{"id":1600,"date":"2014-05-21T09:57:36","date_gmt":"2014-05-21T09:57:36","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1600"},"modified":"2014-05-21T09:57:36","modified_gmt":"2014-05-21T09:57:36","slug":"un-attivit-di-inclusive-education-nei-paesi-in-via-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1600","title":{"rendered":"Un\u2019attivit\u00e0 di inclusive education nei paesi in via di sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi  <\/p>\n<p>L&rsquo;intervento di Educaid in Salvador. Conversazione con Alfredo Camerini.  <\/p>\n<p><strong>Che cos&#8217;&egrave; Educaid?<\/strong> <br \/>\nE&rsquo; un&#8217;organizzazione, creata da professionisti del settore educativo e sociale, di cooperazione allo sviluppo che opera nel contesto degli aiuti internazionali con una propria mission a cui &egrave; legato un certo tipo di approccio.  La mission &egrave; quella di promuovere competenze sia nelle figure professionali sia in diverse figure che hanno responsabilit&agrave; di cura e di educazione e promuovere competenze anche nelle forme associative e nelle istituzioni che operano in questi settori.  In questi dodici anni in cui abbiamo operato, l&#8217;obiettivo &egrave; sempre stato quello di interloquire con dei contesti facendo delle proposte in risposta a esigenze che venivano via via rappresentate dai soggetti pi&ugrave; vari, vale a dire, come in Palestina, da associazioni locali votate al lavoro educativo o richieste provenienti da governi, come avvenuto in Salvador.  In Salvador la richiesta in un primo momento era pi&ugrave; centrata sullo sviluppo dell&rsquo;educazione speciale, poi si &egrave; evoluta. Ci&ograve; &egrave; avvenuto anche in seguito a un cambio di governo, per cui si &egrave; verificato un cambio di politiche e di attenzione verso un approccio all&rsquo;educazione inclusiva, che potesse dare risposte ai minori con seri problemi di diserzione e di dispersione scolastica. Alla fine si &egrave; evoluto in un progetto di promozione per la scuola a tempo pieno, al fine di mettere in campo una proposta educativa che mantenesse i minori a scuola. Altre volte abbiamo agito su richiesta di soggetti esterni come le Agenzie delle Nazioni Unite, soprattutto l&rsquo;Unicef. L&rsquo;Unicef infatti &egrave; l&rsquo;organizzazione che maggiormente si occupa di minori &ldquo;svantaggiati&rdquo;, anche se hanno un settore che in realt&agrave; &egrave; pi&ugrave; che altro costruito con l&rsquo;obiettivo della protezione dell&rsquo;infanzia. Questo fa s&igrave; che nella stragrande maggioranza i loro funzionari siano di formazione giuridica e che abbiano difficolt&agrave; nel promuovere processi d&rsquo;innovazione in campo sociale ed educativo. Il nostro apporto, che viene richiesto in termini di consulenze, &egrave; molto utile perch&eacute; offriamo la possibilit&agrave; di sperimentare progetti che consentono di organizzare una situazione laboratoriale in cui si praticano proposte educative con la possibilit&agrave; di conoscerle e anche di discuterle e questo aiuta a interloquire.  Il nostro &egrave; un approccio centrato fortemente su una metodologia della &ldquo;ricercAzione&rdquo;(ricerca-azione).  Educaid per&ograve;, non lavora solo sulla disabilit&agrave;, sullo svantaggio, lavora per esempio anche nel settore della global education cio&egrave; nel proporre attivit&agrave; e sollecitazioni culturali rivolte ai giovani per conoscersi e relazionarsi in modo pi&ugrave; consapevole in rapporto alle nuove relazioni che restituisce la globalizzazione. C&rsquo;&egrave; ormai una maggiore facilit&agrave; di relazione che rischia per&ograve;, se non sostenuta da un&rsquo;intenzionalit&agrave; di tipo educativo, di disperdersi.  <\/p>\n<p><strong>Ritorniamo all&rsquo;inclusive education e fammi un esempio di un luogo dove avete lavorato.<\/strong> <br \/>\nNel Salvador la nostra proposta ha cercato nel corso del tempo, e direi ottenuto, il miglior livello di contestualizzazione nella realt&agrave; locale. Anche questa fa parte della complessit&agrave; del lavoro di cooperazione che in realt&agrave;, almeno nella nostra interpretazione, non mira tanto a trasferire competenze proponendo modelli, quanto a promuovere principi che possano aiutare a interloquire con i professionisti o comunque con le figure che hanno responsabilit&agrave; e ruolo nell&rsquo;ambito educativo e nel campo del lavoro sociale per cercare di proporre sperimentazioni locali.  In Salvador il tutto &egrave; iniziato un po&rsquo; sotto traccia, a partire da un mio coinvolgimento personale richiesto da alcuni esperti del Ministero degli Affari Esteri che si occupano di educazione.  Questi funzionari mi hanno proposto una missione per valutare la possibilit&agrave; di integrare un intervento educativo a un intervento, di fatto, di edilizia scolastica, perch&eacute; la cooperazione aveva deciso su richiesta del governo locale di costruire un Centro Risorse sulle disabilit&agrave; presso una scuola, secondo un modello di tipo anglosassone. Un centro risorse cio&egrave; che mettesse a disposizione delle competenze per un lavoro di tipo individuale, quindi con specialisti ma anche figure dell&rsquo;area sanitaria e riabilitatori.  Si trattava di un lavoro non tanto volto all&rsquo;inclusione ma alla riabilitazione in collegamento con la scuola.  Ci&ograve; costituisce comunque un contesto separato, in cui il minore con problemi viene prelevato dalla classe e portato a seguire percorsi di riabilitazione per poi essere restituito alla classe, il tutto in un contesto in cui esistono le scuole speciali e in cui non esiste quindi un processo di inclusione affermato. Stiamo parlando di lievi difficolt&agrave; di apprendimento, un bambino con paralisi cerebrale o altri deficit pi&ugrave; rilevanti ha percorsi non inclusivi.  In collaborazione con la Facolt&agrave; di Scienze della Formazione di Bologna abbiamo progettato la componente pedagogica del Centro Risorse, il che comportava progettare un Centro Risorse di tipo diverso, cio&egrave; un centro per il territorio volto all&rsquo;inclusione scolastica e sociale.  Il nuovo governo salvadoregno ha creato la &ldquo;Segreteria per l&rsquo;inclusione sociale&rdquo;, una sorta di ministero che si occupa di inclusione sociale e ne ha fatto una delle bandiere della propria attivit&agrave;; in questo ha incontrato perfettamente quella che &egrave; la visione di Educaid in merito all&rsquo;educazione inclusiva: riteniamo che per educazione inclusiva deve essere inteso tutto il lavoro educativo che viene esercitato a livello sia scolastico ma anche extra scolastico. Nella dizione anglosassone invece, inclusive education &egrave; l&rsquo;inclusione scolastica dei minori con difficolt&agrave; e in linea di massima con disabilit&agrave;.   <\/p>\n<p><strong>Questo Centro Risorse &egrave; ora passato in gestione a qualcuno? &Egrave; funzionante oppure &egrave; ancora in via di allestimento?<\/strong> <br \/>\nIl Centro risorse &egrave; stato poi realizzato su principi diversi, attribuendogli quelle che sono le funzioni di un nostro centro di documentazione educativa e cio&eacute; la funzione informativa, formativa e di documentazione. Svolge un&rsquo;attivit&agrave; di supporto all&rsquo;inclusione sia nella scuola ma anche nella comunit&agrave; locale. Poi il progetto &egrave; passato a uno stadio successivo in cui abbiamo operato perch&eacute; la Facolt&agrave; di Scienze della Formazione di Bologna potesse farsi promotrice di una fase due, vale a dire sperimentare l&rsquo;attivazione altrove di queste funzioni del centro risorse. Questo &egrave; stato fatto nei centri di formazione docente che sono istituzioni regionali che il Ministero dell&rsquo;Educazione salvadoregno utilizza per la formazione in servizio dei loro insegnanti. In questo modo si &egrave; cercato anche di sperimentare, in un certo numero di scuole, il sostegno educativo in classe dei minori con disabilit&agrave;.  L&rsquo;esperienza di integrazione precedente (integradora) aveva costituito delle aule d&rsquo;appoggio dove per alcune ore portavano fuori dalle classi i bambini con difficolt&agrave;; qui gli insegnanti di appoggio facevano una sorta di lezione d&rsquo;insegnamento intensivo in rapporto alle materie su cui i ragazzi avevano maggiore difficolt&agrave;. La proposta &egrave; stata quella di promuovere attivit&agrave; laboratoriali da fare congiuntamente e soprattutto di promuovere la consulenza degli insegnanti di appoggio che diventavano insegnanti di appoggio a livello scolastico e di raccordo fra la scuola e la comunit&agrave; locale, soprattutto la famiglia, puntando molto sulla funzione sociale della scuola.  A questo punto si &egrave; passati a un&rsquo;altra fase dovuta al cambio storico di un governo di destra dopo diciotto anni di potere ininterrotto. Su richiesta del nuovo governo abbiamo elaborato un programma di riforma della scuola di base che comportasse l&rsquo;introduzione della scuola a tempo pieno. &Egrave; stato cos&igrave; messo a punto un progetto dalla facolt&agrave; di Scienze della Formazione con il contributo di Educaid che prevede un vasto programma di apertura del tempo pieno di diverse scuole. La Cooperazione Italiana si &egrave; impegnata a finanziare questo tipo di intervento. Educaid concorrer&agrave; per avere in appalto l&rsquo;organizzazione della componente pedagogica. Ho ora presentato questo caso perch&eacute; &egrave; un buon esempio del rapporto che sempre si cerca di intrattenere sia verso il livello alto, quello ministeriale e decisionale, sia verso il livello pi&ugrave; basso, quello pi&ugrave; vicino alla realt&agrave; quotidiana comunitaria, che &egrave; il lavoro educativo nelle scuole.  Questa &egrave; un po&rsquo; la caratteristica di molti dei nostri progetti, come in quelli che non intervengono tanto nel campo dell&rsquo;educazione inclusiva ma nel campo dell&rsquo;inclusione sociale, vale a dire i progetti per esempio di deistituzionalizzazione. <\/p>\n<p>Educaid via Vezia, 2 &#8211; 47900 Rimini tel. 0541\/280.22<br \/>\nwww.educaid.it\/ <br \/>\ninfo@educaid.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<br \/>\nL&rsquo;intervento di Educaid in Salvador. 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