{"id":1968,"date":"2011-06-15T15:04:29","date_gmt":"2011-06-15T15:04:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1968"},"modified":"2025-10-27T11:49:09","modified_gmt":"2025-10-27T10:49:09","slug":"5-ulisse-lascia-l-isola-di-calipso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1968","title":{"rendered":"5. Ulisse lascia l\u2019isola di Calipso"},"content":{"rendered":"<p>Ma come del mattin la figlia, l\u2019alma<br \/>\ndalle dita di rose Aurora apparve,<br \/>\ntunica e manto alle sue membra Ulisse,<br \/>\ne Calipso alle sue larga ravvolse<br \/>\nbella gonna, sottil, bianca di neve;<br \/>\nsi strinse al fianco un\u2019aurea fascia, e un velo<br \/>\nsovra l\u2019\u00f4r crespo della chioma impose.<br \/>\nN\u00e9 d\u2019Ulisse a ordinar la dipartita<br \/>\ntardava. Scure di temprato rame,<br \/>\ngrande, manesca e d\u2019ambo i lati aguzza,<br \/>\ncon leggiadro, d\u2019oliva, e bene attato<br \/>\nmanubrio, present\u00f2gli, e una polita<br \/>\nvi aggiunse ascia lucente; indi all\u2019estremo<br \/>\ndell\u2019isola il guid\u00f2, dove alte piante<br \/>\ncrescean; pioppi, alni, e sino al cielo abeti,<br \/>\nciascun risecco di gran tempo e arsiccio,<br \/>\nche gli sdruccioli agevole sull\u2019onda.<br \/>\nLe altere piante gli addit\u00f2 col dito,<br \/>\ne alla sua grotta il pi\u00e9 torse la diva.<br \/>\nEgli a troncar cominci\u00f2 il bosco: l\u2019opra<br \/>\nnelle man dell\u2019eroe correa veloce;<br \/>\nventi distese al suolo arbori interi,<br \/>\ngli adegu\u00f2, li pol\u00ec, l\u2019un destramente<br \/>\ncon l\u2019altro pareggi\u00f2. Calipso intanto<br \/>\nrecava seco gli appuntati succhi,<br \/>\ned ei for\u00f2 le travi e insieme unille,<br \/>\ne con incastri assicurolle e chiovi.<br \/>\nLarghezza il tutto avea, quanta ne d\u00e1nno<br \/>\ndi lata nave trafficante al fondo<br \/>\nperiti fabbri. Su le spesse travi<br \/>\ncombacianti tra s\u00e9 lunghe stendea<br \/>\nnoderose assi, e il tavolato alzava.<br \/>\nL\u2019albero con l\u2019antenna ersevi ancora,<br \/>\ne costrusse il timon, che in ambo i lati<br \/>\narmar gli piacque d\u2019intrecciati salci<br \/>\ncontra il marino assalto, e molta selva<br \/>\ngitt\u00f2 nel fondo per zavorra o stiva.<br \/>\nLe tue tele, o Calipso, in man gli and\u00e2ro<br \/>\ne buona gli usc\u00ec pur di man la vela,<br \/>\ncui le funi leg\u00f2, leg\u00f2 le sarte,<br \/>\nla poggia e l\u2019orza: al fin, possenti leve<br \/>\nsupposte, spinse il suo naviglio in mare,<br \/>\nche il d\u00ec quarto splendea. La dea nel quinto<br \/>\ncongedollo dall\u2019isola: odorate<br \/>\nvesti gli cinse dopo un caldo bagno;<br \/>\ndue otri, l\u2019un di rosseggiante vino,<br \/>\ndi limpid\u2019acqua l\u2019altro, e un zaino, in cui<br \/>\nmolte chiudeansi dilettose dapi,<br \/>\ncolloc\u00f2 nella barca; e fu suo dono<br \/>\nun lenissimo ancor vento innocente,<br \/>\nche mand\u00f2 innanzi ad increspargli il mare.<br \/>\n(Libro Quinto)<\/p>\n<p>La dea Calipso aiuta Ulisse a costruire la zattera che permetter\u00e0 all\u2019eroe di lasciare la sua isola. Gli fornisce strumenti e cibo e alla fine un vento propizio. Ulisse usa la sua abilit\u00e0, forza ed esperienza per poter realizzare il mezzo che, spera, gli permetter\u00e0 di ritornare a casa.<br \/>\nIn questa ottica, quella della collaborazione, va considerato l\u2019e-learning.<br \/>\nMa che cos&#8217;\u00e8 l&#8217; e-learning: cos\u2019\u00e8?<br \/>\nPossiamo definire l\u2019e-learning (letteralmente: insegnamento elettronico) come la formazione a distanza basata sulla telematica. Wikipedia, il pi\u00f9 grande dizionario libero on line lo definisce come: \u201cUn settore applicativo della tecnologia dell\u2019informazione, che utilizza il complesso delle tecnologie Internet (web, e-mail, FTP, IRC, streaming video, ecc.) per distribuire on line contenuti didattici multimediali. L\u2019e-learning sfrutta le potenzialit\u00e0 rese disponibili da Internet per fornire formazione sincrona e\/o asincrona agli utenti, che possono accedere ai contenuti dei corsi in qualsiasi momento e in ogni luogo in cui esista una connessione on line\u201d.<br \/>\nOperativamente si immagini di vedere un numero di studenti che da casa propria si collegano alla rete dell\u2019Ateneo o del corso di formazione al quale sono iscritti. Essi vedono il professore in video conferenza, ascoltano la sua voce e possono \u201cleggere\u201d le presentazioni power point che l\u2019insegnante ha preparato o condividere altri materiali (fogli di calcolo, file di testo, ecc.); hanno la possibilit\u00e0 di interagire ponendo domande e possono \u201crivedere\u201d la lezione, una volta che \u00e8 terminata, tutte le volte che lo desiderano.<\/p>\n<p><strong>E-learning: possibilit\u00e0 per tutti<br \/>\n<\/strong>L\u2019e-learning, cos\u00ec come Internet sul quale si basa, pu\u00f2 rappresentare un\u2019ottima possibilit\u00e0. Si abbatte il problema degli spostamenti e anche dei costi. Per chi ha gravi problemi motori, studiare e dare gli esami direttamente da casa potrebbe infatti rappresentare una buona soluzione; per i disabili uditivi pi\u00f9 o meno gravi potrebbe esser utile seguire lezioni con proiezioni di slide, testi e video sottotitolati o lezioni \u201ctradotte\u201d da un esperto di linguaggio dei segni.<br \/>\nGarantire l\u2019occasione di studio, lavoro (tele-lavoro) e incontro (anche solo tramite una rete Internet) per chi non pu\u00f2 muoversi da casa pu\u00f2 rappresentare un\u2019occasione di crescita personale e di integrazione sociale importante.<br \/>\nAllo stesso modo, studiare e lavorare da casa, in un ambiente conosciuto e tranquillo, \u201camico\u201d, d\u00e0 la possibilit\u00e0 all\u2019utente non normodotato (ad esempio persone con disturbi di ordine psichico o disturbi dell\u2019attenzione) di non essere sottoposto a ulteriori stress e di poter affrontare il percorso formativo seguendo i propri tempi e i propri ritmi. Infatti, la fruizione dei contenuti didattici e-learning non \u00e8 vincolata a tempi e a luoghi specifici e offre la possibilit\u00e0 di adattarsi ai diversi stili di apprendimento degli utenti, fornendo canali di comunicazione diversificati (del tipo visivo, auditivo, testuale); infine l\u2019e-learning tiene conto dei progressi e della velocit\u00e0 di apprendimento del singolo (che pu\u00f2 procedere velocemente e saltare le cose che gi\u00e0 conosce, oppure ripeterle quanto vuole) senza modificare il ritmo dei compagni di studio.<\/p>\n<p><strong>Un po\u2019 di storia<br \/>\n<\/strong>Si parla oggi di e-learning di terza generazione o formazione in rete.<br \/>\nLa formazione a distanza di prima generazione consisteva nell\u2019invio, tramite posta, di materiale didattico cartaceo agli studenti che non potevano seguire le lezioni in aula. Le prime testimonianze di una simile attivit\u00e0 risalgono alla fine dell\u2019Ottocento.<br \/>\nA cavallo fra gli anni \u201950 e \u201960 vengono inventati i cosiddetti sistemi FaD plurimediali o di seconda generazione, basati sull\u2019uso di materiale a stampa, trasmissioni televisive, registrazioni audio e, successivamente, di software didattico come le video-registrazioni.<br \/>\nLa terza generazione, infine, nasce con la diffusione del computer e delle tecnologie informatiche e telematiche. L\u2019apprendimento basato esclusivamente sull\u2019utilizzo del computer \u00e8 spesso identificato dall\u2019acronimo CBT (Computer Based Training). Pensiamo all\u2019utilizzo di floppy disk, Cd e DVD multimediali.<\/p>\n<p><strong>E-learning e metodo cooperativo: una nuova didattica<\/strong><br \/>\nL\u2019e-learning, come abbiamo detto, si basa sull\u2019utilizzo di Internet. In particolare, viene utilizzata la piattaforma tecnologica Learning Management System o LMS grazie alla quale lo studente pu\u00f2 accedere al corso da qualsiasi computer collegato a Internet, generalmente senza la necessit\u00e0 di scaricare software ad hoc. La piattaforma \u00e8 un database, un archivio, in cui rimane traccia, ad esempio, della sua frequenza, delle prove di valutazione o dei tempi di fruizione.<br \/>\nLa piattaforma per\u00f2 \u00e8 solo uno degli elementi fondamentali dell\u2019e-learning che porta con s\u00e9, proprio per la sua struttura intrinseca, una nuova concezione di didattica.<br \/>\nInfatti e-learning non significa semplicemente riprodurre in un\u2019aula virtuale quello che avviene in classe, le stesse metodologie di insegnamento, ma introduce un nuovo modello di apprendimento: quello cooperativo.<br \/>\nIn effetti l\u2019e-learning, come afferma Guglielmo Trentin, ricercatore presso l\u2019Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR di Genova, pu\u00f2 essere visto da due angolazioni: quella dell\u2019insegnamento a distanza (o tele-insegnamento) e quella della formazione in rete (o formazione a distanza di terza generazione). Nel primo caso stiamo parlando di sistemi di insegnamento che tendono a riprodurre le lezioni uno-a-molti dell\u2019aula tradizionale (ad esempio il docente parla in video conferenza), mentre la formazione in rete prevede la formazione di una vera e propria comunit\u00e0 che decide, assieme, in modo cooperativo, i temi e le modalit\u00e0 della formazione. Il metodo cooperativo \u00e8 adatto principalmente ad alunni adulti e il suo punto di forza \u00e8 appunto l\u2019unit\u00e0 della comunit\u00e0 che d\u00e0 anche motivazione all\u2019allievo nella prosecuzione del corso.<br \/>\nSi tratta, come \u00e8 evidente, di un modello educativo faticoso, ma capace di offrire un percorso personalizzato di apprendimento, a seconda del target di riferimento.<br \/>\nLa chiave di volta per capire la svolta introdotta dal FaD di terza generazione \u00e8 comprendere che esso cerca di riproporre anche a distanza, seppure con l\u2019inevitabile mediazione della tecnologia, l\u2019apprendimento come processo sociale. I sistemi FaD di terza generazione vengono, infatti, indicati anche con la sigla on line education (o formazione in rete) perch\u00e9 il processo formativo avviene in rete, attraverso l\u2019interazione dei partecipanti in una vera e propria comunit\u00e0 di apprendimento.<br \/>\nIn un processo di e-learning l\u2019attenzione \u00e8 incentrata sull\u2019utente: il corsista deve giocare un ruolo attivo. Per cui l\u2019e-learning non \u00e8 solo una somministrazione di materiale didattico in rete, ma utilizza la rete per creare una comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>E-learning: modalit\u00e0<\/strong><br \/>\nLa formazione a distanza di terza generazione usa un sistema di gestione detto ad anello chiuso: il processo di apprendimento \u00e8 regolato in itinere, mentre si compie, passo a passo, grazie a un continuo monitoraggio e ai suggerimenti e alle richieste degli allievi.<br \/>\nL\u2019e-learning permette agli utenti di interagire come se davvero fossero assieme nello stesso luogo; di fatto sono assieme nello stesso posto: quello dell\u2019apprendimento.<br \/>\nLa formazione a distanza di prima e seconda generazione prevedevano un metodo di apprendimento autodidatta: lo studente, armato di buona volont\u00e0, seguiva lezioni tramite i materiali cartacei, audiovisivi o digitali. Nell\u2019e-learning nuove figure partecipano all\u2019evento formativo: oltre alla comunit\u00e0, il tutor. Il suo compito \u00e8 aiutare gli alunni, sopperire alla mancanza apparente del docente, assisterli nei problemi di tipo tecnico. Un tutor deve possedere competenze didattico\/formative abbinate alla conoscenza sia delle tecnologie della comunicazione che delle dinamiche interpersonali. Deve infatti essere un moderatore di discussioni, facilitatore di attivit\u00e0 di gruppo, consigliere per i corsisti. E se davvero l\u2019e-learning dispiegasse tutte le sue potenzialit\u00e0, perch\u00e9 non pensare che quel tutor non possa essere una persona disabile?<br \/>\nFondamentale, siccome si tratta di un modello di apprendimento basato sulla condivisione e sulla cooperazione, e perch\u00e9 questa non si trasformi in anarchia totale, occorre, all\u2019inizio del corso, stabilire il cosiddetto contratto formativo, in cui vengono esposti i contenuti del corso, gli obiettivi e i metodi.<\/p>\n<p><strong>E-learning e qualit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento on line sia alta bisogna valutare:<br \/>\n&#8211; i materiali prodotti: devono essere accessibili, di buona qualit\u00e0, gradevoli, facilmente fruibili e possibilmente corredati da una bibliografia di approfondimento accurata;<br \/>\n&#8211; le relazioni tra i corsisti, insegnanti e tutor: all\u2019inizio del corso \u00e8 bene far familiarizzare i corsisti tra di loro, ridurre il senso di isolamento e stabilire il contratto formativo; il tutor in seguito deve esser a disposizione dei corsisti qualora sorgano problemi e per motivarli e aiutarli.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 necessario nell\u2019e-learning \u00e8 sfruttare l\u2019interattivit\u00e0 della tecnologia cio\u00e8, in questo caso, non solo la possibilit\u00e0 di consultare materiali on line (come, similmente, consultiamo libri cartacei), ma di interagire con altre persone.<br \/>\nRitorna, infine, il grande problema dell\u2019accessibilit\u00e0 tecnica: i materiali prodotti possono essere ottimi, le relazioni tra la comunit\u00e0 anche, ma se in pochi possono accedere alla piattaforma, tutto \u00e8 inutile.<\/p>\n<p><strong>La diffusione dell\u2019e-learning<br \/>\n<\/strong>Secondo le analisi di Osservatorio ANEE\/ASSINFORM 2005 e 2006, gli utenti considerano l\u2019e-learning efficace, ma ancora basso \u00e8 il suo utilizzo. L\u2019apprendimento in aula nel 2004 era pari all\u201989,3% del campione, seguito dalla lettura di manuali e libri (al 35,4%); l\u2019e-learning invece era a quota 10,3%. Il dato \u00e8 comunque positivo perch\u00e9 l\u2019apprendimento in aula dal 2003 al 2004 \u00e8 calato scendendo dal 91,5% all\u201989,3%, mentre l\u2019uso dell\u2019e-learning, al contrario, \u00e8 cresciuto passando dall\u20198,2% al 10,3%.<\/p>\n<p><strong>Gli utenti<br \/>\n<\/strong>&#8211; Aziende: all\u2019interno delle aziende l\u2019e-learning \u00e8 rivolto e usato principalmente dal personale tecnico-amministrativo (35,6%) e dagli impiegati (32,6%);<br \/>\n&#8211; Pubbliche Amministrazioni: il questionario \u00e8 stato inviato a 251 enti. Di questi hanno risposto il 45% degli intervistati. Dai dati emerge che nel 2004 il 33% degli enti intervistati ha usufruito di formazione erogata in e-learning. La quota \u00e8 salita a 39% nel 2005;<br \/>\n&#8211; Universit\u00e0: le ricerche di ANEE\/ASSINFORM 2005 e 2006 mettono in luce come nelle Universit\u00e0 di tutto il mondo stia crescendo l\u2019utilizzo dell\u2019e-learning. In particolare, in Italia, nel 2006, l\u201989% delle Universit\u00e0 offriva questa possibilit\u00e0 di apprendimento. Per quanto riguarda i percorsi formativi in e-learning \u201cpuro\u201d le Universit\u00e0 che segnalano tale attivit\u00e0 nel proprio portale sono 53 su 77, pari al 68,8% del totale degli atenei. Il miglioramento non riguarda solo il numero di Universit\u00e0 che erogano e-learning, ma il modo in cui lo erogano: si nota infatti anche lo sforzo di miglioramenti di servizi e prodotti erogati. La diffusione dell\u2019e-learning propriamente detto risulta quindi in netto aumento rispetto agli anni precedenti, infatti si passa dal 32% di atenei italiani che utilizzavano questa modalit\u00e0 formativa nel 2004 al 57% rilevato nell\u2019indagine del 2005 per arrivare al dato emerso nel 2006, pari al 68,8%. Dal 2003 al 2004, le Universit\u00e0 hanno acquistato piattaforme all\u2019esterno in percentuale crescente (17% nel 2003, 38% nel 2004). Se la percentuale di acquisto \u00e8 calata nel 2005 (35%) \u00e8 perch\u00e9 le Universit\u00e0 si stanno dotando di piattaforme informatiche open source: nel 2003 erano utilizzate per un 3%, nel 2004 sono salite al 24% e nel 2005 a 35%. \u00c8 aumentata inoltre l\u2019offerta di e-learning: nel 2004 era quasi concentrata totalmente su Universit\u00e0 di informatica e lingue mentre nel 2005 quasi tutti gli altri atenei offrono questa possibilit\u00e0 formativa.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ostacola la diffusione dell\u2019e-learning?<br \/>\n<\/strong>In generale, si nota come nelle aziende il contatto con l\u2019e-learning sia pi\u00f9 frequente. Per le Universit\u00e0 e per le scuole di secondo e primo grado invece tale familiarit\u00e0 cala. In particolare, le scuole di primo e secondo grado sono quelle pi\u00f9 a digiuno di e-learning e non perch\u00e9 manchi la volont\u00e0 o l\u2019interesse da parte dei docenti. Essi invece denunciano l\u2019arretratezza della dotazione informatica e i costi elevati di attivazione del servizio. Accanto a queste motivazioni, per quanto riguarda le Universit\u00e0 italiane, c\u2019\u00e8 anche la diffidenza da parte dei docenti verso questo nuovo mezzo di insegnamento, che, ricordiamolo, non \u00e8 assimilabile all\u2019insegnamento in aula e richiede competenze comunicative e tecniche particolari che spesso sono da acquisire. Cio\u00e8 quello che occorre \u00e8 un processo di alfabetizzazione alle nuove tecniche che richiede certamente un discreto periodo di tempo.<\/p>\n<p><strong>E-learning e disabilit\u00e0: qualche esempio<br \/>\n<\/strong>Il primo buon esempio di quello che si pu\u00f2 realizzare sfruttando le nuove tecnologie \u00e8 il progetto \u201cPSELDA \u2013 Progetto Sperimentale di e-learning per disabili audiolesi\u201d dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Sannio.<br \/>\nIn sintesi, il progetto (avviato nel giugno del 2003) si propone di offrire agli studenti audiolesi del corso di laurea in Ingegneria Informatica la possibilit\u00e0 di seguire le lezioni utilizzando un sistema informatico, accessibile via Internet, corredato da una serie di strumenti di e-learning studiati ad hoc. Per esempio dal sito dell\u2019Universit\u00e0 (<u>www.ing.unisannio.it\/pselda<\/u>) \u00e8 possibile scaricare video in formato .avi con esperti di linguaggio L.I.S. che traducono il contenuto della pagina con il linguaggio dei segni.<br \/>\nIl secondo progetto riguarda non direttamente, ma a ricaduta immediata, gli alunni disabili perch\u00e9 si tratta di due corsi pensati per gli insegnanti di sostegno per aiutarli nell\u2019inserimento scolastico degli studenti disabili. I corsi sono stati promossi, nei primi mesi del 2004, dall\u2019Ufficio scolastico regionale per le Marche e realizzati in collaborazione con le Universit\u00e0 di Venezia \u201cCa\u2019 Foscari\u201d e \u201cCarlo Bo\u201d di Urbino. Si \u00e8 trattato di un mix di lezioni da seguire tramite Internet e integrate da alcuni incontri in presenza. I due percorsi, iniziati a gennaio 2004 e terminati in dicembre, si chiamavano \u201cIntegra\u201d e \u201cTutor di SOS di Rete\u201d. Integra era pensato per offrire agli insegnanti gli strumenti per gestire la classe in presenza di alunni disabili e Tutor di SOS di Rete per il \u201clavoro di rete\u201d dei docenti specializzati nelle attivit\u00e0 di sostegno.<br \/>\nRisale al 2005, e al Ministro Moratti, l\u2019approvazione, da parte del Comitato dei Ministri per la Societ\u00e0 dell\u2019informazione del progetto \u201cNuove tecnologie e disabilit\u00e0 nella scuola\u201d il cui obiettivo era quello di rendere concretamente accessibili le Ict agli studenti disabili. Il progetto \u00e8 stato pensato per operare nell\u2019ambito di tre aree: disabilit\u00e0 sensoriale, disabilit\u00e0 motoria e disturbi dell\u2019apprendimento, con particolare riferimento alla dislessia. Quattro obiettivi: l\u2019acquisizione di competenze tecnologiche, il miglioramento della competenza professionale dei docenti, la possibilit\u00e0 di scambio di metodologie tra gli insegnanti, l\u2019annullamento del gap tra gli studenti disabili e gli studenti normodotati.<br \/>\nDa citare, inoltre, \u00e8 il progetto finanziato dalla Comunit\u00e0 Europea DEA \u2013 Digital litEracy open to impAirments di HOC, Politecnico di Milano, Polo Regionale di Como. L\u2019obiettivo del progetto DEA (che risale al 2005) era quello di individuare, catalogare e diffondere buone prassi sviluppate nell\u2019ambito di progetti miranti alla promozione della cultura digitale fra persone disabili. Si tratta di un vero e proprio \u201craccoglitore\u201d on line di progetti e software per un e-learning accessibile. Nel catalogo \u00e8 segnalato, per l\u2019Italia, BRIDGE Learning Management System. Bridge \u00e8 un software dedicato all\u2019erogazione di corsi, sia interamente a distanza che misti con attivit\u00e0 d\u2019aula in presenza. Bridge LMS \u00e8 conforme alle norme internazionali e italiane sull\u2019accessibilit\u00e0 (WCAG, Legge 4\/04, DPR 01\/03\/05 N.75), e il software in questione \u00e8 stato utilizzato anche dal Tribunale militare e dalla procura militare di Bari per la formazione del personale interno e a tale evento formativo hanno partecipato anche utenti diversamente abili. Come si legge nel sito di Bridge\u00a0i progettisti e gli sviluppatori, per perseguire l\u2019obiettivo di accessibilit\u00e0 e l\u2019intento di rendere il contenuto informativo, le modalit\u00e0 di navigazione e tutti gli elementi interattivi, fruibili indipendentemente dalle disabilit\u00e0, hanno sottoposto le funzionalit\u00e0 del programma a test da parte di un panel di utenti diversamente abili. Il test, diretto dalla Fondazione ASPHI onlus (Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l\u2019Handicap mediante l\u2019Informatica), ha dato risultati notevolmente positivi e ha consentito di migliorare progressivamente tutte le interfacce.<br \/>\nIn Europa ci sono altri esempi positivi. Tra i progetti nati dal 2003, l\u2019anno europeo dedicato alle persone disabili, sono da ricordare anche ELDA \u2013 E-learning Disability Access, con Eldanet.org, un portale che offre soluzioni elettroniche per una vasta gamma di disabilit\u00e0; WAI-NOT, progetto belga con programmi concepiti per bambini e giovani con disabilit\u00e0 intellettive; BluEar, progetto che studia le vie da intraprendere in modo che le persone con problemi di udito non rimangano escluse dall\u2019accesso alle informazioni.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<br \/>\n<\/strong>Occorre fare due ordini di considerazioni: una di carattere tecnico e una a carattere pi\u00f9 socio-psicologico.<br \/>\n\u00c8 chiaro che, perch\u00e9 l\u2019e-learning sia sempre pi\u00f9 diffuso ed esprima le sue grandi potenzialit\u00e0, e perch\u00e9 un numero sempre pi\u00f9 elevato di persone disabili possa decidere se avvalersene o meno, occorre lavorare sull\u2019accessibilit\u00e0 della rete e dei personal computer. Occorre anche pensare a piattaforme e programmi educativi che vadano incontro alle esigenze dei singoli utenti. Per questo bisogna incentivare la ricerca e la formazione per studiare nuovi approcci ergonomici che facciano sentire il disabile al proprio posto, confortevolmente e in modo recettivo. Allo stesso modo, nel campo dei dispositivi hardware di ausilio \u00e8 auspicabile una diminuzione dei prezzi e una maggiore disponibilit\u00e0 delle soluzioni per ogni tipo di disabilit\u00e0.<br \/>\nAllo stesso modo occorre formare i docenti e informare gli studenti di questa possibilit\u00e0. Infatti al momento attuale l\u2019opportunit\u00e0 di formazione offerta dall\u2019e-learning \u00e8 colta ancora da un numero limitato \u2013 seppure in continua crescita \u2013 di studenti disabili. Ci\u00f2 potrebbe dipendere sia dalla difficolt\u00e0 di accesso alle piattaforme, sia dai costi come anche dalla mancanza di informazione e dalla scarsa alfabetizzazione informatica.<br \/>\nIl secondo ordine di considerazioni riguarda invece la psicologia dell\u2019utente: va valutato come viene vissuta dalla persona disabile la situazione di e-learning; rimanere a casa, magari seguiti da un tutor <em>in presenza<\/em>, pu\u00f2 essere ritenuto un vantaggio da alcuni, mentre da altri pu\u00f2 essere percepito come un isolamento doloroso dalla comunit\u00e0.<br \/>\nA questo proposito, Andrea Canevaro parlando delle nuove tecnologie nell\u2019ambito di Handimatica 2002, sottolineava l\u2019utilit\u00e0 delle nuove tecnologie seppure con qualche \u201cma\u201d: il telelavoro infatti \u00e8 rifiutato da una parte di disabili che lo vedono come un elemento \u201cghettizzante\u201d e non come una possibilit\u00e0. Sotto lo stesso giudizio negativo potrebbe ricadere anche l\u2019e-learning che ha s\u00ec il pregio di superare barriere e limitazioni di ordine logistico ma, allo stesso tempo, pu\u00f2 anche determinare l\u2019isolamento dell\u2019individuo.<br \/>\nInfine rimane da dire che, anche se l\u2019e-learning pu\u00f2 rappresentare un valido strumento per agevolare tante persone, tuttavia le strategie \u201cpure\u201d di formazione in rete non sempre sono proponibili. Ecco perch\u00e9 ultimamente si sono avviate sperimentazioni centrate su approcci misti (presenza\/distanza), cio\u00e8 su una formazione che alterna momenti formativi in presenza e di attivit\u00e0 in rete. Questo permetterebbe in alcuni casi anche di risolvere il problema dell\u2019isolamento reintroducendo in parte l\u2019elemento di contatto umano che in rete, necessariamente, va perduto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma come del mattin la figlia, l&rsquo;alma<br \/>\ndalle dita di rose Aurora apparve,<br \/>\ntunica e manto alle sue membra Ulisse,<br \/>\ne Calipso alle sue larga ravvolse<br \/>\nbella gonna, sottil, bianca di neve;<br \/>\nsi strinse al fianco un&rsquo;aurea fascia, e un velo<br \/>\nsovra l&rsquo;&ocirc;r crespo della chioma impose.<br \/>\nN&eacute; d&rsquo;Ulisse a ordinar la dipartita<br \/>\ntardava. 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