{"id":173,"date":"2009-11-04T17:04:59","date_gmt":"2009-11-04T17:04:59","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=173"},"modified":"2025-11-24T12:28:05","modified_gmt":"2025-11-24T11:28:05","slug":"la-storia-di-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=173","title":{"rendered":"6. La storia di Luca"},"content":{"rendered":"<p>Luca \u00e8 affetto da tetraparesi spastica. Luca Pieri ha 50 anni. Nel 1983 si laureato in Scienze Politiche con il punteggio di 110. Luca \u00e8 sposato con Carla, conosciuta 16 anni fa a Rimini ad un convegno<!--break--> sull&#8217;handicap. Insieme hanno una figlia di dieci anni, Bianca, ma i ragazzi in casa sono due. Con Luca, Carla e Bianca vive anche Andrea, in condizione di affidamento. Non \u00e8 la prima esperienza del genere per la famiglia Pieri. Ce ne sono state gi\u00e0 altre nel corso degli anni. Carla, la moglie di Luca, lavora come assistente sociale. Tutti insieme abitano a Bologna in una casa piena di oggetti, libri e giochi.\u00a0 Una storia apparentemente normale, che anzi meglio si \u00e8 articolata nei suoi sviluppi nel corso del tempo rispetto ad altre vicende legate alla disabilit\u00e0. La malattia non ha impedito a Luca di costruirsi una rete affetti, di avere dei figli, di studiare. Eppure c&#8217;\u00e8 qualcosa che non ha mai ingranato per Luca: il lavoro.<br \/>\nNella nostra societ\u00e0 il lavoro riveste una funzione identificativa, oltre a generare reddito. Come si legge pi\u00f9 avanti l&#8217;inserimento nel mondo lavorativo per Luca ha rappresentato e rappresenta ancora uno scoglio pressoch\u00e9 insuperato. La sua ricerca di un posto di lavoro, che come previsto per legge dovrebbe trovare positiva soluzione, di fatto non ha mai avuto successo. I tentativi di inserimento sono falliti, nonostante le competenze professionali che Luca \u00e8 in grado di mettere a disposizione del datore di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Luca partiamo dalla tua vita scolastica. Quali resistenze hai incontrato?<\/strong><br \/>\nLe resistenze al fatto che io andassi avanti con gli studi provenivano dai miei genitori, e ci sono state fino all&#8217;inizio delle scuole superiori. Poi per\u00f2 vista la mia determinazione sono stato aiutato. In particolare dai miei fratelli.<\/p>\n<p><strong>Fino ad arrivare all&#8217;universit\u00e0. Come \u00e8 stato l&#8217;approccio con il sistema?<\/strong><br \/>\nMi sono iscritto alla facolt\u00e0 di Scienze Politiche. Frequentavo per tre giorni a settimana. Avevo scelto i corsi che pi\u00f9 mi interessavano. Le altre materie le studiavo a casa. Una cosa che mi sembra importante sottolineare \u00e8 che con i professori non mai avuto particolari problemi. E ho sempre trovato la loro disponibilit\u00e0 nel rispettare i tempi pi\u00f9 lunghi a me necessari per sostenere gli esami.<\/p>\n<p><strong>Luca, nel passaggio dalle scuole superiori verso l&#8217;universit\u00e0, hai cercato di lavorare?<\/strong><br \/>\nFino alla fine dell&#8217;universit\u00e0 non mi sono posto il problema del lavoro, almeno inteso come attivit\u00e0 retribuita. Ero impegnato come volontario all&#8217;interno dell&#8217;Aias (Associazione italiana assistenza spastici).<\/p>\n<p><strong>Dopo esserti laureato con ottimo punteggio, si presenta il problema di inserirsi nel mondo del lavoro. Cosa fai, come ti muovi?<\/strong><br \/>\nIntanto, era abbastanza chiara la consapevolezza, che se era stato relativamente semplice studiare, sarebbe stato molto pi\u00f9 difficile trovare una occupazione stabile, riconosciuta e retribuita.<br \/>\nMi sono iscritto al collocamento obbligatorio, e partendo da quella iscrizione ho fatto una serie di tentativi di inserimento lavorativi in diverse aziende bolognesi. Come la Sasib, per citarne una. Questi tentativi sono abortiti sul nascere. Le aziende mi offrivano soldi per rinunciare al mio posto di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Sotto che forma, in che modo ti offrivano denaro? Uno stipendio per stare a casa?<\/strong><br \/>\nLa maniera pi\u00f9 diffusa era quella di offrire un indennizzo per la mancata assunzione. Di questo non ero proprio contento, tanto che una volta tentai di fare causa all&#8217;azienda che non voleva prendermi in carico. Il pretore ha dato ragione all&#8217;azienda!<\/p>\n<p><strong>Con che motivazioni?<\/strong><br \/>\nSemplicemente: non era possibile trovare una mansione a me adeguata.<\/p>\n<p><strong>Qualche esperienza positiva?<\/strong><br \/>\nInteressante invece \u00e8 stata l&#8217;esperienza con la casa editrice Il Mulino. L\u00ec c&#8217;erano delle difficolt\u00e0 oggettive di collocamento in azienda, per\u00f2 da parte de Il Mulino c&#8217;\u00e8 stata una disponibilit\u00e0 significativa per realizzare una collaborazione improntata sul lavoro a domicilio. Mi venivano dati dei testi da correggere, materiale cartaceo da trasformare in file e da mettere a punto. Erano traduzioni a cui dare anche una certa forma grafica.<\/p>\n<p><strong>Questa esperienza continua ancora?<\/strong><br \/>\nNo, purtroppo per un periodo non mi \u00e8 stato possibile lavorare, e quando mi sono ristabilito, quel tipo di collaborazione non era pi\u00f9 praticabile.<\/p>\n<p><strong>Cosa fai a questo punto?<\/strong><br \/>\nC&#8217;\u00e8 l&#8217;esperienza in Comune. L\u00ec ero stato assunto con un contratto a termine di 45 giorni per ritirare le dichiarazioni dei redditi. Ma si trattava di una mansione che non potevo assolvere, e sono stato incaricato di inserire dei dati in un archivio elettronico.<br \/>\n<strong><br \/>\nTi \u00e8 stato rinnovato il contratto?<\/strong><br \/>\nNo, ma questa consapevolezza era mia gi\u00e0 all&#8217;inizio di quella esperienza.<br \/>\nAttualmente sono in borsa-lavoro in collaborazione con la Virtual Coop. Cerco notizie sul web, e poi le trasferisco sul sito della cooperativa.<\/p>\n<p><strong>Luca, mi sembra di capire che tu abbia una elevata competenza di natura informatica?<\/strong><br \/>\nDiciamo che me la cavo con tempi paurosamente lunghi dato che per comandare la tastiera al posto del mouse uso un diverso sistema.<\/p>\n<p><strong>Oltre alle specificit\u00e0 legali, ci sono altri problemi, per trovare un lavoro?<\/strong><br \/>\nUn problema serio riguarda l&#8217;assistenza personale sul luogo di lavoro. Un&#8217;esperienza interessante in questo senso l&#8217;ho vissuta presso la Camera del Lavoro. Non \u00e8 scontato, in un luogo di lavoro, trovare la disponibilit\u00e0 dei colleghi ad aiutarti a mangiare o ad andare in bagno.<\/p>\n<p><strong>Oggi da dove proviene il tuo reddito?<\/strong><br \/>\nDa una pensione di stato in primo luogo, dall&#8217;indennit\u00e0 di accompagnamento poi, e infine da borse-lavoro e consulenze.<br \/>\n<strong><br \/>\nChe genere di consulenza? Cosa dovrei scrivere sul tuo biglietto da visita? Dottor Luca Pieri, laureato in Scienze Politiche e&#8230; che altre qualifiche aggiungeresti?<\/strong><br \/>\nPotrei occuparmi della pubblicazione di testi, di informazione legata alla disabilit\u00e0, e in questo senso ho fatto parecchie esperienze di consulenza.<br \/>\n<strong><br \/>\nSei ancora iscritto alle liste di collocamento? Arrivano offerte di lavoro?<\/strong><br \/>\nPer ora no, ma sono in borsa lavoro.<br \/>\n<strong><br \/>\nCome sintetizzeresti il tuo impatto con il mondo del lavoro? <\/strong><br \/>\nDal mio punto di vista si \u00e8 trattato del vero scoglio della integrazione del disabile.<br \/>\n<strong><br \/>\nCosa si pu\u00f2 fare? Le leggi che attualmente regolano il mercato del lavoro sono adeguate?<\/strong><br \/>\nDa un punto di formale queste leggi sono abbastanza adeguate, ma manca una cultura condivisa.<br \/>\nRispetto al collocamento di un disabile in azienda ci sono delle reali pregiudiziali. Il disabile \u00e8 percepito come un costo, o peggio come un danno all&#8217;immagine dell&#8217;azienda. Nei vari tentativi di avviamento ho provato spesso questa sensazione. Non c&#8217;era neanche la disponibilit\u00e0 a studiare soluzioni.<br \/>\n<strong><br \/>\nRaccontami il primo giorno in azienda&#8230;<\/strong><br \/>\nNo. Preferisco raccontarti il primo contatto tra me e l&#8217;azienda. Era ancora in vigore la legge 482\/68. L&#8217;ufficio di collocamento mandava una lettera di collocamento a me e una all&#8217;azienda. Naturalmente l&#8217;azienda non si faceva viva. Dopo un certo periodo di tempo ero io a telefonare. Generalmente si prendeva un appuntamento con il capo del personale. Andavo da solo o con un operatore. La dinamica era sempre la stessa. Il primo incontro era a senso unico: io parlavo e la controparte rispondeva ponendo argomentazioni di carattere negativo.<br \/>\nRaccontavo quello che potevo fare. In particolare ponevo l&#8217;attenzione su quelle mansioni impiegatizie che prevedevano l&#8217;uso del computer. Seguiva un secondo o un terzo incontro dove l&#8217;azienda continuava a rispondere negativamente alle mie richieste.<br \/>\n<strong><br \/>\nMa cosa ti dicevano: nonostante la legge lo preveda lei non pu\u00f2 lavorare con noi? E con quali motivazioni sostenevano questa tesi?<\/strong><br \/>\nRispondevano affermando che era impossibile trovare una mansione adeguata&#8230;<br \/>\n<strong><br \/>\nMa tu non raccontavi che lavoravi gi\u00e0 con il computer? Non descrivevi le passate collaborazioni?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, ma non bastava.<br \/>\n<strong><br \/>\nPoi, dopo il rifiuto cosa facevi?<\/strong><br \/>\nUna volta ho fatto una causa, altre volte ho trovato un accordo economico con l&#8217;azienda, pi\u00f9 spesso chiedevo una mediazione da parte della CGIL, ma anche con il sindacato non si riusciva ad entrare.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuanti sono stati i tuoi tentativi di inserimento?<\/strong><br \/>\nUna decina, nell&#8217;arco di vent&#8217;anni.<br \/>\n<strong>Una storia che dura da parecchio. Sei ancora in cerca?<\/strong><br \/>\nDiciamo che la motivazione \u00e8 un poco calata.<br \/>\n<em><br \/>\n<\/em><strong>Finora abbiamo parlato del tuo collocamento nel versante privato. Non hai mai provato nelle strutture pubbliche?<\/strong><br \/>\nAvr\u00f2 fatto almeno venti concorsi pubblici. Uno all&#8217;anno da quando mi sono laureato. Ma non ho mai superato la prova scritta. Questo risultato pu\u00f2 essere interpretato in due modi: o la mia valutazione scolastica non rispondeva alla realt\u00e0, e questo solo in parte pu\u00f2 essere vero. Oppure il mio compito veniva subito identificato, e classificato volutamente in maniera insufficiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca \u00e8 affetto da tetraparesi spastica. Luca Pieri ha 50  anni. Nel 1983 si laureato in Scienze Politiche con il punteggio di 110. 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