{"id":199,"date":"2009-11-04T17:05:08","date_gmt":"2009-11-04T17:05:08","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=199"},"modified":"2025-11-24T11:58:21","modified_gmt":"2025-11-24T10:58:21","slug":"essere-disabili-nei-paesi-in-via-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=199","title":{"rendered":"Essere disabili nei paesi in via di sviluppo"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di Tommaso Mariotti e Roberto Ghezzo<\/p>\n<p>Che idea hanno in India della disabilit\u00e0? C\u2019\u00e8 una differenza tra decifit e handicap in Mozambico o in Mali? E se c\u2019\u00e8, per esempio da un punto di vista socio-sanitario, come \u00e8<!--break--> vissuta culturalmente e socialmente tra la gente in contesti cos\u00ec diversi, ma non troppo distanti dal nostro? E poi, quali interventi, esperienze, strutture, esigenze compongono l\u2019universo dell\u2019handicap nel Sud del mondo?<br \/>\nInterrogativi affascinanti e stimolanti che sollecitano una ricerca che va ben oltre la mera documentazione o informazione, e che saranno oggetto di questa nuova rubrica della nostra rivista. Pu\u00f2 essere una ricerca che superi i canoni e i criteri d\u2019interpretazione in cui affoga la nostra cultura, magari cercando di metterli in discussione, nella misura in cui possiamo arricchirli, trasformarli con la bussola di una cultura umana della diversit\u00e0. L\u2019approccio che cerchiamo, e l\u2019esigenza di questa stessa rubrica, non \u00e8 semplicemente riportare le esperienze d\u2019impegno, pi\u00f9 che di lavoro, con la disabilit\u00e0 in altri paesi, ma \u00e8 teso ad uno scambio, o meglio, ad un incontro nuovo tra le culture su un terreno assai peculiare come quello delle relazioni con i \u201cdiversi\u201d. Perfino questa categoria dei \u201cdiversi\u201d forse va un po\u2019 ripensata a partire da un dato fornito dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 che parla di una stima di 600 milioni di persone in tutto il mondo affette da disabilit\u00e0. Di fronte a queste cifre parlare di minoranze o di una categoria di persone sembra contraddittorio: \u00e8 un dato, per\u00f2, che tra i poveri spesso i disabili sono fra i pi\u00f9 poveri, quelli con meno mezzi e possibilit\u00e0 di organizzare un cambiamento, di diventarne protagonisti.<br \/>\nEcco perch\u00e9 la voglia di conoscere e d\u2019imparare, come d\u2019insegnare, che \u00e8 un patrimonio solido di questa rivista, non si ferma ad uno sguardo verso il Sud del mondo, ma cerca lo sguardo del Sud del mondo, con tutte le differenze del caso, ma che la realt\u00e0 dei nostri giorni ci sollecita con una forza inedita, che a nostro avviso va colta se vogliamo tendere a migliorare la nostra vita. La manifestazione pi\u00f9 evidente \u00e8 la crescente presenza delle genti del mondo nel nostro paese destinata a aumentare esponenzialmente nei prossimi anni, che \u00e8 tutt\u2019altro che motivo di preoccupazione, bens\u00ec motiva la ricerca di un nuovo incontro nelle diversit\u00e0, e nel nostro caso di una diversit\u00e0 nelle diversit\u00e0. Per questo \u00e8 preziosissimo cercare anche all\u2019origine, nelle culture di provenienza, una possibile strada di comprensione comune e di trasformazione della socialit\u00e0. Se ci pensiamo bene questa angolazione pu\u00f2 risultare molto interessante e stimolante perch\u00e9 apre nuovi orizzonti d\u2019incontro, di studio, di confronto, di scambio, mettendoci nelle condizioni reciprocamente di superare luoghi comuni assai radicati verso quei mondi cos\u00ec vasti, che normalmente percepiamo o con velato disprezzo e conflittualit\u00e0, o con un occhio assistenziale e terzomondista, cio\u00e8 entrambi postulando la presunta inferiorit\u00e0 del Sud del mondo. Se questo \u00e8 vero in generale, figuriamoci per quanto riguarda l\u2019handicap, la diversabilit\u00e0 (anche se crediamo non sia un concetto assunto in altri paesi al momento). In realt\u00e0 molti progetti ed esperienze \u201csul campo\u201d, come la riabilitazione su base comunitaria di cui accenneremo pi\u00f9 avanti, ci insegnano molto sul terreno socio-educativo, proprio perch\u00e9 alla base si sperimenta la complessit\u00e0 dei rapporti umani in tutta la loro dimensione, che di questi tempi risulta comunque innovativo. La difficolt\u00e0 di questa ricerca, quindi, non sta solo nel conquistarci una certa umilt\u00e0, ma anche nel conoscere ex novo queste esperienze all\u2019interno del loro contesto sociale e culturale, e al tempo stesso provando a generalizzare sulla base del nostro bagaglio d\u2019impegno. Una questione che si presenta immediatamente interessante \u00e8 capire come si trasforma l\u2019idea, e il vissuto, del deficit e dell\u2019handicap nei paesi in cui esiste in varie forme la guerra. La distruzione per antonomasia crea inesorabilmente handicap in situazioni strutturali gi\u00e0 difficilissime, ma soprattutto amplia le forme dei deficit come conseguenza diretta delle bombe, democratiche o terroristiche che siano, fino allo stillicidio delle mine antiuomo, per fare solo un esempio, di cui i Paesi occidentali sono tra i principali produttori e quindi anche responsabili. La presenza delle Ong, ma soprattutto l\u2019impegno di coraggiosissimi personaggi e di realt\u00e0 associate, spesso fuori da ambiti ufficiali, sono risorse vitali tutte da scoprire e sostenere nell\u2019esordio di una ricerca cos\u00ec complicata, ma necessaria. Per redarre questa rubrica ci faremo aiutare ad esempio dagli esperti dell\u2019AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), una Ong con la quale negli anni si \u00e8 creato un rapporto di amicizia e collaborazione. A loro ci lega la medesima visione \u201cculturale\u201d della realt\u00e0 dell\u2019handicap, che in particolare si traduce nell\u2019adesione al programma dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 che si chiama Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC). Ce lo spiega meglio Sunil Deepak, medico dell\u2019 AIFO: \u201cLa filosofia della RBC si pu\u00f2 riassumere nel vedere la persona nella sua globalit\u00e0. Non si pu\u00f2 separare ad esempio l\u2019educazione dalla riabilitazione, non dobbiamo occuparci solamente di singoli \u2018pezzi\u2019 della persona, come fanno gli specialisti. Dal lavoro, all\u2019aspetto sanitario, dalla partecipazione alla vita quotidiana, allo sport, alla cultura: lo sforzo \u00e8 di vedere tutte le cose insieme. Lo sviluppo della medicina occidentale ha influenzato la cultura dei paesi pi\u00f9 poveri nel senso di dire: basta avere la tecnologia e gli esperti e si pu\u00f2 fare tutto. Questo atteggiamento si basa su istituzioni e strutture costose. In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 poca attenzione alla continuit\u00e0 dei progetti, e l\u2019ultima fase rischia di essere quella dell\u2019arrangiarsi. Quando andiamo nei paesi pi\u00f9 poveri siamo abituati a guardare gli ospedali, quanti sono i medici e terapisti, e quando non li vediamo diciamo che non esiste niente. La RBC invece dice che ci sono tantissime risorse: i genitori, gli amici, la comunit\u00e0 che vogliono fare qualcosa, fanno quello che possono, ad esempio vanno dallo sciamano e fanno sacrifici. Se tu dai loro la possibilit\u00e0 di acquisire qualche strumento in pi\u00f9, qualche conoscenza, loro sono pronti a fare qualcosa in pi\u00f9. Non puoi sostituire il ruolo dei professionisti ma ci sono tanti aspetti cui i professionisti non possono dedicarsi: \u00e8, diciamo, una riabilitazione complementare.\u201d<br \/>\nCi vengono in mente le parole di Marco Espa, presidente dell\u2019Associazione Bambini Cerebrolesi di Cagliari, che sostiene che la riabilitazione su base comunitaria va sviluppata anche qui nel primo mondo e che abbiamo tantissimo da imparare proprio da alcune esperienze realizzate nei paesi cosiddetti in via di sviluppo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che idea hanno in India della disabilit\u00e0? C\u2019\u00e8 una differenza tra decifit e handicap in Mozambico o in Mali? E se c\u2019\u00e8, per esempio da un punto di vista socio-sanitario, come \u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3591,3609],"edizioni":[36],"autori":[242],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/199"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=199"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/199\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5463,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/199\/revisions\/5463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=199"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=199"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=199"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=199"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=199"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=199"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}