{"id":1967,"date":"2011-06-15T14:45:16","date_gmt":"2011-06-15T14:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1967"},"modified":"2025-10-27T11:45:18","modified_gmt":"2025-10-27T10:45:18","slug":"4-l-entrata-di-odisseo-nella-sala-di-alc-noo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1967","title":{"rendered":"4. L\u2019entrata di Odisseo nella sala di Alc\u00ednoo"},"content":{"rendered":"<p>Ma quando l\u2019ottavo anno arriv\u00f2, compiendo il suo giro,<br \/>\nallora [Calipso] mi comand\u00f2 con premura d\u2019andarmene,<br \/>\nper comando di Zeus, o forse cambi\u00f2 la sua mente:<br \/>\nmi fece partire su zattera dai molti legami, molto mi diede,<br \/>\npane e dolce vino, e mi vest\u00ec di vesti immortali;<br \/>\nun vento mi mand\u00f2 dietro propizio e piacevole.<br \/>\nPer diciassette giorni navigai, attraversando l\u2019abisso,<br \/>\nal diciottesimo apparvero i monti ombrosi<br \/>\ndell\u2019isola vostra: si rallegr\u00f2 il mio cuore,<br \/>\ninfelice! Invece dovevo incontrare di nuovo gran pianto,<br \/>\nche mi mand\u00f2 Poseidone Enos\u00edctono.<br \/>\nScagliandomi contro i venti, incepp\u00f2 il mio cammino,<br \/>\nsollev\u00f2 un mare orrendo, mai l\u2019onda lasciava<br \/>\ndi trascinarmi qua e l\u00e0, gemente sopra la zattera.<br \/>\nPoi il turbine me la sconnesse; e io allora<br \/>\nnuotando, attraversai questo mare, fin che la terra<br \/>\nvostra m\u2019avvicinarono il vento e l\u2019acqua, spingendomi.<br \/>\nE mentre tentavo l\u2019approdo, mi sbatt\u00e9 l\u2019onda a riva,<br \/>\ncontro l\u2019immane scogliera, in un luogo pauroso.<br \/>\nStrappato di l\u00e0, ripresi a nuotare finch\u00e9 raggiunsi<br \/>\nun fiume, e qui mi parve il luogo migliore,<br \/>\nprivo di rocce; ed era al riparo dal vento:<br \/>\nl\u00e0 caddi svenuto.<br \/>\n(Libro Settimo)<\/p>\n<p>L\u2019episodio cantato da Omero nel Libro Settimo dell\u2019<em>Odissea<\/em> narra delle difficolt\u00e0 che Ulisse ha dovuto affrontare per giungere a terra. Una terribile tempesta si \u00e8 abbattuta su di lui. Miracolosamente \u00e8 giunto a riva dopo mille ostacoli. Il suo faticoso approdo si pu\u00f2 paragonare alla difficolt\u00e0 di accesso di molti utenti ai siti Internet.<br \/>\nAccessibilit\u00e0 significa rendere possibile la consultazione, la fruizione e l\u2019uso della Rete a tutti: sia per chi non ha proprio l\u2019ultimo modello di pc, sia per persone con diverse abilit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 come quando si parla di barriere architettoniche in riferimento a tutti quegli ostacoli che si incontrano in edifici e arredi urbani: scalini, marciapiedi troppo stretti, buche, servizi igienici non adeguati. Lo stesso vale per Internet: ci sono ostacoli che non permettono a tutti di usufruire di un mezzo che pu\u00f2, se usato in modo corretto, facilitare la vita. Ad esempio tramite Internet si pu\u00f2 prenotare un biglietto ferroviario o aereo; si pu\u00f2 comprare un biglietto per un concerto; si possono spedire telegrammi e lettere; si pu\u00f2 comunicare con tutto il mondo con i programmi di video conferenza e messaggeria istantanea; si possono pagare le bollette e acquistare film o canzoni o album musicali; si pu\u00f2 fare la spesa; si possono seguire le lezioni dell\u2019Universit\u00e0. Tutte queste possibilit\u00e0 dovrebbero essere alla portata di tutti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accessibilit\u00e0<br \/>\n<\/strong>L\u2019accessibilit\u00e0 \u00e8 un tema di cui si dibatte da qualche anno ma molte persone ancora non ne sono molto informate. L\u2019accesso delle pagine Internet dipende da diversi motivi: motivi legati all\u2019interfaccia grafica; motivi legati al contenuto delle pagine.<br \/>\nNel nostro caso specifico a ci\u00f2 si aggiunge un ulteriore problema: la difficolt\u00e0 di utilizzare il personal computer. La soluzione \u00e8 dotare le persone diversamente abili di ausili adatti al proprio caso. Un ausilio \u00e8 un aiuto: con ausilio intendiamo indicare un sistema di hardware o software che riduce la menomazione, la disabilit\u00e0 o l\u2019handicap della persona e le permette l\u2019interazione con l\u2019esterno. Gli ausili possono essere sommariamente classificati a seconda della tipologia di disabilit\u00e0 che aiutano a superare:<br \/>\n&#8211; ausili per disabili motori, cio\u00e8 per quelle persone che hanno difficolt\u00e0 nell\u2019uso di mouse e tastiera. Ad esempio le tastiere speciali o anche l\u2019accesso facilitato attivabile in ogni pc dal \u201cpannello di controllo\u201d;<br \/>\n&#8211; ausili per disabili visivi, cio\u00e8 per chi non vede o vede poco. \u00c8 il caso della sintesi vocale o di sistemi di ingrandimento della pagina;<br \/>\n&#8211; ausili per disabili uditivi, vale a dire per chi non pu\u00f2 sentire. In questo caso, ad esempio, esistono riconoscitori del parlato, strumenti informatici in grado di ascoltare e trascrivere le parole pronunciate dall\u2019uomo;<br \/>\n&#8211; ausili per disabili cognitivi: possiamo far rientrare in questa tipologia chi presenta disturbi dell\u2019attenzione, disturbi del linguaggio (ad esempio la dislessia o la discalcolia), e disturbi neurologici. In linea generale questi utenti possono fare uso (o l\u2019insegnante per loro) di <em>tastiere facilitate<\/em> (ad esempio con tasti colorati, ingranditi e le lettere in ordine alfabetico), di <em>tavolette<\/em> <em>sensibili <\/em>(costituite da una base piana sensibile al tatto e da una serie di fogli intercambiabili), dello <em>schermo tattile<\/em> utilizzato anche da disabili motori.<br \/>\n\u00c8 chiaro, ogni persona ha proprie peculiarit\u00e0 e le caratteristiche del soggetto portano a fabbricare ausili diversi e specifici per ciascuno. Non si tratta quindi di prodotti fatti in serie ma di sistemi studiati ad hoc. Ad occuparsene, nella Regione Emilia Romagna, \u00e8 l\u2019Ausilioteca di Bologna AIAS (<a href=\"http:\/\/www.ausilioteca.org\"><u>www.ausilioteca.org<\/u><\/a>).<br \/>\nSi tratta del primo gradino. Perch\u00e9 una volta dotati del giusto ausilio occorre che il web sia stato strutturato in modo adeguato.<br \/>\nEsistono indicazioni concrete per sviluppatori e grafici. Il documento pi\u00f9 famoso (e il primo formulato) \u00e8 quello che contiene le raccomandazioni sull\u2019accessibilit\u00e0: le Web Content Accessibility Guidelines 1.0 (WCAG 1.0) emanate dal W3C. A capo del W3C (ossia del World Wild Web Consortium c\u2019\u00e8 il fondatore di Internet, Tim Berners-Lee. Citiamo inoltre anche la Comunicazione della Comunit\u00e0 europea eEurope 2002 che riporta alcuni brevi consigli per rendere accessibili i siti delle pubbliche amministrazioni ma valevoli per qualsiasi sito Internet. In Italia l\u2019ultima legge emanata \u00e8 la cosiddetta \u201cLegge Stanca\u201d del 2004.<br \/>\nInfine, l\u2019accessibilit\u00e0 non dipende solo da questioni di tipo tecnico, e quindi da demandare ai web master e ai web designer, ma coinvolge anche chi si occupa di scrivere e organizzare i contenuti dei siti. Quella che, insomma, \u00e8 citata in causa \u00e8 la capacit\u00e0 di offrire testi scritti in modo corretto, comprensibile e adeguato all\u2019utente.<\/p>\n<p><strong>Testi prodotti per il web<br \/>\n<\/strong>Un testo in Internet si legge in modo diverso da un testo cartaceo: il lettore in genere ha fretta e comunque ci si affatica a stare davanti a uno schermo per troppo tempo.<br \/>\nUn testo prodotto per il web deve essere (come qualsiasi testo che \u00e8 riservato a un pubblico generalizzato):<br \/>\n&#8211; corretto: niente errori grammaticali;<br \/>\n&#8211; leggibile: dipende dalla lunghezza delle parole misurate in sillabe e dalla lunghezza delle frasi misurata in parole;<br \/>\n&#8211; comprensibile.<br \/>\nI primi studi sulla leggibilit\u00e0 risalgono ai primi anni del Novecento. Questi studi hanno dimostrato che pi\u00f9 una frase \u00e8 corta, e contiene al suo interno parole corte, pi\u00f9 \u00e8 leggibile. Le parole corte, infatti, solitamente sono quelle pi\u00f9 familiari, quindi pi\u00f9 usate, cio\u00e8 pi\u00f9 facili (cane, gatto, topo, casa, vado, sono, ho); le frasi pi\u00f9 corte sono pi\u00f9 facili da capire perch\u00e9 contengono meno parole e quindi, di solito, un solo concetto. Sul web occorre evitare di usare frasi lunghissime, magari piene di subordinate, e parole difficili.<br \/>\n\u00c8 chiaro che qui stiamo parlando di siti a carattere informativo escludendo tutti quelli a carattere artistico come diari personali e siti di poesie e letteratura in generale: in questo caso il testo avr\u00e0 delle caratteristiche tutte sue che non ci interessa trattare in questo momento.<br \/>\nUn testo leggibile contiene parole che appartengono al vocabolario di base. A introdurre questo concetto \u00e8 stato per la prima volta Tullio De Mauro. Il vocabolario di base \u00e8 composto da 7.050 parole circa e comprende:<br \/>\n&#8211; vocabolario fondamentale (2000 parole circa): quelle comprensibili senza problemi dal 79% della popolazione;<br \/>\n&#8211; vocabolario di alto uso (2.750 parole ca);<br \/>\n&#8211; vocabolario di alta disponibilit\u00e0 (2.300 ca): parole che pu\u00f2 accadere di non dire o scrivere mai, ma che sono legate a esperienze note a tutti (ad es. abbagliante, zuppa) e che tutti comprendiamo.<br \/>\nEsiste la possibilit\u00e0 di vedere se davvero il proprio testo risulta molto o poco leggibile da parte dell\u2019utente. Gli studi sulla leggibilit\u00e0 infatti si sono tradotti in vere e proprie formule matematiche. Il programma Eulogos Censor (www.eulogos.org) si basa proprio sul vocabolario di base di De Mauro. Si pu\u00f2 spedire al sito un testo in formato .txt e l\u2019elaboratore confronter\u00e0 frasi e parole con le parole del vocabolario di base e dir\u00e0 per chi e quanto \u00e8 comprensibile quello che abbiamo scritto (per chi ha una licenza elementare o media o un diploma superiore o una laurea).<br \/>\nLa leggibilit\u00e0 di un testo dipende non solo dalla lunghezza delle parole e delle frasi ma \u00e8 connessa anche alla grafica, al layout della pagina.<br \/>\nInoltre, un testo leggibile deve essere organizzato in modo da aiutare il lettore nella sua decodifica. Un testo \u00e8 pi\u00f9 leggibile se:<br \/>\n&#8211; l\u2019autore usa titoli e sottotitoli che dividono il testo in modo logico e in porzioni coerenti di contenuto;<br \/>\n&#8211; il testo \u00e8 diviso in paragrafi. Ogni paragrafo tratta un concetto e ogni paragrafo non contiene pi\u00f9 di dieci righe;<br \/>\n&#8211; le frasi non sono troppo ravvicinate tra di loro, n\u00e9 troppo distanziate (stiamo parlando di interlinea cio\u00e8 la distanza delle frasi tra di loro);<br \/>\n&#8211; le frasi contengono una media di 10\/12 parole ciascuna.<br \/>\nSulla leggibilit\u00e0 influiscono altri fattori. Ad esempio l\u2019uso di attributi di testo come il grassetto o il corsivo oppure l\u2019uso dei colori e la scelta del font: esistono infatti tipi di carattere (come ad esempio il \u201cVerdana\u201d o il \u201cGeorgia\u201d, nati apposta per il web mentre altri, come il \u201cTimes New Roman\u201d sono stati pensati per il cartaceo).<br \/>\nInfine, abbiamo detto che un testo dovrebbe essere comprensibile. Un testo comprensibile \u00e8 senz\u2019altro un testo leggibile, ma non solo. La comprensibilit\u00e0 infatti dipende da come un testo \u00e8 organizzato logicamente e concettualmente. Per scrivere un testo di questo tipo bisogna mettere in atto quella che si chiama scrittura controllata perch\u00e9 l\u2019autore si mette nei panni del lettore e si chiede come quel lettore fruisce del testo. Quali sono le sue abilit\u00e0 linguistiche? Che tipo di scolarit\u00e0 ha? Che cosa conosce dell\u2019argomento che noi trattiamo? I concetti che esprimiamo sono chiari e legati in modo logico oppure sono slegati e incomprensibili? Per mettere in atto questo tipo di scrittura occorre un ottimo autocontrollo su noi stessi: potremmo anche essere chiamati a rinunciare al nostro stile personale di scrittura per raggiungere l\u2019obiettivo della comprensibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Accessibilit\u00e0 per chi?<br \/>\n<\/strong>Una recente indagine Istat fotografa la situazione della disabilit\u00e0 in Italia. L\u2019indagine, i cui risultati sono stati resi noti nel 2005, \u00e8 stata condotta nel 2004 nell\u2019ambito del \u201cSistema di Informazione statistica sulle Disabilit\u00e0\u201d, progetto nato da una convenzione tra l\u2019Istat e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.<br \/>\nIl campione, intervistato telefonicamente, era di 1.632 persone tra i 6 e i 67 anni che rappresentano una popolazione di 1 milione 641 mila individui della stessa fascia di et\u00e0.<br \/>\nSecondo gli studi dell\u2019Istituto di ricerca, complessivamente poco pi\u00f9 di un quarto delle persone di 6-67 anni con disabilit\u00e0 utilizza il personal computer: in percentuale sono il 27,4% del campione analizzato (contro il 46,9% della popolazione della stessa fascia di et\u00e0).<br \/>\nLa quota scende ulteriormente tra le persone con il massimo grado di disabilit\u00e0 (19,4%), per le persone \u201cconfinate\u201d (2,8%), per quelle con problemi mentali (13,7%) e per coloro che riferiscono problemi sensoriali e motori (16,9%).<br \/>\nSarebbe interessante poter effettuare uno studio che metta in relazione accessibilit\u00e0 e disabilit\u00e0 per vedere se quel 27,4% (i disabili che usano il pc) si alzerebbe in modo significativo.<\/p>\n<p><strong>Accessibile chi?<br \/>\n<\/strong>Per concludere questa sommaria panoramica sull\u2019accessibilit\u00e0, ci possiamo domandare quali siti abbiano l\u2019obbligo di essere accessibili. Per democrazia dovremmo rispondere che tutti lo devono essere, tuttavia \u00e8 giusto a mio parere lasciare libert\u00e0 ai programmatori di sperimentare anche soluzioni ardite (magari con la possibilit\u00e0 di visitare comunque questi siti tramite un formato \u201csolo testo\u201d).<br \/>\nIn linea di principio comunque, esistono siti che sono obbligati a essere accessibili. Patrizia Bertini, che da anni si occupa di accessibilit\u00e0, afferma che accessibili dovrebbero esserlo (e al 100%) i siti di pubblica utilit\u00e0 cio\u00e8 quelli che offrono la possibilit\u00e0 di compiere operazioni on line che altrimenti richiederebbero un\u2019azione fisica da parte degli utenti. Per essere pi\u00f9 specifici:<br \/>\n&#8211; siti della Pubblica Amministrazione, in quanto \u00e8 diritto di ogni cittadino poter accedere alle informazioni offerte da Comuni ed Enti statali;<br \/>\n&#8211; siti bancari, in quanto l\u2019e-banking permette a molti utenti disabili di essere indipendenti nella gestione patrimoniale e consente loro una riservatezza che prima non potevano avere;<br \/>\n&#8211; siti di e-commerce fondamentali, come i supermercati che risolvono numerosi problemi di vita quotidiana a molte persone disabili (e non);<br \/>\n&#8211; siti di booking on line, che permettono di acquistare biglietti aerei, ferroviari o prenotare alberghi o altri servizi online;<br \/>\n&#8211; siti sanitari, in quanto le ASL sono Enti che lavorano a stretto contatto con il mondo dei disabili e hanno la necessit\u00e0 di velocizzare e migliorare la comunicazione e i servizi ai cittadini attraverso la Rete;<br \/>\n&#8211; siti di e-learning, perch\u00e9 l\u2019apprendimento e la formazione sono un diritto dei cittadini.<br \/>\nI siti che abbiamo elencato sono davvero tutti accessibili? Un po\u2019 di strada \u00e8 stata fatta, ma tantissima ne resta da fare. Gi\u00e0 nel numero 1 del 2005 di \u201cHP-Accaparlante\u201d Nicola Rabbi aveva indagato in questa direzione con il suo Disabili 1.0 \u2013 Servizi, relazioni sociali, barriere: Internet per i disabili. Rabbi aveva citato, tra gli altri, i dati dell\u20198\u00b0 Rapporto delle citt\u00e0 digitali in Italia e un\u2019indagine della Nielsen\/NetRatings in cui si affermava che l\u2019attenzione delle pubbliche amministrazioni al sito era aumentato (maggiori erano gli aggiornamenti giornalieri, la modulistica on line, la possibilit\u00e0 di scrivere agli amministratori), ma che ancora pochissime permettevano all\u2019utente di effettuare delle operazioni come i pagamenti dei bollettini o tasse. Inoltre, pochissime amministrazioni si sono poste il problema dell\u2019accessibilit\u00e0. Anche consultando il 9\u00b0 Rapporto delle citt\u00e0 digitali in Italia, pubblicato a un anno di distanza, non si notano sostanziali cambiamenti.<br \/>\nIn particolare, anche se il Codice dell\u2019amministrazione digitale ha ribadito l\u2019importanza dell\u2019accessibilit\u00e0, nella maggior parte dei casi questa rimane lettera morta: sono accessibili solo 13 regioni su 20, vale a dire il 65%; il 33% circa dei siti delle Province e il 30,1% dei siti dei Comuni capoluogo (con pi\u00f9 di 40.00 abitanti). La percentuale scende nel caso dei Comuni pi\u00f9 piccoli (da 5.000 a 40.000 abitanti) perch\u00e9 sono accessibili solo il 17% dei siti.<br \/>\nTuttavia dobbiamo rilevare che un aumento c\u2019\u00e8 stato, ed \u00e8 stato anche rilevante: confrontando i dati del 2006 con quelli di due anni prima, notiamo che nel 2004 erano accessibili 6 regioni su 14, mentre ora lo sono 13 regioni su 20. Analogamente sono aumentati anche i siti accessibili di Province e Comuni sopra i 40.000 abitanti: per le Province si \u00e8 trattato di un aumento del 150% circa; per i Comuni capoluogo del 100%. In parole pi\u00f9 semplici, dal 2004 sono quasi triplicate le Province che offrono siti accessibili e sono raddoppiati i siti accessibili di Comuni con pi\u00f9 di 40.000 abitanti e delle regioni.<br \/>\n\u00c8 chiaro, il miglioramento non deve coprire la realt\u00e0 dei fatti: per la maggior parte dei casi i siti della Pubblica Amministrazione rimangono inaccessibili.<br \/>\nSono solo pochi anni che si parla seriamente di accessibilit\u00e0 e ancora non si \u00e8 sviluppata una mentalit\u00e0 favorevole. Per molti realizzare un sito accessibile significa spendere di pi\u00f9, cosa non vera se si pensa all\u2019accessibilit\u00e0 sin da primi momenti della progettazione, evitando di rifare tutto o parti intere dei siti e dei portali in seguito. Maggiore accessibilit\u00e0 inoltre significa raggiungere un numero sempre pi\u00f9 elevato di utenti (non solo disabili ma anche chi ha connessioni pi\u00f9 lente ad esempio), il che rappresenta senza dubbio un vantaggio e non un danno. Inoltre, in una societ\u00e0 che si basa sulla diffusione dell\u2019informazione e della conoscenza come \u00e8 il mondo attuale nel quale viviamo \u00e8 diritto imprescindibile di ognuno di noi poter accedere a quelle informazioni.<\/p>\n<p><strong>Verifiche<br \/>\n<\/strong>Una considerazione a parte merita il capitolo delle verifiche dell\u2019accessibilit\u00e0 dei siti. Una completa analisi di accessibilit\u00e0 si realizza attraverso due modalit\u00e0:<br \/>\n&#8211; verifica tecnica;<br \/>\n&#8211; verifica soggettiva di fruibilit\u00e0 con utenti disabili.<br \/>\nLa verifica consiste nel controllo che le pagine soddisfino un certo numero di requisiti tecnici e che siano state sviluppate utilizzando tecnologie nelle versioni pi\u00f9 recenti. Essa viene effettuata sulla home page e su un significativo numero di altre pagine del sito, servendosi anche di tools automatici (validatori). I risultati dei vari tipi di analisi (manuale\/con strumenti automatici), opportunamente interpretati da specialisti, vengono sintetizzati in un rapporto finale di conformit\u00e0 o meno ai requisiti.<br \/>\nLa verifica tecnica \u00e8 indispensabile, ma manca un tassello altrettanto importante: per valutare l\u2019accessibilit\u00e0 di un sito \u00e8 consigliabile eseguire anche una verifica soggettiva, coinvolgendo anche utenti disabili.<br \/>\nA tal proposito, in un suo intervento pubblico, Massimiliano Martines della Commissione Siti Internet Dell\u2019Unione Italiana Ciechi, lamentava, nel 2004, il fatto che spesso le verifiche si fermassero alla prima fase, quella tecnica. Invece per verificare l\u2019accessibilit\u00e0 di un sito non \u00e8 sufficiente elaborare i dati di un test, ma \u00e8 necessaria una verifica insieme alla persona disabile che dovr\u00e0 effettivamente usufruire di quel sito e che potr\u00e0 indicare le eventuali modifiche da apportare; il coinvolgimento delle persone disabili \u00e8 indispensabile altrimenti si rischia di effettuare verifiche poco attendibili.<\/p>\n<p><strong>Un buon esempio<br \/>\n<\/strong>La notizia \u00e8 di domenica 22 ottobre 2006, pubblicata da Roberto Castaldo nel sito. Si parla del sito del Comune di Piegaro (PG).<br \/>\nIl sito \u00e8 conforme alla normativa italiana sull\u2019accessibilit\u00e0 del web. A costruirlo \u00e8 stata Silvia Bocci. Silvia Bocci \u00e8 una ragazza affetta da sclerosi multipla. Costruendo il sito ha portato tutta la sua personale esperienza. Si realizza in questo bell\u2019esempio quello che richiedeva Massimiliano Martines e chi, come lui, crede che un prodotto accessibile, per essere tale, debba avvalersi delle proposte e delle riflessioni di utenti disabili che lo andranno poi a utilizzare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma quando l&rsquo;ottavo anno arriv&ograve;, compiendo il suo giro,<br \/>\nallora [Calipso] mi comand&ograve; con premura d&rsquo;andarmene,<br \/>\nper comando di Zeus, o forse cambi&ograve; la sua mente:<br \/>\nmi fece partire su zattera dai molti legami, molto mi diede,<br \/>\npane e dolce vino, e mi vest&igrave; di vesti immortali;<br \/>\nun vento mi mand&ograve; dietro propizio e piacevole.<br \/>\nPer diciassette giorni navigai, attraversando l&rsquo;abisso,<br \/>\nal diciottesimo apparvero i monti ombrosi<br \/>\ndell&rsquo;isola vostra: si rallegr&ograve; il mio cuore,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3604,3603],"edizioni":[105],"autori":[4041],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3719],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1967"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1967"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1967\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5018,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1967\/revisions\/5018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1967"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1967"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1967"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1967"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1967"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1967"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}