{"id":1976,"date":"2011-06-29T14:43:52","date_gmt":"2011-06-29T14:43:52","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1976"},"modified":"2011-06-29T14:43:52","modified_gmt":"2011-06-29T14:43:52","slug":"scenri-delle-diversit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1976","title":{"rendered":"Scenri delle diversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>All&rsquo;incontro del 4 febbraio &egrave; stato presente anche Luciano Gallo, un attore che si occupa di teatro sociale, che era venuto a conoscenza della ricerca e che, in seguito, ha elaborato l&rsquo;idea di un laboratorio teatrale intrecciando i temi dell&rsquo;handicap e dell&rsquo;omosessualit&agrave;. Incuriosita dalla sua presenza in quella giornata e dal progetto ideato, ho contattato Luciano, perch&eacute; mi sembrava opportuno che, all&rsquo;interno del racconto di questa ricerca sull&rsquo;omodisabilit&agrave;, emergessero anche tutte le attivit&agrave; collaterali che dalla ricerca hanno preso spunto o motivazione a esistere.<\/p>\n<p><em>Di cosa ti occupi esattamente?<\/em><br \/>\nSono un attore e da alcuni anni mi occupo di teatro sociale e di comunit&agrave;, un tipo di teatro che lavora sulle persone, le loro storie, le loro vite.<br \/>\nIn questi anni io e alcune persone del &ldquo;Teatro Popolare Europeo&rdquo;, l&rsquo;associazione di cui faccio parte, abbiamo lavorato in diversi contesti sociali, su ex operai Fiat, anziani delle case di riposo, badanti extracomunitarie, bulli delle scuole medie, comunit&agrave; delle valli, malati degli ospedali, famiglie multiculturali, ecc. cercando di recuperare le memorie, le storie, le condizioni di ieri e di oggi delle persone che ne facevano parte e ricostruendo attraverso un lavoro drammaturgico le loro vite e i loro percorsi che spesso si intrecciano con i nostri sfiorandoli appena.<\/p>\n<p><em>Come sei venuto a conoscenza del progetto sull&rsquo;omodisabilit&agrave;?<\/em><br \/>\nIl mio avvicinamento al gruppo che portava avanti la ricerca &egrave; avvenuto in maniera del tutto casuale. Stavo lavorando a un nuovo spettacolo con la regia di Alessandra Ghiglione, dal titolo &ldquo;Senza Carit&agrave;&rdquo; e cercavo materiale per costruire uno dei personaggi che era disabile. Navigando in Internet a un certo punto ho letto &ldquo;omodisabilit&agrave;&rdquo; e sono entrato in contatto con Priscilla Berardi, che era una delle responsabili del progetto. I contatti con Priscilla sono stati immediatamente molto cordiali e disponibili, mi ha fornito materiale per la mia ricerca e mi ha chiesto di partecipare a una riunione a Bologna per raccontare qualcosa sul mio spettacolo al gruppo di intervistati.<br \/>\nIn realt&agrave; non sapevo bene cosa sarei andato a raccontare e a che scopo, non mi sentivo preparato e soprattutto ritenevo che la mia fosse una ricerca che non avesse una relazione con il progetto di Bologna.<\/p>\n<p><em>Cosa ti ha colpito di quella giornata?<\/em><br \/>\nHo partecipato alla riunione raccontando di me, rispondendo alle domande e soprattutto ascoltando quali fossero le esperienze dei ragazzi, quali i desideri e le aspettative per il futuro del progetto, del gruppo, quali le richieste da fare alla nostra societ&agrave;.<br \/>\nMi sono reso conto che io per primo ero ignorante, che mai mi ero posto il problema della sessualit&agrave; delle persone disabili, che non mi ero mai immaginato un gay disabile.<\/p>\n<p><em>Come ti &egrave; venuta l&rsquo;idea di un laboratorio teatrale sul tema delle persone disabili omosessuali?<\/em><br \/>\nTornato a casa dopo quella riunione ho continuato a pensare alle persone e ai temi che erano emersi, mi sono confrontato con il mio gruppo, ho parlato con amici gay che come me ignoravano semplicemente la cosa e nella migliore delle ipotesi facevano battute scontate sull&rsquo;argomento, ho sentito un amico che si occupa come formatore di teatro sociale in altri contesti e mi sono confrontato con lui.<br \/>\nAttraverso questo percorso mi sono sempre pi&ugrave; convinto che anche questo fosse un contesto in cui avrei potuto affidarmi al teatro, sentivo la necessit&agrave; di raccontare attraverso lo strumento del teatro queste storie a pi&ugrave; persone possibili.<\/p>\n<p><em>Quali sono le finalit&agrave;?<\/em><br \/>\nLa ricerca condotta dal gruppo di Bologna ha fatto emergere le storie di alcune persone di cui sapevamo poco o nulla, su cui nessuno di noi si &egrave; mai interrogato. Un disabile ha esigenze sessuali? Pu&ograve; essere addirittura gay? Quell&rsquo;incontro mi ha fatto capire che nella nostra societ&agrave; spesso non si hanno gli strumenti per poter vedere, o semplicemente non interessa vedere le storie di persone differenti. <br \/>\nCredo che il teatro possa essere utile per accendere una luce in tutto questo, possa essere davvero un mezzo con cui creare degli interrogativi, sia tra attori e operatori, sia tra le persone che ne fruiscono in qualit&agrave; di spettatori.<\/p>\n<p><em>Chi vorresti coinvolgere?<\/em><br \/>\nGuglielmo Schinin&agrave; e io abbiamo pensato all&rsquo;utilit&agrave; di un laboratorio teatrale sulla drammaturgia dell&rsquo;esperienza che coinvolga persone disabili omosessuali e anche alcuni operatori esterni che si occupano di problematiche legate alla disabilit&agrave;. Pi&ugrave; in generale, il gruppo dovrebbe essere composto da persone con o senza disabilit&agrave; e omo\/eterosessuali. Non c&rsquo;&egrave; l&rsquo;intenzione di creare un circolo chiuso di persone GLB disabili.<br \/>\nPensiamo a un laboratorio che porti alla creazione di un gruppo di persone che crei relazioni in cui possano emergere le storie, i racconti di ognuno, e che dia come prodotto finale uno spettacolo teatrale di laboratorio.<\/p>\n<p><em>E riguardo alle tematiche?<\/em><br \/>\nI temi da sviluppare sono quelli emersi nelle interviste e nella riunione di Bologna: sessualit&agrave; e stimoli culturali; sessualit&agrave; e memoria; sessualit&agrave; e corpo; sessualit&agrave; e disabilit&agrave;; visibilit&agrave;, invisibilit&agrave;; sessualit&agrave; e realt&agrave; oppressive; dipendenza, indipendenza; la cura; l&rsquo;accettazione e la consapevolezza.<\/p>\n<p><em>Quali obiettivi vi siete dati?<\/em><br \/>\nGli obiettivi del lavoro sono principalmente due: uno spettacolo teatrale che potrebbe avere una grande importanza in quanto rappresentazione di una realt&agrave; spesso non considerata; un&rsquo;esperienza di relazione tra le persone disabili che partecipano al progetto, e tra disabili e alcuni operatori coinvolti nell&rsquo;esperienza. Non bisogna pensare al laboratorio teatrale come a un &ldquo;percorso di formazione&rdquo; per diventare attori o sviluppare doti artistiche, bens&igrave; come a un percorso di conoscenza e contatto con se stessi e il proprio corpo, per conoscerlo in una dimensione nuova, per entrare pi&ugrave; in confidenza con la propria fisicit&agrave;. &Egrave; anche un viaggio dentro parti di s&eacute; pi&ugrave; profonde, non fisiche, e un mettersi in gioco diverso dal solito. Il gruppo consente inoltre il confronto e il contatto fisico ed emotivo con l&rsquo;altro, l&rsquo;entrare in confidenza anche con la fisicit&agrave; dell&rsquo;altro, lo sperimentare relazioni diverse.<\/p>\n<p><em>Quale sarebbe la struttura del laboratorio?<\/em><br \/>\nIl laboratorio si articolerebbe in tre moduli. Il 1&deg; modulo (della durata di una settimana) riguarderebbe la costruzione del gruppo, il lavoro di emersione di contenuti creativi attraverso le tecniche della dramma-terapia, della drammaturgia del gruppo, del Teatro dell&rsquo;Oppresso, l&rsquo;improvvisazione e la scrittura, la ricerca musicale, letteraria, filmica. Il 2&deg; modulo (della durata di tre giorni) si baserebbe invece sull&rsquo;analisi del materiale, sull&rsquo;elaborazione della mappa della drammaturgia, sull&rsquo;elaborazione delle scene, sulla condivisione e rivisitazione del copione. Il 3&deg; modulo (della durata di quattro giorni) sarebbe incentrato sulla costruzione dello spettacolo, il montaggio, le prove, e l&rsquo;evento\/spettacolo finale all&rsquo;interno di una manifestazione.<br \/>\nI tre moduli potrebbero essere realizzati in tre differenti citt&agrave; italiane, visto che gli intervistati e i partecipanti appartengono a regioni differenti.<br \/>\nTra i moduli &egrave; necessario un periodo per la stesura della drammaturgia e per riflettere sul materiale raccolto.<\/p>\n<p><em>Hai gi&agrave; in mente dei tempi e delle modalit&agrave;?<\/em><br \/>\nLo spettacolo avrebbe per il momento una sola rappresentazione, salvo diverse disponibilit&agrave; date dai partecipanti. I tempi e i modi in cui si potrebbe realizzare il laboratorio teatrale e lo spettacolo sarebbero da concordare sulla base delle disponibilit&agrave; dei soggetti interessati al progetto e sulla base delle risorse economiche che si riescono a mettere in campo per realizzarlo.<br \/>\nCi tengo a precisare che nessuno &egrave; obbligato a dichiararsi durante lo spettacolo, nessuno deve fare un coming out pubblico.<br \/>\n<em><br \/>\nDa chi sarebbe condotto il laboratorio?<\/em><br \/>\nIl laboratorio verrebbe tenuto da Guglielmo Schinin&agrave; e dal sottoscritto. Guglielmo &egrave; un operatore e formatore di teatro sociale, &egrave; esperto nel lavoro psico-sociale e creativo in situazioni di grave disagio sociale, crisi migratorie e guerra, e nell&rsquo;integrazione socioculturale. Inoltre &egrave; presidente di &ldquo;Nemoprofeta &ndash; integrazioni sociali e culturali&rdquo;, una ONG specializzata nella responsabilit&agrave; sociale e nell&rsquo;animazione psico-sociale. Tra l&rsquo;altro, negli anni 2002-2006, ha supervisionato e formato gli operatori di &ldquo;GenderDoc-M&rdquo;, una ONG a tematiche GLBT moldava, nell&rsquo;elaborazione di un percorso creativo, scaturito nella creazione di diversi laboratori,  forum e spettacoli teatrali sul tema dell&rsquo;omosessualit&agrave; e di un percorso creativo sulla sessualit&agrave;. <br \/>\nInvece io, Luciano Gallo, sono un attore, con una formazione mista che passa dal teatro alla danza alla musica. Ho approfondito la mia esperienza nell&rsquo;ambito della drammaturgia della memoria e della tecnica narrativa del clown.  Mi occupo di teatro con anziani nelle case di riposo con il progetto &ldquo;Lo splendore delle et&agrave;&rdquo; legato all&rsquo;Universit&agrave; di Torino, Facolt&agrave; di Scienze della Formazione, mi occupo di baratti culturali e della drammaturgia delle feste di comunit&agrave; in Italia e all&rsquo;estero in collaborazione con Odin Teatret di Eugenio Barba, ho preso parte a un progetto sulle famiglie multiculturali in Svizzera promosso da &ldquo;Teatro Popolare Europeo&rdquo;, e a lavori legati sul tema della cura e della narrazione della malattia. Sto lavorando ultimamente con Cesar Brie e il Teatro de los Andes a un nuovo spettacolo per il 2008.<\/p>\n<p><em>Cosa ti aspetti da questo laboratorio?<\/em><br \/>\nCredo che il teatro non sia il mezzo con cui risolvere i problemi, ma certamente &egrave; uno strumento attraverso il quale si possono comprendere e affrontare molti nodi della nostra societ&agrave;.<br \/>\nCredo che questo progetto possa portare moltissime persone a riflettere sul tema della disabilit&agrave; e della omosessualit&agrave; sotto un&rsquo;altra luce e con meno pregiudizi.<br \/>\nSpero che questo progetto possa incontrare l&rsquo;interesse dei ragazzi disabili omosessuali, e soprattutto che si possano trovare le risorse economiche per finanziare tutte le attivit&agrave; previste. Sarebbe bello avere la collaborazione di Regioni, Comuni, associazioni, singoli individui, per la realizzazione pratica ed economica di questo progetto: i costi infatti sono molto alti, considerando non solo il laboratorio e lo spettacolo, ma anche le spese per gli spostamenti delle varie persone disabili che dovranno in alcuni casi viaggiare con un accompagnatore.<\/p>\n<p>Per chiunque voglia saperne di pi&ugrave; sul laboratorio teatrale di Luciano Gallo, pu&ograve; mettersi in contatto con i recapiti della ricerca: al cellulare 348\/516.70.91, o all&rsquo;indirizzo e-mail omodisabili@libero.it.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&rsquo;incontro del 4 febbraio &egrave; stato presente anche Luciano Gallo, un attore che si occupa di teatro sociale, che era venuto a conoscenza della ricerca e che, in seguito, ha elaborato l&rsquo;idea di un laboratorio teatrale intrecciando i temi dell&rsquo;handicap e dell&rsquo;omosessualit&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3722],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1976"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1976"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1976\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1976"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1976"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1976"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1976"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1976"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1976"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}