{"id":1818,"date":"2009-11-23T16:46:34","date_gmt":"2009-11-23T16:46:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1818"},"modified":"2009-11-23T16:46:34","modified_gmt":"2009-11-23T16:46:34","slug":"mailing-list-e-newsgroup","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1818","title":{"rendered":"Mailing list e newsgroup"},"content":{"rendered":"<p class=\"rteleft\"><strong>Newsgroup: un angolo per la discussione<\/strong><\/p>\n<p class=\"rteleft\"><a href=\"http:\/\/groups.google.it\/groups?hl=it&amp;lr=&amp;ie=UTF-8&amp;group=it.sociale.handicap\">it.sociale.handicap<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/groups.google.it\/groups?hl=it&amp;lr=&amp;ie=UTF-8&amp;group=it.sociale.volontariato\">it.sociale.volontariato<\/a><\/p>\n<p class=\"rteleft\">Internet non &egrave; solo Web, cio&egrave; quell&#8217;immenso reticolo di pagine graficamente pi&ugrave; o meno pregevoli che possono essere sfogliate con l&#8217;ausilio di un mouse. Internet &egrave; anche un luogo virtuale in cui discutere, confrontarsi, chiedere informazioni, litigare o conoscersi. Mutuati dal mondo dei Bbs, i newsgroups, o gruppi di discussione, permettono tutto questo grazie a semplici programmi di consultazione. Bench&eacute; l&#8217;attivazione di un newsgroup sia tutt&#8217;altro che agevole (soprattutto in Italia) ogni giorno ne vengono attivati di nuovi e altrettanti ne scompaiono; si dice che ce ne siano quasi 30.000 nel mondo: la maggioranza sono in lingua inglese ma molti, ormai, sono quelli in italiano. Il newsgroup &egrave; molto simile ad un club o ad un bar virtuale dove ci sono degli avventori abituali e degli altri assolutamente occasionali. In ognuno di questi &laquo;bar&raquo; si parla di argomenti diversi: musica, politica, sport, turismo, informatica, sesso, cultura &#8230; ma pi&ugrave; spesso si affrontano sotto-argomenti molto particolari e &laquo;limitati&raquo;: innumerevoli sono, ad esempio, i newsgroup tenuti da fans di gruppi musicali anche poco noti. Va precisato che vi &egrave; una sostanziale differenza fra le mailing lists e i newsgroups; mentre alle prime ci si abbona sottoscrivendole, i secondi debbono essere consultati attraverso programmi specifici. Le mailing inoltre si ricevono direttamente in posta elettronica, opportunit&agrave; non offerta dai newsgroups. Come tutti i club che si rispettino, anche i gruppi di discussione hanno le loro regole, alcune comuni (la famosa netiquette, cio&egrave; le regole di comportamento in rete), altre proprie del gruppo. Ogni newsgroup pu&ograve; scegliere, al momento di costituirsi, di avere un moderatore che indirizza ed eventualmente censura gli interventi &laquo;fuori misura&raquo; o non pertinenti. Molti sono, tuttavia, i gruppi che non sono moderati; sono spesso i pi&ugrave; confusionari ma ugualmente ricchi di stimoli e trovate. Nel marzo del 1997 &#8211; anche in Italia &#8211; &egrave; stato attivato uno specifico newsgroup che vuole affrontare le tematiche relative alla disabilit&agrave;; it.sociale.handicap &egrave; il nome adottato e che ha raccolto le 75 adesioni necessarie alla registrazione nel giro di pochissimi giorni. Il gruppo non &egrave; moderato; non a caso ha avuto un avvio un po&#8217; stentato; ma dopo questa fase durata alcuni mesi, i messaggi sono aumentati esponenzialmente e cos&igrave; lo spessore della discussione. <\/p>\n<p>Nel newsgroup non &egrave; infrequente trovare appelli come questo: &quot;Ciao, mi chiamo Augusto, sono di Perugia ed ho una gamba completamente amputata. Cerco amici con lo stesso problema per scambiare impressioni e problemi in rapporto all&#8217;uso della protesi.&quot; Purtroppo non possiamo essere certi che Augusto abbia trovato le persone che cercava; probabilmente ha avuto una risposta &laquo;privata&raquo;. Pi&ugrave; spesso, invece, quando le risposte possono avere una utilit&agrave; generale vengono &laquo;postate&raquo; anche sul newsgroup; un esempio. &quot;Salve a tutti. Volevo chiedere se qualcuno sa darmi delle indicazioni dove cercare del software distribuibile gratuitamente rivolto a persone disabili, in particolare rivolto a bambini (et&agrave; elementari e medie) con handicap di tipo motorio. Mi spiego: cerco soprattutto programmi che possano aiutare un bambino nello svolgere i compiti scolastici, ma sono graditi anche i giochini ed altro che possa aiutare un bambino a prendere confidenza con il computer&quot;.<br \/>\nEcco la risposta: &quot;Nell&#8217;ambito del software di ausilio per le disabilit&agrave; motorie potrebbe esserti utile MAIA: www .elet.polimi.it\/section\/compeng\/air\/ihd\/maia\/<br \/>\nTieni inoltre d&#8217;occhio le pagine www .elet.polimi.it\/section\/compeng\/air\/ihd\/ dove appariranno anche sistemi a sfondo didattico (saremo inoltre presenti a SMAU CADD 98 a Milano a fine mese) e www .geocities.com\/ResearchTriangle\/Lab\/5357\/ handyres.html dove c&#8217;&egrave; una collezione piuttosto ricca di link sulla disabilit&agrave;.&quot; Vi sono poi gli annunci di sapore marcatamente commerciale prevalentemente lasciati cadere nel silenzio. &quot;Vendo orologi digitali con suoneria sia sonora che accentuatamente vibrante; peculiarit&agrave; di sicuro ausilio per gli audiolesi. Il prezzo di vendita &egrave; di &pound;.145.500 IVA incl.+spese di spedizione (&pound;.13.500); Per minimo 5 orologi le spese di spedizione sono forfettizzate in &pound;.20.000.&quot; E ancora: &quot;Pensiamo di farVi cosa gradita informandovi che la nostra azienda realizza allestimenti per il trasporto di disabili e anziani su una vasta gamma d&#8217;autoveicoli con la possibilit&agrave; di fornire direttamente anche l&#8217;autoveicolo base nuovo di fabbrica in base alle Vostre specifiche esigenze. In particolare porgiamo alla Vostra cortese attenzione il nostro sollevatore elettroidraulico [&#8230;], frutto di un patrimonio di tecnica acquisito da una cinquantennale attivit&agrave; nell&#8217;ambito dell&#8217;allestimento di autoveicoli, che fino ad ora ha avuto riscontri molto positivi. [&#8230;]&quot;   Pi&ugrave; interesse e risposte raccolgono invece i richiami a fatti legati all&#8217;attualit&agrave;: ricordate, ad esempio, le caustiche affermazioni fatte nel 1998 al Dopofestival dallo scrittore Aldo Busi a proposito di Annalisa Minetti, la cantante ipovedente che quell&#8217;anno vinse il Festival di Sanremo? Il newsgroup ne ha parlato immediatamente. Leggiamo il primo di alcuni interventi anche di segno opposto: &quot;Trovo incredibile tutto questo sdegno provato dalla gente per la dichiarazione di Busi al Dopofestival (&#8216;L&#8217;anno prossimo lo facciamo vincere ad un sordo&#8217;). Ora danno del &quot;bruto&quot; a Busi; forse lo &egrave;, ma il punto &egrave; un altro: vorrei che i loro animi sensibili (mi riferisco a chi si &egrave; scandalizzato) si turbassero anche&#8230; quando ad un disabile, tutti i giorni, vengono sbattute in faccia le porte di un locale pubblico &laquo;non attrezzato&raquo;, &#8230; quando un disabile trova i marciapiedi pieni di auto, &#8230; quando un disabile chiede aiuto allo Stato e questi non risponde, e la lista potrebbe continuare all&#8217;infinito. Ma continua ad essere pi&ugrave; offensivo Busi, vero? No, vi assicuro che le parole del caro Aldo mi hanno fatto solo sorridere! Invece, il dolore che provo a dover affrontare la brutalit&agrave; della vita quotidiana &egrave; infinito.&quot;   Di tutt&#8217;altra opinione Davide: &quot;In realt&agrave; se non si punisse violentemente Busi si farebbe ancora una volta passare l&#8217;idea dell&#8217;handicappato &laquo;buono e mite&raquo; a cui &egrave; pi&ugrave; facile sbattere porte in faccia. Certo Busi la far&agrave; franca e molti dopo di lui si sentiranno geniali solo perch&eacute; faranno qualche battutina sugli handicappati&#8230;tanto&#8230; No. Quelli che in qualsiasi modo colpiscono fisicamente o moralmente un disabile devono essere sottoposti a durissima reazione, anche fisica. Altrimenti si distingue tra Busi e un oste &#8230;&quot;   Recentemente il dibattito si &egrave; acceso da quando qualcuno ha lanciato il tema del rapporto tra la sessualit&agrave; e la disabilit&agrave;: un argomento forte dove non sono mancate analisi e affermazioni estreme, ma dove tutti i partecipanti si sentono liberi di affermare liberamente ci&ograve; che realmente pensano, oppure assistono in silenzio &#8211; per ora &#8211; alla discussione. Consultate il newsgroup: la visita sar&agrave; pi&ugrave; esaustiva di qualsiasi spiegazione scritta. Un&#8217;ultima notazione meritano alcuni aspetti tecnici; per consultare i newsgroups &#8211; come dicevamo all&#8217;inizio &#8211; &egrave; necessario disporre di specifici programmi dei quali Internet News &egrave; forse il pi&ugrave; noto e diffuso visto che viene distribuito ad integrazione di Internet Explorer (Microsoft). Chi scrive preferisce di gran lunga il pi&ugrave; pratico e meno pretenzioso News Xpress agevolmente prelevabile in rete. Anche in questo caso &egrave; pi&ugrave; facile a farsi che a dirsi&#8230; Buon divertimento!        <\/p>\n<p><strong>Una mailing list sul disagio e l&#8217;handicap  <\/strong><\/p>\n<p class=\"rteleft\">La telematica non &egrave; solo quella che ci viene presentata dai mass media e dalla pubblicit&agrave;, ma offre altre opportunit&agrave; per chi voglia documentarsi, informarsi o semplicemente chiacchierare sui temi della disabilit&agrave;. E, accanto ai newsgroups, uno degli strumenti pi&ugrave; pratici per farlo sono le mailing lists. In Italia su internet esistono quattro liste dedicate all&#8217;handicap;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">* Mailing list Volontariato<br \/>\nIscrizione: digitare le parole subscribe nel subject\/oggetto e indirizzarlo a<br \/>\n<a href=\"mailto:volontariato-request@Peacelink.it\">volontariato-request@Peacelink.it<\/a><br \/>\n*<br \/>\nMailing list Didaweb<br \/>\nSpecializzata sulla tematica didattica e disabilit&agrave;.<br \/>\nL&#8217;iscrizione avviene tramite e-mail all&#8217;indirizzo:<a href=\"mailto:dw-handicap-subscribe@yahoogroups.com\">dw-handicap-subscribe@yahoogroups.com<\/a><br \/>\nModeratori: Riccardo Celletti, e-mail:<a href=\"mailto:riccardo.celletti@istruzione.it\">riccardo.celletti@istruzione.it<\/a><br \/>\nElena Duccillo, e-mail: <a href=\"mailto:elena.duccillo@virgilio.it\">elena.duccillo@virgilio.it<\/a><br \/>\n* Lista Vista<br \/>\nLista di discussione sull&#8217;uso degli strumenti informatici nella didattica dei minorati della vista.<br \/>\nModeratore Flavio Fogarol, email:<a href=\"mailto:owner-listavista@ilary.keycomm.it\">owner-listavista@ilary.keycomm.it <\/a><\/p>\n<p class=\"rteleft\">Che cosa sono<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Le mailing lists sono dei gruppi di discussione che si sviluppano tramite la posta elettronica. Per poter partecipare occorre iscriversi mandando un messaggio ad un particolare indirizzo e scrivendo nel corpo del messaggio, nella maggior parte dei casi, la parola &ldquo;subscribe&rdquo;. Dal momento in cui uno si &egrave; iscritto riceve tutti i messaggi che gli altri iscritti mandano in lista e ogni suo messaggio (mandato ad un unico indirizzo, quello della lista) viene ricevuto da tutte le persone che in quel momento sono iscritte. Di solito a gestire automaticamente tutte queste operazioni &egrave; un particolare computer che pu&ograve; adottare programmi differenti (listserv, majordomo, listproc, smartlist&#8230;). Sempre grazie a questi computer &egrave; possibile eseguire altre operazioni, come la disiscrizione (&ldquo;unsubscribe&rdquo;) o la richiesta dell&#8217;elenco dei partecipanti (&ldquo;who is&rdquo;). Le operazioni che sono possibili dipendono da quali applicazioni usa il computer addetto e da altre scelte volute dall&#8217;operatore di sistema. L&#8217;informazione, nel caso delle liste, arriva direttamente alla persona, nella sua casella di posta elettronica e questo &egrave; un elemento da non sottovalutare, dato che l&#8217;utente non ricerca, ma riceve direttamente le notizie senza nessuno sforzo (se non quello successivo di rispondere o partecipare al dibattito). Come per i giornali e gli altri mass media tradizionali, le mailing lists sono lette da un numero di persone maggiore rispetto a quelle che intervengono direttamente nella discussione, anche se l&#8217;interattivit&agrave; (la possibilit&agrave;, cio&egrave;, di partecipazione offerta dal mezzo telematico) &egrave; proporzionalmente superiore. Le dimensioni di una mailing list sono molto variabili; si pu&ograve; passare dai 100 iscritti ai 10.000, con un traffico variabile di messaggi settimanali da 5 a pi&ugrave; di cento. Una mailing list pu&ograve; essere moderata da una persona che provvede sia per gli aspetti tecnici (owner) che per quelli redazionali e si preoccupa del rispetto del tema e delle regole.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">La &ldquo;netiquette&rdquo; e la scrittura<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Con &ldquo;netiquette&rdquo; s&#8217;intende una serie di regole di comportamento, una sorta di galateo telematico che chiunque frequenti una mailing list, deve ripettare. Rimando per un&#8217;approfondimento dell&#8217;argomento ad uno dei libri citati nella bibliografia finale (quasi tutti ne parlano); qui mi limiter&ograve; solo a spiegare le tre regole di comportamento pi&ugrave; importanti ( almeno per la rete PeaceLink):<\/p>\n<p class=\"rteleft\">1. Evitare gli off topics (abbreviato OT, ovvero &ldquo;fuori tema&rdquo;). Ogni mailing list nasce per discutere un determinato argomento, e, con una certa elasticit&agrave;, tutte le sfumature di significati e temi collegati a questo. Spesso, soprattutto gli utenti nuovi, sono portati a postare i propri contributi in qualsiasi area di discussione indipendentemente dal tema oppure in pi&ugrave; aree diverse contemporaneamente (in gergo: crossposting). Questa &egrave; considerata una grave scorrettezza nei confronti degli altri. Dopo l&#8217;iscrizione, in genere si consiglia di seguire il dibattito tra i partecipanti prima di contribuire con le proprie idee, proprio per evitare queste situazioni.<br \/>\n2. Usare con parsimonia il quoting. Nei programmi che gestiscono la posta elettronica una particolare funzione chiamata reply permette di rispondere ad una persona riportando immediatamente tutto il messaggio da questa precedentemente scritto. In questi casi il messaggio riportato si distingue dal testo nuovo perch&eacute; ogni inizio di riga &egrave; preceduto dal simbolo &quot;&gt;&quot;.Questo se da un lato serve per ricordare di cosa si sta parlando, dall&#8217;altro, se usato senza scrupolo, fa aumentare a dismisura i messaggi che si sommano l&#8217;uno con l&#8217;altro.<br \/>\n3. La terza regola &egrave; specifica della realt&agrave; di PeaceLink. Infatti il server che ne gestisce le mailing list attraverso internet, funziona anche da gateway (o &ldquo;porta di comunicazione&rdquo;) con la rete PeaceLink in tecnologia FidoNet (un modello di rete telematica amatoriale e di base, sorto nei primi anni &#8217;80, connotato da un forte utilizzo politico ed impegnato, ed orientato alla diffusione popolare con bassi costi d&#8217;esercizio). Questo pone la limitazione, ad esempio, di dover convertire i caratteri accentati (es: &quot;&igrave;&quot;, &quot;&egrave;&quot;, &quot;&ograve;&quot;, ecc.) non ASCII standard in combinazioni ASCII (es: &quot;i`&quot;, &quot;e`&quot;, &quot;o`&quot;, ecc.) perch&eacute; altrimenti non potendo essere interpretati dai computers legati ad una tecnologia datata, verrebbero sostituiti impropriamente creando seri problemi alla comprensione del testo da parte dei loro utenti. Quindi al posto dei caratteri &quot;&egrave;&quot;, &quot;&eacute;&quot;, &quot;&igrave;&quot;, &quot;&ograve;&quot;,&quot;&agrave;&quot;, &quot;&ugrave;&quot;, bisogna scrivere i caratteri &quot;e&#8217;&quot;, &quot;e&#8217;&quot;, &quot;i&#8217;&quot;, &quot;o&#8217;&quot;, &quot;a&#8217;&quot;, &quot;u&#8217;&quot;. Per lo stesso motivo non si posso mandare file allegati ai messaggi (attachments) che attraverso il gateway diventerebbero dati inutilizzabili. Una fatto bizzarro &egrave; che il livello di scrittura nelle mailing lists e nella posta elettronica in generale, &egrave; pi&ugrave; basso rispetto a quello su carta, sia per la correttezza ortografica che per lo stile; si tende a scrivere peggio, a essere pi&ugrave; trascurati, forse perch&eacute; si ha la sensazione &#8211; ma &egrave; solo un&#8217;ipotesi &#8211; che la scrittura in rete sia meno evidente, pi&ugrave; &laquo;nascosta&raquo;, meno importante di quella riportata dalla stampa. Ne viene fuori una scrittura infarcita di &laquo;parlato&raquo;, di termini gergali (soprattutto tra gli addetti alla rete, il cosiddetto &laquo;telematichese&raquo;) che spesso porta a conseguenze che vanno al di l&agrave; della correttezza grammaticale: data la poca dimestichezza dell&#8217;utilizzo dello strumento comunicativo telematico si tende a sottovalutare anche le proprie espressioni, a non considerare l&#8217;effetto che possono avere sul nostro interlocutore, cos&igrave; capita di passare per maleducati senza avere avuto nessuna intenzione di offendere. In rete si litiga (in gergo: flame) a volte per malintesi che nei rapporti diretti (in cui il linguaggio verbale si intreccia con quello non verbale, gestuale) o in quelli mediati da altri mezzi (telefono, lettera&#8230;) non capitano. Una volta che si avr&agrave; acquisito una maggiore padronanza del mezzo, questi problemi saranno superati.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Che cos&#8217;&egrave; e cosa tratta la mailing list sul disagio<\/p>\n<p class=\"rteleft\">300 messaggi in un anno, una media di 5-6 messaggi a settimana, 75 messaggi scritti dal moderatore (1\/4 dei messaggi), circa 50 persone che contribuiscono al dibattito con un centinaio di persone iscritte dal lato Internet e quasi altrettante dal lato BBS. Sono questi i numeri della mailing list ospitata da PeaceLink e di cui sono il moderatore dall&#8217;inizio del 1997. Fin dalle prime battute ho cercato di impostare un discorso di temi e di linguaggio abbastanza definito; esisteva gi&agrave; un&#8217;altra mailing list sull&#8217;handicap (Hmatica) caratterizzata da iscritti prevalentemete disabili che intervenivano soprattutto su argomenti relativi al software &laquo;speciale&raquo;, alle novit&agrave; legislative e alle richieste di aiuto di persone in difficolt&agrave;. Volevo caratterizzare diversamente la lista per poter offrire qualcosa di complementare e che fornisse informazioni e opinioni diverse. Il Centro Documentazione Handicap di Bologna (via Legnano 2, 40132, Bologna, tel. 051\/641.50.05) dove lavoro, ha tra i suoi presupposti quello di fare un lavoro culturale (tramite la documentazione, l&#8217;informazione e la formazione) che coinvolge disabili e operatori sociali, utilizzando temi anche apparentemente lontani. Partendo da questo stile di lavoro ho scritto delle linee guida per la mailing list (in gergo si chiama policy: ogni mailing list ha una propria policy) in cui cercavo di definire il taglio della discussione. Quella che segue &egrave; la seconda versione modificata in base all&#8217;esperienza che mi sono fatto dopo un anno e mezzo di lavoro come moderatore. Ecco il testo.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">La policy<\/p>\n<p class=\"rteleft\">1. L&#8217;argomento centrale della conferenza &egrave; la disabilit&agrave; con le conseguenti difficolt&agrave; che essa comporta. QUESTA PERO&#8217; NON VUOLE ESSERE UNA CONFERENZA PER disabili, MA &Egrave; DIRETTA A CHI &Egrave; A CONTATTO CON IL TEMA DELLA disabiliTA&#8217;, PER MOTIVI PERSONALI O DI LAVORO.<br \/>\n2. Bisogna cercare di non porre delle barriere tra chi &egrave; disabile e chi non lo &egrave;, tra chi &egrave; svantaggiato e chi non lo &egrave;, tra l&#8217;operatore e l&#8217;utente, cercare di fare delle considerazione che coinvolgono ambo le parti.<br \/>\n3. &Egrave; utile sentire in questa lista anche la voce di chi lavora (l&#8217;operatore sociale) o di chi fa il volontario in questi campi. Parlare del lavoro dell&#8217;educatore (nel senso piu&#8217; lato del termine).<br \/>\n4. Cercare di parlare di disagio in senso generale: anche se le situazioni dell&#8217;handicap rimangono centrali, i meccanismi di repressione, le fonti di ingiustizia, i pregiudizi e gli stereotipi valgono per i disabili come per i minori, per gli immigrati, per i carcerati, per i nomadi&#8230;in questo modo si evita di fare delle categorie, di richiudersi ognuno nel proprio orticello coltivando la propria particolare diversit&agrave;.<br \/>\n5. Parlare di temi generali che hanno una relazione con il disagio (le politiche sociali, la solidariet&agrave;, il volontariato, obiezione di coscienza&#8230;) per non limitarsi al caso, all&#8217;effetto, ma alle sue cause.<br \/>\n6. Privilegiare il rapporto di confronto e scontro con i mass media: come vengono rappresentati i disabili e chi vive in condizione di disagio dai mass media (giornali, TV&#8230;)? Sarebbe interessante fare una sistematica segnalazione di casi di cattiva e di buona informazione. Queste alcune linee; rimangono importanti le altre come, le segnalazioni di casi, di appelli, di novit&agrave; legislative, di fatti di cronaca, di libri, convegni, di risorse informative utili sui mass media tradizionali e su quelli telematici. Il materiale interessante di questo tipo che arrivera` al Centro di Documentazioe Handicap cercher&ograve; (tempo permettendo) di riversarlo nella mailing list. Viceversa quando il dibattito lo permette vorrei riportarlo sulla rivista (HP-Accaparlante) che editiamo, in modo che ci sia uno scambio. L&#8217;ultimo paragrafo &egrave; stato scritto nell&#8217;intenzione di convogliare questa &laquo;massa informativa&raquo; dalla rete al mondo reale; volevo riportare alcuni interventi sulla medesima rivista, un bimestrale che &egrave; diretto ad un pubblico di persone che operano nel sociale (volontari, educatori, disabili, genitori, amministratori&#8230;). Questa operazione si &egrave; verificata solo in rari casi a testimonianza del fatto che il numero di persone presente in rete e la capacit&agrave; informativa da essi convogliata, &egrave; ancora scarsa, soprattutto in Italia, e che ogni azione di alfabetizzazione informatica e telematica diretta al normale cittadino &egrave; un requisito per una maggiore incisivit&agrave; del mezzo.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Su cosa si &egrave; scritto<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Ma su cosa si discute, di che cosa si parla in questa lista dedicata al disagio e l&#8217;handicap? Da un lato abbiamo tutta una serie di informazioni e di richieste che riguardano strettamente chi &egrave; disabile e i loro familiari, ecco allora le richieste d&#8217;aiuto per malattie, le richieste di volontariato, le informazioni sulla patente di guida e le omologazioni auto per disabili, le richieste di software e di informazioni tecniche per superare problemi di accessibilit&agrave; dovuti a deficit visivi, uditivi o motori (e naturalmente, in alcuni casi, anche delle risposte puntuali a questi interrogativi). Dall&#8217;altro lato delle notizie incentrate sempre sul tema della disabilit&agrave;, ma che spaziano in vari campi e arrivano a toccare un pubblico di lettori e &laquo;scrittori&raquo; ben maggiori, coinvolgendo gli educatori professionali, gli operatori sociali, il mondo del volontariato, le associazioni, le cooperative sociali&#8230; Cos&igrave; in lista passano notizie che segnalano convegni, seminari, corsi, la recensione di libri, problemi di certe categorie professionali del sociale, novit&agrave; legislative, il tema della scuola e dell&#8217;intergazione scolastica (insegnanti di sostegno).<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Cerco un o.d.c.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Per capire il linguaggio e i toni di questi discorsi faccio un esempio pratico di scambi di corrispondenza tra iscritti alla mailing list. La prima email &egrave; di S. che vorrebbe avere informazioni su come poter avere un obiettore di coscienza per essere aiutato nella sua quotidianit&agrave;: &quot;Ciao a tutti! Sono un disabile fisico con invalidit&agrave; totale. Vorrei sapere, se &egrave; possibile, dove trovare informazioni per poter ottenere un obiettore di coscienza, senza che mi sia assegnato da un Ente. Mi sarebbe inoltre utile, conoscere il modo in cui funziona l&#8217;&laquo;anno di volontariato&raquo;, dato che in alternativa all&#8217;obiettore andrebbe bene. Ho bisogno di queste informazioni, perch&eacute; necessito di un&#8217;assistenza continuata che al momento &egrave; sempre pi&ugrave; dura averla in famiglia. Grazie in anticipo e a presto. Bye!&quot; Dopo poche ore arriva questa prima risposta: &quot;Ciao S., ti riferisco quello che mi ha detto mio figlio, che ha svolto servizio di o.d.c.:<\/p>\n<p class=\"rteleft\">1.<br \/>\nSar&agrave; molto difficile ottenere qualcosa direttamente, senza il tramite di un ente&#8230;<br \/>\n2.<br \/>\nSe decidi di rivolgerti a un ente, e se non &egrave; quello al quale penso che tu sia associato in qualit&agrave; di disabile, se sei universitario c&#8217;&egrave; l&#8217;I.DI.S.U.- Istituto per il Diritto allo Studio Universitario che penso abbia sedi in ogni citt&agrave; sede di universit&agrave;; a Roma in via C.de Lollis 24\/B &#8211; 06\/49.701. Oppure potresti rivolgerti alla Caritas della tua diocesi.<br \/>\n3.<br \/>\nCome consiglio del tutto personale: se hai un amico che stia per fare l&#8217;o.d.c., potrebbe richiedere espressamente di esserti destinato, mi sembra che negli ultimi tempi gli uffici militari siano un po&#8217; pi&ugrave; ben disposti a soddisfare le preferenze che vengono loro segnalate.&quot;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">A distanza di pochi giorni arrivano altri due messaggi: &quot;Ciao, sono un ingegnere e lavoro in un Istituto di ricerca (ICIE); in questo periodo stiamo lavorando ad un progetto di ricerca &#8211; FACILE &#8211; finanziato dalla Comunit&agrave; Europea nell&#8217;ambito del programma&#8230; Il progetto prevede alla fine dei tre anni di ricerca (2000) la realizzazione di residenze &laquo;pre-dimissioni&raquo; collegate con le strutture ospedaliere dove l&#8217;utente anziano e disabile dimesso dall&#8217;ospedale, possa, prima di tornare nella propria abitazione, sperimentare una serie di servizi e ausili tecnici e telematici che consentano di migliorare l&#8217;autonomia domestica, quindi restando e vivendo il pi&ugrave; a lungo possibile nella propria casa, adeguatamente attrezzata secondo le proprie esigenze&#8230; In bocca al lupo!&quot; &quot;Caro S., hai provato a rivolgerti all&#8217;Assessorato ai Servizi Sociali del tuo Comune, per chiedere l&#8217;assistenza domiciliare per avere piu` autonomia ed essere meno dipendente dai tuoi familiari? Dovrebbero assicurarti questo servizio secondo quanto stabilisce la legge 104\/92. Altrimenti potresti chiedere, sempre all&#8217;assessorato l&#8217;elenco delle associazioni di volontariato, presenti sul territorio del tuo Comune e verificare se sono disponibili. Ciao G.&quot;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Questo &egrave; un tipico scambio di messaggi in una lista; quello soprariportato &egrave; un esempio per&ograve;, felice, di una comunicazione che funziona. Capita anche che ad alcuni messaggi non venga risposto o che ci siano dei fraintendimenti, visto che il mezzo telematico non &egrave; semplice da assimilare e a volte ci si perde in questo groviglio di messaggi. Il pi&ugrave; delle volte per&ograve; la mancanza di risposte o la mancanza addirittura di messaggi per un certo periodo &egrave; da imputare alla scarsa diffusione del mezzo telematico e, andando a ricercare ancora pi&ugrave; lontano la causa, ad un livello culturale nel campo dell&#8217;informatica, in Italia, veramente basso. Qui il compito di un moderatore diventa quello di un animatore che propone notizie e dibattiti; &egrave; quello che ho cercato di fare proponendo ad ogni uscita della rivista una serie di articoli e di temi ad essi correlati. Viceversa in redazione abbiamo realizzato alcune inchieste sull&#8217;emarginazione proprio partendo da alcuni messaggi che ci avevano stimolato: &quot;Ho letto il lungo intervento di G. riguardo i disagi a cui stanno andando incontro gli utenti e gli operatori dei centri diurni del Comune di Milano. Mi ha stupito la somiglianza con quanto accade qui a Bologna. Dalla crisi dello stato sociale al taglio dei fondi per i servizi sociali il passo &egrave; breve. Bologna ha un&#8217;amministrazione di sinistra, ma certe cose si percepiscono anche qui. Quali cose? Centri diurni e servizi vari che vengono appaltati seguendo solo il requisito dell&#8217;economicit&agrave; a discapito della qualit&agrave;, cooperative che applicano condizioni contrattuali ai propri dipendenti vergognose, alcuni dirigenti pubblici di servizi sociali calati unicamente in un ruolo di manager aziendale&#8230; Mi piacerebbe raccogliere delle altre cronache simili, in citt&agrave; diverse, qualcuno ha qualcosa da raccontare?&quot; Oppure abbiamo (in questo caso) cercato di scrivere parte della rivista con il contributo dei partecipanti alla mailing list, proponendo un tema e chiedendo un commento o ulteriori approfondimenti: &quot;Cari amici, di seguito vi riporto un articolo pubblicato sulla rivista HP-Accaparlante; per il prossimo numero dedicheremo alcune riflessioni sull&#8217;argomento; c&#8217;&egrave; qualcuno in linea che ha da dire la sua? Se si rispondete al pi&ugrave; presto.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">L&#8217;associazionismo ecologico e quello ambientale: operare nel sociale e operare nella difesa ambientale: i punti d&#8217;incontro e le differenze.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Ci capita spesso di trattare su questa rivista di argomenti che riguardano l&#8217;associazionismo e il volontariato. Cos&igrave; quando scriviamo sulle motivazioni che spingono, facciamo un esempio, una persona ad essere un volontario o quando cerchiamo di capire quali siano le logiche che muovono le diverse associazioni nel sociale, ci accorgiamo di sfiorare, in un percorso che &egrave; quasi sempre parallelo e che ha solo pochi momenti di contatto, un altro mondo, vasto e variegato come quello del sociale, e che opera invece nel campo ecologico.&quot;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Non sempre si hanno delle risposte, non sempre si riesce a portare avanti lavori di carattere pi&ugrave; complesso come quello sopracitato; non sempre &egrave; facile lavorare e collaborare tramite il mezzo telematico, ma non bisogna lasciarsi scoraggiare, pi&ugrave; aumenteranno il numero di persone che parteciper&agrave; a queste liste, pi&ugrave; ci sar&agrave; la possibilit&agrave; di conoscere, di passarsi informazioni, di trovare le risposte (o i consigli) che si cercano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsgroup: un angolo per la discussione<br \/>\nit.sociale.handicap<br \/>\nit.sociale.volontariato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3713],"class_list":["post-1818","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","book-book-l-handicap-in-rete-un-ipertesto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1818"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1818\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1818"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1818"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1818"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1818"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1818"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1818"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}