{"id":1991,"date":"2011-07-06T11:25:54","date_gmt":"2011-07-06T11:25:54","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1991"},"modified":"2025-10-29T10:11:36","modified_gmt":"2025-10-29T09:11:36","slug":"evoluzione-degli-apparecchi-acustici-di-michele-ricchetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1991","title":{"rendered":"9. Evoluzione degli apparecchi acustici"},"content":{"rendered":"<p>di Michele Ricchetti, ingegnere elettronico, ricercatore presso l&#8217;Universit\u00e0 di Genova e responsabile dell&#8217;Area ricerca di Linea s.r.l.<u><\/p>\n<p><\/u><strong>Il \u201ccornetto\u201d<\/strong><br \/>\nI primi aiuti all\u2019udito sono stati forniti dalle mani, infatti accostandole al padiglione uditivo in modo da prolungarne la sua curvatura si ottiene un maggior \u201ceffetto imbuto\u201d, cio\u00e8 pi\u00f9 segnale acustico entra nel padiglione e quindi pi\u00f9 energia si ha a disposizione per far muovere il timpano e gli ossicini, il che porta a sentire meglio. Dopo questo primo passo si \u00e8 passati al \u201ccornetto\u201d un vero e proprio imbuto che permetteva maggiori performance. Questi sistemi non amplificano del segnale ma permettono di captare semplicemente pi\u00f9 segnale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019apparecchio a scatola<\/strong><br \/>\nCon l\u2019avvento delle protesi a scatola incomincia l\u2019era elettronica degli apparecchi acustici. Questi apparecchi, come quelli che li seguiranno, sono formati da tre componenti principali: microfono, \u201celettronica di amplificazione\u201d e ricevitore. Il microfono serve a convertire i suoni in elettricit\u00e0, che viene cos\u00ec utilizzata come segnale di ingresso dall\u2019elettronica di amplificazione che lo amplifica, ad esempio, fino a 1 milione di volte (60db), infine il segnale amplificato viene fornito al ricevitore, che \u00e8 una cassa acustica, che riconverte il segnale elettrico in suono. Il suono cos\u00ec amplificato viene portato all\u2019interno del canale uditivo.<br \/>\nGli apparecchi a scatola incominciano ad essere sviluppati negli anni \u201960, la tecnologia in quegli anni non permetteva una elevata miniaturizzazione dei componenti, quindi le loro dimensioni non erano trascurabili: il microfono era posizionato, insieme all\u2019elettronica di amplificazione e alle batterie in una scatola, dalle dimensioni simili a un \u201cmoderno\u201d walkman a cassette. Il segnale elettrico tramite filo veniva portato all\u2019orecchio dove era posizionata una capsula magnetica che convertiva il segnale in suono, come succede nelle moderne cuffiette. Questo tipo di apparecchio aveva lo svantaggio delle dimensioni e delle limitate possibilit\u00e0 di regolazione, era solo un potente amplificatore, di cui si poteva regolare solo il volume.<\/p>\n<p><strong>L\u2019apparecchio retroauricolare<\/strong><br \/>\nA met\u00e0 degli anni \u201870 lo sviluppo dell\u2019elettronica porta alla costruzione degli apparecchi retroauricolari. I retroauricolari sono formati da due parti, la prima \u00e8 quella posta dietro al padiglione auricolare dove \u00e8 inserita tutta l\u2019elettronica. La seconda parte \u00e8 invece la chiocciola, che viene costruita su misura partendo dalla forma del condotto acustico, al suo interno ha inserito un tubicino che collegato alla parte elettronica porta il suono nel condotto acustico. La parte contenente l\u2019elettronica e la pila ha una forma a \u201cbanana\u201d che ben si adatta al retro del padiglione auricolare ed \u00e8 di un colore simile alla pelle.<br \/>\nCon questo tipo di protesi si incominciano a vedere i benefici dell\u2019elettronica, seppur ancora analogica, in quanto si possono trovare su questi dispositivi controlli per modellare la curva di risposta, in modo da adattarli pi\u00f9 finemente al portatore. In questi apparecchi possiamo trovare filtri tagli-suoni acuti e tagli-suoni bassi oltre che la regolazione MPO (Massima Potenza di Uscita).<br \/>\nL\u2019elettronica che \u00e8 all\u2019interno si \u00e8 modificata seguendo lo sviluppo: all\u2019inizio elettronica analogica, poi elettronica analogica programmata ed infine digitale.<br \/>\nLa forma retroauricolare \u00e8 rimasta inalterata fino alla fine degli anni \u201890, negli ultimi anni le varie case costruttrici hanno prodotto apparecchi di dimensioni pi\u00f9 piccole, in modo da renderle meno visibili.<\/p>\n<p><strong>Lo sviluppo dell\u2019elettronica<\/strong><br \/>\nA questo punto \u00e8 necessario parlare dell\u2019evoluzione dei componenti degli apparecchi, in particolare dell\u2019elettronica, in quanto microfoni e ricevitori non hanno avuto grandi evoluzioni.<br \/>\nL\u2019elettronica analogica \u00e8 un tipo di elettronica che permette di elaborare (ossia amplificare, filtrare) i segnali in tempo reale, ma, al crescere della complessit\u00e0 dell\u2019elaborazione, la dimensione del circuito cresce in modo esponenziale.<br \/>\nCon gli anni \u201890 inizia una nuova era, quella del computer, e quindi anche gli apparecchi acustici si adeguano ai tempi: nascono i primi apparecchi con elettronica analogica ma programmabili tramite computer. Questi apparecchi al contrario degli apparecchi analogici non vengono regolati con cacciaviti dall\u2019audioprotesista, bens\u00ec tramite un computer, questo non fornisce tuttavia nuove funzionalit\u00e0 all\u2019elaborazione del segnale ma semplifica le regolazioni e rende ripetibile la regolazione.<br \/>\nCon il nuovo millennio invece inizia l\u2019era digitale, per cui l\u2019elaborazione del segnale diventa digitale. In questo caso il segnale analogico, fornito dai microfoni, viene convertito in digitale e tramite un piccolo computer viene elaborato in modo molto pi\u00f9 complesso rispetto al caso analogico, ad esempio viene analizzato se nel segnale sono presenti rumori molesti o fischi, che, se vengono riconosciuti, vengono attenuati.<br \/>\nNegli apparecchi acustici analogici potevamo avere 3 o 4 parametri di controllo per adattare l\u2019apparecchio alla perdita acustica della persona, con gli apparecchi programmabili questi parametri possono arrivare a 10, infine con gli apparecchi digitali i parametri hanno ormai superato il centinaio, e questo permette una regolazione fine, il che presuppone una elevata preparazione del tecnico audioprotesista.<\/p>\n<p><strong>L\u2019apparecchio endoauricolare<\/strong><br \/>\nNegli anni \u201880 i produttori riescono, grazie alla crescente miniaturizzazione dei circuiti elettronici, a creare apparecchi da inserire all\u2019interno dell\u2019orecchio, i cosiddetti \u201cendoauricolari\u201d. Questi apparecchi oltre all\u2019indubbio vantaggio estetico hanno una ulteriore prerogativa, di avere il microfono all\u2019interno del padiglione uditivo quindi in una posizione pi\u00f9 naturale. Nel retroauricolare il microfono \u00e8 posto in cima al guscio che sta dietro all\u2019orecchio: questa posizione porta il microfono ad essere pi\u00f9 sensibile al vento e a perdere l\u2019informazione della provenienza del segnale. L\u2019endoauricolare cos\u00ec come il retroauricolare \u00e8 stato da prima completamente analogico, poi programmabile ed infine digitale.<br \/>\nA partire dagli anni \u201990 in Italia sono apparsi apparecchi endoauricolari adatti ad affrontare anche sordit\u00e0 profonde.<br \/>\nNegli ultimi due anni si stanno affacciando altri due tipi di apparecchi acustici i \u201cRITE\u201d e gli \u201cOpenFitting\u201d. I RITE (\u2026) sono apparecchi che fondono i concetti dell\u2019endoauricolare e del retroauricolare, i secondi invece sono apparecchi pi\u00f9 piccoli di un tradizionale retroauricolari, ma con un piccolo tubicino (non una chiocciola) che porta il suono nel condotto uditivo.<br \/>\nAlla fine degli anni \u201890, si \u00e8 sviluppata la tecnica dell\u2019impianto cocleare per risolvere il problema della sordit\u00e0. Questo tipo di soluzione \u00e8 totalmente diverso dagli strumenti tecnologici illustrati precedentemente, in quanto necessita di un intervento chirurgico. Durante tale intervento la coclea viene forata per far passare un filamento costituito da pi\u00f9 elettrodi. Sotto la cute del cranio viene collocato un circuito che si occupa di captare i comandi provenienti dall\u2019unit\u00e0 esterna. Nell\u2019unit\u00e0 esterna sono presenti il microfono e il processore digitale e un circuito di trasmissione alla sezione sottocute.<\/p>\n<p><strong>Gli ausili<\/strong><br \/>\nGli ausili sono accessori destinati a completare gli apparecchi acustici o l\u2019impianto. Possono essere dei trasmettitori in radiofrequenza che, collegati all\u2019apparecchio acustico, permettono alla persona di sentire da un microfono posto anche a qualche decina di metri dalla persona. Altro ausilio \u00e8 la cosiddetta bobina, questo componente permette di sentire attraverso un campo magnetico generato ad hoc, per esempio in un teatro per seguire meglio lo spettacolo o tramite la normale cornetta del telefono per fare una conversazione con minore difficolt\u00e0. Altri ausili, pi\u00f9 attuali, possono essere gli adattatori bluetooth che convertono l\u2019apparecchio in un auricolare bluetooth.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il &ldquo;cornetto&rdquo;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591],"edizioni":[107],"autori":[4047],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3723],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1991"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1991"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5051,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1991\/revisions\/5051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1991"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1991"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1991"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1991"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1991"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1991"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}