{"id":1981,"date":"2011-06-29T15:14:22","date_gmt":"2011-06-29T15:14:22","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1981"},"modified":"2025-10-29T12:25:15","modified_gmt":"2025-10-29T11:25:15","slug":"le-interviste-i-risultati-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1981","title":{"rendered":"4. Le interviste, i risultati"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei risultati ottenuti riguarda addirittura la fase precedente alle interviste vere e proprie: infatti, la maggior parte delle persone che hanno contattato l\u2019indirizzo e-mail o il numero telefonico della ricerca chiedeva, tra le prime informazioni, se altre persone con le loro stesse problematiche avessero gi\u00e0 dichiarato la disponibilit\u00e0 a farsi intervistare. Un modo per chiedere, in sostanza, se esistevano altre persone disabili omosessuali e se il progetto aveva gi\u00e0 trovato un riscontro. Costoro, infatti, fino a quel momento, non avevano avuto riscontro di altre persone \u201ccome loro\u201d, e si erano sentiti soli e invisibili. Il sapere invece che il progetto stava raccogliendo adesioni, a parte la sorpresa iniziale anche da parte degli intervistati, ha nel tempo portato a ripetute richieste di poter incontrare tutti coloro che stavano partecipando al progetto, in modo da avere la consapevolezza di non essere soli.<br \/>\nPer tutte le altre tematiche emerse, ci baseremo sulle parole degli stessi intervistati.<\/p>\n<p><strong>Essere omosessuale e disabile<\/strong><br \/>\nPartiamo subito con l\u2019analizzare l\u2019unione delle due tematiche, anche se ci torneremo sopra, soprattutto per quanto riguarda le strategie attuate dagli intervistati: se infatti spesso \u00e8 uno dei due aspetti che prevale sull\u2019altro, creando pi\u00f9 difficolt\u00e0 in base a uno dei due, spesso \u00e8 anche vero che una delle due componenti ha favorito l\u2019accettazione dell\u2019altra. In generale, per\u00f2, si pu\u00f2 dire che la compresenza di omosessualit\u00e0 e disabilit\u00e0 \u00e8 raccontata da quasi tutti gli intervistati come un evento che comporta pi\u00f9 difficolt\u00e0 nella vita quotidiana, privata, lavorativa e sociale, sia di tipo pratico sia di tipo relazionale.<\/p>\n<p><em>E<\/em>ssere omosessuale e disabile \u00e8 un doppio svantaggio? Sicuramente s\u00ec. Io non la vedo proprio tanto cos\u00ec, ma dall\u2019esterno si percepisce come una doppia disabilit\u00e0. Come l\u2019ha vista mia cugina quando mi ha detto: \u201cAvrai una vita difficile\u201d. Forse intendeva questo: gi\u00e0 sei disabile, e per questo avrai una vita difficile, in pi\u00f9 sei pi\u00f9 gay, avrai la vita ancora pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Vuol dire appartenere a due categorie che normalmente sono soggette al pregiudizio.<\/p>\n<p>Se fossi eterosessuale penso che vivrei la vita in maniera pi\u00f9 leggera, con meno tab\u00f9. Poi penso che sarei vissuto diversamente dal tessuto sociale, che ha una forma di non accettazione delle due cose legate insieme.<\/p>\n<p>Il disabile senza l\u2019omosessualit\u00e0 ha un problema in meno [\u2026] Sicuramente sono due problemi che si sovrappongono, perch\u00e9 la disabilit\u00e0 \u00e8 un grosso problema e l\u2019omosessualit\u00e0, per quanto se ne voglia dire o parlare, rimane sempre un problema da risolvere o almeno da portare a un livello di equilibrio.<\/p>\n<p>Fino a che non ho finito l\u2019universit\u00e0 \u00e8 stato un disastro\u2026 Forse per il mio handicap, forse perch\u00e9 c\u2019era questa omosessualit\u00e0 che non era venuta fuori\u2026 Mi sentivo un pesce fuor d\u2019acqua, mi sentivo a disagio con me stesso, quindi difficilmente ci si pu\u00f2 trovare bene con gli altri.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe un giorno svegliarmi la mattina e potermi presentare per quello che sono senza dovermi difendere, presentarmi come L., non come L. persona disabile, non come L. omosessuale, vorrei che la gente mi accettasse per quello che sono senza dovermi in qualche modo giustificare [\u2026] Io vivo nel Grande Fratello da 29 anni. Vorrei un giorno della mia vita senza sguardi.<\/p>\n<p>Usualmente quando si pensa a una persona con deficit si pensa a una persona al centro di attenzioni ma che in pratica rimane con infiniti micro ostacoli giornalieri. Micro perch\u00e9 sono invisibili agli occhi dei pi\u00f9. Non bisogna pensare solo ai grandi centri urbani, ma anche alle piccole citt\u00e0 a volte incuranti del rispetto per diversi orientamenti sessuali. Stati d\u2019essere per nulla incorporati nella vita quotidiana e se questi due fattori poi si sommano in un unico individuo, rispettare se stesso diventa essenziale.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la disabilit\u00e0 \u00e8 difficoltosa, nel mio caso dal punto di vista fisico: non poter alzare un braccio per grattarsi, non poter abbracciare un amico\u2026 per\u00f2 non mi pesa pi\u00f9 di tanto. Sarebbe un discorso ipocrita dire che sono contento di essere cos\u00ec, perch\u00e9 non sono contento di non poter camminare per\u00f2 vivo serenamente, accettare no. Per quanto riguarda l\u2019omosessualit\u00e0 credo di viverla ancora meglio. Non \u00e8 stato facile, perch\u00e9 ci sono stati dei momenti che mi sono sentito escluso, intanto perch\u00e9 omosessuale, ma soprattutto perch\u00e9 omosessuale disabile.<\/p>\n<p>\u00c8 una doppia disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 essere un gay un po\u2019 pi\u00f9 sfortunato degli altri.<\/p>\n<p>Essere tutte e due le cose complica senz\u2019altro pi\u00f9 la vita, direi che si \u00e8 disabile due volte o gay due volte: il gay disabile \u00e8 emarginato perch\u00e9 disabile da molti normodotati ed emarginato dai disabili perch\u00e9 gay\u2026 complicatuccia la vita!<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 essere discretamente felici essendo disabili e omosessuali.<\/p>\n<p>Io vivo la disabilit\u00e0 come una sfortuna, perch\u00e9 non mi consente di fare ci\u00f2 che voglio. Invece l\u2019essere gay \u00e8 una parte di me. Non c\u2019\u00e8 una sorta di aggravio nell\u2019essere sia gay che disabile. Credo che un disabile eterosessuale non potrebbe fare di pi\u00f9 ci\u00f2 che vuole rispetto a me.<\/p>\n<p><strong>Famiglia e disabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nIl rapporto con la propria disabilit\u00e0 sembra essere significativamente influenzato dal modo in cui<br \/>\nessa viene vissuta in famiglia.<br \/>\nSpesso le famiglie si mostrano impreparate di fronte alla disabilit\u00e0. Se da un lato ci sono<br \/>\nfamiglie che hanno fatto della disabilit\u00e0 un argomento tab\u00f9 negandone quasi l\u2019esistenza,<br \/>\ndall\u2019altro ci sono famiglie che hanno offerto trattamenti iper-protettivi: gli intervistati<br \/>\nappartenenti a queste famiglie, a parit\u00e0 di altri fattori, sembrano vivere con maggior disagio la<br \/>\nproblematica fisica e\/o sensoriale e\/o godere di minore indipendenza personale, fino, talora, a<br \/>\nvissuti di quasi totale isolamento. La sofferenza \u00e8 comunque raccontata in entrambi i casi. Il<br \/>\ndistacco dalla famiglia e l\u2019acquisizione di maggiore autonomia, in questi casi, richiede forte<br \/>\nauto-determinazione e pu\u00f2 comportare grandi sforzi e ad alti prezzi. Ci sono famiglie, altres\u00ec, nelle quali il tema della disabilit\u00e0 \u00e8 dibattuto e sdrammatizzato e vengono forniti gli strumenti per elaborare la propria condizione, raggiungere buoni risultati lavorativi e rendersi autonomi. Le persone che hanno vissuto in contesti familiari \u201cdi fiducia\u201d sono quelle che accettano e riconoscono meglio la propria disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019handicap \u00e8 sempre stato un argomento tab\u00f9, assolutamente non ne abbiamo mai parlato in famiglia. Esattamente come se non ci fosse. Quando ho preso la decisione di fare la protesi l\u2019ho pagata di tasca mia. I miei non si sono preoccupati di niente, di come stavo io, di come vivevo, dei problemi che avevo in relazione all\u2019handicap.<\/p>\n<p>Mia mamma ha superato il trauma qualche anno fa, io ho 32 anni quindi ci ha messo 25 anni\u2026 Secondo me mi ha guardato, mi ha visto che ero tranquillo [\u2026] Non \u00e8 che non mi accettava, ma era iper-protettiva, e pi\u00f9 che non accettare me, non accettava se stessa, nel senso: \u201c\u00c8 colpa mia se mio figlio \u00e8 cos\u00ec\u201d [\u2026] Mio padre non ha avuto, almeno apparentemente, grossi traumi. Lui non mi ha fatto mai pesare la cosa. Non dico che non ci fosse. L\u2019ha vissuta non come un problema, ma come una parte di me che c\u2019era e che bisognava guardare. Non ne abbiamo nemmeno mai<br \/>\nparlato. [\u2026] Con mia mamma parecchio, per\u00f2 ultimamente, perch\u00e9 prima era argomento<br \/>\ntab\u00f9 anche se adesso l\u2019abbiamo risolto.<\/p>\n<p>Loro non mi permettevano di avere una mia indipendenza. In questi anni io ho fatto una vita casa-lavoro, lavoro-casa, non avevo avuto modo di inserirmi all\u2019esterno, c\u2019era una barriera. [\u2026] Forse per \u201camore di mamma\u201d, non riuscivano a comprendere che la vita delle persone non si pu\u00f2 ghettizzare solo nella famiglia. Posso capire tutta la prudenza, ma la vita \u00e8 fatta di tentativi e tutti portano a qualcosa.<\/p>\n<p>Io per oltre vent\u2019anni non conoscevo il mondo, solo scuola e casa. Vivevo in questa bolla protettiva. Verso i 24 anni, ho avuto una crisi e ho avuto 5 anni di depressione, non uscivo di casa, non vedevo nessuno, non frequentavo nessuno, perch\u00e9 non mi accettavo come disabile, come omosessuale e come credente.<\/p>\n<p>Credo che tutto parta dalla famiglia. Se la stessa famiglia non accetta, la persona disabile non prender\u00e0 tanta coscienza di s\u00e9. Nel momento in cui la famiglia accetta, espone il proprio figlio alla societ\u00e0, dandolo \u00e8 vero in \u201cpasto ai lupi\u201d, ma permettendogli anche di fare esperienze, di formarsi. E se la persona disabile non fa esperienze, non riuscir\u00e0 ad accettarsi, perch\u00e9 non avr\u00e0 mai un riscontro con la controparte.<\/p>\n<p>Una piccola cosa per\u00f2 c\u2019era: che quando passavo molti si giravano a guardare\u2026 Poi per\u00f2 ho avuto una famiglia molto brava, perch\u00e9 quando avevo un capriccio mia madre mi sgridava, sono arrivati pure degli scappellotti\u2026 Non avevano certo del pietismo.<\/p>\n<p>Io ho parlato di questa diagnosi a mia sorella, che \u00e8 pi\u00f9 giovane, e a mio fratello. Quest\u2019estate l\u2019ho detto a mio padre che almeno con me \u00e8 stato molto fermo, si \u00e8 preoccupato degli aspetti pratici dell\u2019eventuale problema, mi ha dato dei consigli pratici da pap\u00e0 evitando di affrontare il pensiero della impraticit\u00e0 della disabilit\u00e0. \u00c8 scattato in lui quello che \u00e8 scattato in me: tenere lontano il pensiero. Con mia sorella invece all\u2019inizio c\u2019\u00e8 stata la tragedia, \u00e8 venuta a trovarmi, poi anche lei ha iniziato a informarsi per trovare quanto pi\u00f9 possibile degli aspetti tranquillizzanti\u2026 Il sogno di tenere la situazione sotto controllo perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico scoglio a cui aggrapparsi. Come \u00e8 successo anche al mio compagno: l\u2019istinto di sopravvivenza al problema \u00e8 quello di conoscere l\u2019handicap.<\/p>\n<p>La mia famiglia \u00e8 stata molto d\u2019aiuto, mi hanno sempre incoraggiato ad affrontare le cose da solo. Mi hanno sempre aiutato e continuano tuttora a farlo, per\u00f2 in certe cose mi hanno sempre aiutato ad arrangiarmi da solo. Ad esempio il tagliare la mela: io da solo non c\u2019\u00e8 la facevo, ma mia madre mi ha sempre detto: \u201cVuoi la mela?Tagliatela\u201d, e siccome a me con la buccia non piaceva, mi sono messo l\u00ec e piano piano ho imparato a tagliare la mela, una conquista piccola ma\u2026<\/p>\n<p>Non hanno mai avuto problemi, mi hanno sempre invogliato a essere me stesso e non diverso dalle altre persone perch\u00e9 ho questo handicap. Hanno sempre voluto che io frequentassi persone normali, che non fossi ai margini. Io ho frequentato un liceo pubblico classico, ho fatto l\u2019universit\u00e0. Loro volevano che mi laureassi perch\u00e9 diciamo che \u00e8 una garanzia in pi\u00f9 per quando in un futuro dovr\u00f2 cavarmela da solo. [\u2026] I miei genitori hanno cercato di spronarmi a essere pi\u00f9 indipendente possibile sia economicamente che mentalmente. Certo, l\u2019indipendenza si prende a prezzi alti, con lunghe lotte. La prima volta, ad esempio, che ho voluto provare a prendere il treno da solo \u00e8 stata una lotta in casa, per convincerli che ce la potevo fare.<\/p>\n<p>Io penso di essere stato un ragazzo fortunato perch\u00e9 mi sento apprezzato per quello che sono, ho avuto stimoli, ho scelto, sbagliato, in un ambiente naturale. Devo solo ringraziarli per avermi spinto ad andare avanti.<\/p>\n<p>Penso di aver avuto un percorso felice. Sono il quinto di cinque fratelli e il rapporto con loro mi ha aiutato molto, mi sono sentito parte di un insieme \u2013 che era quello dei fratelli, poi quello dei compagni di scuola. Anche l\u00ec sono stato fortunato, perch\u00e9 sono nato in un piccolo paese, quindi non ti senti mai in pericolo perch\u00e9 tutti ti conoscono. Altra cosa \u00e8 che i miei genitori, non avendo studiato, hanno preso di petto in modo semplice il problema e non hanno mai accettato che io<br \/>\nfrequentassi una scuola speciale, ma si sono battuti perch\u00e9 io frequentassi la scuola normale, ed \u00e8 stato vincente. Se guardo a me stesso, la disabilit\u00e0 a me ha dato pi\u00f9 vantaggi che svantaggi.<\/p>\n<p>Mondo omosessuale e mondo disabile: come si percepiscono<br \/>\nInteressante \u00e8 risultata la percezione, da parte degli intervistati, del mondo omosessuale nei<br \/>\nconfronti della loro disabilit\u00e0. Viceversa, anche il mondo dei disabili ha una propria percezione dell\u2019ambiente omosessuale.<\/p>\n<p>Mi sembra che le persone omosessuali discriminino un po\u2019 meno le persone con disabilit\u00e0 rispetto ad altri\u2026 Sono, mi sembra, un po\u2019 pi\u00f9 aperte mentalmente.<\/p>\n<p>Riguardo al sesso no, non mi sono sentito discriminato dagli omosessuali. Anzi, quando le persone sanno tutta la storia diventano pi\u00f9 umane. Riguardo le storie d\u2019amicizia o le persone con cui poi posso aver avuto qualche relazione, mi sono trovato sempre molto bene, non ho mai avuto storie brutte, non c\u2019\u00e8 stato nessuno che si \u00e8 comportato male.<\/p>\n<p>L\u2019enfasi sul fisico perfetto penso che sia un problema generale.<\/p>\n<p>L\u2019enfasi sul fisico perfetto penso che sia trasversale. Penso che sia pi\u00f9 diffuso tra i giovani questo modo di pensare, sia eterosessuali che omosessuali.<\/p>\n<p>La mia disabilit\u00e0 non ha mai fatto indietreggiare nessuno. Non ho avuto la sensazione di essere isolato.<\/p>\n<p>Non tutti i gay sono discriminatori, solo una minoranza, come tra gli eterosessuali del resto. Forse tra i gay \u00e8 pi\u00f9 accentuato il problema visto che si cerca la perfezione fisica, la bellezza\u2026 E il solo fatto che un gay esibisca certe anomalie fisiche pu\u00f2 essere un problema per gli altri.<\/p>\n<p>Nel mondo gay la parola disabile fa paura.<\/p>\n<p>L\u2019enfasi che oggi si mette sul fisico perfetto dei gay \u00e8 un problema trasversale, ma \u00e8 molto sentito all\u2019interno del mondo gay. [\u2026] Ho iniziato a frequentare locali, ambienti, ed effettivamente la smania dell\u2019estetica e dell\u2019apparire \u00e8 molto ampia. Il fatto \u00e8 che si vede solo la punta dell\u2019iceberg, perch\u00e9 non credo che tutte le persone che frequentano i locali siano le uniche a essere gay, anzi ce ne sono moltissime fuori.<\/p>\n<p>Girando di pi\u00f9 nel mondo omosessuale, pub, discoteche\u2026 posso dire che i gay in generale sono molto, molto selettivi. Il mondo gay \u00e8 pi\u00f9 selettivo, bello o brutto, estetica, estetica, estetica. E quindi\u2026<\/p>\n<p>L\u2019omosessuale non disabile \u00e8 come quell\u2019associazione di cui parlavo prima che non conosceva l\u2019omosessuale disabile. Per l\u2019omosessuale normale l\u2019omosessuale disabile non esiste.<\/p>\n<p>Nel mondo omosessuale, se non si \u00e8 fisicamente perfetti si \u00e8 \u201cfuori\u201d. Se non si risponde a determinati canoni, non si viene considerati. Questo atteggiamento \u00e8 comunque figlio della societ\u00e0. Comunque da chi lotta per non essere discriminato mi aspetterei un atteggiamento non dico pi\u00f9 tollerante ma pi\u00f9 umano, dove le relazioni interpersonali non si basano solo sul corpo.<\/p>\n<p>Nelle chat i gay sono molto discriminanti specie quando uno dice apertamente di essere disabile.<\/p>\n<p>Frequento il forum di Disabili.com. Conosco tramite Internet diverse persone. Ma anche l\u00ec il gay non \u00e8 ben accetto. Vengono fuori le classiche parole offensive. Ho provato a spiegare la mia omosessualit\u00e0: tre risposte di complimenti e altri che si lamentano che ci sono \u201cricchioni\u201d.<\/p>\n<p>Ho contattato un\u2019associazione sportiva per persone che avevano dei deficit [\u2026] Sentivo molta omofobia e la cosa mi faceva molto ridere. C\u2019erano dei disabili che facevano delle battutacce sui gay, sembrava una guerra fra poveri, una tristezza.<\/p>\n<p><strong>Il coming out<\/strong><br \/>\nSolo una piccola parte degli intervistati, al pari di quanto osservabile nella popolazione<br \/>\nomosessuale in generale, \u00e8 visibile come omosessuale in tutti gli ambiti della propria vita:<br \/>\nfamiglia, amicizie, lavoro, relazioni in genere. Da questo punto di vista, vi sono molti aspetti in<br \/>\ncomune con la vita delle persone omosessuali pi\u00f9 in generale, e non ci soffermeremo. Tuttavia merita alcune considerazioni la situazione familiare: il coming out, cio\u00e8 il fatto di dichiarare il proprio diverso orientamento sessuale, all\u2019interno della famiglia \u00e8 il momento pi\u00f9 difficile. Sono molte le persone intervistate che danno per scontato che la famiglia sappia o abbia intuito, nonostante non se ne sia mai parlato esplicitamente. Per la maggior parte degli intervistati il coming out \u00e8 avvenuto solo molto tardi o mai. Ci\u00f2 non implica sempre e necessariamente un atteggiamento svalutante da parte della famiglia riguardo al tema dell\u2019orientamento omosessuale. Spesso il silenzio coincide solo con una mancanza di dialogo sul tema della sessualit\u00e0 in genere. Tuttavia, il non voler dichiarare la propria omosessualit\u00e0 \u00e8 spesso legato al fattore di vivere gi\u00e0 una disabilit\u00e0 e di non volere dei \u201cpesi\u201d in pi\u00f9 o di non essere dei \u201cpesi\u201d in pi\u00f9 per i familiari. A volte, si tace sull\u2019omosessualit\u00e0 perch\u00e9 la famiglia \u00e8 gi\u00e0 troppo protettiva e ansiosa nei confronti della disabilit\u00e0, per cui si ha il timore di vedere ridotte le proprie possibilit\u00e0 di vita indipendente.<\/p>\n<p>Nella mia famiglia non ne ho parlato. A casa mia non si \u00e8 mai parlato di sesso, anche le mestruazioni di mia sorella sono state scoperte dopo due anni, quindi\u2026 Con i miei fratelli non ne ho mai parlato [\u2026] Vengo da una famiglia piena di tab\u00f9, ho genitori di altri tempi, anche politicamente schierati in una certa maniera, anziani, cardiopatie\u2026 All\u2019inizio s\u00ec, c\u2019era una forte voglia di avere benedizioni, non sentirmi in colpa. Poi si \u00e8 attenuata. Mi devo gestire la mia vita senza per forza la presenza della mamma e del pap\u00e0.<\/p>\n<p>Ho scelto di non espormi tanto perch\u00e9 non volevo in famiglia creare ulteriori ansie, timori, perch\u00e9 l\u2019omosessualit\u00e0 era vista come una perversione, solo sesso. Non si \u00e8 capito che l\u2019omosessuale \u00e8 una persona che ama.<\/p>\n<p>Penso che le loro reazioni potrebbero non essere favorevoli. Col tempo forse ci sar\u00e0 accettazione per rassegnazione. Potrebbero anche essere intimoriti dai pareri della gente.<\/p>\n<p>Sono invisibile [\u2026] per non complicarmi ulteriormente la vita, perch\u00e9 il mio obiettivo primario era: quando trovo il compagno di vita, parlo di questa cosa. Siccome \u201cnon \u00e8 passato questo treno\u201d, non ne ho mai parlato con i miei o con amici, n\u00e9 intendo farlo per una forma di autotutela, perch\u00e9 a causa della mia disabilit\u00e0 io sono dipendente da altre persone che poi magari non la digerirebbero bene.<\/p>\n<p>Non lo sanno, non ancora, ma ne parler\u00f2. Non avr\u00f2 problemi nell\u2019affrontare il discorso e lo far\u00f2 se entrer\u00e0 nella mia vita una persona importante.<\/p>\n<p>Nonostante io abbia quasi la certezza che i miei genitori conoscano perfettamente le mie preferenze sessuali, preferisco non portare mai alla luce in maniera totale questa parte della mia vita, perch\u00e9 noto che a loro cos\u00ec d\u00e0 meno fastidio e causa meno dolore.<\/p>\n<p>S\u00ec, io vivo bene la mia omosessualit\u00e0, per\u00f2 ho fatto delle scelte come non dirlo ai genitori perch\u00e9 non hanno gli strumenti necessari per capirlo, sarebbe una sofferenza gratuita. Hanno gi\u00e0 sofferto tanto per la mia disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Mia madre continua a ritenere che l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 una malattia. [\u2026] Mio padre non ha avuto grossi problemi perch\u00e9 non se ne parla. Mi ha semplicemente detto una volta: \u201cFai quello che vuoi ma non farlo qui, perch\u00e9 la gente non deve sapere\u201d. L\u2019ho vissuta in maniera abbastanza drammatica perch\u00e9 mi facevano sentire in colpa per una cosa che nemmeno avevo scelto.<\/p>\n<p>Intorno ai 24 anni sono entrato proprio in questa stanza qua, mi ricordo che c\u2019era mio padre vicino al camino e gli ho detto: \u201cPap\u00e0, c\u2019\u00e8 una novit\u00e0: sono omosessuale\u201d, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo. Mio padre \u00e8 stato zitto, mia madre si \u00e8 incolpata del fatto e ha detto: \u201c\u00c8 colpa mia, \u00e8 colpa mia\u201d e ha minacciato di cacciarmi fuori di casa, ma credo che accada a tutte le persone, disabili o non disabili.<\/p>\n<p>Secondo me mia madre ha avvertito sempre questa situazione di diversit\u00e0 nella mia vita. Il discorso l\u2019affrontai con mia madre quando ho avuto la prima storia importante con un ragazzo. In quel momento ho trovato comprensione anche se secondo lei la storia sarebbe finita. Quando poi abbiamo parlato che per me non era cos\u00ec, che io avrei cominciato ad avere una mia vita, sono successe le prime discussioni molto forti.<\/p>\n<p>Non voglio complicarmi la vita. Se lo vado a dire a mia madre, avrei dei freni in pi\u00f9 da parte sua. Avrebbe dei timori in pi\u00f9 a farmi uscire, direbbe \u201cSe esci chiss\u00e0 cosa vai a fare\u2026\u201d, e quindi sarei molto meno indipendente. Ora mi lascia uscire con gli amici, anche se \u00e8 iper-protettiva, perch\u00e9 ritiene che frequentiamo posti \u201cnormali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il coming out della disabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nPu\u00f2 sembrare paradossale la necessit\u00e0 di dichiarare la propria disabilit\u00e0, ma per le persone che hanno un deficit non immediatamente evidente, l\u2019esplicitazione della propria patologia pu\u00f2 porre altrettante difficolt\u00e0 quanto il coming out dell\u2019omosessualit\u00e0.<br \/>\nFrequente \u00e8 il timore di essere rifiutati, che in alcuni casi si scontra realmente con reazioni di<br \/>\nallontanamento o atteggiamenti pietistici.<\/p>\n<p>Ho iniziato la protesizzazione all\u2019et\u00e0 di 18 anni utilizzando protesi interne, poi col tempo ho cambiato protesi iniziando a utilizzare quelle esterne che attualmente ho. Per cui sono passato da una disabilit\u00e0 invisibile a una disabilit\u00e0 dichiarata perch\u00e9 la protesi ora si vede. \u00c8 stata una scelta maturata nel tempo, e anche sofferta, ho preferito per tanto tempo tenere nascosta la mia disabilit\u00e0, perch\u00e9 mi \u00e8 costato dimostrarmi disabile all\u2019ambiente circostante, a scuola, sul lavoro, coi vicini di casa\u2026 Diciamo che non c\u2019\u00e8 una mentalit\u00e0 cos\u00ec aperta da considerare la disabilit\u00e0 come una forma di normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Mi sono ricordato una cosa: fino a 16 anni non mi consideravo disabile, essendo nato cos\u00ec era la persona normodotata per me a essere strana, avevo questa percezione. Poi il mondo esterno mi ha fatto sentire diverso e dichiarare come diverso. Fino ad allora io vivevo benissimo.<\/p>\n<p>Molti anni fa prima di fare la protesi riuscivo a nascondere questa cosa. Pu\u00f2 sembrare assurdo ma mi sono ingegnato delle volte in modo da far sesso ancora vestiti. Poi arrivava il punto in cui<br \/>\nnon potevo pi\u00f9 mentire sul mio deficit, mi sentivo disonesto, allora quando veniva fuori facevano marcia indietro con delle scuse classiche.<\/p>\n<p><strong>L\u2019essere rifiutati<\/strong><br \/>\nIl primo incontro con potenziali partner non disabili \u00e8 frequentemente fonte di frustrazione e<br \/>\ndelusione: netti sono i rifiuti ricevuti a causa della disabilit\u00e0, soprattutto se fisica.<br \/>\nAlla disabilit\u00e0 alcuni, inoltre, imputano il fatto di non essere mai stati parte di una coppia e di non<br \/>\nessere cercati come partner affettivi e\/o sessuali. Grande sofferenza \u00e8 raccontata a causa di<br \/>\nquesto atteggiamento.<\/p>\n<p>In tutti questi anni di utilizzo della chat non ho mai finto di essere qualcun altro e ho cercato, sin dall\u2019inizio dei contatti con gente nuova, di far presente il mio stato fisico. Naturalmente ho dovuto anche accettare le conseguenze di una cos\u00ec bruciante e istantanea rivelazione, che nella maggior parte dei casi causava la fuga immediata dell\u2019interlocutore, e nei restanti casi di temerari \u201cchattatori\u201d provocava iniziale imbarazzo e inevitabile curiosit\u00e0 a sfondo sessuale che ho subito imparato a metabolizzare rispondendo con naturalezza.<\/p>\n<p>Non vengo tenuto in considerazione per quanto riguarda l\u2019aspetto sessuale.<\/p>\n<p>A volte \u00e8 successo che ho conosciuto delle persone, di averle frequentate per 2-3 mesi. Ci troviamo bene ma appena conosciuta la mia disabilit\u00e0\u2026 Dileguate!<\/p>\n<p>A volte, se ero seduto, non si notava la disabilit\u00e0, e piacevo. Il problema subentrava quando facevi vedere la tua disabilit\u00e0, vedevi lo sguardo smarrito\u2026<\/p>\n<p>Quando dico che ho questo problema qua, che non riesco a fare le scale, vedi le facce, e poi basta, si allontanano, spariscono\u2026 Non sempre, per\u00f2; ci sono persone che non si sono fatte alcun problema\u2026 Ma pu\u00f2 far paura. Di solito la gente sceglie persone che non hanno problemi.<\/p>\n<p>Io a volte ho risposto ad annunci, dicendo nella lettera che mandavo com\u2019ero. Poi ho visto che alcuni non mi hanno risposto allora ho deciso di dirlo solo a chi mi contatta. Allora tantissime volte c\u2019\u00e8 stato un attimo di silenzio e mi hanno buttato il telefono in faccia. Altre volte hanno cercato di svicolare dicendo: \u201cOh, poi ci risentiamo\u201d. Altre volte si arrivava al punto di fissare un incontro e io lo dicevo e ridicevo che sono disabile perch\u00e9 non fosse una sorpresa, perch\u00e9 magari arrivavo e vedevo le facce stralunate, deluse\u2026 Con questo non voglio dire che io non abbia avuto le mie esperienze, non solo sessuali ma anche emotive, ma sono state molto poche [\u2026] Quando si tratta di gruppi, di associazioni, io vengo accettato bene. \u00c8 la ricerca di un compagno che \u00e8 pi\u00f9 difficile. Non \u00e8 facile per nessuno, ma nel mio caso entra in gioco la disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La prima fase, cio\u00e8 la conoscenza delle persone attraverso chat, annunci, ecc. \u00e8 il momento<br \/>\npeggiore, perch\u00e9 pi\u00f9 spesso sento che la mia disabilit\u00e0 \u00e8 un ostacolo e perch\u00e9 la situazione virtuale fa in modo che la persona non possa rapportarsi con me come persona completa, e nel momento in cui le dico che sono non-vedente si trova ad affrontare questo particolare astratto da tutto il resto. Nelle relazioni che ho avuto, superato questo momento, la disabilit\u00e0 comincia a non contare quasi pi\u00f9. Anche qui possiamo ritornare al concetto della conoscenza come momento pi\u00f9 problematico, e la disabilit\u00e0 si supera con le persone con cui si pu\u00f2 superare, mentre altri chiudono le porte e basta.<\/p>\n<p>Essere in carrozzina, anche se per me non \u00e8 un grosso problema, per altri pu\u00f2 esserlo perch\u00e9 si<br \/>\npensa alla persona in carrozzina fragile, arrabbiata con il mondo.<\/p>\n<p>Questa barriera io la comprendo, perch\u00e9 la difficolt\u00e0 maggiore sta nel sentirsi forse incapaci a relazionarsi con me. C\u2019\u00e8 sempre la paura di ferire l\u2019altra persona\u2026 Invece io amo quando le persone sono indiscrete nei miei confronti, perch\u00e9 vuol dire che c\u2019\u00e8 un dialogo nei miei confronti e attraverso il dialogo si superano le barriere.<\/p>\n<p>Viviamo in un mondo un po\u2019 di edonismo, di esteriorit\u00e0, per\u00f2 io sono sempre portato a giustificarlo perch\u00e9 la scelta omosessuale \u00e8 difficile, comporta un certo stress, uno stress in pi\u00f9 che l\u2019omosessuale ha da portare avanti rispetto all\u2019eterosessuale. E gli stress lasciano il segno.<\/p>\n<p>Penso che possa spaventare di pi\u00f9 il fatto di essere coinvolto in un rapporto, quindi di accettare i limiti dell\u2019altro, aver scarsa capacit\u00e0 di mettersi in gioco, di accettare la sfida di conoscere l\u2019altro per i limiti ma anche per i suoi pregi.<\/p>\n<p>Le persone non sanno che cosa veramente sia una persona con deficit. Pu\u00f2 voler bene come chiunque altro, amare una persona, anzi, per me pu\u00f2 trasmettere di pi\u00f9. Temono, invece, che una persona con deficit non possa trasmettere le stesse cose degli altri. Sono timorosi, anche se in parte li giustifico perch\u00e9 se non si hanno avuto delle esperienze e non si conoscono certe realt\u00e0\u2026<\/p>\n<p><strong>Uscire e conoscere persone<\/strong><br \/>\nLa chat \u00e8 lo strumento pi\u00f9 utilizzato tra gli intervistati, per chiacchierare e venire in contatto con altre persone, e conoscere eventuali partner. Soprattutto tra coloro che hanno difficolt\u00e0 motorie.<br \/>\nSpesso, inoltre, l\u2019accesso ai locali, anche quelli delle associazioni GLB, \u00e8 precluso perch\u00e9 irto di barriere architettoniche o malagevole, o l\u2019ambiente \u00e8 inospitale per chi ha deficit sensoriali o patologie particolari.<\/p>\n<p>La mia malattia prevede tra le regole di non espormi al calore, quindi in una sauna non potrei entrare perch\u00e9 accentuerebbe lo stato della patologia.<\/p>\n<p>Penso che ci sia una difficolt\u00e0 di tipo oggettivo, perch\u00e9 quando frequento una sauna e sono costretto a togliermi gli apparecchi acustici questo crea parecchi disagi perch\u00e9 riduce la capacit\u00e0 sensoriale di capire gli altri e ovviamente riduce la capacit\u00e0 di socializzazione, perch\u00e9 a volte mi sfuggono le parole, delle parti del discorso.<\/p>\n<p>I maggiori locali gay della mia citt\u00e0 sono inaccessibili. Sono locali progettati per gay \u201cnormodotati\u201d perch\u00e9 non esiste l\u2019idea di disabili gay.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una spiaggia gay per raggiungere la quale c\u2019\u00e8 da fare un lungo percorso piuttosto insidioso. C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui avrei voluto andarci, ero sicuro che il percorso fosse fattibilissimo per me, ma non ho trovato gay disposti a portarmici. [\u2026] Penso che dovrebbero munirsi di tutte le attrezzature necessarie e cercare di predisporre qualche aiuto per chi ha problemi di autonomia.<\/p>\n<p>Ho faticato a trovare delle persone pagate da me che mi portassero nei locali gay. Ho messo un annuncio per trovare un autista e molte persone quando sentivano la parola gay mi insultavano. Purtroppo la societ\u00e0 \u00e8 questa.<\/p>\n<p>Oltretutto il circolo Arcigay non era molto a norma per i disabili, perch\u00e9 era al terzo piano, e le rampe di scale erano molte\u2026 Il problema non sono solo le scale, pu\u00f2 essere anche il posto per sedersi: se \u00e8 troppo basso non va bene perch\u00e9 non riesco poi ad alzarmi.<\/p>\n<p>Non frequento le associazioni e i locali, perch\u00e9 in genere sono in seminterrati, con scale. Se c\u2019\u00e8 qualcuno mi sento pi\u00f9 sicuro. Per\u00f2 se ci sono 10 scalini io non ce la faccio, mi sento osservato, gioca la psicologia. Se i locali fossero accessibili non si risolverebbero tutti i problemi dei disabili omosessuali, ma almeno ci sarebbe maggiore possibilit\u00e0 di incontri, di farsi conoscere, dal vivo si noterebbero tante altre cose e non solo la disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Vita affettiva e relazionale<\/strong><br \/>\nGli intervistati con deficit fisici pi\u00f9 invalidanti, o che provocano una quasi totale immobilit\u00e0, hanno maggiori difficolt\u00e0, oggettive e soggettive, nello sperimentare la propria vita affettiva e sentimentale. Ci sono persone invece che, nonostante notino i gi\u00e0 citati comportamenti respingenti, sono riuscite a costruire, nel loro presente o nel loro passato, una vita di coppia, affettiva e sessuale soddisfacente e duratura (anche pi\u00f9 di venti anni). Queste persone imputano all\u2019atteggiamento personale positivo e propositivo, alla loro piena accettazione dell\u2019omosessualit\u00e0 e della disabilit\u00e0, e alla maturit\u00e0 e sensibilit\u00e0 dell\u2019altro i loro incontri fortunati. Essere diversamente abili, se da un lato penalizza nell\u2019instaurare rapporti, dall\u2019altro \u00e8 ritenuto irrilevante o arricchente nella relazione quando essa \u00e8 duratura.<\/p>\n<p>Non si tratta di sesso, \u00e8 bisogno di puro contatto fisico. Tante volte a me manca il contatto fisico in s\u00e9. Raramente le persone mi toccano, forse per una forma di riservatezza, e non per cattiveria, per\u00f2 mi manca una persona che mi mette anche semplicemente una mano sulla spalla. Mi manca.<\/p>\n<p>Il mio corpo non avrebbe potuto darsi completamente, penso&#8230; Non ho mai avuto l\u2019opportunit\u00e0 di sperimentarlo [\u2026] Io non mi vedo al fianco di una persona. Non mi vedo in quanto disabile gay, ma soprattutto in quanto disabile. Perch\u00e9 io penso che non potrei chiedere a una persona comune il sacrificio di starmi vicino, di subire le mie limitazioni, il fatto di non poter andare in discoteca, di poter viaggiare poco&#8230; Non gli chiederei mai un sacrificio cos\u00ec grande.<\/p>\n<p>Il sesso \u00e8 una scoperta e sicuramente questo non avviene se nell\u2019altro non c\u2019\u00e8 l\u2019accettazione, la maturit\u00e0 di affrontare questo discorso. \u00c8 \u201cparticolare\u201d, ma non impossibile.<\/p>\n<p>Siamo una coppia rara. Lo dico con presunzione. Per accettare una relazione con una persona disabile devi essere davvero innamorato, perch\u00e9 alcune cose sono difficili da digerire. In termini affettivi non c\u2019\u00e8 nulla da invidiare. Dal punto di vista sessuale la questione \u00e8 legata ai limiti fisici, e pesa pi\u00f9 a me che a lui. Non avere la forza di stringerlo forte mi pesa, per\u00f2 se io non riesco ad alzare il mio braccio, lui lo alza per me.<\/p>\n<p>Quello ad avere pi\u00f9 preoccupazioni dell\u2019impatto della mia disabilit\u00e0 nel nostro rapporto di coppia, sono stato proprio io! Avevo paura che le mie limitazioni fisiche nei rapporti sessuali avrebbero prima o poi inevitabilmente compromesso anche i sentimenti instauratisi tra di noi. Ma era solo una mia limitazione mentale.<\/p>\n<p>Io ho un gruppo di amici normodotati omosessuali che hanno difficolt\u00e0 ad avere un compagno, io che sono omosessuale disabile ho un compagno. \u00c8 una cosa che mi fa riflettere, che mi fa chiedere dov\u2019\u00e8 e cos\u2019\u00e8 il limite.<\/p>\n<p><strong>Le associazioni<\/strong><br \/>\nUn particolare che emerge da tutte le interviste \u00e8 che, complessivamente, le associazioni sono poco frequentate, sia quelle GLB sia quelle che si occupano di disabilit\u00e0. La maggior parte degli intervistati, infatti, riferisce di non aver avuto mai contatti con associazioni, o di avere avuto brevi contatti rimanendo per\u00f2 delusi e insoddisfatti. Una frase colpisce pi\u00f9 di tutte le altre e riassume la scarsa frequenza all\u2019associazionismo: C\u2019\u00e8 una strana tendenza in entrambi i tipi di associazioni a ignorare la presenza dell\u2019Altro.<br \/>\nSpesso il sentimento che impedisce a queste persone di contattare o frequentare le associazioni \u00e8 il timore di entrare a far parte di un circolo chiuso con limitati contatti con il resto della societ\u00e0. Inoltre, per quanto riguarda nello specifico le associazioni che si occupano di disabilit\u00e0, si pu\u00f2 riscontrare che molti degli intervistati provengono da percorsi di istituzionalizzazione ospedaliera e riabilitativa molto lunghi e faticosi: per cui, probabilmente, non si ha pi\u00f9 tanta voglia di ritrovarsi ancora una volta in mezzo a molte persone con disabilit\u00e0.<br \/>\nTuttavia, gli intervistati non hanno posto solo critiche, ma hanno anche promosso suggerimenti e<br \/>\nrichieste chiare e concrete a entrambe le categorie.<\/p>\n<p><strong>Le associazioni GLB<\/strong><br \/>\nNel dettaglio, per quanto riguarda la realt\u00e0 GLB, i motivi principali della mancata adesione a<br \/>\nuna associazione o del suo abbandono sono in buona parte legati alla presenza di barriere architettoniche (scale, bagni non adattati\u2026) di cui si diceva prima in riferimento alla possibilit\u00e0 di uscire e frequentare luoghi di incontro. Ma in generale si avverte l\u2019associazionismo GLB come ghettizzante, o scarsamente efficace. Inoltre, non dimentichiamo la poca presenza di associazioni GLB al Sud rispetto al Nord Italia, e in provincia rispetto ai grandi centri. In pi\u00f9 viene lamentata la presenza di barriere culturali, e la mancanza di spazio mentale per le persone disabili. Inoltre si avverte la mancanza di una persona disposta ad accompagnare chi \u00e8 disabile in un\u2019associazione GLB, e anche la mancanza di una persona all\u2019interno dello stesso associazionismo, disposta a fare una prima accoglienza, ad andare incontro in caso di necessit\u00e0. Del resto, va detto che chi frequenta regolarmente associazioni GLB dichiara di essersi sentito ben accolto e compreso sin dall\u2019inizio, di aver trovato sostegno e sensibilit\u00e0 e di aver superato molti complessi proprio grazie all\u2019inserimento in un gruppo di persone con cui condividere difficolt\u00e0, lotte ed entusiasmo.<\/p>\n<p>Sono ghettizzanti, non sono aperte alla societ\u00e0. [\u2026] Per far passare un messaggio di normalit\u00e0 bisogna comportarsi normalmente. Quando organizzano un Gay Pride mi sembra ridicolo, anche se in quel caso sono i media a dare per lo pi\u00f9 un\u2019immagine sbagliata, del gay vestito da donna, perch\u00e9 ci sono anche gli omosessuali in giacca e cravatta che lavorano in banca.<\/p>\n<p>Trovo sia ghettizzante.<\/p>\n<p>Abito in provincia, non conosco simili attivit\u00e0 organizzate in zona.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile avere relazioni senza frequentare ambienti gay, se poi come me si abita in provincia \u00e8 praticamente impossibile. Non ci sono associazioni GLB nella mia citt\u00e0.<\/p>\n<p>Se io andavo l\u00ec mi piaceva poter parlare con altre persone, sentire i pensieri di tutti gli altri. Andava bene lo scherzo, prendersi in giro e giocare\u2026 Per\u00f2 avrei voluto anche che ci si fermasse un attimo a pensare a una soluzione per qualcosa, fare qualcosa di pi\u00f9 che stare chiusi a leggere dei libri o a ridere.<\/p>\n<p>In generale alla mia disabilit\u00e0 hanno reagito con un po\u2019 di freddezza. Non era un ambiente sciolto, avvertivo un certo distacco. Poi c\u2019\u00e8 stata qualche eccezione.<\/p>\n<p>Di fronte alla mia disabilit\u00e0, in associazione, c\u2019\u00e8 stato uno sgomento generale.<\/p>\n<p>Non erano molto interessati al problema della disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019associazionismo non ho avuto mai problemi. Non mi sono mai sentito n\u00e9 inferiore n\u00e9 usato, sono stato ben accolto.<\/p>\n<p>L\u2019Arcigay in questo caso \u00e8 la pi\u00f9 disponibile. Poi con la mia entrata c\u2019\u00e8 stata l\u2019idea di costruire un\u2019associazione per disabili. C\u2019\u00e8 stata una manifestazione, sono salito su un palco grazie a loro e ho fatto un appello alle persone e ho detto che esistiamo anche noi, noi disabili omosessuali. L\u2019Arcigay si \u00e8 sempre dimostrata un\u2019associazione sensibile.<\/p>\n<p>Ho molta collaborazione da parte dell\u2019Arcigay, perch\u00e9 mi danno molta attenzione. Quando dobbiamo metterci d\u2019accordo, io so di poter fare affidamento su di loro, cerchiamo di collaborare e questo mi d\u00e0 soddisfazione. Io sono dell\u2019avviso che l\u2019ostacolo te lo crei tu, anche nelle associazioni. Se uno si fa volere bene ti aiuta a frequentare anche le persone al di fuori, perch\u00e9 io queste persone non le vedo solo all\u2019Arcigay, ma ci sono andato a teatro, a mangiare\u2026<\/p>\n<p>Intorno ai 22 anni ho frequentato il circolo nella mia citt\u00e0. \u00c8 stato un incontro un po\u2019 casuale e un po\u2019 ricercato, perch\u00e9 sentivo il bisogno di parlare di questo mio problema, di superare questa menomazione fisica dal punto di vista esistenziale e di accettare la mia omosessualit\u00e0. Grazie al circolo ho conosciuto gente che mi ha apprezzato, che \u00e8 stata attratta da me e ho visto che la mia menomazione non era una cosa che poteva impedire un rapporto omosessuale, umano e di coppia.<\/p>\n<p>Il potermi inserire in questo gruppo mi ha aiutato, in minima parte. Ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di avere il confronto diretto con chi aveva il mio stesso problema. Prima mi sentivo come un \u201ccarciofo\u201d. E poi ogni problema posso comunicarlo con loro, e loro se possono mi vengono incontro, anche in piccole cose, come per esempio venirmi a prendere per una riunione\u2026 Sono un appoggio in pi\u00f9 insomma.<\/p>\n<p><strong>Le associazioni per disabili<\/strong><br \/>\nMolto spesso si accusano le associazioni che si occupano di disabilit\u00e0 di essere lontane dal mondo reale, di essere un circolo chiuso senza inserimento all\u2019esterno. Inoltre si riscontra la mancanza di confronto non tanto sul tema dell\u2019omosessualit\u00e0, quanto sul tema della sessualit\u00e0 in generale: sono le associazioni per prime, insieme spesso alle famiglie, a mantenere la persona disabile come a-sessuata. A volte si riscontra la sensazione di essere strumentalizzati, e la scarsa collaborazione ed empatia anche tra gli stessi associati, il non sentirsi integrati nel gruppo a causa di disabilit\u00e0 diverse. Emerge anche uno dei temi pi\u00f9 controversi riguardanti il terzo settore: le associazioni spesso si fanno la guerra tra loro per ottenere la fetta di torta pi\u00f9 consistente. Pertanto, le associazioni che si occupano di disabilit\u00e0 sono spesso utilizzate solo come fonte di informazioni sulla propria patologia o sulle leggi correnti, o per il disbrigo di formalit\u00e0 burocratiche. Va detto, tuttavia, che alcuni intervistati hanno un\u2019esperienza positiva delle associazioni per disabili, ma, nonostante le frequentino, nessuno si dichiara in esse come omosessuale.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un inserimento esterno. Ti ritrovi cinquanta, cento persone tutte con la tua esperienza, non ti porta all\u2019esterno. Blocca molto.<\/p>\n<p>Sono iscritto all\u2019associazione italiana cieche per\u00f2 non partecipo, perch\u00e9 \u00e8 un mondo troppo chiuso, e questo fatto non mi aiuta. Ovviamente il discorso sulla sessualit\u00e0 \u00e8 tab\u00f9: queste associazioni sono capeggiate da persone anziane che hanno un ruolo forte quindi si farebbe molta fatica a parlare. Le iniziative nascono fuori dai contesti associativi.<\/p>\n<p>Non abbiamo mai affrontato tematiche di sessualit\u00e0. Nell\u2019ambiente dei disabili non esiste sessualit\u00e0, i disabili sono considerati a-sessuati. Anche nei genitori non si pone questa problematica \u2013 come vivi tu, il fatto di avere un handicap e di avere delle esigenze, dei bisogni\u2026<\/p>\n<p>La sessualit\u00e0 non credo sia un tab\u00f9, solo che non \u00e8 argomento di discussione, magari ci si concentra su argomenti pi\u00f9 pratici.<\/p>\n<p>Le associazioni che si occupano di disabilit\u00e0 dovrebbero affrontare di pi\u00f9 il tema sessualit\u00e0, come la persona disabile la vive, se la vive, se la desidera. \u00c8 un problema che viene messo sotto la sabbia come uno struzzo.<\/p>\n<p>Poi a un certo punto mi \u00e8 venuto questo dubbio, ovvero: \u201c Sar\u00f2 l\u2019unica persona che \u00e8 omosessuale e disabile?\u201d. Quindi ho iniziato a chiamare tutte le varie associazioni, e molti operatori non si erano mai impattati con questa cosa. L\u2019omosessuale disabile non veniva neanche preso in considerazione.<\/p>\n<p>Io sono iscritto a questa associazione di invalidi, per\u00f2 vedo che l\u2019argomento sessuale, non dico omosessuale, \u00e8 un po\u2019 trascurato.<\/p>\n<p>Ci vogliono le associazioni, \u00e8 bene che ci siano, ma non troppo selettive. Inoltre ci vorrebbe pi\u00f9 pubblicizzazione delle tematiche sulla sessualit\u00e0. Le associazioni parlano di teatro, di cultura, di cose che fanno i giornali ma di sesso e amore nulla. Io ho pile e pile di riviste sulla disabilit\u00e0 a casa, ma non hanno mai parlato di omosessualit\u00e0, nemmeno lontanamente, anche se \u00e8 una diversit\u00e0. Se non ne parlano loro chi dovrebbe parlarne?<\/p>\n<p>Ne ho fatto parte, ma il discorso era che il disabile era uno strumento, non era al centro. Il disabile va bene finch\u00e9 fruisce del servizio, poi se deve offrire partecipazione attiva ci sono dei problemi.<\/p>\n<p>Ho chiesto aiuto a delle associazioni in passato e non l\u2019ho avuto. Avevo chiesto un accompagnamento solo per andare fuori casa.<\/p>\n<p>Una volta frequentavo le associazioni per disabili, ma ora non pi\u00f9. Fino adesso le associazioni hanno ragionato in questo modo: \u201cSe ho una fetta di torta in pi\u00f9, invece che dividerla me la prendo io\u201d. Per questo sono stato distante.<\/p>\n<p>Mi sentivo inadeguato in tutti e due i casi. I ragazzi disabili erano per la maggior parte ragazzi in carrozzina o con problemi grossi, quindi non mi sentivo abbastanza disabile per poter stare a godere della loro comprensione e amicizia. E anche con quelli normali, che erano gli allenatori, mi sentivo diverso.<\/p>\n<p>Mi sono sentito molto supportato dall\u2019ANMIC nel momento del pensionamento.<\/p>\n<p>Hanno un solo scopo buono secondo me: aiutano nelle pratiche burocratiche e qualche volta aiutano i pi\u00f9 bisognosi.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la disabilit\u00e0, sono stato fino a qualche giorno fa coordinatore della Consulta cittadina comunale sull\u2019handicap. Non sono stato iscritto personalmente ad associazioni di disabili, ma mi sono sempre battuto per migliorare la vita degli altri in qualche modo. Adesso che in Arcigay c\u2019\u00e8 la sezione di Handigay sto collaborando, prima no.<\/p>\n<p>Un aiuto dalle associazioni?La parola precede sempre i fatti, bisogna iniziare a parlare.<\/p>\n<p><strong>L\u2019associazione ideale<\/strong><br \/>\nAnche se il mondo dell\u2019associazionismo non sembra soddisfare pienamente le esigenze delle persone intervistate, \u00e8 anche vero che, provando a immaginare un\u2019associazione di persone<br \/>\nomosessuali con disabilit\u00e0, gli intervistati rifiutano questa ulteriore etichetta differenziante, e<br \/>\ntemono l\u2019ulteriore marginalizzazione e chiusura eventualmente derivanti dal trovarsi in un<br \/>\ngruppo con caratteristiche eccessivamente selezionate e interessi ristretti.<\/p>\n<p>Ci vogliono le associazioni, \u00e8 bene che ci siano, ma non troppo selettive. Io voglio che tutto sia uguale per tutti. Se io frequento solo quelle persone l\u00ec poi mi recludo, mi chiudo in un campo. Quindi non voglio frequentare soltanto i disabili o soltanto una comunit\u00e0 di gay. Voglio che tutto sia intrecciato. Creare un gruppo chiuso in s\u00e9 non va tanto bene [\u2026] Dobbiamo imparare insieme se non vogliamo essere discriminati. Solo allora si potr\u00e0 accettare benissimo di stare con un gay abile e quest\u2019ultimo potr\u00e0 benissimo passare la serata con un disabile, adeguarsi alla disabilit\u00e0 e il disabile adeguarsi alle scelte, ai locali di un gay abile.<\/p>\n<p>Secondo me \u00e8 indispensabile innanzitutto che i disabili gay si conoscano tra di loro. \u00c8 indispensabile che ci sia un qualcosa, un qualcuno che li metta in contatto tra di loro. E se poi vorranno, le persone creeranno un gruppo, ma non deve essere un\u2019idea calata dall\u2019alto. Non creare prima un gruppo e poi cercare di riempirlo, ma creare una rete che poi diventa un gruppo [\u2026] Fondamentale \u00e8 scambiarsi notizie, informazioni, parlare a ruota libera.<\/p>\n<p>Incontri di persone gay disabili che semplicemente s\u2019incontrassero per capire, per vedere come vive l\u2019uno, come vive l\u2019altro, se hanno trovato delle soluzioni, dei modi di vivere differenti. A me piacerebbe tantissimo confrontarmi sulla mia condizione. Ma mi piacerebbe anche che ci fosse un confronto di integrazione con altri omosessuali non disabili.<\/p>\n<p>Io credo nella comunicazione sociale, bisognerebbe comunicare una normalit\u00e0, non isolarsi. Pensare a una forma di comunicazione nuova.<\/p>\n<p><strong>Le strategie<\/strong><br \/>\nAnche di fronte a esperienze di vita drammatiche e a ostacoli quotidiani, tutti gli intervistati<br \/>\nmostrano di aver maturato strategie per superare le difficolt\u00e0 e migliorare la propria condizione:<br \/>\nuno dei mezzi pi\u00f9 utilizzati per uscire dalla solitudine, per conoscere persone e instaurare<br \/>\nrelazioni \u00e8, come anticipato, l\u2019utilizzo delle chat. Piuttosto ampio \u00e8 anche l\u2019utilizzo dei mezzi di comunicazione (trasmissioni televisive, pubblicazione di articoli, partecipazione a forum telematici) per lanciare messaggi di sensibilizzazione o protesta al mondo. Alcuni intervistati scelgono di impegnarsi in prima persona col proprio operato per far valere i diritti e le richieste di persone nella loro stessa situazione.<\/p>\n<p>Da quando ho comprato il computer mi sono avvicinato al mondo omosessuale, faccio conoscenza con qualcuno via chat, ho dei contatti, anche se tutto molto virtuale.<\/p>\n<p>Internet \u00e8 stato un modo per dire: va bene, non sono solo.<\/p>\n<p>Attraverso la chat ho scoperto un mondo nuovo. Esprime davvero le potenzialit\u00e0 di Internet. Si pu\u00f2 cercare qualunque cosa si voglia e la si trova, non necessariamente sotto casa. Internet apre nuovi spazi importanti per i disabili.<\/p>\n<p>Sono stato a Gay TV per sensibilizzare sul problema dei disabili omosessuali. Ho mandato una e- mail arrabbiatissima perch\u00e9 nel loro forum non si parlava di disabilit\u00e0 e omosessualit\u00e0. Mi hanno chiamato subito.<\/p>\n<p>Quando c\u2019\u00e8 un\u2019iniziativa io mi fiondo perch\u00e9 mi metto sempre nei panni di chi non ha voce e non pu\u00f2 gridare. Io posso farlo, ho i mezzi, ho un cervello, ho una voce, due braccia mi bastano.<\/p>\n<p><strong>Le risorse<\/strong><br \/>\nLe risorse individuali, di creativit\u00e0, a volte derivanti da specifiche esperienze di vita, sono un ulteriore strumento di fronte alla diffidenza e al rifiuto percepiti nella societ\u00e0 e nelle persone in generale.<\/p>\n<p>Quando vedo della diffidenza cerco di farmi conoscere a livello personale.<\/p>\n<p>Penso per\u00f2 che la disabilit\u00e0 possa portare un arricchimento\u2026 Vedi i problemi come sono veramente\u2026 Magari, invece, le persone per un minimo problema fanno venire gi\u00f9 il mondo.<\/p>\n<p>Non mi pongo limiti. Vado fin dove posso e ho imparato a chiedere aiuto quando serve. Non lo ritengo una cosa brutta, lo ritengo una cosa normale.<\/p>\n<p>Probabilmente \u00e8 molto pi\u00f9 facile scrivere che parlare. Per\u00f2 se uscissimo fuori, se parlassimo, se capissimo e ci facessimo capire, sarebbe molto pi\u00f9 facile\u2026 Io voglio lanciare questo messaggio a tutte le persone che sono sempre attaccate al computer: \u201cUscite fuori, bisogna muoversi!\u201d.<\/p>\n<p>Io ho usato la mia disabilit\u00e0 per suscitare curiosit\u00e0, basta porsi bene e cos\u00ec c\u2019\u00e8 voglia di conoscere.<br \/>\nIo ho usato molto l\u2019autoironia per far capire che per me questo non \u00e8 un tab\u00f9. Se penso agli strumenti usati a scuola, che per me erano diversi, erano fonte di curiosit\u00e0 per gli altri. Di conseguenza si instauravano delle relazioni, e devo dire che ho un sacco di amici che mi vogliono bene. Non ho mai avuto problemi. L\u2019esperienza vince.<\/p>\n<p>Ho capito che io non sono tutto il mio handicap, quindi ho fatto quel salto di qualit\u00e0 che mi ha aiutato a superare le barriere.<\/p>\n<p>Sono soddisfatto di come mi va ultimamente, visto che la mia giovinezza \u00e8 stata un disastro mentre ora sto scoprendo me stesso e gli altri in un\u2019ottica che prima non avrei mai immaginato. E poi ho capito che agli altri non importa se sono disabile, omosessuale, marziano. Chi mi apprezza mi apprezza perch\u00e9 sono S., al di l\u00e0 e al di sopra di ogni particolarismo, mi apprezzano per tutto il mio essere.<\/p>\n<p>Io la disabilit\u00e0 l\u2019ho superata cos\u00ec: sono riuscito a capire che la disabilit\u00e0 spesso \u00e8 un nostro fattore mentale, sono dei blocchi che noi creiamo nella mente. Per cui la disabilit\u00e0 oggettiva esiste, per\u00f2 poi ne facciamo delle tragedie pi\u00f9 grosse di quelle che in realt\u00e0 sono.<\/p>\n<p>Io ho cercato sempre di essere realista. Questo non vuol dire che non sogno, per\u00f2 non voglio violentarmi alla ricerca di ci\u00f2 che avrei potuto avere e che non ho. Non voglio vivere di rimpianti, di ricordi.<\/p>\n<p>Accettare la propria disabilit\u00e0 vuol dire accettare anche il fatto che ci sia gente che non l\u2019accetta.<\/p>\n<p><strong>Quando omosessualit\u00e0 e disabilit\u00e0 si incontrano<\/strong><br \/>\nSignificativo \u00e8 quanto riferito da alcuni intervistati in merito allo stretto rapporto tra<br \/>\nomosessualit\u00e0 e disabilit\u00e0 come componenti che consentono l\u2019accettazione l\u2019una dell\u2019altra. Un altro elemento degno di attenzione, notato in un paio di casi, \u00e8 l\u2019impressione che l\u2019omosessualit\u00e0 serva a rendere la disabilit\u00e0 meno sgradita: l\u2019omosessualit\u00e0 diventa una sorta stravaganza utile a cancellare agli occhi degli altri la disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 stato accettato meglio il deficit perch\u00e9 \u00e8 arrivato prima [\u2026] L\u2019accettazione dell\u2019altro mondo [quello omosessuale] pensavo che potesse sgretolare il resto [\u2026] Il mio rapporto con gli altri per me \u00e8 essenziale e l\u2019idea che questi legami potessero saltare per una non accettazione mi terrorizzava. Per\u00f2 la vita \u00e8 una sola, uno non pu\u00f2 farsi delle colpe. Soprattutto la sensazione bella che ho provato \u00e8 che accettando la mia identit\u00e0 sessuale ho accettato anche a pieno la disabilit\u00e0. Accettata la sessualit\u00e0 \u00e8 come se la mia armonia profonda si fosse ricomposta e mi sono ritrovato con questi due aspetti che mi hanno dato dei benefici enormi [\u2026] Penso che la disabilit\u00e0 non mi ha complicato l\u2019esistenza ma mi ha dato la possibilit\u00e0 di apprezzare la diversit\u00e0. Unendo le due cose sono \u201cun privilegiato\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto di essere disabile mi ha aiutato a capire l\u2019omosessualit\u00e0. Mi ha aiutato a capire che come ero disabile e non potevo farci niente cos\u00ec ero omosessuale e non potevo farci niente. Ero cos\u00ec e dovevo accettarlo, e non solo sopportarlo.<\/p>\n<p>Io penso che il mio complesso della disabilit\u00e0 l\u2019ho superato attraverso l\u2019omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Se fossi un gay senza disabilit\u00e0 penso che i problemi sarebbero inferiori, anche se non so che tipo di persona sarei stato senza disabilit\u00e0 \u2013 forse sarei un cretino o forse molto meno sensibile di quello che sono.<\/p>\n<p>Senza la disabilit\u00e0, essere omosessuali \u00e8 considerato \u201canomalo\u201d, dopo, con la disabilit\u00e0 una \u201cstravaganza\u201d. Vale a dire che un disabile non deve pensare al sesso, figuriamoci poi omosessuale! [\u2026] Vivo la disabilit\u00e0 come una sfortuna, invece il fatto di essere gay \u00e8 una parte di me [\u2026] perch\u00e9 la disabilit\u00e0 non mi consente di fare ci\u00f2 che voglio.<\/p>\n<p>Omosessualit\u00e0 e disabilit\u00e0 sono cose appariscenti che si equivalgono. Alcuni amici mi sembra che vedano solo una parte di me: l\u2019omosessualit\u00e0. Ma se copre la disabilit\u00e0, va bene cos\u00ec.<\/p>\n<p>Essere gay \u00e8 un pregio, un uscire dagli schemi e mi piace esserlo, l\u2019essere disabile \u00e8 un sacrificio che ho accettato.<\/p>\n<p>Le incursioni di entrambi gli aspetti sommati si compensano. Essere disabile rende pi\u00f9 complicata la vita, l\u2019aspetto delle relazioni soprattutto nella ricerca del partner. Nello specifico, sul discorso della ricerca della persone dello stesso sesso non si ha l\u2019autonomia di andare in un locale e non ti senti di chiedere a un amico di accompagnarti. Quindi l\u2019essere disabile complica dal punto di vista pratico, per\u00f2 per la mia esperienza i rapporti omosessuali rendono meno incisivo il peso della disabilit\u00e0 nello stabilire delle relazioni, cio\u00e8 la mia disabilit\u00e0 spaventava di pi\u00f9 le ragazze che i ragazzi.<\/p>\n<p>Essere in contemporanea gay e disabile \u00e8 stato una bella sfida, in parte mi ha aiutato: a causa del mio deficit, io sono sempre stato diverso, quindi ho imparato a convivere con gli occhi della gente, con le battutine, con gli sguardi\u2026 Di conseguenza essere omosessuale non mi ha pesato pi\u00f9 di tanto, era una mia distinzione in pi\u00f9 che tenevo per me cercando di capire il perch\u00e9 fossi cos\u00ec.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei risultati ottenuti riguarda addirittura la fase precedente alle interviste vere e proprie: infatti, la maggior parte delle persone che hanno contattato l&rsquo;indirizzo e-mail o il numero telefonico della ricerca chiedeva, tra le prime informazioni, se altre persone con le loro stesse problematiche avessero gi&agrave; dichiarato la disponibilit&agrave; a farsi intervistare. 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