&#8217;ordine costituito.<\/p>\n<p>Di questo chiacchieravo con i miei colleghi del Progetto Calamaio. Stefania era d&#8217;accordo con il mio punto di vista: &quot;Le maschere sono il segno del cambiamento e del rovesciamento di ruoli, in generale sono completamente d&#8217;accordo con te. Grazie al nostro lavoro sono andata nelle scuole dell&#8217;infanzia e per anni abbiamo drammatizzato varie fiabe, mi sono travestita, ho interpretato diversi ruoli. Con il travestimento ho cambiato la mia solita immagine di persona con disabilit&agrave; presentandomi con un&#8217;altra identit&agrave;. La disabile protagonista. Un rovesciamento dello stereotipo appunto.&quot;<\/p>\n<p>A Mario, il filosofo del gruppo, ho chiesto se avrebbe indossato la sua maschera preferita per tutta la vita, nascondendo cos&igrave; la sua disabilit&agrave;. La sua risposta &egrave; bellissima: &quot; &Egrave; bello essere spettatore nel grande teatro della vita, scoprire il copione svolgersi poco per volta, rivestendo le maschere emozionali di tutti: protagonisti, comprimari, caratteristi e figuranti. Saltellando, freneticamente o pacatamente, da un ruolo all&#8217;altro, &egrave; stuzzicante vestire i panni altrui e i propri in una girandola vorticosa di successi e fallimenti. La maschera che si indossa muta sembianza a seconda delle diverse circostanze nelle quali ci si trova ad agire e ciclicamente torna ad emergere nella sua integrit&agrave;. La vita conduce in direzioni che non sono sempre dettate dal timoniere, dal titolare della maschera che, dunque, adatta le sue caratteristiche pi&ugrave; peculiari all&#8217;ambiente circostante, perdendo e ritrovando un filo conduttore che non gli appartiene ma che sente comunque suo. &Egrave; pi&ugrave; che naturale, in questo gioco di ruoli, desiderare di rivestire compiti e immagini diversi per accettare, maggiormente e di buon grado, la realt&agrave; che si sta vivendo. &Egrave; fondamentale per&ograve; non staccarsi troppo dal proprio copione e saperne sposare la sua tipicit&agrave; unica ed irripetibile. Infatti, uno dei segreti per vivere quanto pi&ugrave; possibile bene, &egrave; accettare le infinite maschere del proprio essere con la curiosit&agrave; tipica del fanciullo che inizia a scoprire il mondo&quot;.<\/p>\n<p>Tiziana, la pi&ugrave; giovane del gruppo, mi ha confidato di aver cambiato la sua maschera tante volte, dovendo adattare la usa disabilit&agrave; ai contesti pi&ugrave; differenti. Tra le tante considerazioni ed esperienze &egrave; emerso comunque un concetto fondamentale condiviso da tutti. Va bene la maschera il giorno di Carnevale, ma per il resto dell&#8217;anno cerchiamo di essere noi stessi. D&#8217;altra parte la disabilit&agrave; &egrave; stata fin troppo nascosta. E&#8217; ora di mostrarci per quello che siamo. Cosa ne pensate? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook. (Claudio Imprudente)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Carnevale ogni scherzo vale? 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