{"id":1986,"date":"2011-07-06T10:55:41","date_gmt":"2011-07-06T10:55:41","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1986"},"modified":"2025-10-29T10:52:30","modified_gmt":"2025-10-29T09:52:30","slug":"i-box","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1986","title":{"rendered":"14. I box"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Giovanna Di Pasquale<\/p>\n<p><strong>Il progetto Voice<br \/>\n<\/strong>Dal 1996, all&#8217;interno del Centro di Ricerca della Commissione Europea (Ispra Varese), il Progetto VOICE ha contribuito allo studio, allo sviluppo ed alla diffusione di ausili che potessero consentire agli audiolesi di divenire membri pi\u00f9 attivi della nostra societ\u00e0.<br \/>\nDopo due anni, patrocinato e finanziato dalla Direzione Generale Societ\u00e0 dell&#8217;Informazione della CE, \u00e8 nato un sistema di riconoscimento vocale in grado di sottotitolare, in tempo reale, conferenze, lezioni scolastiche e universitarie, conversazioni telefoniche, trasmissioni e spettacoli dal vivo. Il prototipo dimostrativo del Progetto ha riscosso un&#8217;attenzione particolare e, grazie alla sua presentazione ed utilizzo in oltre cento conferenze e seminari, \u00e8 riuscito a sensibilizzare il pubblico sulle esigenze degli audiolesi e sulla necessit\u00e0 di applicare tale software in tutti i settori possibili.<br \/>\nA questo primo successo hanno fatto seguito numerose collaborazioni con gli interlocutori pi\u00f9 vari: nel 2001-2002, con l&#8217;Unione Europea delle Televisioni e l&#8217;organismo di standardizzazione CENELEC, si \u00e8 lavorato all&#8217;armonizzazione dei criteri di produzione dei sottotitoli televisivi; con la RAI ed altre emittenti televisive, al potenziamento del servizio sottotitoli del televideo; con le associazioni di audiolesi, le scuole e gli atenei, alla sperimentazione del sistema.<br \/>\nDopo un&#8217;enfasi particolare in concomitanza con l&#8217;Anno Europeo delle Persone con Disabilit\u00e0 2003, nel 2004 sono state intraprese diverse iniziative per diffondere tali applicazioni ulteriormente. Attualmente sono allo studio vari progetti con l&#8217;obiettivo di far progredire la ricerca verso la realizzazione di strumenti in grado di colmare sempre pi\u00f9 il divario sociale esistente tra i diversamente abili, in particolare i non udenti e i non vedenti, ed il resto della popolazione, grazie ad applicazioni utili per tutti i cittadini.<\/p>\n<p><strong>Gli obiettivi e le aree di ricerca<\/strong><br \/>\nI sistemi di riconoscimento vocale Voice To Text (VTT) sono commercializzati principalmente come sistemi per consentire agli utenti di creare documenti senza doverne battere il testo. Questo tipo di tecnologia pu\u00f2 portare vantaggi significativi per gli audiolesi, i non vedenti, le persone con disabilit\u00e0 motoria ed anche per quanti non presentano dei bisogni speciali.<br \/>\nIl Progetto VOICE promuove lo sviluppo di nuove tecnologie nel campo del riconoscimento vocale ed al tempo stesso la diffusione dell&#8217;uso degli strumenti informatici pi\u00f9 comuni, quali Internet, rivolgendo una particolare attenzione ai bisogni degli audiolesi.<br \/>\nUn obiettivo \u00e8 quello di unire, attraverso un Forum su Internet, associazioni, ditte, universit\u00e0, scuole, amministrazioni pubbliche e chiunque altro (a livello nazionale ed internazionale) sia interessato al riconoscimento vocale. Il Forum contribuisce alla definizione di specifiche tecniche relative ai bisogni degli utenti audiolesi nel campo del riconoscimento vocale e dei sottotitoli televisivi.<br \/>\nEstendendo il campo di applicazioni, \u00e8 stato definito recentemente un ulteriore obiettivo: lo sviluppo di un sistema integrato per accrescere la mobilit\u00e0 di persone con disabilit\u00e0, in particolare visiva, consentendo di identificare un cammino sicuro per muoversi in aree selezionate, grazie all&#8217;uso di sensori basati sulla tecnologia dei transponder<\/p>\n<p><strong>PROGETTO MUSICOLOR<br \/>\n<\/strong>Musicolor, una nuova tecnologia che ha lo scopo di trasformare i suoni in figure dinamiche e utilizzare in modo sinergico vista e udito \u00e8 frutto delle ricerche condotte da Giuseppe Caglioti e Tatiana Tchouvileva, docenti al Politecnico di Milano rispettivamente di fisica dei solidi e di estetica e da Goran Ramme, docente di chimica all&#8217;Universit\u00e0 di Uppsala.<br \/>\nIl video-ascolto della musica non \u00e8 certamente una novit\u00e0 e risale ai tempi di Newton che per primo propose un parallelismo fra onde sonore e onde luminose. Oggi \u00e8 possibile trovare decine di programmi di transcodificazione musica\/colore, ma le soluzioni proposte finiscono in genere per rendere prevedibile e stucchevole la fruizione dell\u2019elemento visivo.<br \/>\nScrivono Giuseppe Gaglioti e Tatiana Tchouvileva nel testo \u201cArchitetture spazio-temporali della musica\u201d: \u201cIn modo complementare a quello dei pittori futuristi, che introducono il tempo nella stasi dello spazio pittorico, \u00e8 oggi possibile introdurre lo spazio nella dinamica della musica: cos\u00ec da visualizzare, sinestesicamente con l\u2019ascolto, le strutture proprie della musica. Non solo: \u00e8 addirittura possibile fare s\u00ec che la musica spazializzata si adorni in modo del tutto naturale di campi cromatici particolarmente gradevoli.<br \/>\nL\u2019avvento di Musicolor, la nuova tecnologia che senza ricorrere al computer consente alla musica di fornire una rappresentazione visiva di se stessa, \u00e8 il coronamento di una lunga storia.<br \/>\nMusicolor realizza un\u2019antica aspirazione stimolata da Isacc Newton, che ipotizz\u00f2 un parallelismo tra onde sonore e onde luminose\u2026<br \/>\nMusicolor \u2013\u00e8 bene ribadirlo- non \u00e8 un prodigio dell\u2019informatica digitale, \u00e8 una nuova specie naturale di arte tecnologica che esalta l\u2019impatto emotivo della musica correlando sinestesicamente udito e vista. In un mondo nel quale un diluvio di innovazioni e protesi tecnologiche genera una sorta di artificiosit\u00e0 che tende a sostituirsi alla natura o a cancellarla, Musicolor si propone come singolare esempio di arte \u2013 la musica-, che senza abbandonare la propria dimensione naturale, il tempo, in modo naturale, ancorch\u00e8 utilizzando la tecnologia, si apre a una nuova dimensione: lo spazio.<br \/>\nMusicolor segna l\u2019inizio di applicazioni nel mondo della cultura, nel sociale e nella gestione del tempo libero. Segnaliamo il sostegno all\u2019educazione musicale, la dotazione di kit Musicolor nei laboratori scolastici di sperimentazione didattica e nei musei scientifici interattivi, il video-ascolto della musica nelle case e negli ospedali, nelle case di riposo e nelle sale d\u2019aspetto, la prevenzione o la limitazione dei danni all\u2019udito provocati da un assordante ma \u2013 a parit\u00e0 di emozioni trasferite \u2013 riducibile volume sonoro nelle discoteche, la videomusicoterapia, alla videofruizione della musica integrata sinestesicamente dalle sensazioni vibrotattili trasmesse agli ipoacusici e ai sordi al contatto con un palloncino sottoposto alla pressione acustica; l\u2019integrazione video della musica o della voce nelle scenografie teatrali e nelle sfilate di moda, nei programmi tv e nella pubblicit\u00e0 televisiva, nel disegno di tessuti e nella decorazione di superfici, nell\u2019illuminazione artistica delle citt\u00e0 e degli ambienti\u201d<\/p>\n<p><strong>MUSICA E DINTORNI<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.esagramma.net\">www.esagramma.net<\/a><br \/>\nCentro di Formazione e Terapia<br \/>\nMusica e nuove tecnologie per il disagio psichico e mentale<\/p>\n<p>Esagramma \u00e8 una Cooperativa Sociale a.r.l. (Onlus).<br \/>\nFondata nel 1999, nasce dall&#8217;esperienza riabilitativa e formativa del Laboratorio di musicologia Applicata, Associazione di Volontariato sorta nel 1985 e prosegue lo sviluppo del metodo e del programma di Musicoterapia Orchetrale messo a punto nell&#8217;arco di una quindicina d&#8217;anni di attvit\u00e0.<br \/>\nGli utenti di Esagramma sono bambini, ragazzi e adulti con problemi psichici e mentali gravi (autismo, ritardo cognitivo, psicosi infantile), pazienti psichiatrici adulti, ragazzi e giovani con disagio sociale e famigliare, genitori in difficolt\u00e0.<br \/>\nGli itinerari terapeutici e formativi di Esagramma sono unici in Europa.<br \/>\nIl percorso di Musicoterapia Orchestrale prevede tre anni di terapia di base, ai quali possono seguire sei anni di corsi di perfezionamento, durante i quali i ragazzi &#8211; se lo desiderano &#8211; entrano a far parte dell&#8217;Orchestra Sinfonica Esagramma, alla cui formazione concorrono anche insegnanti del Centro e musicisti professionisti.<br \/>\nL&#8217;attenzione ad altre forme di interventi riabilitativi \u00e8 sempre massima: il programma terapeutico pu\u00f2 integrare infatti percorsi di Comunicazione Multimediale (articolati in itinerari cognitivi in affiancamento all&#8217;iter scolastico, di comunicazione e interazione aumentativa multimodale, di avvio o sostegno all&#8217;attivit\u00e0 lavorativa).<br \/>\nAttualmente sono inseriti nell\u2019orchestra due musicisti con disabilit\u00e0 uditiva.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.musicoterapia.it\">www.musicoterapia.it<\/a><br \/>\nSito curata dalla Federazione Italiana Musicoterapeuti di cui \u00e8 presidente la Prof.ssa Giulian Cremaschi Trovesi, fondatrice del modello di musicoterapia umanistica in atto presso l\u2019Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia.<br \/>\nMusicoterapia. Uno sguardo verso il futuro<br \/>\nPossiamo parlare di musicoterapia chiarendo alcuni dati di partenza: a che cosa serve? A chi pu\u00f2 essere rivolta? Sono domande importanti e legittime. Alle due domande risponde la musica stessa, presente presso tutte le popolazioni che hanno popolato e che popolano la Terra a partire dalla notte dei tempi. Ci si chiede allora come, perch\u00e9 e quando la musica pu\u00f2 far bene. Le risposte sono dentro ai contenuti teorici sui quali si fondano i differenti modi di mettere in atto la musicoterapia. Come abbiamo riportato sopra ci sono i contenuti teorici radicati nella epistemologia della musica (modello umanistico) e quelli che si appoggiano alla psicoanalisi ed alla psicologia (modello psicoanalitico-psicodinamico). La storia dimostra che ogni paese, ogni civilt\u00e0 ha il &#8220;suo&#8221; modo di esprimersi con la musica. Alla luce di questa osservazione dobbiamo tenere in conto aspetti sociali e culturali del nostro paese. Qualunque persona, bambino, ragazzo, adulto, che vive in Italia e che necessiti dei benefici della musicoterapia, dipende dai servizi scolastici e socio-sanitari impostati secondo le leggi italiane. La legge 104 ha portato un cambiamento nel modo di guardare alla disabilit\u00e0. Questa legge considera la disabilit\u00e0 in quanto realt\u00e0 sociale, addirittura la fa diventare una risorsa. I bambini disabili sono inseriti nelle scuole pubbliche, crescono e vivono a contatto con tutti gli altri bambini. Nelle nostre classi sono accolti e seguiti tutti i bambini. Sappiamo che le difficolt\u00e0 dovute agli inserimenti ed all\u2019integrazione scolastica e sociale sono molte ma sappiamo anche che, a partire dal 1974, anno di apertura dei manicomi e inizio degli inserimenti scolastici, la societ\u00e0 ha superato e sta superando molte resistenze nei confronti delle persone disabili.<\/p>\n<p>La formazione<br \/>\nIl musicoterapeuta si forma sul duplice versante della pedagogia musicale e della musicoterapia, secondo il modello umanistico elaborato presso l\u2019Associazione Pedagogia Musicale e Musicoterapia .La Musica \u00e8 gi\u00e0 dentro all\u2019uomo, dentro al Grembo Materno (la Prima Orchestra), dentro alla Terra (la Grande Orchestra). Educazione e terapia attingono alla stessa sorgente. Educazione e terapia vanno a collegarsi con quello che c\u2019\u00e8 gi\u00e0, con l\u2019Esserci del paziente.<br \/>\nLa formazione si svolge attraverso seminari tematici e coinvolgono l\u2019area &#8220;musicoterapica&#8221;, &#8220;corporea&#8221; e &#8220;personale&#8221; (la formazione in P.N.L Umanistica integrata)offre strumenti per il lavoro di crescita e trasformazione professionale allo scopo di approfondire la competenza in ambito relazionale e comunicativo) e di supervisione. Al termine del lavoro viene rilasciato un attestato di partecipazione.<br \/>\nPresentazione tratta dal sito<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.arttherapyit.org\">www.arttherapyit.org<\/a><br \/>\nP.zza Baiamonti 2 20154 Milano<br \/>\nTel.02. 29062040<br \/>\nlombardia@arttherapyit.org<br \/>\nE\u2019 un\u2019associazione che promuove dal 1982 la diffusione e la formazione degli operartori in \u201carteterapia\u201d e \u201cdanzamovimentoterapia\u201d<\/p>\n<p><strong>Per capirci meglio<br \/>\n<\/strong>Dieci regole per comunicare con le persone sorde.<br \/>\n-Accertarsi che la persona audiolesa abbia l\u2019attenzione rivolta verso di voi.<br \/>\n-Disporsi frontalmente con il volto ben visibile per favorire la lettura labiale (a volte barba e baffi possono essere d\u2019ostacolo).<br \/>\n-Mentre si parla evitare di girarsi, di coprirsi la bocca, di disporsi in controluce e\/o in ambienti oscurati.<br \/>\n-In sede di conferenza non camminare durante l\u2019esposizione orale e non coprire le labbra con il microfono.<br \/>\n-E\u2019 importante parlare chiaramente scandendo bene le parole. Usare un ritmo di eloquenza regolare, n\u00e9 troppo affrettato ma neanche troppo rallentato.<br \/>\n-Non occorre alzare la voce n\u00e9 enfatizzare i movimenti delle labbra perch\u00e9 questo distorce la bocca in modo innaturale e potrebbe compromettere la comprensione.<br \/>\n-Alternare il movimento della spiegazione orale con quello dell\u2019indicazione visiva (es. spiegazione su lucidi alla lavagna luminosa, compilazioni di moduli).<br \/>\n-Aiutarsi con qualche gesto significativo, con qualche espressione facciale e se necessario con qualche scritto.<br \/>\n-Utilizzare un linguaggio accessibile e laddove necessario pi\u00f9 semplice. Invece di ripetere gli stessi termini, modificare la frase e le singole parole. Non avere paura di ripetere e di verificare la reciproca comprensione del messaggio.<\/p>\n<p><strong>Abbattere le barriere uditive oggi \u00e8 possibile<\/strong><br \/>\nL\u2019utilizzo di ausili quali lavagna luminose; microfoni tascabili; DVD e VHS sottotitolati; videotelefoni e videocitofoni; monitor visivi; installazione del campo magnetico e della videoconferenza<br \/>\nLa sottotitolazione in diretta nelle scuole; nelle Universit\u00e0; nelle sale cinematografiche; nei luoghi pubblici e in tutte le emittenti televisive (lezioni, dibattiti, cineforum, conferenze, film,manifestazioni sportive e di svago)<br \/>\nL\u2019abbinamento di ogni messaggio fonico ad uno visivo: diciture scritte, campanelli e segnalatori luminosi intermittenti. In particolare nelle situazioni di emergenza (es. incendio) e in generale nei luoghi pubblici (es. stazioni ferroviarie, treni, aeroporti)<br \/>\nTesto a cura di AFA (Associazione famiglie audiolesi) di Cant\u00f9 (Co)<br \/>\nAfa.audiolesi@cracantu.it<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.afacantu.it\">www.afacantu.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Classificazione audiometrica dei deficit uditivi<\/strong><br \/>\nI deficit uditivi sono nella maggio parte dei casi collegati ad una perdita della percezione dei suoni. Della parola in particolare che comporta suoni acuti e gravi la cui potenza acustica \u00e8 variabile, essa non pu\u00f2 essere ridotta ad un livello acustico medio.<br \/>\nDopo un bilancio clinico, la misura audiometrica \u00e8 realizzata nelle condizioni acustiche soddisfacenti. Essa fa apparire una perdita in deciBel in rapporto all\u2019orecchio normale (dB H.L.) con riferimento alle norme ISO. Una perdita totale media \u00e8 calcolata a partire dalla perdita in dB alle frequenze 500 Hz, 1000 Hz, 2000 Hz e 4000 Hz. Ogni frequenza non percepita \u00e8 segnata a 120 dB di perdita. La loro somma viene divisa per quattro arrotondata all\u2019unit\u00e0 superiore.<br \/>\nIn caso di sordit\u00e0 asimmetrica, il livello medio di perdita in dB \u00e8 moltiplicato per 7 per l\u2019orecchio migliore e per 3 per l\u2019orecchio peggiore. La somma \u00e8 divisa per 10.<\/p>\n<p><strong>Audizione normale o subnormale<br \/>\n<\/strong>Il deficit tonale medio non supera i 20 dB. Si tratta eventualmente di un leggero disordine tonale senza incidenza sociale.<\/p>\n<p><strong>Deficit uditivo lieve<br \/>\n<\/strong>La perdita tonale media \u00e8 compresa tra 21 dB e 40 dB.<br \/>\nLa parola \u00e8 percepita a voce normale, \u00e8 difficilmente percepita a voce bassa o lontana.<br \/>\nLa maggior parte dei rumori familiari sono percepiti.<\/p>\n<p><strong>Deficit uditivo medio<br \/>\n<\/strong>Primo grado: le perdita tonale media \u00e8 compresa tra 41 dB e 55 dB.<br \/>\nSecondo grado: la perdita tonale media \u00e8 compresa tra 56 dB e 70 dB.<br \/>\nLa parola \u00e9 percepita se si alza la voce.<br \/>\nLa persona comprende meglio guardando chi parla.<br \/>\nAlcuni rumori familiari sono ancora percepiti.<\/p>\n<p><strong>Deficit uditivo severo<br \/>\n<\/strong>Primo grado: la perdita tonale media \u00e8 compresa tra 71 dB e 80 dB.<br \/>\nSecondo grado: la perdita tonale media \u00e8 compresa tra 81 dB e 90 sB.<br \/>\nLa parola \u00e9 percepita a voce forte vicino all\u2019orecchio.<br \/>\nI rumori forti sono percepiti.<\/p>\n<p><strong>Deficit uditivo profondo<br \/>\n<\/strong>Primo grado: la perdita tonale media \u00e8 compresa tra 91 dB e 100 dB.<br \/>\nSecondo grado: la perdita tonale media \u00e8 compresa tra 101 dB e 110 dB.<br \/>\nTerzo grado: la perdita tonale media \u00e8 compresa tra 111 dB e 119 dB.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 alcuna percezione della parola.<br \/>\nSolo i rumori molto potenti sono percepiti.<\/p>\n<p><strong>Deficit uditivo totale \u2013 Cofosi<br \/>\n<\/strong>La perdita media \u00e8 di 120 dB.<br \/>\nNulla \u00e8 percepito.<\/p>\n<p>1\u00b0 maggio 1997, Lisbona (Portogallo)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biap.org\/\">http:\/\/www.biap.org\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PROGETTO VOICE<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3607],"edizioni":[107],"autori":[2992],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3723],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1986"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1986"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1986\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5062,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1986\/revisions\/5062"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1986"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1986"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1986"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1986"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1986"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1986"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}