{"id":16,"date":"2009-11-04T17:04:19","date_gmt":"2009-11-04T17:04:19","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=16"},"modified":"2025-11-14T10:43:01","modified_gmt":"2025-11-14T09:43:01","slug":"la-documentazione-di-un-percorso-formativo-supporti-e-ricadute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=16","title":{"rendered":"11. La documentazione di un percorso formativo: supporti e ricadute"},"content":{"rendered":"<p>di Alessandro Venturini<\/p>\n<p>Il Centro documentazione handicap (CDIH) di Ferrara ha curato particolarmente a partire dal 2004 i settori della consulenza alle scuole e la formazione. In particolare il Centro si \u00e8 specializzato<!--break--> in ambito tecnologico, hardware e software, progettazione didattica con l\u2019ausilio delle tecnologie e nell\u2019ambito della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), cio\u00e8 l\u2019utilizzo di metodi e linguaggi simbolici per aumentare o vicariare eventuali problemi di comunicazione degli alunni.<br \/>\nIn questo contesto \u00e8 nata l\u2019idea di organizzare un percorso formativo di 15 ore sulla CAA, in collaborazione con il Servizio riabilitazione Infanzia e Adolescenza dell\u2019USL di Ferrara a cui hanno partecipato insegnanti, educatori, operatori della cooperazione sociale, operatori sociali e sanitari, famiglie.<br \/>\nGli obiettivi del Laboratorio Formativo, possono essere cos\u00ec sintetizzati:<br \/>\n&#8211; dare un\u2019informativa di base sulla CAA;<br \/>\n&#8211; riunire i diversi servizi che potessero utilizzare la CAA nei rispettivi contesti;<br \/>\n&#8211; instaurare percorsi di collaborazione scuola\/servizi\/famiglia;<br \/>\n&#8211; presentare le possibilit\u00e0 del CDIH rispetto al lavoro di consulenza;<br \/>\n&#8211; formare un gruppo permanente di lavoro, multidisciplinare su queste tematiche.<\/p>\n<p>Nella fase di progettazione del Laboratorio Formativo ci si \u00e8 posti il problema di come documentare l\u2019esperienza soprattutto per avere una ricaduta positiva rispetto agli obiettivi che ci si era proposti. In questo caso, forse pi\u00f9 che in altre situazioni, era infatti fondamentale individuare un tipo di documentazione che permettesse il decollo alla fine dell\u2019esperienza formativa \u201cfrontale\u201d di una serie di esperienze.<br \/>\nProgettare la documentazione diventa quindi uno dei fattori fondamentali per dare un senso compiuto al progetto formativo. Abbiamo quindi valutato alcuni fattori, alcuni punti focali da cui partire per definire metodologie di lavoro e contenuti:<br \/>\n&#8211; destinatari molto diversi fra loro per formazione competenze interessi coinvolgimento personale;<br \/>\n&#8211; necessit\u00e0 di individuare un supporto flessibile, facilmente divulgabile, che permettesse l\u2019inserimento di contenuti diversi;<br \/>\n&#8211; trovare modalit\u00e0 documentative che potessero destare l\u2019interesse verso la CAA e soprattutto che facilitassero esperienze di autoformazione e approfondimento nei partecipanti;<br \/>\n&#8211; rimanere all\u2019interno del budget non certo molto alto che avevamo a disposizione.<\/p>\n<p>Partendo dalla vocazione \u201ctecnologica\u201d del nostro Centro si \u00e8 quindi deciso di fornire una documentazione non su materiale cartaceo ma su un cd rom, supporto che risulta decisamente vantaggioso sotto diversi aspetti. Il primo \u00e8 la flessibilit\u00e0 in quanto nel cd si possono inserire informazioni testuali, immagini, filmati, software di utilizzo gratuito con tantissime possibilit\u00e0 per quello che riguarda le modalit\u00e0, l\u2019ordine, la forma grafica di presentazione dei contenuti.<br \/>\nUn altro fattore importante \u00e8 la facilit\u00e0 di divulgazione delle informazioni, ad esempio il contenuto del cd \u00e8 stato messo a disposizione sul sito del nostro Centro, e non ultimo l\u2019economicit\u00e0 del supporto. Questo punto \u00e8 stato per noi fondamentale in quanto la scelta di un forte risparmio su eventuali spese tipografiche ci ha permesso di investire in risorse umane per la realizzazione della documentazione, che \u00e8 stata curata in quasi tutte le sue parti da una collaboratrice esterna al Centro.<br \/>\nPresupposto fondamentale che \u00e8 alla base dell\u2019intero lavoro \u00e8 quello che chi frequentava il corso avesse a disposizione un computer cosa che, ormai, vista la diffusione del pc nelle case, nelle scuole e nei servizi, risulta una realt\u00e0 consolidata, almeno nella nostra realt\u00e0 territoriale.<br \/>\nAnalizziamo il contenuto della documentazione cercando di approfondirne alcuni punti in una chiave di lettura che espliciti soprattutto la ricaduta che ci si aspettava dalla documentazione e la flessibilit\u00e0 del supporto, fondamentale per il progetto formativo che ambiva all\u2019autoformazione.<br \/>\nVediamo in particolare il sommario della documentazione per approfondirne i contenuti:<\/p>\n<ul>\n<li>Introduzione: che cos\u2019\u00e8 la CAA<\/li>\n<li>I principali sistemi simbolici<\/li>\n<li>Esempi di tabelle di comunicazione<\/li>\n<li>Presentazione di un caso<\/li>\n<\/ul>\n<p>Possiamo definire questa parte come la pi\u00f9 \u201ctradizionale\u201d, vi si esprimono i contenuti del corso, un excursus generale sui principali sistemi di comunicazione simbolica e quindi un\u2019esplicitazione di taglio pi\u00f9 pratico rispetto a singole tabelle di comunicazione e a un caso di riferimento.<br \/>\nVorrei approfondire maggiormente la parte relativa alle appendici e agli allegati in quanto proprio in queste 2 sezioni si apprezza maggiormente il supporto e si focalizza il tema della ricaduta del riuso della documentazione e dell\u2019obiettivo relativo all\u2019autoformazione.<\/p>\n<p><strong>Appendici<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Siti web italiani e stranieri<\/li>\n<li>Ausili e materiali<\/li>\n<li>Software<\/li>\n<li>Bibliografia italiana e internazionale<\/li>\n<li>Pubblicazioni e materiali<\/li>\n<li>Informazioni sulla associazione ISAAC Italy<\/li>\n<li>Alcuni articoli sulla CCA<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste appendici sono state progettate e realizzate partendo dagli obiettivi che il corso si proponeva, ma anche ponendo molta attenzione alla composizione eterogenea degli iscritti e cercando quindi di fornire strumenti utili nelle diverse situazioni. Analizziamo di seguito punto per punto l\u2019elenco delle appendici cercando di puntualizzare le ricadute possibili secondo i diversi fruitori.<br \/>\nElenco siti (sitografia): possibilit\u00e0 di approfondire con facilit\u00e0 argomenti di particolare interesse attraverso internet e quindi a costi praticamente zero. I siti proposti sono sia di tipo prettamente \u201ctecnico\u201d e quindi fruibili in modo particolare da operatori del settore (tecnici AUSL, insegnanti) che pi\u00f9 divulgativi, legati ad esempio alle associazioni di settore presenti nel territorio, e quindi di particolare interesse per i famigliari che vi possono trovare notizie, esperienze, forum.<br \/>\nBibliografia italiana e internazionale: \u00e8 fondamentale non \u201cfarsi prendere la mano\u201d dalla tecnologia rischiando di trascurare canali importantissimi di informazione e approfondimento come appunto le pubblicazioni sull\u2019argomento. Tale strumento \u00e8 particolarmente indicato per chi ha partecipato al corso durante un percorso di studi (ad esempio insegnanti che stanno svolgendo i corsi SISS) e anche per noi operatori del CDIH che abbiamo uno strumento in pi\u00f9 da utilizzare in caso di richieste di informazioni in sede di consulenza.<br \/>\nImmagini e informazioni su materiali, ausili e software (quest\u2019ultimo in buona parte scaricabile gratuitamente dalla rete) in modo tale da fornire direttamente strumenti di lavoro da potere utilizzare nel quotidiano. L\u2019elencazione di software gratuito e le indicazioni su come trovarlo attraverso internet \u00e8 particolarmente interessante perch\u00e9 amplia in modo notevole le possibilit\u00e0 e i mezzi di lavoro in un\u2019area, quella dei siti dedicati alla didattica che immette in una rete che non \u00e8 solo software ma \u00e8 scambio di idee, indicazioni su ulteriori materiali, possibilit\u00e0 di contatto diretto con altri insegnanti o genitori ecc\u2026 Bisogna fra l\u2019altro sottolineare come vi sia una competenza informatica di base piuttosto diffusa e come tali strumenti siano ormai fruibili dalla maggior parte delle persone. Esistono certamente ancora difficolt\u00e0, soprattutto nelle scuole e in alcuni servizi, nell\u2019utilizzare al meglio questi strumenti, forse perch\u00e9 si \u00e8 ancora troppo legati al prodotto (software, ausilio) da acquistare attraverso il catalogo e proprio per questo si \u00e8 cercato di dare strumenti di lavoro un po\u2019 \u201cdiversi\u201d dal solito. La promozione e l\u2019informazione sugli strumenti gratuiti presenti in rete \u00e8 inoltre un punto importante di altri momenti formativi (specifici sull\u2019informatica) proposti dal CDIH ed \u00e8 anche uno dei punti di approfondimento in diverse consulenze svolte nelle scuole.<br \/>\nInformazioni sull\u2019Associazione ISAAC Italy (Societ\u00e0 Internazionale per la Comunicazione Aumentativa Alternativa sezione Italiana) per definire anche un quadro isitituzionale sull\u2019applicazione della CAA e dare indicazioni su ulteriori percorsi di formazione e approfondimento degli argomenti. Questo tipo di informazione \u00e8 particolarmente utile per le famiglie interessate ad associarsi e per i tecnici che possono trovare in ISAAC una struttura di consulenza e formazione di alto livello tecnico e professionale.<\/p>\n<p><strong>Allegati al cd rom<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Volantino del seminario sulla CAA<\/li>\n<li>Depliant informativo di ISAAC Italy<\/li>\n<li>Carta dei diritti alla comunicazione<\/li>\n<li>Presentazione di un ragazzo diversamente abile attraverso il software Clicker<\/li>\n<li>\u201cPrincipi e pratica in CAA\u201d articolo di Aurelia Rivarola<\/li>\n<\/ul>\n<p>Di quest\u2019ultima parte vorrei approfondire la presentazione della persona diversamente abile attraverso il software. Si tratta di una presentazione che utilizza il linguaggio simbolico Bliss che un ragazzo disabile, che non \u00e8 in grado assolutamente di parlare e con pochissimi movimenti volontari, utilizza sia con l\u2019uso di una tabella nella quale indica i diversi simboli che con l\u2019ausilio di un \u201cvoca\u201d, strumento che a ogni simbolo associa un messaggio registrato corrispondente. Questa persona ha partecipato al Laboratorio Formativo presentandosi e interagendo con il pubblico attraverso gli strumenti della CAA, e l\u2019inserimento della sua presentazione negli allegati ha avuto per noi particolari ricadute in quanto dimostra in modo semplice e chiaro, rafforzando cos\u00ec l\u2019esperienza direttamente vissuta, quali possano essere le potenzialit\u00e0 degli strumenti della CAA, e ha quindi stimolato la curiosit\u00e0 e l\u2019interesse che si sono trasformati in richiesta di informazioni da parte di insegnanti ma anche di genitori. \u00c8 questa una ricaduta molto importante in quanto l\u2019interesse viene stimolato non su una base teorica ma su un risultato gi\u00e0 conseguito da una persona, con determinati strumenti.<br \/>\nPer concludere vorrei sottolineare come la ricerca delle buone prassi anche nell\u2019ambito della documentazione debba comunque sempre passare attraverso una progettazione attenta e la piena comprensione degli obiettivi che ci si pone. Se si vuole pensare una documentazione viva, riutilizzabile, che interessi realmente \u00e8 quindi necessario partire dai fruitori, da coloro che con diversi ruoli e competenze potranno \u201caverci a che fare\u201d, e quindi sforzarsi di mettersi nei panni degli altri mettendo al loro servizio quelle che sono le competenze e gli strumenti che i Centri di Documentazione hanno costruito in tanti anni di lavoro sul territorio. L\u2019esperienza di questa documentazione, che ha avuto come ricaduta ulteriore la nascita di un gruppo di lavoro permanente sulla CAA formato da insegnanti operatori tecnici dei servizi e con la possibilit\u00e0 di partecipare da parte delle famiglie, conferma, inoltre, la ricchezza di competenze che sono presenti sul territorio. Tali competenze sono spesso \u201csommerse\u201d e forse non sono nemmeno considerate tali da chi le possiede. Individuare i giusti strumenti per farle emergere (e uno di questi \u00e8 una documentazione \u201cmirata\u201d) diventa uno strumento fondamentale per arricchire i Centri di informazioni, materiali, contatti, nuove idee, e questo rappresenta certamente un\u2019ulteriore ricaduta e forse un passo in avanti nella costruzione delle \u201cbuone prassi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Centro documentazione handicap (CDIH) di Ferrara ha  curato particolarmente a partire dal 2004 i settori della consulenza alle  scuole e la formazione. 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