{"id":1996,"date":"2011-07-06T11:43:53","date_gmt":"2011-07-06T11:43:53","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1996"},"modified":"2025-10-29T09:45:54","modified_gmt":"2025-10-29T08:45:54","slug":"la-filosofia-sui-banchi-del-liceo-artistico-di-isabella-d-isola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1996","title":{"rendered":"4. La filosofia sui banchi del liceo artistico"},"content":{"rendered":"<p>Di Isabella D&#8217;Isola, docente di filosofia e storia presso il liceo artistico di Brera (Milano)<\/p>\n<p>Dopo moltissimi anni trascorsi nei licei classici, da due mi trovo ad insegnare Filosofia in un liceo artistico.<br \/>\nLe ricadute didattiche di tale cambiamento sono state molteplici: tuttora avverto la precariet\u00e0 della fase di sperimentazione che sto mettendo in atto e che mi auguro per\u00f2 possa portare alla soluzione di alcuni dei problemi che elencher\u00f2 fra poco. Devo aggiungere che la constatazione della trasformazione generale dei giovani, accelerata negli ultimi tempi, mi aveva gi\u00e0 indotto una riflessione sull&#8217;insegnamento tradizionale della filosofia e sui suoi limiti.<br \/>\nLa filosofia appare agli studenti come la disciplina pi\u00f9 aliena dal contesto socio- culturale attuale, poich\u00e9 i suoi oggetti richiedono l&#8217;attenzione prolungata, la pazienza, la lentezza, la curiosit\u00e0 verso l&#8217;universale, la dimensione logico- razionale, la coerenza del discorso, la terminologia specifica, la dimensione astratta, la logica della ricerca continua: tutte caratteristiche &#8220;fuori moda&#8221;; a ci\u00f2 si aggiunga il carattere di totale &#8220;inutilit\u00e0&#8221; della filosofia rispetto ai parametri attuali di considerazione dell&#8217;utile, per cui ci\u00f2 che si fa, lo si fa per ottenere subito qualcosa: ovvero soldi, potere e visibilit\u00e0. Sembra che il sapere per il sapere, di aristotelica memoria, sia definitivamente tramontato.<br \/>\nLa questione metodologica \u00e8 la conseguenza di quanto sopra esposto: \u00e8 ovvio che in un contesto culturale cos\u00ec mutato non possano pi\u00f9 valere le pratiche didattiche che ci hanno fin qui guidato. La lezione frontale, la lenta e paziente lettura e interpretazione in classe dei passi antologici, la simulazione di contraddittori su questioni teoriche non risultano n\u00e9 attraenti n\u00e9 efficaci, al fine di far acquisire una mentalit\u00e0 filosofica.<br \/>\nAl problema generale di trasformazione dell&#8217;universo giovanile si aggiunge in questo caso la specificit\u00e0 del liceo artistico, al cui interno si trova un numero cospicuo di giovani audiolesi, in alcuni casi anche con deficit cognitivi.<br \/>\nChe fare? Prima di proporre delle soluzioni, elencherei i problemi ritenuti pi\u00f9 importanti:<br \/>\n\u2022 la mancanza di una formazione culturale in cui sia centrale la conoscenza della societ\u00e0 e della cultura greca ( ci\u00f2 riguarda sia la filosofia antica sia altri momenti della storia della disciplina: basti pensare a Nietzsche e Heidegger);<br \/>\n\u2022 una subordinazione della parola e della scrittura rispetto alla rappresentazione grafica, pittorica, scultorea ecc;<br \/>\n\u2022 il privilegiamento nella cultura giovanile del senso della vista ( in subordine l&#8217;udito- la musica), che impronta le relazioni con gli altri e col mondo secondo la logica della &#8221; visione&#8221;, del&#8221; mostrarsi&#8221;, dell&#8217; &#8220;apparire&#8221; ( tale modalit\u00e0 coinvolge non solo gli studenti del liceo artistico ma tutti i giovani in generale). La pratica del consumismo, come ricorda Z. Bauman, non \u00e8 una questione di collezionare e accumulare cose. E&#8217; essenzialmente una questione di accumulare sensazioni, la cui fonte \u00e8 soprattutto di ordine visivo. Nel mondo contemporaneo, il passaggio da una dimensione etica ad una dimensione estetica nel modo di intendere la vita e i rapporti con gli altri si configura fin dall&#8217;infanzia.<br \/>\n\u2022 l&#8217;utilizzo ininterrotto del mezzo televisivo che, per sua natura, satura la mente con le immagini, fa concentrare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che si vede, declassando la parola: la stessa velocit\u00e0 con cui le notizie sono date impedisce la ricezione non solo di tutte le informazioni ma anche della possibilit\u00e0 di rielaborarle;<br \/>\nDa ci\u00f2 discendono almeno tre conseguenze:<br \/>\n1) l&#8217;assenza di un&#8217;educazione alla lettura e all&#8217; approfondimento, il difficilissimo rapporto con il manuale, l&#8217;equivoco che possa bastare ripetere la parola dell&#8217;insegnante, spesso mal compresa e trascritta confusamente. Sembra che, nell&#8217;epoca dell&#8217;informatica, si sia inopinatamente ritornati alla trasmissione orale del sapere e al suo apprendimento mnemonico e passivo, come accadeva nelle scholae medievali;<br \/>\n2) l&#8217;incapacit\u00e0 di accettare i tempi lunghi della ricerca, del progetto portato avanti con pazienza, forza di volont\u00e0, determinazione. La dimensione del tempo il cui flusso \u00e8 rapidissimo e che si atomizza nell&#8217; attimo, nell&#8217;istante, \u00e8 quella dominante e collegata alla necessit\u00e0 del piacere istantaneo (e non procrastinabile) e alla soddisfazione dell&#8217;attimo.<br \/>\n3) la difficolt\u00e0 di svolgere un attivo processo di ricerca e di scrittura individuali, a causa dell&#8217;uso, anche dissennato, di internet in cui le soluzioni sono preconfezionate.<\/p>\n<p><strong>La didattica laboratoriale di filosofia<\/strong><br \/>\nIn base all&#8217;analisi sinteticamente esposta ho ritenuto necessario sottoporre all&#8217;attenzione degli studenti la didattica laboratoriale che, in questa prima fase di sperimentazione, ho proposto- e non imposto- come modello di lavoro filosofico. La didattica laboratoriale, in estrema sintesi, stimola il passaggio dal sapere al saper fare al saper essere; possiede inoltre le seguenti caratteristiche: rende gli studenti protagonisti attivi del processo di apprendimento e stimola in loro l&#8217;atteggiamento critico, oltre che favorire il processo di soggettivazione a partire dalle peculiarit\u00e0 di ciascuno. Lo studente, protagonista del processo cognitivo, accetta la progettualit\u00e0 della ricerca e la fatica che comporta.<br \/>\nQuesto \u00e8 il motivo principale per cui ho caldeggiato la rappresentazione visiva di alcuni momenti della filosofia antica e moderna, lasciando ai singoli la scelta del mezzo e degli strumenti della rappresentazione. La dimensione della rappresentazione unisce il mondo degli studenti senza handicap con quello di coloro che lo possiedono, avvantaggiando gli uni e gli altri: perci\u00f2 non mi sento di tenere nettamente separate le due riflessioni (inoltre non ho le competenze per esprimermi sull&#8217;handicap); essi condividono anche lo stesso contesto socio-culturale..<br \/>\nGli allievi hanno, ad esempio, raffigurato le cosmogonie presocratiche, i miti platonici, l&#8217;universo aristotelico, alcuni dialoghi di Platone come il Critone, La nuova Atlantide di Bacone sia utilizzando varie tecniche &#8211; pittoriche, grafiche ( elaborazione di fumetti)- sia avvalendosi di materiali diversi per fare delle strutture cartonate colorate &#8211; contenenti oggetti, a loro volta manufatti- sia costruendo plastici. Per la composizione di alcune immagini hanno utilizzato anche il computer. Sollecitati a rivelare le loro abilit\u00e0 manuali e artistiche in un ambito non usuale, i ragazzi hanno dato il meglio di s\u00e9. Alcuni di loro hanno realizzato dipinti e oggetti che si riferivano a problematiche bioetiche.<br \/>\nI ragazzi hanno mostrato di saper ricostruire un momento della filosofia, a partire dalla descrizione di ci\u00f2 che avevano realizzato, molto meglio di quanto non avessero fatto precedentemente senza la mediazione della rappresentazione. Le raffigurazioni sono state fonte di molteplici discussioni individuali e collettive, poich\u00e9 la loro scorrettezza, pur nel rispetto delle libert\u00e0 dell&#8217; &#8220;artista&#8221;, denunciava una mancata comprensione del filosofo.<br \/>\nSi \u00e8 creato nelle classi un clima di maggiore serenit\u00e0 e collaborazione, oltre che di &#8220;gara&#8221; per il primato dell&#8217;opera artistico- filosofica migliore.<br \/>\nMi pare che la logica della visione, in questo caso, sia utilizzata proficuamente, coniugandosi, platonicamente, con una visione anche interiore. Dare forma a concetti e immagini di altri, vissuti duemilacinquecento anni addietro, \u00e8 un buon esercizio contro al superficialit\u00e0.<br \/>\nIl Laboratorio di Filosofia, presente a scuola e gestito dagli studenti medesimi, ha proposto, per l&#8217;anno scolastico 2007-08, che tale metodologia di insegnamento delle filosofia sia utilizzata per le nuove classi terze, e sia organizzata in modo tale da poter realizzare, a fine anno, una mostra sulla rappresentazione visiva della filosofia antica. Gli studenti ritengono che, nel giro di tre anni, possa essere coinvolta tutta la storia della disciplina, o meglio, quella parte di essa rappresentabile.<br \/>\nGli allievi audilesi, coinvolti nella nuova metodologia didattica, hanno cominciato a mostrare un qualche interesse per la filosofia , che \u00e8 sembrata loro meno astratta perch\u00e9 rappresentabile. Nella logica di programmi individualizzati, credo che possa essere esperito tale percorso, poich\u00e9, non privilegiando la parola, che per tali allievi \u00e8 molto problematica, consente loro di acquisire sia alcuni dei messaggi filosofici pi\u00f9 significativi sia la <em>forma mentis<\/em> dell&#8217;interrogazione sul mondo, che \u00e8 propria della filosofia. E&#8217; ovvio che, con tale metodologia, non sono pi\u00f9 necessarie le tradizionali forme di verifica: il prodotto artistico \u00e8 l&#8217;oggetto della verifica.<\/p>\n<p>La didattica laboratoriale sopra esposta non \u00e8 aliena da contraddizioni e problemi.<br \/>\nTre sono forse quelli pi\u00f9 importanti:<br \/>\n1)\u00e8 possibile rispettare la natura della filosofia pur trasponendola- traducendola in un ambito- struttura che possiede una organizzazione epistemologica radicalmente diversa, rispetto alla quale, anzi, non pochi filosofi, fra essi Platone ed Aristotele, Kant, Hegel ecc., hanno espresso un parere negativo, in relazione alla impossibilit\u00e0 di conoscere il mondo attraverso l&#8217;arte?<br \/>\n2) Non tutta la filosofia \u00e8 rappresentabile e non \u00e8 corretto tradurla in immagini.<br \/>\n3) Per elaborare una rappresentazione \u00e8 necessario conoscere adeguatamente i testi filosofici e quindi i concetti: la raffigurazione visiva non esclude, anzi sollecita la lettura diretta degli autori, che diventa per\u00f2 finalizzata alla rappresentazione delle tesi sostenute, e quindi pi\u00f9 accettabile da parte degli studenti. Dal punto di vista metodologico tale pratica non pu\u00f2 essere integralmente sostitutiva di quella tradizionale: pu\u00f2 diventarlo solo per gli studenti rispetto ai quali, come i sordi profondi (che, ad esempio, non conoscono il linguaggio dei segni) \u00e8 necessario un percorso individualizzato e non finalizzato al diploma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo moltissimi anni trascorsi nei licei classici, da due mi trovo ad insegnare Filosofia in un liceo artistico. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3605,3607],"edizioni":[107],"autori":[4043],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3723],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1996"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1996"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1996\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5041,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1996\/revisions\/5041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1996"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1996"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1996"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1996"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1996"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1996"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1996"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1996"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1996"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}