{"id":1892,"date":"2010-02-19T12:05:50","date_gmt":"2010-02-19T12:05:50","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1892"},"modified":"2010-02-19T12:05:50","modified_gmt":"2010-02-19T12:05:50","slug":"la-sottotitolazione-intralinguistica-per-i-sordi-sentire-con-gli-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1892","title":{"rendered":"La sottotitolazione intralinguistica per i sordi sentire con gli occhi\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di Milena Di Silvio<\/p>\n<p>Nell&rsquo;era della globalizzazione, dell&rsquo;interattivit&agrave; multimediale, in un mondo in cui tutto ruota intorno alle parole, alle immagini e al messaggio televisivo o pubblicitario, si fa ancora poco per abbattere le barriere della comunicazione e rendere accessibile l&rsquo;informazione alle persone sorde.<\/p>\n<p>Persone &ldquo;normali&rdquo;, con capacit&agrave; intellettive e interessi socio-culturali pari agli udenti, ma che hanno rare occasioni di integrazione nella vita sociale e culturale delle proprie citt&agrave;.<\/p>\n<p>Purtroppo &egrave; una questione culturale: tutto si evolve, tranne la cultura dell&rsquo;handicap. Il paradosso &egrave; che si sviluppano sempre nuovi modi e mezzi di comunicazione ma non si eliminano le barriere culturali e di pensiero che impediscono la comunicazione e di conseguenza l&rsquo;integrazione.<br \/>\nNonostante negli ultimi anni si senta molto pi&ugrave; parlare del problema Handicap, molte tesi universitarie hanno come tema la sordit&agrave;, si sviluppano nuovi sistemi per la sottotitolazione dei programmi, persiste ancora questo divario storico e il cinema, il teatro, l&rsquo;arte sono ancora privilegio degli udenti.<\/p>\n<p>I sottotitoli sono tra i mezzi di comunicazione pi&ugrave; importanti che aiutano i sordi a &ldquo;sentire con gli occhi&rdquo; e che interrompono il silenzio che li circonda. Lo sviluppo intellettivo e culturale dei sordi, come degli udenti, passa attraverso la comunicazione. Al di l&agrave; del concetto &ldquo;essere colti&rdquo;, i sottotitoli costituiscono per i sordi un&rsquo;ottima opportunit&agrave; per stimolare il loro sviluppo culturale e lessicale, un sussidio all&rsquo;apprendimento dell&rsquo;italiano. La lingua &egrave; una cultura e la sottotitolazione esprime la natura multiculturale della comunicazione di massa.<br \/>\nPer esempio, pochi pensano che in rapporto ci siano pi&ugrave; sordi che leggono i giornali rispetto agli udenti. E&rsquo; ovvio che per loro, i sordi, il canale visivo sostituisce quello uditivo. &ldquo;I sordi sentono con gli occhi&rdquo;. Infatti, indipendentemente da quale sia il deficit uditivo, tutti leggono sulle labbra di chi parla.<br \/>\nEd &egrave; per queste ragioni che la fedelt&agrave; linguistica &egrave; importante nelle sottotitolazioni: fedelt&agrave; quantitativa e qualitativa, ovviamente quando i vincoli tecnico-linguistici di tempo e di spazio lo consentono.<\/p>\n<p>Queste mie considerazioni sono state elaborate in base all&rsquo;esperienza lavorativa e di vita con le persone sorde, segnanti e oraliste.<br \/>\nNon conoscendo i sordi, la loro cultura, le loro reali capacit&agrave; intellettive, il loro &ldquo;modus&rdquo; di recepire ed elaborare &ldquo;la lingua&rdquo; , &egrave; naturale cadere nell&rsquo;errore. Di solito i sottotitolisti hanno molte nozioni di teoria sul grado di comprensione dei testi da parte dei sordi, ma poca pratica ed esperienza di relazione con essi.<br \/>\nNonostante ci sia molta letteratura tecnico-scientifica in merito, non si trova mai il consiglio utile di conoscere i sordi, confrontarsi con loro, per meglio capirne le necessit&agrave;.  Vi assicuro che relazionandosi con loro si apre un mondo nuovo, fatto di mille sfumature linguistiche ed espressive e, col tempo, si scopre che &egrave; reciproco! anche per i sordi, il &ldquo;mondo&rdquo; degli udenti &egrave; da scoprire, per molti aspetti.<\/p>\n<p>Una riflessione per chi opera nel settore: come &egrave; possibile realizzare  servizi e prodotti senza conoscere il cliente? Le regole del marketing sono passate dalla carta al web, dall&rsquo;azienda privata a quella pubblica, ma sono sempre valide e la mia esperienza mi ha dimostrato l&rsquo;importanza, l&rsquo;utilit&agrave;, l&rsquo;efficacia e validit&agrave; di questo rapporto, relazione e confronto.<br \/>\nAncora oggi, ci sono persone che pensano che i sordi siano anche muti, non conoscono la realt&agrave; e le differenze che ci sono tra i sordi, e la logica conseguenza &egrave; che i sordi non capiscono. Ci sono ancora molti preconcetti e pregiudizi sull&rsquo;argomento sordi e sordit&agrave;. Pochi sanno che i sordi, &ldquo;guardando&rdquo;, possono capire molte cose che agli udenti sfuggono.<br \/>\nNel silenzio, &ldquo;leggendo&rdquo; un&rsquo;espressione sul viso o negli occhi di qualcuno, loro ne intuiscono lo stato d&rsquo;animo.<\/p>\n<p>Da oltre dieci anni mi occupo di sottotitolaggio per la tv, il cinema, video multimediali e mi sono specializzata nella versione per non udenti.<br \/>\nQuando inizia nel 1994, le scuole di pensiero e operative erano diverse, e notavo alcune sostanziali differenze quando guardavo i sottotitoli per sordi prodotti dalla RAI e da MEDIASET: invece di capire come meglio procedere nella trascrizione del testo ero disorientata.<br \/>\nEsigenze professionali e curiosit&agrave; mi spinsero ad approfondire l&rsquo;analisi e quindi mi recai all&rsquo;Ente Nazionale Sordomuti di Milano e di Roma, per sapere direttamente dalle persone sorde cosa pensavano dei sottotitoli e, in generale, quali fossero le loro esigenze per migliorarli.<\/p>\n<p>&#8211; La prima cosa di cui tutti si lamentavano era: la fedelt&agrave; linguistica.<\/p>\n<p>&#8211; La seconda cosa che chiesero fu: perch&eacute; il testo &egrave; ridotto?<\/p>\n<p>&#8211; Infine mi dissero: la durata dei sottotitoli &egrave; troppo breve.<\/p>\n<p>La domanda &ldquo;generazionale&rdquo; che si pone chi fa questo lavoro &egrave;:<br \/>\nsemplificazione o integralit&agrave; ?<br \/>\nIn ogni caso, che siano sottotitoli pre-registrati, in tempo reale, la risposta &egrave;: il pi&ugrave; fedele possibile al parlato.<br \/>\nUn compromesso tra integralit&agrave; e limite temporale. <br \/>\nA dimostrare che questo sia possibile c&rsquo;&egrave; il lavoro degli Interpreti-traduttori, Operatori e Mediatori della comunicazione che utilizzano la Lingua Italiana dei Segni (L.I.S.) per i sordi. Il loro lavoro &egrave; proprio come quello del traduttore, interprete, sottotitolatore, respeaker o dello stenotipista: entrambi pensano ed elaborano, in tempo reale, un discorso espresso da altri in una lingua &ldquo;straniera&rdquo;.<br \/>\nPer gli Interpreti LIS, &egrave; indispensabile conoscere, oltre alla cultura, anche le caratteristiche proprie dei sordi per meglio &ldquo;interpretare&rdquo;, per loro e per conto loro, un discorso. Cos&igrave; come per gli &ldquo;Interpreti-traduttori&rdquo; normali &egrave; indispensabile conoscere la cultura di un paese straniero per meglio tradurne le espressioni linguistiche tipiche.<\/p>\n<p>Poich&eacute; ci sono diverse tipologie di sordi ci sono state e ci sono diverse modalit&agrave; di rieducazione al linguaggio, di espressivit&agrave;, di produzione e comprensione della lingua, &egrave; quindi necessario conoscerli  e relazionarsi con essi. Per esempio, i tempi di lettura di una persona sorda sono molto pi&ugrave; veloci di quelli di una persona udente ma erroneamente e frequentemente, nei film festival si leggono sottotitoli &ldquo;per udenti&rdquo; con tempi di durata minimi.  Tempi di permanenza pi&ugrave; lunghi sono necessari e di certo facilitano i sordi nella lettura e nella comprensione, quando il dialogo &egrave; pi&ugrave; complesso o serrato, ma aiutano anche agli udenti, che non sono di certo abituati nella vita quotidiana a vedere trasmissioni sottotitolate.<br \/>\nIl tono del parlato &egrave; l&rsquo;elemento significativo di cui tener pi&ugrave; conto: traduce le emozioni, &egrave; quello che pi&ugrave; caratterizza i dialoghi e di conseguenza esprime il carattere degli interlocutori, la tipologia di linguaggio, l&rsquo;essenza emotiva di un&rsquo;espressione, di una parola, di una situazione.<br \/>\nIl lavoro del sottotitolista richiede, oltre a buone abilit&agrave; tecniche,  flessibilit&agrave; e creativit&agrave;, per inventarsi modalit&agrave; diverse per trasmettere le sfumature che arricchiscono un discorso. Un piccolo esempio, banale ma significativo: l&rsquo;uso del punto esclamativo insieme al punto interrogativo (?!-!?) fa capire che la frase &egrave; interrogativa ma  include stupore o viceversa. <br \/>\nSi pensi ai dialetti. Pochi sanno che anche la lingua dei sordi &ldquo;segnanti&rdquo; presenta delle differenze, da regione a regione. Come la lingua italiana, la Lingua Italiana dei Segni si &egrave; sviluppata caratterizzandosi dei tratti culturali e sociali del luogo.<br \/>\nPer un sordo &egrave; pi&ugrave; difficile comprendere le forme grammaticali e verbali complesse che non le espressioni degli aggettivi e avverbi. E&rsquo; buona prassi conservare la terminologia e il lessico, eliminare le ridondanze e, dove necessario, semplificare la sintassi.  <br \/>\nPer realizzare sottotitoli in diretta utilizzando i sistemi di riconoscimento vocale, la stenotipia, la velotipia o la LIS, durante i programmi d&rsquo;intrattenimento, i telegiornali, i talk show, le interviste, i dibattiti, le telecronache sportive, le conferenze, etc&hellip;, dove il discorso &egrave; improvvisato, il lavoro &egrave; pi&ugrave; complesso ma &egrave; possibile arrivare al giusto compromesso.<br \/>\nL&rsquo;esperienza di lavoro e di vita con i sordi aiuta molto in questo lavoro, solo conoscendo i sordi si possono comprendere quali siano le loro potenzialit&agrave; e i loro limiti rispetto alla lingua e alla comunicazione.<br \/>\nNel tempo ho elaborato una mia teoria sui sordi: essi maturano, sviluppano e interiorizzano una capacit&agrave; di analisi e di risposta pi&ugrave; neutrale, meno condizionata, diversa, rispetto agli udenti.<br \/>\nE&rsquo; una caratteristica innaturale, acquisita, che loro potrebbero considerare una &ldquo;diversit&agrave;&rdquo; ma che io considero una qualit&agrave;.<br \/>\nOvviamente, i sordi, (soprattutto quelli profondi), se non prestano attenzione con gli occhi, non sentono i discorsi, i ragionamenti, i commenti, i dialoghi, e quindi&hellip; possono porsi in modo obiettivo nei confronti dell&rsquo;oggetto della conversazione o degli   interlocutori.<br \/>\nLoro non si rendono conto di avere questa fortuna rispetto agli udenti&hellip;che spesso vorrebbero non sentire&hellip;qualcosa o qualcuno.<\/p>\n<p>Solo frequentando i sordi si pu&ograve; comprendere il loro modo di essere e quindi capire come  &egrave; meglio comportarsi perch&egrave; &ldquo;sentano&rdquo; anche loro.<\/p>\n<p>Relazione presentata al &ldquo;Primo seminario internazionale sulle nuove tecnologie  per la sottotitolazione intralinguistica in tempo reale&rdquo; Forl&igrave;, 17 novembre 2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milena Di Silvio<br \/>\nNell&rsquo;era della globalizzazione, dell&rsquo;interattivit&agrave; multimediale, in un mondo in cui tutto ruota intorno alle parole, alle immagini e al messaggio televisivo o pubblicitario, si fa ancora poco per abbattere le barriere della comunicazione e rendere accessibile l&rsquo;informazione alle persone sorde.<br \/>\nPersone &ldquo;normali&rdquo;, con capacit&agrave; intellettive e interessi socio-culturali pari agli udenti, ma che hanno rare occasioni di integrazione nella vita sociale e culturale delle proprie citt&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3708],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1892"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1892"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1892\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1892"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1892"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1892"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1892"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1892"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1892"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}