{"id":1966,"date":"2011-06-15T14:27:23","date_gmt":"2011-06-15T14:27:23","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1966"},"modified":"2025-10-27T11:41:51","modified_gmt":"2025-10-27T10:41:51","slug":"3-ulisse-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1966","title":{"rendered":"3. Ulisse dimenticato"},"content":{"rendered":"<p><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:PunctuationKerning \/>\n<w:ValidateAgainstSchemas \/>\n<w:SaveIfXMLInvalid>false<\/w:SaveIfXMLInvalid>\n<w:IgnoreMixedContent>false<\/w:IgnoreMixedContent>\n<w:AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w:AlwaysShowPlaceholderText>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables \/>\n<w:SnapToGridInCell \/>\n<w:WrapTextWithPunct \/>\n<w:UseAsianBreakRules \/>\n<w:DontGrowAutofit \/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\">\n<\/w:LatentStyles>\n<\/xml><![endif]--><!-- [if !mso]><objectclassid=\"clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D\" id=ieooui><\/object>\n\n\n\n<style>\nst1\\:*{behavior:url(#ieooui) }<br \/>\n<\/style>\n\n<![endif]--><!-- [if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n\/* Style Definitions *\/<br \/>\ntable.MsoNormalTable<br \/>\n{mso-style-name:\"Tabella normale\";<br \/>\nmso-tstyle-rowband-size:0;<br \/>\nmso-tstyle-colband-size:0;<br \/>\nmso-style-noshow:yes;<br \/>\nmso-style-parent:\"\";<br \/>\nmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;<br \/>\nmso-para-margin:0cm;<br \/>\nmso-para-margin-bottom:.0001pt;<br \/>\nmso-pagination:widow-orphan;<br \/>\nfont-size:10.0pt;<br \/>\nfont-family:\"Times New Roman\";<br \/>\nmso-ansi-language:#0400;<br \/>\nmso-fareast-language:#0400;<br \/>\nmso-bidi-language:#0400;}<br \/>\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p>\u201cDi Saturno figliuol, padre de\u2019 numi,<br \/>\nre de\u2019 regnanti\u201d, cos\u00ec a lui rispose<br \/>\nl\u2019occhiazzurra Minerva: \u201cegli era dritto<br \/>\nche colui non vivesse: in simil foggia<br \/>\npera ch\u00efunque in simil foggia vive!<br \/>\nMa io di doglia per l\u2019egregio Ulisse<br \/>\nmi struggo, lasso! che, da\u2019 suoi lontano,<br \/>\ngiorni conduce di rammarco in quella<br \/>\nisola, che del mar giace nel cuore,<br \/>\ne di selve nereggia; isola, dove<br \/>\nsoggiorna entro alle sue celle secrete<br \/>\nl\u2019immortal figlia di quel saggio Atlante,<br \/>\nche del mar tutto i pi\u00f9 riposti fondi<br \/>\nconosce e regge le colonne immense<br \/>\nche la volta sopportano del cielo.<br \/>\nPensoso, inconsolabile, l\u2019accorta ninfa il ritiene e con soavi e molli<br \/>\nparolette carezzalo, se mai<br \/>\npotesse Itaca sua trargli dal petto:<br \/>\nma ei non brama che veder dai tetti<br \/>\nsbalzar della sua dolce Itaca il fumo,<br \/>\ne poi chiuder per sempre al giorno i lumi.<br \/>\nN\u00e9 commuovere, Olimpio, il cuor ti senti?<br \/>\nGrati d\u2019Ulisse i sagrifici, al greco<br \/>\nNavile appresso, ne\u2019 troiani campi,<br \/>\nnon t\u2019eran forse? Onde rancor s\u00ec fiero,<br \/>\nGiove, contra lui dunque in te s\u2019alletta?\u201d<br \/>\n(Libro Primo)<\/p>\n<p>Ulisse \u00e8 scomparso, prigioniero di Calipso e di un mondo che ha regole tutte sue, rischia di essere dimenticato perch\u00e9 nessuno racconta di lui. Nella dimenticanza cadono tutti i problemi, le proposte, le idee che non hanno voce.<br \/>\nE la disabilit\u00e0 ha voce, trova spazio cio\u00e8, in tv e nei mass media in genere? E come viene affrontata? A indagare ci ha pensato il rapporto Censis Oltre il Giardino: i disabili e le disabilit\u00e0 in televisione, rilevazione che ha per tema come e quanto la tv racconti di disabilit\u00e0.<br \/>\nLa ricerca \u00e8 stata pubblicata nel giugno del 2003 e le analisi sono state effettuate nel bimestre compreso tra il 15 febbraio e il 15 aprile 2003. Nella ricerca vengono presi in considerazione indici quali:<br \/>\n&#8211; gli spazi (in termini di tempi) dedicati all\u2019argomento;<br \/>\n&#8211; la frequenza;<br \/>\n&#8211; le reti televisive che se ne sono occupate;<br \/>\n&#8211; il tipo di trattamento della notizia;<br \/>\n&#8211; il tono.<\/p>\n<p><strong>Spazi<br \/>\n<\/strong>Secondo i dati Censis in televisione, nel periodo esaminato, gli spazi dedicati alla disabilit\u00e0 risultano per un 22,5% dei casi certamente contratti (fino a 1 minuto e 30 secondi); tuttavia nel 25% delle unit\u00e0 d\u2019analisi si arriva a 3\u201930\u2019\u2019, nel 26,3% a 6\u201930\u2019\u2019 e un buon 26,3% si assesta oltre i 6\u201930\u2019\u2019. In generale, nella maggioranza dei casi (51,3%) lo spazio dedicato al tema disabilit\u00e0 \u00e8 compreso tra i 3 minti mezzo e i 6 minuti e mezzo. Tanto o poco? In s\u00e9, considerati i tempi televisivi, sarebbe un buono spazio, ma non dobbiamo dimenticare che le unit\u00e0 d\u2019analisi rilevate sono complessivamente nell\u2019arco di 2 mesi. Ci\u00f2 vuol dire, in sintesi, che di disabilit\u00e0 non si parla frequentemente; quando accade per\u00f2 il tempo dedicato \u00e8 dignitoso.<\/p>\n<p><strong>Modi di trattamento della notizia<br \/>\n<\/strong>Si parla di disabilit\u00e0 soprattutto con servizi filmati (47,5%) o dibattiti (33,8%). Viene per un 36% circa usato il genere \u201cstorie di vita\u201d, seguito a buona distanza dalle inchieste.<br \/>\nUsare il genere storie di vita significa affrontare la disabilit\u00e0 con il racconto e l\u2019<em>esperienza vissuta<\/em>. Difatti nelle unit\u00e0 di analisi \u00e8 quasi sempre presente una persona con disabilit\u00e0.<br \/>\nInfine, se le persone disabili sono in tv (poco ma con \u201cbuoni spazi\u201d) in effetti parlano poco. A parlare, per loro, \u00e8 spesso il conduttore della trasmissione, ma questo riteniamo sia un comportamento generalizzato che si verifica quasi sempre e con qualsiasi tipo di ospite che non appartenga allo star system dettato da necessit\u00e0 di tempi stretti pi\u00f9 che da altre motivazioni.<\/p>\n<p><strong>Di che cosa si parla?<br \/>\n<\/strong>Gli argomenti trattati sono molteplici, specialmente le difficolt\u00e0 quotidiane. Uno dei temi pi\u00f9 trattati rimane quello medico, ossia riabilitazione, percorsi terapeutici, ricerca medica, seguito dal tema delle barriere architettoniche. Non mancano comunque altri argomenti come gli aspetti della vita affettiva, la tecnologia, i problemi ambientali e lavorativi.<br \/>\nAltro aspetto interessante \u00e8 che si parla di disabilit\u00e0 ma soprattutto per sensibilizzare il vasto pubblico. Non si \u00e8 ancora arrivati all\u2019ideazione di trasmissioni di servizio indirizzate in maniera specifica alle persone disabili.<\/p>\n<p><strong>Spettacolarizzazione?<br \/>\n<\/strong>Secondo quanto rilevato dal Censis, nelle trasmissioni televisive si tende a non porre eccessiva enfasi sulle dimensioni pi\u00f9 esemplari della generosit\u00e0 e dell\u2019abnegazione (creare \u201ceroi di generosit\u00e0\u201d) n\u00e9 sugli aspetti pi\u00f9 tragici. Anzi. Va sottolineato che, in controtendenza con quanto verificato con altri soggetti sociali (immigrati, minori) la cronaca nera \u00e8 assente. Quando si tratta infatti di cronaca \u00e8 nella gran parte dei casi cronaca bianca o, addirittura, rosa. Inoltre si cerca di evitare l\u2019informazione estremizzata, drammatizzata, spettacolarizzata.<\/p>\n<p><strong>Spontaneit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Infine, se una trasmissione tende a trattare l\u2019argomento disabilit\u00e0 lo fa per lo pi\u00f9 spontaneamente, senza essere spinta da un evento o da una sollecitazione esterna. \u00c8 per la maggior parte dei casi (70,9%) una scelta autonoma della trasmissione. Sporadica, ma spontanea.<\/p>\n<p><strong>La persona disabile in tv<br \/>\n<\/strong>Proseguendo nell\u2019analisi dei dati scopriamo qual \u00e8 l\u2019identikit della persona disabile che va in tv:<br \/>\n&#8211; maschio (37,7%);<br \/>\n&#8211; giovane o adulto;<br \/>\n&#8211; affetto prevalentemente da disturbo motorio (48,7% dei casi).<br \/>\nLa presenza femminile \u00e8 ridotta (su sette unit\u00e0 di analisi si rilevano solo cinque casi in cui la persona disabile \u00e8 donna), come pure i disabili anziani e bambini risultano completamente marginali.<br \/>\nInoltre sono assenti gli altri generi di deficit, soprattutto la disabilit\u00e0 di tipo intellettivo e relazionale.<br \/>\nQuello che non \u00e8 rappresentato \u00e8 evidentemente ci\u00f2 che pi\u00f9 fatichiamo, come societ\u00e0 e come singoli, ad accettare. Prima di tutto si tace la realt\u00e0 della donna disabile: una donna che, come l\u2019uomo, pu\u00f2 avere disarmonie fisiche e che comunque si allontana dallo stereotipo di \u201coggetto perfetto\u201d molto letterario e tipicamente maschilista; rimuoviamo l\u2019immagine di anziani problematici tanto in contrasto con le pubblicit\u00e0 di persone della terza et\u00e0 dai \u201csorrisi smaglianti\u201d e che sembrano vivere una terza giovinezza. Infine, si dimentica (consapevolmente) il disturbo mentale rispetto al quale la comunicazione sembra addirittura ignorare l\u2019evoluzione della psichiatria moderna.<br \/>\nQuest\u2019ultimo \u00e8 un problema legato al tipo di \u201cevoluzione\u201d che ha intrapreso la nostra societ\u00e0, al modo che abbiamo di approcciarci alla malattia e alla morte. Il sociologo J. B. Thompson la chiama \u201cdissequestro dell\u2019esperienza\u201d. Thompson, nel suo Mezzi di comunicazione e modernit\u00e0. Una teoria sociale dei media, afferma che con l\u2019emergere di sistemi di conoscenza specialistica come la medicina e la psichiatria, o istituzioni specializzate come gli ospedali e gli ospizi, certe forme di esperienza sono state allontanate dai luoghi di vita quotidiani e relegate in particolari ambienti: \u201cPer esempio, l\u2019esperienza della malattia cronica (fisica o mentale) o della morte di una persona amata sono regolate sempre pi\u00f9 spesso da un insieme di istituzioni specializzate nella cura dei malati e nell\u2019assistenza ai morenti\u201d.<br \/>\nQuindi oggi, per tutti, incappare in casi come i carcerati o malati gravi \u00e8 un fenomeno sempre pi\u00f9 raro.<\/p>\n<p><strong>La parola agli utenti<br \/>\n<\/strong>E le persone disabili che cosa pensano della tv? Sul sito <em>Disabili.com<\/em> ho chiesto l\u2019opinione degli utilizzatori del Forum. In generale gli utenti hanno riportato l\u2019impressione di una tv che punta maggiormente sulla presentazione di casi limite, magari \u201cstrappalacrime\u201d tali da generare un senso di piet\u00e0, tenerezza o compassione. In particolare, gli utenti hanno denunciato trasmissioni come C\u2019\u00e8 posta per te incolpata di aver sfruttato, pi\u00f9 volte, ragazzi e ragazze Down a scopi di audience.<br \/>\nL\u2019idea \u00e8 che si tenda a presentare la persona disabile come vittima da commiserare o proteggere; un essere pi\u00f9 debole da difendere. Quello che invece vorrebbero \u00e8 una tv che sappia parlare dei problemi veri, quotidiani; per questo piacciono trasmissioni di denuncia come Striscia la Notizia o Le Iene capaci di realizzare servizi a partire da denunce dei disabili stessi.<br \/>\nLe trasmissioni in realt\u00e0 ci sarebbero, ma, come lamentano alcuni, confinate a orari impossibili e proibitivi e per giunta su reti a pagamento.<br \/>\nInfine, \u00e8 stato denunciato come la persona disabile sia presentata del tutto asessuata: il sesso e la sessualit\u00e0 rimangono un tab\u00f9 mai superato.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 in generale un malcontento diffuso perch\u00e9 questi \u201cpochi minuti ma buoni\u201d dedicati dalle reti televisive nazionali ai problemi legati alla disabilit\u00e0 non sono sufficienti, tanto pi\u00f9 che tali trasmissioni sono pi\u00f9 rivolte a chi disabile non \u00e8.<br \/>\nAllo stesso modo anche i telespettatori disabili si chiedono come trattare l\u2019argomento, visto che le patologie di cui si potrebbe parlare in modo approfondito e scientifico sono tantissime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDi Saturno figliuol, padre de\u2019 numi, re de\u2019 regnanti\u201d, cos\u00ec a lui rispose l\u2019occhiazzurra Minerva: \u201cegli era dritto che colui non vivesse: in simil foggia pera ch\u00efunque in simil foggia vive! 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