{"id":198,"date":"2009-11-04T17:05:08","date_gmt":"2009-11-04T17:05:08","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=198"},"modified":"2025-11-24T11:52:32","modified_gmt":"2025-11-24T10:52:32","slug":"la-donna-disabile-e-il-suo-diritto-alla-maternit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=198","title":{"rendered":"La donna disabile e il suo diritto alla maternit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di Renata Piccolo<\/p>\n<p>Con questo numero di \u201cHP-Accaparlante\u201d si apre una nuova rubrica dedicata alle donne in situazione di deficit. Questo tema merita degli approfondimenti in quanto generalmente non<!--break--> viene molto curato, tralasciando cos\u00ec un aspetto piuttosto importante sia in riferimento al mondo delle donne sia a quello delle persone disabili in generale; in realt\u00e0 le donne con deficit, proprio per questa loro \u201cdoppia appartenenza\u201d possono subire una doppia emarginazione: sia in quanto donna sia in quanto persona disabile. Negli anni \u201960 si \u00e8 verificata una rivoluzione culturale che ha cambiato l\u2019immagine della donna e, grazie a questa, sono stati fatti grossi passi in avanti utili al miglioramento della condizione femminile. Purtroppo per\u00f2, ancor oggi, pur essendo gi\u00e0 entrati nel XXI secolo, la donna subisce ancora delle discriminazioni: all\u2019interno della famiglia, in ambito lavorativo, all\u2019interno della societ\u00e0&#8230; Tutto ci\u00f2 diventa ulteriormente pi\u00f9 complicato nel caso in cui la donna sia colpita da deficit: solo negli ultimi anni infatti, si sta parlando di rivoluzione culturale riguardante le persone disabili, ma ancora si dovranno fare enormi passi in avanti! Se le donne oggi possono avere un lavoro, nel quale per\u00f2 possono incorrere in discriminazioni e abusi, le persone con deficit difficilmente trovano un lavoro, soprattutto se di sesso femminile.<br \/>\nLe donne riescono a costruirsi una famiglia, anche se poi all\u2019interno di questa possono subire violenze oppure si trovano ad affrontare un divorzio, le donne con deficit difficilmente riescono a costruirsene una perch\u00e9 esse e, in particolare, il loro corpo, sono diversi dalle altre donne, e si sa che l\u2019immagine fisica \u00e8 solitamente il mezzo principale per instaurare una relazione amorosa! Purtroppo la legislazione italiana non facilita l\u2019inserimento sociale e il raggiungimento della parit\u00e0 da parte della donna disabile. Una testimonianza di ci\u00f2 \u00e8 rappresentata dalla recente legge sulla fecondazione assistita, la quale interessa direttamente anche le donne con deficit: essa, purtroppo, complica loro la possibilit\u00e0 di avere un figlio.<br \/>\nTale legge, approvata in prima istanza l\u201911 dicembre 2003 dalla Camera e il cui voto finale verr\u00e0 effettuato in febbraio, vieta innanzitutto la terapia alle coppie con malattie genetiche; impedisce eventuali ripensamenti da parte della donna una volta fecondato l\u2019ovulo, essendo anche vietata la diagnosi pre-impianto; essa inoltre prevede solo la fecondazione omologa, per cui se una persona all\u2019interno della coppia \u00e8 sterile, ai due coniugi o conviventi \u00e8 preclusa la possibilit\u00e0 di avere figli. Da ricordare, inoltre, che proprio le cellule degli embrioni utilizzate poi per la fecondazione assistita, vengono anche sfruttate per fare importanti ricerche scientifiche, utili ovviamente anche a coloro che sono colpiti da una qualche malattia. Attualmente sono ammesse la ricerca clinica e la sperimentazione sull\u2019embrione, ma solo con finalit\u00e0 terapeutiche e diagnostiche.<br \/>\nSpesso, ovviamente per motivi fisici \u2013 legati ad esempio alla difficolt\u00e0 di avere un rapporto sessuale \u2013 la donna disabile non pu\u00f2 avere un figlio in modo naturale, per cui decide, assieme al proprio compagno, di ricorrere alla fecondazione assistita. Oppure la persona disabile colpita da una malattia genetica o portatrice di questa, pur essendo in grado di concepire un figlio naturalmente, preferisce o meglio preferiva, ricorrere comunque alla fecondazione assistita in quanto le permetteva di conoscere anticipatamente le tare genetiche dell\u2019ovulo fecondato nascoste nel codice genetico dei genitori, e poi eventualmente decidere di procedere all\u2019impianto nell\u2019utero. Ora tutto ci\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 possibile: la coppia, nel caso di anomalie del feto \u2013 purtroppo non sempre riscontrabili \u2013 pu\u00f2 solamente ricorrere all\u2019aborto terapeutico, e cio\u00e8 dopo che il feto \u00e8 gi\u00e0 presente nell\u2019utero materno, oppure far nascere un figlio colpito da una malattia genetica! \u00c8 giusto, a mio avviso, che in questa societ\u00e0 capitalista non si permetta di commercializzare anche gli embrioni, per\u00f2 \u00e8 anche giusto permettere a una donna, colpita o no da una malattia genetica, di sapere se l\u2019ovulo che le verr\u00e0 impiantato sar\u00e0 affetto o meno da una malformazione. \u00c8 giusto che la coppia possa scegliere: ovviamente la donna disabile \u00e8 libera di continuare la gravidanza, pur sapendo che suo figlio sar\u00e0 colpito da una malattia; contemporaneamente dovrebbe essere libera di scegliere di non avere quel figlio cercando per\u00f2 di evitare ulteriori traumi che potrebbero essere causati da un aborto terapeutico.<br \/>\nDa evidenziare il fatto che, come gi\u00e0 enunciato precedentemente, la donna con deficit ha delle difficolt\u00e0 nel trovare un compagno che scelga di dividere con lei la propria vita, accettando pertanto i limiti di questa donna. Se per\u00f2 la donna riesce a superare tale ostacolo e magari decide di costruirsi una famiglia con la persona che le sta a fianco e insieme decidono di avere un figlio, tale desiderio viene sicuramente ostacolato attraverso tale legge.<br \/>\nDa non dimenticare anche altri aspetti susseguenti a questa legge: l\u2019aumento dei tempi di attesa per accedere alla procreazione assistita (da tre-sei mesi si passer\u00e0 a sei-dodici mesi); i costi che si debbono sostenere (da 3.000 a 10.000 euro attualmente) visto che l\u2019infecondit\u00e0 non \u00e8 considerata una malattia, per cui il Servizio Sanitario Nazionale non prevede alcun sussidio. Una via d\u2019uscita c\u2019\u00e8: andare all\u2019estero; alcuni Paesi si sono gi\u00e0 offerti per accogliere gli embrioni gi\u00e0 congelati che d\u2019ora in poi non potranno pi\u00f9 essere utilizzati in Italia. Questo per\u00f2 non fa che complicare ulteriormente la vita alle persone con deficit facendo intraprendere loro i cosiddetti \u201cviaggi della speranza\u201d, viaggi che magari loro debbono gi\u00e0 compiere per altri motivi\u2026<br \/>\nQuesta legge, quindi, a mio avviso, viola uno dei diritti fondamentali ma anche una delle cose pi\u00f9 belle per la realizzazione di una persona: quella di avere un figlio, ovvero di dare alla luce un essere umano!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo numero di \u201cHP-Accaparlante\u201d si apre una nuova rubrica dedicata alle donne in situazione di deficit. 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