{"id":1819,"date":"2009-11-23T16:55:43","date_gmt":"2009-11-23T16:55:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1819"},"modified":"2009-11-23T16:55:43","modified_gmt":"2009-11-23T16:55:43","slug":"ma-la-telematica-ai-disabili-serve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1819","title":{"rendered":"Ma la telematica ai disabili serve?"},"content":{"rendered":"<p class=\"rteleft\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda attraverso due interviste, una ad Andrea Canevaro, direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione dell&#8217;Universit&agrave; di Bologna, l&#8217;altra a John Fischetti, dell&#8217;ENIL Italia (Movimento per la vita indipendente).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ausilio complesso<\/strong><br \/>\nIntervista ad Andrea Canevaro<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Domanda: La telematica offre ai disabili e alle persone che vivono in situazione di svantaggio, nuove possibilita&#8217; di comunicare e di conoscere: telematica e disabili dunque, cosa ti suggerisce questo binomio?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Risposta: Mi suggerisce due aspetti: il primo riguarda la possibilit&agrave; di estendere le reti di partecipazione non solo ai disabili ma anche agli operatori, ai tecnici (penso anche ai medici); recentemente sulla rivista dell&#8217;Associazione Emofilici e Talassemici di Ravenna &#8211; Hemoex ho letto un articolo che si riferiva ai medici e ai giornalisti; stranamente ma giustamente associati, in quanto, se disinformati, diventano nemici pericolosi. Se un giornalista che deve trattare un caso di cronaca avesse l&#8217;attenzione di consultare una banca dati, ammesso che ci siano delle banche dati, ma ci sono gi&agrave;, e avesse modo di fare un piccolo excursus in Internet o avesse modo, insomma, di informarsi mediante sistemi che sono alla portata, eviterebbe di fare del sensazionalismo a sproposito, di usare linguaggi imprecisi che aprono speranze e poi delle volte, se le speranze sono infondate, &egrave; la premessa per arrivare ai drammi. Questo &egrave; un aspetto importante. L&#8217;altro aspetto, forse anche banale, &egrave; quello di ampliare le reti di partecipazione alla produzione culturale e alla produzione lavorativa, al telelavoro. Per quanto riguarda la produzione culturale, un buon esempio &egrave; rappresentato dalla Rete dei Centri di Documentazione per l&#8217;Integrazione dell&#8217;Emilia-Romagna dotati delle strutture tecnologiche adeguate e quindi in grado di avere banche dati e risorse on line non pi&ugrave; legate ai singoli casi ma che vadano un po&#8217; oltre.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Si stanno diffondendo in rete i siti dedicati al tema della disabilit&agrave; e dell&#8217;emarginazione e le nuove tecnologie vengono sempre pi&ugrave; usate: dal tuo osservatorio, da un Dipartimento di Scienze della Formazione, ti sei accorto di alcuni cambiamenti? Tesi presentate, progetti che implicano questi mezzi&#8230;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: All&#8217;interno del Dipartimento di Scienze della Formazione impieghiamo sempre pi&ugrave; le opportunit&agrave; offerte da Internet nell&#8217;accrescimento delle competenze; recentemente abbiamo fatto delle prove con insegnanti che hanno avuto la specializzazione per l&#8217;handicap e una parte delle prove consisteva nel rintracciare notizie in Internet anche a proposito di alcune disabilit&agrave; comuni e di altre pi&ugrave; rare. Si corre anche il rischio di prestare meno attenzione ai contesti materiali rischiando che la conoscenza telematica abbia il sopravvento su una conoscenza basata su un coinvolgimento diretto; d&#8217;altra parte non mi va di contrapporre queste due conoscenze, in quanto le considero complementari.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Anche da un punto di vista del processo di apprendimento le nuove tecnologie, attraverso la multimedialit&agrave;, la formazione a distanza, comportano dei cambiamenti: riferendosi soprattutto a chi opera nel sociale e a chi vive in situazioni di svantaggio, cosa significa questo? Questo implica anche nuove competenze (tecnologiche)?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: Si, certo, ma vorrei leggermente allargare la risposta facendo riferimento al caso del lavoro multiculturale. Non bisogna rendere antagonisti il collegamento multiculturale e le attenzioni alle identit&agrave;. Ti faccio un esempio diretto: se dobbiamo attivare una cooperazione, come abbiamo attivato, con paesi che escono da conflitti come la Bosnia o il Ruanda, la possibilit&agrave; &egrave; quella di entrare in un contatto che preveda la possibilit&agrave; di collegamenti telematici e quant&#8217;altro. Una operazione del genere &egrave; sicuramente pi&ugrave; adeguata alle necessit&agrave;, per&ograve; &egrave; anche vero che un&#8217;operazione del genere pu&ograve; costruire delle false realt&agrave;, cancellando o meglio distruggendo. La cancellazione non lascia tracce, la distruzione lascia macerie, non so cosa &egrave; peggio, ma distruggendo tanti elementi culturali presenti in quelle realt&agrave; che solo la nostra ignoranza fa considerare deserte e prive di spessore, allora bisogna stare molto attenti a fare un&#8217;operazione che sia avanzata con le tecnologie e avanzata con il rispetto. Le due cose non si escludono affatto: come in altri settori vale la regola della cooperazione, quello che ci metto deve essere corrispondente a quello che ci metti tu, se io nella dotazione informatica ci metto cinquanta bisogna fare in modo che anche tu ci metta cinquanta.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Torniamo ai disabili, la natura del cyberspazio tende a rendere invisibili certe differenze, uno spastico in rete non si avverte come tale, cos&igrave; &egrave; possibile addirittura costruirsi nuove identit&agrave;: queste novit&agrave; cosa possono portare a chi vive in situazioni di svantaggio? A vari livelli, lavorativo, sociale e relazionale&#8230;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: Possono portare a una perdita di contatto con la realt&agrave;: la realt&agrave; &egrave; sempre multipla, un elemento artificiale, virtuale, che pu&ograve; essere governato a piacere con una logica di autoreferenzialit&agrave;. Mi ricostruisco questa realt&agrave; e mi dimentico la parola &ldquo;virtuale&rdquo;, me la ricostruisco a mio piacere. La funzione dell&#8217;ausilio che dovrebbe essere quella di mediatore con la realt&agrave; pu&ograve; essere stravolta per diventare l&#8217;ausilio creatore di un realt&agrave; virtuale. Questo &egrave; un rischio che mi &egrave; capitato di notare in alcune situazioni. Comunque, piuttosto che cadere nella disperazione, pu&ograve; anche valere la pena, in certi casi, di correre questo rischio. I vantaggi grossi stanno nella possibilit&agrave; di avere dei mediatori molto efficaci nel rapporto con la realt&agrave;, capace di permettere quello che la fisiologia non pu&ograve; permettere. Questa tecnologia oramai &egrave; diffusa anche nella quotidianit&agrave; e non &egrave; impossibile pensare che ci sia una conversione della produzione di serie di numerosi oggetti che tenga pi&ugrave; conto della diversit&agrave;; certamente questa produzione non sar&agrave; mai capace di raggiungere davvero le necessit&agrave; del singolo, per cui sar&agrave; sempre necessario fare del bricolage, dell&#8217;artigianato tecnologico per raggiungere questo scopo. Per&ograve; ci saranno prodotti gi&agrave; pi&ugrave; vicini a soddisfare le esigenze degli anziani, dei disabili.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Diversit&agrave; e differenza da un lato, omologazione dall&#8217;altro: Internet ha in s&eacute; questo duplice aspetto, di permettere ad ognuno, nella sua diversit&agrave;, di esprimersi e rendere nello stesso tempo tutti pi&ugrave; simili, perch&eacute; il mezzo tende a uniformare, a semplificare nel virtuale una realt&agrave; ben pi&ugrave; complessa, sfaccettata: cosa succeder&agrave; secondo te? La diversit&agrave;, nella sua accezione positiva, si svilupper&agrave; o rischier&agrave; di disperdersi? Come cambier&agrave;?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: &Egrave; un po&#8217; difficile rispondere ad una domanda cos&igrave; ampia: io credo che la diversit&agrave; si potr&agrave; anche accentuare, sar&agrave; la diversit&agrave; di chi ha la &laquo;dotazione&raquo; tecnologica e chi non la ha. La questione dei numeri gioca molto pesantemente a sfavore di una parte del mondo che &egrave; molto lontana dal poter accedere a queste risorse. E il numero degli handicappati in questa parte del mondo sono di una quantit&agrave; enorme soprattutto l&agrave; dove c&#8217;&egrave; la guerra, incrementata anche dal fenomeno delle mine antiuomo. L&#8217;uniformizzazione data dal mezzo telematico pu&ograve; accentuare anche i conflitti in quanto le diversit&agrave; sono necessarie e non cancellabili. Un esempio tipico &egrave; rappresentato dal mondo islamico. I paesi poveri del mondo &#8211; che hanno anche, ripeto, il pi&ugrave; alto numero dei disabili &#8211; sono quelli che hanno pi&ugrave; interessi ad avere tecnologie. Subiranno un bombardamento di nuove tecnologie e questo sar&agrave; un elemento sconquassante; in un recente viaggio in Cambogia ho visitato una citt&agrave; come Phnom Penh, una citt&agrave; che non esiste pi&ugrave; che &egrave; fatta di polvere e traffico; nelle sue vie ho visto delle scatoline tecnologiche, veri e proprie isole ritagliate nella polvere e nel traffico, dei negozietti di pochi metri quadrati; in una di questi mi sono fatto fare gli occhiali nuovi tramite una tecnologia molto sofisticata. La gente che lavora in questi posti quando torna a casa, torna di nuovo nella polvere e nel traffico, in tuguri senza acqua. Questi elementi cos&igrave; scombinati non possono stare insieme, questi scombinamenti portano ad altri scombinamenti, le cose non si aggiustano facilmente; la tecnologia pu&ograve; causare in questo senso disuguaglianze nuove e delle diversit&agrave; feroci; disuguaglianze anche all&#8217;interno della stessa persona che vive una percentuale di vita immerso nell&#8217;alta tecnologia e una percentuale di vita di infimo livello, con dei salti difficili da sostenere.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Internet pone al centro anche un&#8217;altra questione: la memoria e l&#8217;oblio. Tutto quello che non &egrave; sulla rete, digitalizzato, rischia di non essere conosciuto, ricordato, rischia, perci&ograve;, di non esistere per chi usa solamente la rete per i suoi bisogni di conoscenza (e questo accadr&agrave; sempre pi&ugrave; in futuro). Questo pone parecchi problemi: cosa deve essere messo in rete, chi decide questo&#8230; Riferendoci ai temi della disabilit&agrave;, non dico cosa metteresti on line, ma con quali criteri bisognerebbe utilizzare questa scelta (visto che tutto non sar&agrave; &laquo;ricordato&raquo;, cosa che &egrave; gi&agrave; successa comunque)?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: Quando una persona anziana o una persona che all&#8217;improvviso ha perso l&#8217;udito viene protesizzata, se non c&#8217;&egrave; l&#8217;educazione alla protesi, una spiegazione anche semplice di come bisogna abituarsi ad averla, la protesi fa un effetto negativo, perch&eacute; una persona che prima non sentiva risente di nuovo ma senza filtri, gli arrivano tutti i rumori senza riuscire a trascurare quelli di fondo. &Egrave; quello che accade ai protesizzati che sentono tutto e non riescono a filtrare i rumori che a loro servono rispetto a quelli che creano solo disturbo, per cui occorre rieducarli all&#8217;uso di questi filtri. Con la &laquo;protesi&raquo; di Internet quello che ascoltiamo non &egrave; tutto, ma &egrave; quello a cui vogliamo fare attenzione e poi c&#8217;&egrave; il resto; se noi ci volessimo illudere che la realt&agrave; &egrave; solo in Internet qualcosa ci richiamer&agrave; alla ragione, magari solo attraverso uno scalino in cui s&#8217;inciampa.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;occasione di libert&agrave;<\/strong><br \/>\nIntervista a John Fischetti<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Che cosa puo&#8217; rappresentare la telematica per le persone che vivono in condizioni di svantaggio? L&#8217;enfasi eccessiva, in termini positivi, con cui se ne parla non rischia di trasformarsi in un motivo di delusione?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: Su questo tema sarebbe facile scrivere qualche migliaio di pagine. Un po&#8217; pi&ugrave; in sintesi, ritengo che l&#8217;aspetto pi&ugrave; importante sia l&#8217;annullamento della necessit&agrave; di deleghe. Un numero sempre maggiore di operazioni e attivit&agrave; potr&agrave; essere svolto con mezzi e strumenti telematici, liberando cos&igrave; le persone con disabilit&agrave; dalla dipendenza e restituendo loro privacy e autosufficienza. Non esiste forma di disabilit&agrave;, per quanto grave, che possa impedire del tutto l&#8217;uso dello strumento informatico e telematico. Occorre naturalmente analizzare ogni aspetto, per evitare di cadere nei facili trionfalismi alla Nicholas Negroponte o nei rischi di ulteriore emarginazione insiti ad esempio nel telelavoro, per&ograve; le possibilit&agrave; sono talmente numerose e importanti da rendere l&#8217;armamentario telematico probabilmente il pi&ugrave; rivoluzionario strumento in termini di affermazione ed esercizio di libert&agrave;. Tali affermazioni possono apparire esagerate, soprattutto agli occhi di chi non ha gravi disabilit&agrave;. Queste persone possono per&ograve; facilmente comprendere l&#8217;importanza di quanto affermo se riflettono sulla semplicit&agrave; con cui compiono gesti quotidiani che sono invece impossibili per chi ha gravi disabilit&agrave;.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Mi fa qualche esempio pratico di utilizzo telematico da parte di un disabile?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: Un esempio fra tanti: scegliere e sfogliare un libro o un giornale. Per molte persone con disabilit&agrave; questo &egrave; diventato possibile soltanto grazie agli archivi, alle notizie e ai fornitori di informazioni raggiungibili per mezzo della rete. A questo proposito &egrave; necessario affrontare con determinazione i problemi causati alle persone con disabilit&agrave; dal copyright e dalla protezione dei diritti d&#8217;autore. Il non poter rendere accessibili i testi in formato digitale a causa del rischio di duplicazione incontrollata causa grosse limitazioni all&#8217;accesso alla cultura da parte delle persone con gravi disabilit&agrave;, e questo &egrave; certamente ingiusto. Ritengo che una soluzione tecnica adeguata possa essere sviluppata e, se questo non fosse possibile, ritengo comunque prevalenti i diritti di accesso ai testi da parte delle persone con disabilit&agrave; rispetto alla protezione dei diritti d&#8217;autore.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Quali sono le notizie essenziali che devono poter essere reperite in rete?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: Oltre alla cultura e alla letteratura scientifica &egrave; senza dubbio fondamentale l&#8217;accesso ad informazioni che di solito sono di difficile reperibilit&agrave; e consultabilit&agrave; anche per i cittadini &laquo;normodotati&raquo;, cio&egrave; le leggi e, pi&ugrave; in generale, informazioni sull&#8217;attivit&agrave; dello Stato e delle altre istituzioni. Non bisogna dimenticare che la conoscenza &egrave; potere, e che spesso la condizione di dipendenza delle persone con disabilit&agrave; deriva anche dal fatto che queste persone sono costrette a seguire le indicazioni dei cosiddetti &laquo;esperti&raquo;. Una prima fondamentale libert&agrave; offerta dalla telematica &egrave; quindi la libert&agrave; dall&#8217;ignoranza.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Oltre alla libert&agrave; dall&#8217;ignoranza, la telematica permette anche alle persone che vivono in condizione di svantaggio di uscire dall&#8217;isolamento in cui spesso cadono.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: S&igrave;, un&#8217;altra libert&agrave; molto importante &egrave; quella che consente di unire la riconquista della privacy con la fine dell&#8217;isolamento. Mediante la rete oggi si pu&ograve; comunicare quasi con chiunque. &Egrave; possibile anche inviare messaggi a chi non &egrave; collegato alla rete, mediante i sistemi automatici di invio di fax o il postel. Inoltre &egrave; possibile scrivere una lettera e inviarla al destinatario senza coinvolgere altre persone. Fino a pochi anni fa era difficile scrivere in libert&agrave; a un amico una lettera sui rapporti con i propri genitori, quando a scrivere e spedire materialmente questa lettera avrebbe dovuto essere il padre o la madre. La libert&agrave; dall&#8217;isolamento si manifesta anche nella possibilit&agrave; di partecipare a gruppi di discussione sui pi&ugrave; svariati temi. Le conferenze telematiche, le mailing lists, i newsgroups sono formidabili veicoli di diffusione di idee ed esperienze. Da un lato possono contribuire alla conoscenza reciproca, alla messa in comune di idee e soluzioni, dall&#8217;altro consentono di sentirsi parte di una comunit&agrave;, con la forza di esempio e di stimolo che questo pu&ograve; dare alle singole persone. Infine la comunit&agrave; ha insite potenzialit&agrave; di azione enormemente superiori: la comunicazione veloce e a basso costo consente di organizzare e organizzarsi, ed &egrave; uno strumento di lavoro di cui probabilmente non si &egrave; ancora compreso pienamente il valore. &Egrave; ovvio che ignoranza e solitudine non si possono debellare solo con lo strumento telematico. I rapporti fisici, l&#8217;essere insieme e il crescere insieme sicuramente continuano ad essere basilari per ciascuna persona. In questo senso la telematica non deve assolutamente costituire un alibi per costringere le persone a rinunciare alla mobilit&agrave;, la telematica non deve mai essere descritta come un sostitutivo degli incontri fisici, dei viaggi, dell&#8217;esplorazione del mondo. Pu&ograve; per&ograve; costituire una ottima integrazione, e per chi oggi si vede preclusi gli incontri fisici, i viaggi e l&#8217;esplorazione del mondo, la telematica pu&ograve; costituire comunque un enorme passo avanti.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: E nella vita pratica di tutti i giorni cosa pu&ograve; significare l&#8217;uso di Internet per un disabile?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: II passaggio dai massimi sistemi, dal senso stesso dell&#8217;esistere, alla soluzione dei piccoli problemi della quotidianit&agrave; non &egrave; troppo repentino o improprio. Spesso risolvere un problema solo apparentemente piccolo e risparmiarsi qualche fatica in pi&ugrave; costituiscono un ottimo incentivo a meglio considerare il senso stesso della propria vita. Quindi argomenti come gli acquisti effettuati per mezzo della rete e di una carta di credito, l&#8217;autogestione del proprio conto corrente o la prenotazione di servizi sono forse aspetti banali ma non certamente disprezzabili o accantonabili. Ecco uno dei motivi per cui &egrave; necessario insistere sulle caratteristiche di accessibilit&agrave; e fruibilit&agrave; dei siti. Sarebbe davvero una beffa consentire finalmente a una persona con disabilit&agrave; di accedere per via telematica al proprio conto corrente, e poi renderle impossibile operare a causa della conformazione del sito, ricco magari di immagini animate e di frames, ma mancante di una semplice paginetta solo testuale, indispensabile per chi usa i sistemi a sintesi vocale.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">D.: Il lavoro infine: si &egrave; tanto parlato delle possibilit&agrave; offerte dal telelavoro per chi abbia difficolt&agrave;, ad esempio a muoversi; cosa ne pensi?<\/p>\n<p class=\"rteleft\">R.: Secondo me l&#8217;aspetto su cui puntare, telematica o no, non &egrave; tanto la possibilit&agrave; di avere un lavoro, qualunque esso sia, bens&igrave; l&#8217;opportunit&agrave; di offrire dei servizi realmente interessanti e competitivi. Entrare nel mercato del lavoro dalla porta principale, insomma, e non da quella di servizio. Le quote riservate diventano, in questo contesto, un male necessario, una soluzione (ma forse non lo &egrave; neppure) per chi ha poco da offrire ma non per questo deve essere ulteriormente emarginato e respinto. Per chi invece ha voglia di &laquo;mettersi in gioco&raquo;, la telematica offre opportunit&agrave; numerose ed interessanti. Spesso, per una azienda che affida parte del proprio lavoro burocratico a personale esterno, connesso con postazioni di telelavoro, avere all&#8217;altro capo del filo una persona con disabilit&agrave; costituisce un vantaggio e non un rischio. Altrettanto spesso, vista l&#8217;inesperienza nel settore, l&#8217;azienda questa cosa non la sa, non l&#8217;immagina neppure. Compito delle organizzazioni di persone con disabilit&agrave;, quindi, diventa anche la promozione e la valorizzazione del lavoro che queste persone possono svolgere, se dotate di strumenti adatti. Per chi vuole impegnarsi pi&ugrave; a fondo vi sono molte possibilit&agrave;, di attivit&agrave; di tipo professionale, come la ricerca di informazioni, l&#8217;editoria in rete, la grafica, il settore pubblicitario, la gestione e manutenzione dei siti, le traduzioni, la programmazione, e molte altre. Quel che serve &egrave; un po&#8217; di fiducia in se stessi, e aver chiaro in mente di non essere alla ricerca di un lavoro in termini di assistenza, bens&igrave; di aver qualcosa di importante da offrire, qualcosa di valore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\nAbbiamo cercato di rispondere a questa domanda attraverso due interviste, una ad Andrea Canevaro, direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione dell&#8217;Universit&agrave; di Bologna, l&#8217;altra a John Fischetti, dell&#8217;ENIL Italia (Movimento per la vita indipendente).<\/p>\n<p>L&#8217;ausilio complesso<br \/>\nIntervista ad Andrea Canevaro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3713],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1819"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1819"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1819\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1819"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1819"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1819"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1819"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1819"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1819"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}