{"id":2007,"date":"2011-07-14T10:22:09","date_gmt":"2011-07-14T10:22:09","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2007"},"modified":"2025-11-10T11:26:19","modified_gmt":"2025-11-10T10:26:19","slug":"l-acqua-della-follia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2007","title":{"rendered":"3. L&#8217;acqua della follia"},"content":{"rendered":"<p>Io non so che cosa sia un matto, sussurr\u00f2 Veronika. Comunque io non lo sono. Sono una suicida frustrata.<br \/>\nMatto \u00e8 colui che vive nel proprio mondo. Come gli schizofrenici, o gli psicopatici, o i maniaci. Quelle persone, cio\u00e8, che sono diverse dalle altre. [\u2026]<br \/>\nTi voglio raccontare una storia, disse Zedka.<br \/>\nUn potente stregone, con l\u2019intento di distruggere un regno, vers\u00f2 una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell\u2019acqua, sarebbe diventato matto.<br \/>\nIl mattino seguente l\u2019intera popolazione and\u00f2 al pozzo per bere. Tutti impazzirono, tranne il re, che possedeva un pozzo privato per s\u00e9 e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tent\u00f2 di esercitare la propria autorit\u00e0 sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l\u2019acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle.<br \/>\nQuando gli abitanti del regno appresero il testo del decreto, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando si recarono al castello chiedendo l\u2019abdicazione. Disperato, il re si dichiar\u00f2 pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo imped\u00ec, suggerendogli: &#8211; Andiamo alla fonte, e beviamo quell\u2019acqua. In tal modo saremo uguali a loro.- E cos\u00ec fecero: il re e la regina bevvero l\u2019acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. Nel frattempo, i sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava tanta saggezza, perch\u00e9 non consentirgli di continuare a governare?<br \/>\nLa calma regn\u00f2 nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini. E cos\u00ec il re pot\u00e9 governare sino alla fine dei suoi giorni.<br \/>\nVeronica si mise a ridere. Tu non sembri matta, disse.<br \/>\nMa lo sono. Adesso mi stanno curando, perch\u00e9 il mio \u00e8 un caso abbastanza semplice: \u00e8 sufficiente reintegrare nell\u2019organismo una certa sostanza chimica. Io, comunque, spero che la terapia risolva solo il mio problema di depressione cronica, perch\u00e9 voglio continuare ad essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come la desiderano gli altri. Sai che cosa c\u2019\u00e8 l\u00e0 fuori, al di l\u00e0 dei muri di cinta di Villette?<br \/>\nGente che ha bevuto nel medesimo pozzo.<br \/>\nProprio cos\u00ec, disse Zedka. Pensano di essere normali, perch\u00e9 tutti fanno le stesse cose. Finger\u00f2 di aver bevuto quell\u2019acqua.<br \/>\n(P. Coelho, Veronika decide di morire, Milano, RCS Libri SpA, 1999, pp. 36-38)<\/p>\n<p>Veronika ha appena tentato il suicidio e in questo brano si \u00e8 appena svegliata in un ambiente che assomiglia a un ospedale e che capisce solo durante la chiacchierata con Zedka essere un manicomio. Il manicomio di Villette a Lubiana. Zedka \u00e8 rinchiusa l\u00ec da molto tempo e accompagna Veronika a scoprire la follia, le sue declinazioni, le sue saggezze che contrastano cos\u00ec evidentemente con la piatta e assurda omologazione della normalit\u00e0.<br \/>\nHo scelto questo pezzo come passaggio dalla storia alle esperienze dell\u2019oggi, soprattutto per due motivi. Innanzitutto perch\u00e9 ha bisogno di ben poche parole di commento poi perch\u00e9 il racconto del re e dei suoi sudditi mostra cos\u00ec chiaramente e semplicemente le fragilit\u00e0 e labilit\u00e0 delle categorie entro cui pensiamo e riconduciamo le persone. E fa pensare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io non so che cosa sia un matto, sussurr&ograve; Veronika. Comunque io non lo sono. Sono una suicida frustrata.<br \/>\nMatto &egrave; colui che vive nel proprio mondo. Come gli schizofrenici, o gli psicopatici, o i maniaci. Quelle persone, cio&egrave;, che sono diverse dalle altre. [&hellip;]<br \/>\nTi voglio raccontare una storia, disse Zedka.<br \/>\nUn potente stregone, con l&rsquo;intento di distruggere un regno, vers&ograve; una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. 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