{"id":1929,"date":"2010-03-14T16:41:03","date_gmt":"2010-03-14T16:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1929"},"modified":"2010-03-14T16:41:03","modified_gmt":"2010-03-14T16:41:03","slug":"si-accendono-le-luci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1929","title":{"rendered":"Si accendono le luci&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Sempre pi&ugrave; grandi e importanti. Sempre pi&ugrave; vere, pi&ugrave; vive, pi&ugrave; partecipate. Le Paralimpiadi invernali di Vancouver 2010 hanno acceso le luci questa notte, in Canada era ancora pomeriggio, davanti a migliaia di giovani. Sessantamila ne tiene il BC Place di Vancouver, e in  sessantamila hanno applaudito, e battutto le mani,  e alzato e sventolato quei buffi pompom bianchi illuminati da un lucina rossa. Migliaia di ragazzi e ragazze ben istruiti nell&rsquo;indossare quel poncho colorato (uno diverso per ogni area dello stadio: blu, grigio e bianco) che si sono trovati sulle seggiole del palazzo dello sport canadese.<\/p>\n<p>Una scenografia come solo le olimpiadi sanno fare, appariscente e improbabile, esagerata, allegra, grandiosa. Una festa bella e gigante: fatta di musica, balli, grida e mani alzate.  Poi loro, i protagonisti, gli atleti, i paralimpici. Vederli sfilare con le bandiere nazionali &egrave; un&rsquo;emozione grande, come grandi  sono le storie che si tirano dietro scivolando con la sedia a ruote nello spazio coloratissimo del BC Place, in mezzo a sei ali di ragazzini festanti: per vincere, o solo per partecipare, non importa. Cifra record questo 2010 per loro: 505 atleti per 44 Paesi, pi&ugrave; di Torino 2006, quando i Paesi in gara erano un po&rsquo; di meno e gli sportivi  &ldquo;solo&rdquo; 485. Una festa che cresce, un binomio, quello di sport e disabilit&agrave;, che fa sempre pi&ugrave; parlare di s&egrave;. Lo dimostrano le dirette di Rai e Sky Sport, le migliaia di giornalisti accreditati, i fotografi con montati i teleobiettivi delle grandi occasioni. Vancouver ringrazia, assieme a Whistler, l&rsquo;altra localit&agrave; sciistica dove si divideranno le gare a partire da oggi.<\/p>\n<p>A &ldquo;Van&rdquo;, come la chiamano qui, vanno gli sport indoor (curling, ice sledge hockey), a due ore e mezza di macchina le gare di sci alpino e nordico. Le specialit&agrave; dove gli italiani sono favoriti. Ecco,  gli italiani: trentacinque atleti (pi&ugrave; un atleta guida, suddivisi in nove per lo sci alpino, sei per lo sci nordico, quindici per l&#8217;ice sledge hockey e cinque per il curling in carrozzina). Quando sfilano al centro del BC Place (Argentina,  Australia le prime squadre rigorosamente in ordine alfabetico, poi Hunghery, Islanda, Repubblica Islamica dell&rsquo;Iran e infine&hellip;Italia) sono tra le delegazioni pi&ugrave; colorate: Gianmaria Dal Maistro, ipovedente, gi&agrave; vincitore di sei medaglie tra Nagano 1998, Salt Lake City 2002 e Torino 2006, tuttora detentore dell&#8217;oro nel Super Gigante di sci alpino, fa da portabandiera. Tutti gli altri al seguito, assieme ai dirigenti del Comitato paralimpico, allenatori, tecnici. &quot;Oltre ai risultati, mi aspetto soprattutto che i ragazzi, ciascuno nella propria individualit&agrave;, possano ottenere ci&ograve; che si sono prefissati, indipendentemente da quello che verr&agrave; &ndash; si augura Luca Pancalli, presidente del Cip &#8211; . Si sono preparati al meglio per recitare su questo palcoscenico, che &egrave; il pi&ugrave; ambito nella vita di un atleta, e l&#8217;importante &egrave; che riescano ad ottenere ci&ograve; che vogliono&quot;.<\/p>\n<p>\nLa festa continua. Passa attraverso la mascotte dei Giochi, il pupazzo gigante del piccolo Sumi, l&rsquo;orsetto che a Vancouver ha volteggiato nell&rsquo;aria sopra la testa dei sessantamila presenti, poi i saluti commossi di vecchie glorie dello sport Paralimpico, le autorit&agrave;, le canzoni pop e la breakdance ballate sugli spalti dal popolo di questi Giochi 2010. Alla fine, solo alla fine arriva la fiaccola Paralimpica con una calda scenografia tra luci, ombre e fiamme altissime. Lo stadio &egrave; in delirio. In Italia &egrave; notte fonda  quando a Vancouver si festeggia l&rsquo;apertura dei decimi Giochi Paralimpici.  Dimenticavamo &ndash; strano, lo si legge ovunque &#8211; lo slogan della festa: &ldquo;One inspires many&rdquo; , che qualcuno ha gi&agrave; tradotto con un italianissimo &ldquo;Tutti per uno, uno per tutti&rdquo;. Funziona lo stesso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vancouver2010.com\/paralympic-games\">www.vancouver2010.com\/paralympic-games<\/a><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sempre pi&ugrave; grandi e importanti. Sempre pi&ugrave; vere, pi&ugrave; vive, pi&ugrave; partecipate. Le Paralimpiadi invernali di Vancouver 2010 hanno acceso le luci questa notte, in Canada era ancora pomeriggio, davanti a migliaia di giovani. 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