{"id":2004,"date":"2011-07-11T15:33:00","date_gmt":"2011-07-11T15:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2004"},"modified":"2025-10-29T12:14:23","modified_gmt":"2025-10-29T11:14:23","slug":"quattro-racconti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2004","title":{"rendered":"5. Quattro racconti"},"content":{"rendered":"<p>Di Leandro Iacobucci<\/p>\n<p>Quattro racconti in cui lo stile narrativo descrive storie di persone , il punto di vista di un educatore , lo sguardo di un viaggiatore che esplora e incontra quattro mondi diversi , soggettivit\u00e0 afflitte o euforiche, ma non perch\u00e9 inscritte nelle classificazioni delle disabilit\u00e0, semplicemente perch\u00e9 umane.<\/p>\n<p><strong>Zorro<br \/>\n<\/strong>Ho iniziato il mio lavoro di Educatore , in un centro che accoglie diverse persone con deficit di ogni tipo, in modo organizzativamente confuso. Queste persone di et\u00e0 compresa tra i 12 e 40 anni vivono insieme assistiti da Educatori ed Oss, differenziati nei ruoli ma non nelle azioni.<br \/>\nFrancesco, divent\u00f2 \u201cZorro\u201d dopo un episodio casuale ed illuminante per la mia fresca esperienza professionale, durante la quale mi interrogavo sulle sottili differenze tra l\u2019imputarsi un ruolo professionale con un senso e quando invece come un distintivo da mostrare.<br \/>\nAll\u2019epoca seguivo, in \u201crapporto individuale\u201d, un ragazzo, Andrea, con diagnosi di Psicosi Autistica e molto aggressivo. Sembrava che ogni cosa potesse sovvertire un suo equilibrio interno e scatenare lunghe e pericolose crisi. Nel periodo di massima acuzie, ci sembrava che anche un rumore improvviso o il semplice nulla potessero provocare crisi interminabili.<br \/>\nIn realt\u00e0, quando ancora non si conosce l\u2019altro e se stessi nella relazione, ogni cosa sembra pericolosa.<br \/>\nPerci\u00f2, io e altri due colleghi turnisti, eravamo confinati in un\u2019 area \u201ctranquilla\u201d dell\u2019 istituto ubicata davanti ad punto di passaggio, un vano scale che conduce negli altri reparti.<br \/>\nNei momenti di tranquillit\u00e0 , avevo iniziato a fare conoscenza con uno degli ospiti , Francesco, sordastro, piccolino di statura, capelli ricci neri, occhi pieni di emozioni, camminava come un pinguino a causa di un deficit connatale.<br \/>\nVenni a sapere che aveva un fratello gemello sano, rimasto in famiglia.<br \/>\nMi colp\u00ec molto questa notizia, ma non giudicai.<br \/>\nIl suo mutismo contrastava con un gioioso caos, la sua voce era l\u2019allegro sbattere di porte o le sue urla di gioia, di rabbia o di approvazione, sonorit\u00e0 mutevoli delle emozioni (mutismo?). Era uno dei pochi che potevano muoversi senza accompagnatori. Aveva una grande passione per i giornalini di Tex, che aveva imparato a leggere da solo,seguendo la sequenza logica delle immagini, non avendo avuto scolarizzazione, ma interventi educativi fatti dalle colleghe del centro. Francesco aveva allora 19 anni ma, piccolo di statura, dava l\u2019idea di un bambino di dieci.<br \/>\nNel periodo di carnevale, Andrea ebbe crisi fortissime. l\u2019ultimo giorno di quel mese, al cambio turno, nell\u2019appartamentino che lo ospitava, parlavo con il mio collega a bassa voce, come fossimo davanti al capezzale di un morente, poi\u2026.con fragore, la porta si spalanca di colpo e con un urlo di felicit\u00e0 immensa , Francesco vestito da Zorro e mulinando orgoglioso la sua spada di plastica, mi presentava la sua gioia mentre io e il collega atterriti guardavamo la stanza dove Andrea riposava , temendo il peggio. Ma il peggio non avvenne.<br \/>\nIl mutismo di Francesco aveva trovato la sua voce, attraverso i suoi interessi, le sue identificazioni. Forse allora Tex o Zorro, sono stati davvero dei mentori senza paura, a differenza di me educatore, preoccupato anche dell\u2019aria che respiravo, o forse alla mia paura,ancora dovevo dare un senso. La relazione vuole coraggio, come la porta che si apre e non ne entra una crisi psicotica , ma l\u2019allegro disordine che imbarazza l\u2019istituzione , perch\u00e9 l\u2019istituzione \u00e8 muta e rende muti, se non si \u00e8 attenti a non farsi chiudere la bocca da tante \u201c prudenti raccomandazioni \u201c o definizioni dell\u2019altro che non ci permettono di incontrarlo.<br \/>\nFrancesco aveva trovato me, aveva incontrato me, lui era Tex e Zorro, era la voce non fatta di parole ma di senso, lui mi stava insegnando come incontrare Andrea, chiuso nel suo terrore eguale al mio e a quello dei colleghi. Mi insegnava ad osservare liberandomi dalla paura.<br \/>\nMi diceva che Andrea non poteva essere solo crisi aggressiva, ma anche altro\u2026.mi insegnava ad essere pi\u00f9 attento a quello che non stavo osservando , perch\u00e9 occupato ad interpretare, a dare ragioni a cause che rimanevano prudentemente fuori dal contatto relazionale.<br \/>\nPenso che anche oggi , le distorsioni date dal tecnicismo o da nuovi miti, ci fanno dimenticare che il coraggio dell\u2019essere ed esserci, richiede una similitudine con Zorro, che ci mostra due facce, quella del conformismo prudente della professionalit\u00e0, dell\u2019istituzione, delle classificanti rassicurazioni e poi quella della sperimentazione, della ricerca che comprende comprendendosi, di essere storia insieme alle altre storie.<br \/>\nDevereux, come Zorro, ci offre sul piano metodologico una strada di riflessione nell\u2019appropriazione del nostro ruolo di operatori, di una voce educativa che sia realmente nostra e non presa a prestito, rendendoci muti assemblatori di caos.<br \/>\nPrima di chiedere la voce dell\u2019altro, dovremmo saper mostrare la nostra , saper emozionare anche davanti all\u2019incertezza, facendo dell\u2019incertezza il nostro mantello di Zorro e presentarci all\u2019altro senza ingannarlo, ma stupendolo di come possiamo essere e fare insieme a lui.<\/p>\n<p><strong>Urla<\/strong><br \/>\nGiovanni sta attraversando la strada, ha 45 anni, alto, sempre serio, distinto, lavora come dirigente in una nota azienda.<br \/>\nAttraversa la strada sulle strisce pedonali , in pieno giorno, viene investito da un auto l\u2019uomo che la guida \u00e8 ubriaco.<br \/>\nOra Giovanni \u00e8 seduto sul bordo del letto , \u00e8 stato in coma , trauma cranico frontale, lo sguardo fisso, la bocca piegata in una smorfia , non pu\u00f2 pi\u00f9 tornare al lavoro.<br \/>\nIn testa un berretto da baseball, stonato nell\u2019insieme della corporatura e dell\u2019abbigliamento , non pi\u00f9 da uomo di vertice.<br \/>\nUrla, per ogni cosa,per ogni gesto. Le sue urla sono spaventose per il dolore pieno che trasmettono.<br \/>\nNon sopporta che nessuno entri nella sua stanza, agita il tripode come un ascia , maledice Dio e in ogni persona vede un torturatore, un nemico.<br \/>\nNon si guarda nello specchio, non lo tollera, come non tollera i risvegli , ogni nuovo giorno \u00e8 un nuovo incubo.<br \/>\nNella sua stanza non c\u2019\u00e8 niente di \u201cprima\u201d, non foto non ricordi. La moglie si \u00e8 separata, la bambina di otto anni, non vede pi\u00f9 da tempo il padre.<br \/>\nLui urla , ogni movimento \u00e8 rallentato. Gli chiedo cosa vorrebbe fare , se c\u2019\u00e8 qualcosa che non riesce a dire o che desidera. Mi guarda come fossi un patetico samaritano, mi manda al diavolo e altro ancora, le sue urla sono ruggiti d\u2019angoscia. Cerco di mangiare con lui, per il suo comportamento \u00e8 stato isolato da tutti. Ogni boccone \u00e8 un improperio, una nuova maledizione, stare con lui \u00e8 faticoso, difficile.<br \/>\nE\u2019 difficile ma continuo ad andare da lui , \u00e8 faticoso, le sue urla si sentono sino in strada, tuttavia nel suo dolore c\u2019\u00e8 un lamento per la vita.<br \/>\nCerco quel sinonimo in mezzo alle bestemmie che distribuisce a tutti, proviamo a uscire \u00e8 primavera, mi stringe la mano con forza ,cerca di farmi male, ma stiamo uscendo, ogni passo, ogni persona che a parer suo lo guardi male \u00e8 scintilla esplosiva di rabbia.<br \/>\nMa fuori l\u2019aria \u00e8 tiepida.<br \/>\nRaggiungiamo una panchina e ci sediamo, lo guardo di traverso senza farmi notare, il berrettino da baseball \u00e8 ridicolo , ma gli protegge gli occhi dal sole.<br \/>\nE noi siamo fuori.<\/p>\n<p><strong>American Ailrines<br \/>\n<\/strong>Gli piace raccontare dei suoi viaggi, ha girato il mondo , ne ha conosciuto i colori e i sapori.<br \/>\nSi muove sulla carrozzina come su un trespolo, in realt\u00e0 non la usa, pur paraplegico si fa spingere da tutti come una primadonna in convalescenza.<br \/>\nGerardo indossa un panama bianco con delle piume da un lato, il viso truccato sul modello di una Drag Queen, mi ricorda un grottesco dipinto di Goya.<br \/>\nE\u2019 decisamente eccentrico per i miei gusti, le persone esibizioniste mi hanno sempre irritato.<br \/>\nIn seguito ad una neuropatia ha perso l\u2019uso delle gambe e non solo di quelle.<br \/>\nLa sua stanza \u00e8 ha dir poco come il \u201c Vittoriale\u201d, libri ovunque, film, dipinti, cappelli, scialli colorati, incensi e foto\u2026\u2026.le foto possono essere immagini o ricordi.<br \/>\nPenso che la parola ricordi e sepolcri , in greco si scrive nello stesso modo, ma diversi sono i significati, una vita l\u2019altra morte.<br \/>\nNelle foto guardo gli occhi di Gerardo, non ha maschere, chiudo gli occhi e non sento irritazione.<br \/>\nGli domando con prudenza, perch\u00e9 ora indossa maschere , lui non dice nulla, gli chiedo perch\u00e9 si fa spingere se pu\u00f2 spostarsi da solo, perch\u00e9 si fa servire come una regina.<br \/>\nContinuo a non capire e lui a non rispondermi, le persone possono scegliersi molti modi di vivere o forse di sopravvivere. Penso a questa dualit\u00e0 e mi dico che non c\u2019\u00e8 niente di peggio dei dualismi.<br \/>\nLo guardo mentre dipinge, lo fa quando \u00e8 triste o \u00e8 allegro,quando si emoziona, dipinge in modo incredibile,usa anche la terra, persino i profumi, i suoi quadri raccontano dell\u2019Africa, di Cuba e di molti altri viaggi, mentre dipinge mi parla, si racconta, nei suoi dipinti occhi dappertutto e mare e sole, un sole strano bello come la luna,cerco dei segni, lo guardo.<br \/>\nMentre dipinge non si trucca, non ha maschere.<br \/>\nGuardo i suoi occhi , li riconosco, \u2026\u2026. come quelli delle foto.<\/p>\n<p><strong>Il corso di storia dell\u2019arte<br \/>\n<\/strong>Paola \u00e8 giovane, sfreccia con la sua carrozzina elettrica a palla, a volte si diverte a fermarsi bruscamente vicino ai talloni di qualche malcapitato, me compreso.<br \/>\nDice che non ha tempo da perdere , vuole viaggiare e fare molte cose, si lamenta perch\u00e9 secondo lei non abbiamo iniziative, poi si gira e se ne va con la stessa rapida celerit\u00e0.<br \/>\nPaola dipinge con una tecnica particolare, si fa preparare su dei cartoncini una base di gesso, poi quando sono secchi, disegna, fiori in particolare, palpitanti e luminosi.<br \/>\nSi fa mettere i colori sul tavolino per ordine di gradazione, con fatica usa la gomma perch\u00e9 non riesce ad estendere le braccia e ogni movimento le spinge il busto troppo in avanti, allora chiama perch\u00e9 qualcuno la aiuti e riesca a guardare il disegno e non a caderci dentro.<br \/>\nI suoi disegni sono il suo lavoro, quando riesce a venderli, ne approfitta per togliersi qualche capriccio di vanit\u00e0, un profumo, un taglio di capelli alla moda.<br \/>\nFa sempre pi\u00f9 fatica, dice che la malattia \u00e8 andata avanti, non riesce a respirare bene, le \u00e8 stato sistemato un respiratore, altri guidano la sua carrozzina, lei ha perso l\u2019uso delle braccia e delle mani, il suo respiro \u00e8 troppo corto per una carrozzina a comando con la bocca.<br \/>\nPasso i polpastrelli su un suo disegno, ne sento i rilievi, credo che lei non volesse che i suoi disegni fossero piatti come i fogli,penso alle sensazioni , a come ci rimangono dentro , chiss\u00e0 allora se i quadri sono la memoria sensibile dei pittori.<br \/>\nMa Paola non ha solo buona memoria , ma anche una buona volont\u00e0, ora mi dice, che non pu\u00f2 pi\u00f9 disegnare, mi chiede se posso rimediargli un corso di storia dell\u2019arte , perch\u00e9 lei si, ha sempre disegnato, ma non ha una cultura dell\u2019arte e vuole conoscerla, vuole sapere delle tecniche, dei pittori, del loro modo di rappresentare o descrivere o raffigurare la realt\u00e0, la fantasia.<br \/>\nSfioro i miei polpastrelli e sento il corso di storia dell\u2019arte di Paola.<\/p>\n<p><strong>Commento<br \/>\n<\/strong>Se il corpo \u00e8 espressione e parola, cosa ci evoca un corpo diverso o un diverso modo di viverne le possibilit\u00e0? I sensi sono dei campi di percezione e nella loro pluralit\u00e0 il soggetto percipiente ne sintetizza l\u2019esperienza nella relazione.<br \/>\nQuando domandiamo a qualcuno..\u201d hai mai provato questa sensazione \u201c ? di rimando mi vengono in mente le persone che durante colloqui o conversazioni mi hanno detto \u201c vedi tu non puoi capire come si sta o cosa vuol dire handicap \u201c. Ma esiste una sensazione dell \u2018handicap ? O pu\u00f2 esistere qualsiasi cosa che non possa essere comunicata?<br \/>\nIo credo di no, credo che la stessa affermazione sia la dimostrazione della sensazione stessa. Questo perch\u00e9 l\u2019analisi dialettica non \u00e8 frutto di una intellettualizzazione, ma di una esperienza concreta di relazione o tentativo di stabilire una comunicazione.<br \/>\nPersino gli ausili che non sono parti del corpo, possono per\u00f2 nell\u2019esperienza della persona \u201c farsi corpo\u201d, nella mediazione con la realt\u00e0 quotidiana.<br \/>\nMerleau Ponty ci parla delle sintesi provvisorie del in s\u00e9 e per s\u00e9.<br \/>\nLa nostra esperienza vissuta ci rende soggetti e liberi di partecipare al progetto di vita , nel momento in cui il mio essere nel mondo mi apre all\u2019orizzonte sociale delle relazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro racconti in cui lo stile narrativo descrive storie di persone , il punto di vista di un educatore , lo sguardo di un viaggiatore che esplora e incontra quattro mondi diversi , soggettivit&agrave; afflitte o euforiche , ma non perch&eacute; inscritte nelle classificazioni delle disabilit&agrave;, semplicemente perch&eacute; umane<\/p>\n<p>Zorro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3607],"edizioni":[108],"autori":[4051],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3724],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2004"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2004"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2004\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5093,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2004\/revisions\/5093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2004"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2004"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2004"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2004"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2004"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2004"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}