{"id":169,"date":"2009-11-04T17:04:57","date_gmt":"2009-11-04T17:04:57","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=169"},"modified":"2025-11-21T11:51:43","modified_gmt":"2025-11-21T10:51:43","slug":"europa-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=169","title":{"rendered":"La follia nell&#8217;et\u00e0 classica &#8211; o in Romania, oggi: gli istituti psichiatrici in un Paese prossimo membro UE"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<!--break--><\/p>\n<p>La Romania, insieme alla vicina Bulgaria, dovrebbe diventare membro dell\u2019Unione Europea a inizio 2007, dopo la firma del trattato di adesione il 25 aprile 2005. Sul tema della salute mentale, tuttavia, sembra esistere un abisso tra gli standard condivisi e praticati nell\u2019Europa occidentale e quelli di questo Paese candidato. E questo non tanto sul piano dei risultati, il che sarebbe forse comprensibile considerando il divario economico con un Paese che gi\u00e0 ai tempi del COMECON era tra i pi\u00f9 poveri del blocco orientale, quanto, almeno all\u2019apparenza, a livello di impostazione delle politiche sociali mirate al deficit mentale.<\/p>\n<p><strong>Il caso di Poiana Mare<\/strong><br \/>\nUna temporanea luce internazionale sulla Romania \u00e8 stata gettata dopo la tragedia avvenuta nei primi mesi del 2004 in un ospedale di Poiana Mare, nel sud-ovest del Paese. Tra gennaio e febbraio 2004, non meno di 17 pazienti di un istituto psichiatrico sono deceduti per denutrizione e ipotermia, e ispezioni di una ONG locale hanno accertato 83 decessi per gli stessi motivi nel 2003. Va rilevato che un rapporto datato 19 febbraio 1998, a cura del Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d\u2019Europa, aveva gi\u00e0 collegato alla denutrizione ben 25 decessi avvenuti a Poiana Mare nel 1995, invitando le autorit\u00e0 rumene a prendere adeguate misure per migliorare le condizioni di vita nell\u2019ospedale psichiatrico; un funzionario del Ministero della Sanit\u00e0 si impegn\u00f2 a chiudere l\u2019ospedale e a trasferire i pazienti in strutture pi\u00f9 idonee, ma tale promessa non divenne mai realt\u00e0.<br \/>\nAmnesty International \u00e8 stata negli ultimi anni l\u2019associazione pi\u00f9 attiva nel denunciare le gravi mancanze del sistema psichiatrico rumeno. Il \u201ccaso Poiana Mare\u201d nacque da una sua segnalazione di azione urgente del 20 febbraio 2004, che riportava la notizia dei decessi sulla base delle informazioni raccolte dal CRJ, una ONG rumena per i diritti umani. Nei giorni seguenti i quotidiani nazionali rumeni fornirono ulteriori dettagli: il personale sanitario cur\u00f2 i molti pazienti affetti da pidocchi solo dopo un\u2019ispezione ministeriale; il riscaldamento non era funzionante, mentre la temperatura esterna era di 7 gradi sotto zero; una paziente schizofrenica partor\u00ec nell\u2019ospedale senza assistenza e senza che i dottori sapessero nemmeno che era incinta. Un\u2019associazione rumena di pazienti parl\u00f2 di \u201cgenocidio sanitario\u201d. Un paio di teste (i direttori dell\u2019ospedale e del distretto sanitario locale) saltarono, fu avviata un\u2019inchiesta penale sui decessi \u2013 poi archiviata senza incriminazioni, una preannunciata visita del Ministro della Sanit\u00e0 trov\u00f2 condizioni tutto sommato decenti, furono comminate sanzioni (presto cancellate) al personale medico e infermieristico, e le richieste di chiusura dell\u2019ospedale psichiatrico caddero nel vuoto.<br \/>\nIl 19 maggio 2004 Amnesty sospese l\u2019appello urgente, impegnandosi a una campagna con altri mezzi, in particolare la pubblicazione di un memorandum al governo rumeno (4 maggio 2004) sul sistema psichiatrico, cui le autorit\u00e0 governative risposero senza smentire le violazioni dei diritti umani citate ma impegnandosi a migliorare la situazione. Una serie di misure fu adottata dal governo in maggio, ma solo per i 6 ospedali psichiatrici ad alta sicurezza gestiti direttamente dal Ministero della Sanit\u00e0. Secondo il rapporto annuale 2004 di Amnesty sulla Romania, l\u2019impegno governativo a migliorare le norme sulla salute mentale, previsto per novembre 2004, non era stato mantenuto alla fine dello stesso anno, e in ogni caso le visite di osservatori locali non avevano riscontrato miglioramenti in molti ospedali psichiatrici. Nel marzo 2005 una delegazione di Amnesty in visita al governo rumeno, cambiato dopo le elezioni di fine 2004, ha raccolto segnali pi\u00f9 incoraggianti per una riforma dell\u2019assistenza psichiatrica nazionale, ma restano molti dubbi sui miglioramenti concreti da attendersi, anche per la scarsit\u00e0 di risorse apertamente confessata dallo stesso governo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019internamento secondo Foucault<\/strong><br \/>\nFin qui, tuttavia, il caso di Poiana Mare potrebbe essere inquadrato come il riflesso di una societ\u00e0 con un diffuso stato di povert\u00e0, dove di conseguenza anche strutture pubbliche risentono delle difficolt\u00e0 economiche al punto da non riuscire a garantire la salute dei propri pazienti. Del resto, un elemento mai smentito \u00e8 che le risorse garantite all\u2019ospedale per cibo, riscaldamento e medicinali fossero regolarmente inferiori a quelle necessarie per quel numero di pazienti. Il caso della Romania risulterebbe anche meno scandaloso di quelli che periodicamente la cronaca italiana porta alla ribalta, con case di riposo in cui gli anziani sono tenuti in condizioni inumane, in quanto il contesto sociale in cui queste ultime si collocano \u00e8 quello di un relativo benessere diffuso.<br \/>\nTuttavia, come spesso avviene, il diavolo si nasconde nei dettagli. Nel citato rapporto di Amnesty si pu\u00f2 anche leggere che \u201cmolte persone internate in reparti e ospedali psichiatrici non avevano apparentemente bisogno di alcun trattamento psichiatrico. Molti giovani sono stati inseriti negli istituti solo perch\u00e9 privi di una famiglia e in assenza di programmi specifici per il loro reinserimento nelle comunit\u00e0 di appartenenza\u201d. Lo stesso ospedale di Poiana Mare nasce non come istituzione medica, bens\u00ec come centro di internamento per dissidenti del regime di Ceausescu, sia pure etichettati ad arte come \u201cfolli\u201d; e proprio a Poiana Mare coesistevano un reparto per malati mentali e uno per persone affette da tubercolosi, ed \u00e8 attestato un caso di decesso per AIDS non trattato medicalmente.<br \/>\nQueste informazioni richiamano alla memoria le analisi di Michel Foucault su come si \u00e8 costituita storicamente l\u2019esperienza della malattia mentale, in particolare in Storia della follia nell\u2019et\u00e0 classica. Foucault, in quella che era la sua tesi di dottorato del 1961, descrive come verso la met\u00e0 del \u2019600 la follia, in precedenza vissuta entro la societ\u00e0 in virt\u00f9 del suo ambiguo legame al sacro ed elogiata nel pi\u00f9 famoso testo di Erasmo da Rotterdam, diventa oggetto di internamento e netta separazione dal corpo sociale. Ma soprattutto, Foucault rileva che la \u201csragione\u201d, per come viene costituendosi in quel momento storico, non include solo quelli che oggi potremmo individuare come \u201cmalati mentali\u201d, ma anche paralitici, mendicanti, indigenti, criminali e libertini \u2013 una folla che oggi ci appare del tutto eterogenea, ma che proprio il \u201cgrande internamento\u201d istituisce come aliena alla societ\u00e0 nel momento in cui la rinchiude in strutture impenetrabili di lavoro forzato. La specificit\u00e0 della follia e il dominio del suo trattamento medico emerge solo verso la fine del \u2019700, anche se Foucault si impegna a smontare il mito che vede il passaggio cruciale nella \u201cliberazione dei folli dalle catene\u201d, che la leggenda attribuisce al medico Pinel nell\u2019ospedale di Bic\u00eatre nel 1793 (e in realt\u00e0 opera probabile, in termini pi\u00f9 limitati, di un suo successore).<br \/>\nCerto, tre secoli non sono passati invano. Nel \u2019600 l\u2019associazione tra follia e altre \u201cassenze di ragione\u201d pi\u00f9 etiche che cliniche veniva creata quasi dal nulla dall\u2019internamento; ci\u00f2 che pare avvenire in Romania oggi (e sicuramente \u00e8 avvenuto con Ceausescu) pare, all\u2019opposto, lo sfruttamento del carattere totalizzante del manicomio per tentare una rieducazione forzata di individui \u201cpericolosi\u201d, qualunque cosa ci\u00f2 significhi per chi prende tale decisione. L\u2019istituzionalizzazione di persone senza alcun deficit mentale potrebbe per\u00f2 rispondere anche alla necessit\u00e0 di non rendere visibile il loro disagio alla cittadinanza, tramite un\u2019esclusione non <em>per la<\/em>, ma <em>dalla<\/em> societ\u00e0. In questo caso, Poiana Mare risponderebbe a una logica sociale non diversa da quella che le autorit\u00e0 di polizia del XVII secolo seguivano internando chi mendicava o praticava costumi non in linea con la morale dominante (segregazione che in alcuni periodi ha riguardato l\u20191% della popolazione).<br \/>\nPer queste ragioni, ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto in un\u2019oscura localit\u00e0 della Romania ci tocca pi\u00f9 di quanto parrebbe. Perch\u00e9 frutto, oltre che di povert\u00e0, di una cultura che richieder\u00e0 molto tempo per modificarsi, anche dopo i miglioramenti economici che auspicabilmente porter\u00e0 l\u2019adesione all\u2019UE; e perch\u00e9 segno di un\u2019esclusione che in passato ha toccato tutte le categorie di handicap, e il cui superamento \u00e8 frutto di una decisione di politica socio-culturale che, come sempre, non \u00e8 mai definitiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>la follia nell&#8217;et\u00e0 classica &#8211; o in Romania, oggi: gli istituti psichiatrici in un Paese prossimo membro UE<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3609,3584,3585],"edizioni":[46],"autori":[304],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/169"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=169"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5432,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/169\/revisions\/5432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=169"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=169"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=169"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=169"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=169"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=169"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}