{"id":17,"date":"2009-11-04T17:04:19","date_gmt":"2009-11-04T17:04:19","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=17"},"modified":"2025-11-14T10:41:51","modified_gmt":"2025-11-14T09:41:51","slug":"la-documentazione-del-progetto-tutor-nell-esperienza-di-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=17","title":{"rendered":"10. La documentazione del progetto Tutor nell&#8217;esperienza di Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p>di Maria Ferrrari<\/p>\n<p>Raccontare e documentare le esperienze che i soggetti istituzionali propongono a soggetti altri per fare capire il senso e gli obiettivi del proprio lavoro, richiedono impegno, costanza e rigore metodologico.<br \/>\nIl report \u201cProgetto Tutor \u2013 Le ragioni del cuore e della mente: l\u2019esperienza di Reggio Emilia\u201d rappresenta la documentazione redatta a pi\u00f9 mani tra le istituzioni che hanno collaborato all\u2019attuazione del progetto svolto nelle scuole superiori della provincia in questi anni a Reggio Emilia e raccoglie nel tempo la storia del progetto, le riflessioni sul percorso svolto, i pensieri, le percezioni, i vissuti dei tutor, dei docenti e dei diversi soggetti coinvolti.<br \/>\nQuesta documentazione rappresenta inoltre un modo per restituire ai disabili, alle loro famiglie, alla scuola e agli stessi giovani protagonisti vari spunti di riflessione.<br \/>\nIl ProgettoTutor \u00e8 uno degli interventi, che nella provincia di Reggio Emilia, concorrono a qualificare l\u2019integrazione scolastica e della vita degli allievi disabili, ed \u00e8 sostenuto da Provincia, Comune, C.s.a., Centro di Documentazione per l\u2019Integrazione di Reggio E., per promuovere e diffondere l\u2019esperienza dei tutor nella scuola secondaria di II\u00b0 grado.<br \/>\nLa documentazione raccoglie:<br \/>\n&#8211; una parte descrittiva sulla storia del progetto e sulla figura del tutor nel tempo;<br \/>\n&#8211; la narrazione dalle testimonianze dirette dei tutor e una riflessione rispetto al loro contributo all\u2019integrazione dei disabili;<br \/>\n&#8211; gli interventi raccolti durante la formazione dei tutor.<br \/>\nUn elemento da rilevare rispetto alla documentazione, curata in particolare dal Centro di Documentazione e dal Centro Servizi Amministrativi di Reggio Emilia, \u00e8 il coinvolgimento dei diversi soggetti coinvolti nel progetto. Si tratta di un coinvolgimento interistituzionale previsto dal progetto stesso nel momento della definizione degli obiettivi, delle metodologie, dei tempi e delle verifiche. Questa documentazione \u00e8 partita da una connotazione istituzionale \u201cburocratica\u201d che ha saputo mettere a contatto i diversi piani: il piano politico con quello amministrativo, tecnico educativo e progettuale. C\u2019\u00e8 quindi un tipo di documentazione istituzionale capace anche di promuovere una riflessione e un confronto tra i diversi soggetti coinvolti.<br \/>\nLa documentazione in oggetto raccoglie i diversi punti di vista degli enti che hanno collaborato: c\u2019\u00e8 quindi un aspetto di descrizione e archiviazione di un\u2019esperienza, ma c\u2019\u00e8 anche il vissuto di un\u2019esperienza felicemente vissuta dai protagonisti, i tutor, che in prima persona raccontano le conquiste, i sentimenti, i vissuti quotidiani. C\u2019\u00e8 il linguaggio della descrizione del resoconto, anche burocratico, e c\u2019\u00e8 la narrazione. Anche la narrazione ci permette di organizzare le nostre conoscenze ordinandole in una struttura, in una sequenza che d\u00e0 un nuovo significato all\u2019esperienza.<br \/>\nLa raccolta del \u201cmateriale grezzo\u201d, fino alla stesura della documentazione finale, ha previsto un percorso operativo che si \u00e8 articolata in itinere, in diverse tappe attraverso:<br \/>\n&#8211; il momento della raccolta delle testimonianze dirette con un monitoraggio mirato (relazioni, disegni, interviste\u2026);<br \/>\n&#8211; il momento della lettura e rielaborazione dei diversi materiali raccolti per renderli leggibili a tutti i soggetti interessati;<br \/>\n&#8211; il momento della restituzione.<br \/>\nIl primo momento legato alla raccolta di materiali personali non elaborati che possiamo definire \u201cgrezzi\u201d direttamente dai protagonisti (tutor, allievi, genitori, docenti, dirigenti) attraverso un monitoraggio che ha utilizzato una molteplicit\u00e0 di strumenti (questionari, interviste, focus group, relazioni, disegni\u2026). Il secondo momento \u00e8 stato incentrato sulla lettura e rielaborazione dei materiali raccolti per renderli trasmissibili e fruibili anche dalle persone esterne all\u2019esperienza descritta.<br \/>\nL\u2019ultimo momento \u00e8 quello della restituzione a chi lo ha prodotto in una nuova veste come strumento capace di far nascere nuove ipotesi di lavoro, nuove possibilit\u00e0 e ha permesso di riprogettare gli aspetti critici o problematici del progetto.<br \/>\nIn conclusione, la documentazione del progetto ha rappresentato un\u2019occasione di riflessione collettiva tra i diversi soggetti istituzionali che hanno preso parte all\u2019esperienza: ha favorito un\u2019analisi concettuale dell\u2019esperienza che ha consentito di capitalizzare i successi e di mettere a fuoco gli elementi di criticit\u00e0.<br \/>\nIl senso e la ricaduta di questa documentazione istituzionale ha permesso di esplicitare, di \u201coggettivare\u201d le scelte compiute attraverso un linguaggio comune condiviso che ha confermato la progettazione iniziale ma che ha nel tempo richiesto anche inevitabili modifiche, mettendo in luce lo scarto tra le previsioni e la realt\u00e0, i risultati raggiunti, i punti di forza e di debolezza. La documentazione ha permesso inoltre di realizzare un confronto per costruire significati condivisi tra tutti i soggetti coinvolti, riqualificare il percorso formativo dei tutor e non disperdere il patrimonio di conoscenze prodotto.<br \/>\nLa documentazione ha infatti portato nel tempo a diverse ricadute istituzionali e organizzative:<br \/>\n&#8211; per gli allievi disabili un\u2019anticipazione nell\u2019assegnazione dei tutor. Sappiamo infatti che i tempi burocratici delle istituzioni non coincidono con i tempi dei ragazzi che spesse volte hanno dovuto aspettare alcuni mesi prima di incontrare il tutor;<br \/>\n&#8211; per i tutor l\u2019anticipazione della formazione richiesta nella fase iniziale dell\u2019incarico per essere pi\u00f9 preparati ad affrontare i diversi compiti loro assegnati;<br \/>\n&#8211; per le scuole l\u2019attribuzione ai tutor di un ruolo sempre pi\u00f9 definito nell\u2019ambito dell\u2019integrazione degli allievi individuando compiti e attivit\u00e0 rispettosi della loro preparazione.<br \/>\nLa documentazione \u00e8 stata consegnata in formato cartaceo ai ragazzi, alle famiglie e alle scuole coinvolte, ma una versione digitale \u00e8 stata pubblicata in internet sul sito del Centro di Documentazione di Reggio Emilia all\u2019indirizzo www.integrazionereggio.it\/ sotto la voce \u201cLe nostre pubblicazioni\u201d.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 il tutor: Il tutor risorsa per l\u2019integrazione<br \/>\n<\/strong>Il tutor, quindi, rappresenta una figura di mediazione e raccordo tra docenti e alunno e favorisce il rapporto di amicizia e collaborazione con i coetanei disabili che spesso vivono situazioni di solitudine, affiancando i ragazzi nel lavoro pomeridiano e cercando di coinvolgerli nelle attivit\u00e0 extrascolastiche.<br \/>\nLa presenza dello studente tutor come figura tesa ad arricchire la rete dei sostegni, per studenti disabili si \u00e8 andata consolidando negli Anni Novanta nelle province di Modena, Reggio Emilia e Bologna.<br \/>\nL\u2019idea sostenuta dall\u2019ispettore Sergio Neri era quella di \u201clavorare su una sfera delicata, complessa ma fondamentale per la crescita dell\u2019individuo: quella della comunicazione e dell\u2019integrazione con le diverse situazioni progressivamente affrontate, in particolare con il gruppo dei pari\u201d. (Mussini, 2003).<br \/>\n\u201cLa peculiarit\u00e0 del tutor \u00e8 quella di essere una figura quasi coetanea allo studente disabile, in modo tale da poterne comprendere e condividere con facilit\u00e0, sia i successi che l\u2019appartenenza a un determinato contesto. Rappresenta insomma un compagno di studi\u201d. (CDH di BO e MO, 2003).<br \/>\nNell\u2019esperienza reggiana, il tutor \u00e8 in genere uno studente di et\u00e0 non superiore ai 25-26 anni, che svolge a scuola, a casa e nel tempo libero un ruolo di sostegno \u201camicale\u201d nei confronti di un coetaneo disabile di qualche anno pi\u00f9 giovane. Il tutor costituisce inoltre anche un riferimento affettivo, un elemento di rassicurazione rispetto alle ansie e ai dubbi che sorgono quando ci si deve misurare con un contesto non ancora conosciuto.<\/p>\n<p>Da altre interviste e questionari \u00e8 emerso il seguente quadro:<br \/>\n<strong>Punti di forza<\/strong><br \/>\nL\u2019esperienza \u00e8 valutata particolarmente positiva, in quanto consente ai ragazzi con disabilit\u00e0 di avere nuove figure di riferimento (rapporto con un ragazzo\/a di pari et\u00e0 ) al fine di:<br \/>\n-affrontare situazioni non strettamente didattiche in ambiti di tipo sociale;<br \/>\n-uscire dall\u2019isolamento nel quale spesso i ragazzi disabili di questa et\u00e0 rischiano di rimanere relegati;<br \/>\n-attivare nuovi progetti per facilitare l\u2019autonomia personale e sociale (muoversi autonomamente con i mezzi di trasporto pubblici, utilizzare servizi comunali, imparare a utilizzare le nuove tecnologie\u2026);<br \/>\n-stabilire pi\u00f9 significativi legami anche con le famiglie degli studenti disabili;<br \/>\n-contribuire, tramite il supporto individualizzato al raggiungimento del successo formativo degli studenti (miglioramento in alcune discipline, superamento dell\u2019esame di qualifica e raggiungimento del diploma).<br \/>\nIl tutor, quindi, rappresenta una figura di mediazione e raccordo tra docenti e alunno e favorisce il rapporto di amicizia e collaborazione con i coetanei disabili che spesso vivono situazioni di solitudine, affiancando i ragazzi nel lavoro pomeridiano, cercando di coinvolgerli nelle attivit\u00e0 extrascolastiche.<\/p>\n<p><strong>Punti di debolezza<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda gli aspetti critici, gli elementi che vengono sottolineati con maggiore ricorrenza riguardano la difficolt\u00e0 di trovare giovani disponibili e dotati delle caratteristiche necessarie allo svolgimento delle attivit\u00e0 di tutoraggio (non solo disponibilit\u00e0 di tempo, ma anche flessibilit\u00e0 d\u2019intervento e professionalit\u00e0 d\u2019azione). Nell\u2019ambito delle difficolt\u00e0 che caratterizzano l\u2019organizzazione dell\u2019intervento di tutoraggio, emerge il ritardo nella fase iniziale, il rischio di interruzione in itinere del rapporto di tutoraggio, la mancanza di un numero di ore adeguato per un approfondimento delle relazioni che intercorrono tra i diversi soggetti coinvolti nel progetto (docente di sostegno, tutor, famigliari).<\/p>\n<p><strong>I tutor hanno detto:<\/strong><\/p>\n<p>-\u201cSono soddisfatta, felice di aver osato. Mi sono sentita accolta e proprio \u2018amica\u2019 di questi ragazzi\u201d.<br \/>\n-\u201cSento veramente di essermi avvicinata alla disabilit\u00e0 in modo diverso, o solo riesco a capire negli altri le difficolt\u00e0 che vivono quando si trovano in una situazione per loro particolare\u201d.<br \/>\n-\u201cLa mia figura le \u00e8 servita soprattutto come punto di riferimento, di sfogo e come qualcuno a cui raccontare le piccole cose, ci\u00f2 che le succede in classe e fuori, come qualcuno che la ascolta, con cui pu\u00f2 socializzare.<br \/>\n-\u201cSono comunque soddisfatto perch\u00e9 sono riuscito a essere un punto di riferimento senza trasmettere il timore reverenziale che pu\u00f2 trasmettere un insegnante\u201d.<br \/>\n-\u201cHo potuto affinare le mie capacit\u00e0 d\u2019ascolto e comprensione. \u00c8\u2019 stato un esercizio che mi ha aiutata a riflettere anche su me stessa. E\u2019 stato una sfida ad andare oltre gli stereotipi e i pregiudizi, un andare incontro a diversit\u00e0, che possono far paura solo quando sono viste dall\u2019esterno e non sono capite\u201d.<br \/>\n-\u201cSi vorrebbe fare di pi\u00f9 o si sente di fare poco. A volte ho sentito un senso di impotenza perch\u00e9 il tutor per me \u00e8 una figura un po\u2019 vaga e poco definita e quindi non ho potuto impormi pi\u00f9 di tanto per modificare certe situazioni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raccontare e documentare le esperienze che i soggetti istituzionali propongono a soggetti altri per fare capire il senso e gli obiettivi del proprio lavoro, richiedono impegno, costanza e rigore metodologico.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3603,3607],"edizioni":[51],"autori":[300],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3704],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5260,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17\/revisions\/5260"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=17"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=17"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=17"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=17"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=17"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=17"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}