{"id":167,"date":"2009-11-04T17:04:56","date_gmt":"2009-11-04T17:04:56","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=167"},"modified":"2025-12-03T12:11:53","modified_gmt":"2025-12-03T11:11:53","slug":"il-diritto-della-donna-con-deficit-alla-visita-ginecologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=167","title":{"rendered":"Il diritto della donna con deficit alla visita ginecologica"},"content":{"rendered":"<p>di Renata Piccolo<\/p>\n<p>A Roma da pochi giorni presso il consultorio familiare diocesano &#8220;Al Quadraro&#8221; \u00e8 stato aperto un servizio rivolto specificatamente alle donne disabili.<br \/>\nTale consultorio attualmente<!--break--> \u00e8 dotato di un apparecchio ecografico completo di sonde, monitor e stampante a colori, oltre alla presenza di un lettino ginecologico adattato per i vari tipi di deficit fisici; l&#8217;ambulatorio, inoltre, \u00e8 privo di barriere architettoniche e possiede dei servizi igienici adeguati. Infine tale centro \u00e8 caratterizzato dalla presenza di personale medico volontario, appositamente formato per assistere le pazienti disabili.<br \/>\nL&#8217;obiettivo di questo consultorio \u00e8 quello di &#8220;promuovere la salute della donna in tutte le fasi della vita, sia in termini di prevenzione che d&#8217;intervento mirati&#8221; come spiega la dottoressa Enrica Cichi, responsabile del Centro; e aggiunge: &#8220;Si effettueranno interventi sanitari in ambito materno infantile\u2026 Tutte le consulenze possono essere accompagnate da un sostegno psicologico, etico e legale, per il singolo e per la coppia, e da una consulenza ostetrico ginecologica e neuropsichiatrica.&#8221;<br \/>\nTale consultorio, gi\u00e0 attivo sul territorio da ormai dieci anni, \u00e8 comunque aperto a tutto il pubblico per quattro giorni alla settimana; attualmente ha aperto questa nuova sessione rivolta appunto alle donne con deficit fisico. Per quanto concerne l&#8217;assistenza a donne con deficit psichico, il servizio veniva gi\u00e0 erogato in passato anche attraverso la presenza di un neuropsichiatra.<br \/>\n\u00c8 stato raggiunto un traguardo oppure si \u00e8 creata un&#8217;ulteriore divisione tra i cosiddetti &#8220;normali&#8221; e &#8220;disabili&#8221;?<br \/>\nDifficile dirlo, anche perch\u00e9 tale valutazione varia a seconda dei diversi punti di vista considerati.<br \/>\nSicuramente si tratta di un progetto molto innovativo visto che offre non solo consulenza a livello fisico, ma anche psicologico; spesso, infatti, la donna con deficit si trova a dover affrontare diversi ostacoli in tale campo: pu\u00f2 risultare complicato fare una semplice visita ginecologica a causa dei suoi impedimenti fisici; ancora pi\u00f9 difficile \u00e8 seguire la maternit\u00e0 della donna disabile o, prima ancora, guidarla nel percorso che la porter\u00e0 ad avere una gravidanza. E ovviamente, questi ultimi esempi, e non solo, richiedono anche\u00a0 un sostegno psicologico non essendo situazioni facili da affrontare.<br \/>\nPertanto \u00e8 lodevole l&#8217;apertura di questo Servizio a Roma. Il problema per\u00f2 \u00e8 un altro: perch\u00e8 un solo \u00a0Centro in tutta Italia? Tutte le donne disabili si dovranno recare a Roma da oggi in poi per fare una semplice visita ginecologica adeguata oppure, come \u00e8 pi\u00f9 ovvio pensare, le &#8220;non &#8211; romane&#8221; dovranno rinunciare a tale servizio e accontentarsi dei soliti ginecologi, privi di attrezzature adeguate e magari con ambulatori irraggiungibili a causa della presenza di barriere architettoniche?! Da considerare, infatti, che gi\u00e0 pu\u00f2 essere imbarazzante per una donna dover affrontare una visita ginecologica; tale stato aumenta nel caso in cui si incontrino delle difficolt\u00e0 nell&#8217;eseguire la visita e che talvolta possono addirittura impedire una diagnosi completa.<br \/>\n\u00c8 particolare anche il fatto che tale Centro sia stato d&#8217;iniziativa della Diocesi, in collaborazione con il Comune e la Provincia di Roma. E le Ausl? Perch\u00e9 tale tipo si servizi non vengono erogati dalle Aziende Sanitarie? E perch\u00e9 non sono presenti sull&#8217;intero territorio nazionale? A tutte le donne disabili e non, residenti al Nord, al Centro o al Sud dovrebbero essere garantite visite mediche adeguate e soddisfacenti.<br \/>\nDa considerare ovviamente anche il fatto che i problemi che si incontrano nell&#8217;affrontare una visita ginecologica possono riguardare anche tutte le altre tipologie di visite mediche. Pu\u00f2 capitare, infatti, di incontrare ambulatori caratterizzati da impedimenti architettonici, oppure con lettini troppo alti o troppo stretti, ecc.<br \/>\nPer quanto riguarda, invece, il personale medico e sanitario in generale, tutti dovrebbero avere una preparazione adeguata ad incontrare i vari &#8220;tipi&#8221; di pazienti, compresi quelli disabili ovviamente. Un&#8217;altra osservazione merita il fatto che questi medici impiegati nel nuovo Consultorio fanno del volontariato, rivolto appunto alle donne con deficit. Perch\u00e9 devono essere dei volontari ad eseguire queste visite? Le donne con deficit non dovrebbero essere considerate alla pari delle altre donne e, pertanto, meritare un medico ugualmente retribuito?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Roma  da pochi giorni presso il consultorio familiare diocesano &quot;Al  Quadraro&quot; \u00e8 stato aperto un servizio rivolto specificatamente alle donne  disabili.  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