{"id":1880,"date":"2010-02-19T11:06:32","date_gmt":"2010-02-19T11:06:32","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1880"},"modified":"2010-02-19T11:06:32","modified_gmt":"2010-02-19T11:06:32","slug":"la-classificazione-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1880","title":{"rendered":"La classificazione"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ll problema della classificazione<\/strong><\/p>\n<p>In coerenza con la definizione di paralisi cerebrale infantile l&#8217;unica classificazione possibile sarebbe quella che affronta i problemi della postura e del movimento (intendi gesto).<br \/>\nNon &egrave; possibile tuttavia accettare che un solo angolo visivo (motorio) fornisca un&#8217;idea completa di un problema in cui percettivo e intenzionale ne rappresentano aspetti non secondari.<br \/>\n&Egrave; tuttavia vero che la scelta di un angolo visivo comporta pregiudizialmente la distinzione del primo piano dallo sfondo e la definizione della prospettiva in cui ci appare la realt&agrave;.<br \/>\nRealt&agrave; complesse come la PCI non possono essere esaurite da un solo angolo visivo.<\/p>\n<p>Le paralisi cerebrali infantili possono essere classificati in base a: al disturbo motorio, alle forme cliniche, ai sintomi associati al disturbo motorio<\/p>\n<p><strong>Classificazione in base al disturbo motorio<\/strong><\/p>\n<p>La classificazione proposta dall&#8217;American Academy for Cerebral Palsy, &egrave; da tenersi la pi&ugrave; esauriente. Seguendo questa si possono distinguere sette gruppi fondamentali di paralisi infantile considerando il disturbo motorio.<\/p>\n<p>A &#8211; FORMA SPASTICA<\/p>\n<p>&Egrave; caratterizzata da alterazioni che colpiscono prevalentemente le vie piramidali, atte alla coordinazione dei movimenti volontari, e si manifesta con la perdita della motricit&agrave;. Il fenomeno basilare di questa forma consiste nell&#8217;aumento patologico del tono posturale, dovuto all&#8217;inefficienza del potere inibitorio del primo motoneurone e alla superefficienza del secondo neurone di moto. Questo tipo di paralisi si presenta con un&#8217;ipertonia che &egrave; evidentemente pi&ugrave; accentuata a carico dei muscoli flessori degli arti superiori e degli estensori di quelli inferiori, interessando in particolare le parti corporee terminali (come avambraccio, la mano, la gamba e il piede). Si nota, inoltre, un&#8217;accentuazione del riflesso di stiramento. La resistenza allo stiramento &egrave; massima all&#8217;inizio e cede poi bruscamente (fenomeno del coltello a serramanico).<\/p>\n<p>B &#8211; FORMA ATETOSICA.<\/p>\n<p>A causa delle lesioni localizzate a livello corticale, in questa forma si evidenziano disturbi di tipo extrapiramidale. Questa paralisi &egrave; caratterizzata dalla presenza di alterazioni ipercinetiche (aumento dei movimenti involontari), che si manifestano in movimenti subcontinui, irregolari nella ampiezza e nella frequenza nonch&eacute; piuttosto lenti. Tali fenomeni si alternano al movimento volontario, rendendolo inadeguato ed inefficiente dal punto di vista funzionale. L&#8217;atetosi pu&ograve; essere accompagnata sia da ipotonia che da ipertonia muscolare. Inoltre la muscolatura mimica, quella della fonazione e degli arti superiori, sono i distretti muscolari pi&ugrave; interessati.<\/p>\n<p>C &#8211; FORMA ATASSICA.<\/p>\n<p>Questo tipo di p.c.i. &egrave; espressione sia di una lesione cerebrale sia di un danno a carico dei propriocettori (recettori che raccolgono gli stimoli provenienti dall&#8217;interno di un organo). Il disturbo pi&ugrave; evidente, nei soggetti affetti da questa forma, &egrave; l&#8217;incapacit&agrave; di coordinare i movimenti, che si manifesta con un&#8217;alterazione dell&#8217;equilibrio in stazione eretta, barcollamento nel cammino, incoordinazione e tremore della mano. Si nota quindi un notevole ritardo nello sviluppo motorio che aumenta in particolare modo quando questi bambini iniziano a camminare. Perci&ograve; essi si muovono in stazione eretta a gambe larghe e rigide, in modo da acquisire maggior equilibrio nel movimento. Molte volte assieme a queste alterazioni, si verificano delle altre che vanno a compromettere la vista, l&#8217;udito ed il linguaggio. Quest&#8217;ultimo spesso interessato nel senso di un rallentamento nell&#8217;emissione della parola, che viene scandita in modo particolare.<\/p>\n<p>D &#8211; FORMA RIGIDA.<\/p>\n<p>&Egrave; caratterizzata da ipertonia muscolare plastica di tipo extra piramidale che determina una resistenza uniforme nei movimenti passivi di flesso-estensione ed interessa nella stessa misura sia i segmenti prossimali che quelli distali.<\/p>\n<p>E &#8211; FORMA CON TREMORE.<\/p>\n<p>I sintomi pi&ugrave; caratteristici di tale forma sono i tremori e questa manifestazione clinica &egrave; piuttosto rara. Tali fenomeni sono rappresentati da una ipercinesia fine, rapida e ripetitiva, presente in particolare modo nei segmenti distali (sono soprattutto interessate le mani).<\/p>\n<p>F &#8211; FORMA ATONICA.<\/p>\n<p>&Egrave; caratterizzata da una drastica riduzione del tono muscolare ed &egrave; molto rara.<\/p>\n<p>G &#8211; FORMA MISTA.<\/p>\n<p>&Egrave; costituita dalla combinazione delle precedenti forme di p.c.i. determinando quadri clinici poliedrici che possono essere classificati tenendo in considerazione il sintomo prevalente. Si distinguono perci&ograve; quadri con ipertonie di tipo piramidale o extrapiramidale, distonia atetoide e atassia.<\/p>\n<p>\n<strong>Classificazione in base alle forme cliniche<\/strong><\/p>\n<p>In base alla distribuzione topografica del disturbo motorio si possono evidenziare le seguenti forme cliniche di p.c.i.<\/p>\n<p>1 MONOPLEGIA.<\/p>\n<p>Questa forma &egrave; caratterizzata dalla perdita della mobilit&agrave; di un solo arto. Tale quadro &egrave; molto raro, perch&eacute; solitamente si tratta di una emiplegia o una diplegia nella quale l&#8217;arto, che apparentemente non sembra colpito, conserva una discreta attivit&agrave; funzionale.<\/p>\n<p>2 PARAPLEGIA.<\/p>\n<p>Il deficit motorio &egrave; localizzato ai soli arti inferiori ed &egrave; sempre bilaterale. Solitamente si osservano anche dei lievi difetti motori agli arti superiori. La forma di paralisi, che si verifica, per&ograve; pu&ograve; essere sia di tipo spastico che rigido.<\/p>\n<p>3. EMIPLEGIA.<\/p>\n<p>&Egrave; un difetto motorio che interessa una sola met&agrave; del corpo (quella contro laterale cerebrale). Le alterazioni sono di tipo spastico prevalente dell&#8217;arto superiore.<\/p>\n<p>4. TETRAPLEGIA.<\/p>\n<p>Questo &egrave; il quadro pi&ugrave; frequente e pi&ugrave; grave. Le lesioni motorie interessano tutti e quattro gli arti e sono inabilitati da un deficit prevalentemente di tipo rigido e con minor frequenza pu&ograve; essere di tipo spastico.<\/p>\n<p>5. DOPPIA EMIPLEGIA.<\/p>\n<p>Questo quadro consiste in una emiplegia bilaterale di tipo spastico che interessa in particolare modo gli arti superiori.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sintomi associati al disturbo motorio<\/strong><\/p>\n<p>Poich&eacute; l&#8217;encefalo &egrave; la sede di una quantit&agrave; di funzioni relazionali importantissime, una lesione encefalica pu&ograve; portare ad una alterazione multiforme di tali attivit&agrave;. Si possono perci&ograve; distinguere sei gruppi principali di turbe che si accompagnano a disturbi motori:<\/p>\n<p>1. TURBE SENSITIVE<\/p>\n<p>Si possono notare con frequenza disturbi della sensibilit&agrave; generale, sia a carico della sensibilit&agrave; superficiale che di quella profonda. Tale alterazione crea uno scompiglio notevole nel modo di essere del bambino.<\/p>\n<p>2. TURBE SENSORIALI.<\/p>\n<p>Questo gruppo &egrave; composto da particolari alterazioni (uditive e visive), che con pi&ugrave; frequenza si verificano nel caso di p.c.i. rispetto a tutti gli altri sintomi. Circa la met&agrave; dei bambini affetti da p.c.i. accusano disturbi della vista. Le principali alterazioni visive sono: lo strabismo, la diminuzione della vista e l&#8217;alterazione del nervo ottico e della retina. Si possono notare inoltre, alcune restrizioni de! campo visivo, le quali non permettono al bambino colpito di avere delle esperienze sensoriali complete. Pi&ugrave; raramente si possono avere altri difetti, come la cataratta, il nistagmo (instabilit&agrave; dei globi oculari ) e I &#8216;anoftalmia (non sviluppo dell&#8217;apparato visivo). Ai disturbi della vista si accompagnano quelli uditivi che sono presenti in circa il 30% di tutti i casi L&#8217;alterazione uditiva si manifesta con ipoacusia, che consiste in una diminuzione dell&#8217;attivit&agrave; uditiva e disacusia; in tal caso &egrave; la percezione dei fenomeni pi&ugrave; acuti ad essere compromessa. Risulta quindi alterata la percezione delle consonanti, le quali hanno molta pi&ugrave; rilevanza delle vocali e sono necessarie ai fini della comprensione del linguaggio.<\/p>\n<p>3. I DISTURBI DEL LINGUAGGIO<\/p>\n<p>Sono presenti nella maggioranza dei casi. La forma pi&ugrave; frequente di questo gruppo &egrave; la disartria che si divide in spastica, distonica e atassica. Nel primo caso il linguaggio di un bambino affetto da p.c.i. appare conglutinato, semplificato e molto spesso incomprensibile mentre il secondo caso &egrave; caratterizzato da un&#8217;espressione molto tremolante, spesso difficile da capire. La disartria atassica, invece, si distingue per il noto quadro della parola scandita, dovuto ad un&#8217;incapacit&agrave; nel coordinare i muscoli interessati alla fonazione. Con minor frequenza si verificano altri disturbi come le disfasie (difetto di elaborazione del linguaggio distinguendo afasie motorie e afasie sensoriali), le dislalie e le disfonie. Questi ultimi due disturbi sono dovuti ad un&#8217;ipoacusia.<\/p>\n<p>4. L&#8217;EPILESSIA<\/p>\n<p>Interessa circa il 40% di tutti i casi di p.c.i. I disturbi convulsivi sono di tipo parziale, non intendendo perci&ograve; un&#8217;epilessia essenziale. Tuttavia non si conosce con certezza quale sia la causa che la determina<\/p>\n<p>5. I DISTURBI PSICHICI E PSICOMOTORI<\/p>\n<p>Si manifestano in modo costante nelle p.c.i. anche se si verificano in forme diverse e con un&#8217;intensit&agrave; non uniforme. Fanno parte di questo gruppo di disturbi sia i difetti globali che quelli lacunare come le disprassie, le agnosie, le afasie e i disturbi dello schema corporeo, i quali sono riconosciuti come dei deficit di organizzazione psicologica dell&#8217;esperienza elementare. In base ad alcune statistiche si &egrave; osservato che in circa il 50% di tutti i cerebroplegici il quoziente intellettivo &egrave; inferiore di molto a 70. Mentre l&#8217;altra meta dei casi &egrave; affetta da un deficit lieve, nonch&eacute; da una forma cos&igrave; insignificante di insufficienza mentale che possono essere considerati come dei soggetti aventi un&#8217;intelligenza &laquo;normale&raquo;.<\/p>\n<p>6. I DISTURBI DEL CARATTERE<\/p>\n<p>Sono ulteriori difetti presenti nel bambino affetto da p.c.i. Queste alterazioni sono dovute alla notevole eccitabilit&agrave; che questi soggetti presentano, che si manifesta in seguito alla lesione organica e alle limitate esperienze che essi vivono. Come conseguenza di questo stato di eccitazione insorgono alcuni sentimenti: l&#8217;insicurezza e l&#8217;ansia, che inducono i bambini ad avere enormi conflitti fra il proprio modo di essere (l&#8217;Io) e la realt&agrave; esterna. Tutto ci&ograve; &egrave; la causa di reazioni sia aggressive che depressive, che, nei casi limite, possono sfociare in un isolamento autistico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\nll problema della classificazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3706],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1880\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1880"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1880"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1880"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1880"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1880"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1880"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}