{"id":2009,"date":"2011-07-14T10:26:55","date_gmt":"2011-07-14T10:26:55","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2009"},"modified":"2025-11-10T11:30:40","modified_gmt":"2025-11-10T10:30:40","slug":"anpis-e-la-promozione-della-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2009","title":{"rendered":"5. ANPIS e la promozione della salute"},"content":{"rendered":"<p>di Alessandra Pederzoli<\/p>\n<p>Nel dicembre del 2000 si \u00e8 costituita formalmente l\u2019ANPIS, Associazione Nazionale Polisportive per l\u2019Integrazione Sociale. Tale associazione attualmente conta l\u2019adesione di circa 90 polisportive o enti che, diffusi su gran parte del territorio nazionale, a partire dalla prima met\u00e0 degli anni Novanta, si sono progressivamente costituiti come strumento di promozione sociale e lotta alla marginalit\u00e0 nei diversi settori del disagio psicosociale. Oggi ANPIS \u00e8 capace di coinvolgere circa 2000 persone a livello nazionale.<br \/>\nLe polisportive sono nate inizialmente sulla spinta di operatori e utenti di servizi pubblici e cooperative sociali, operanti nel settore della salute mentale, ma sono cresciute successivamente anche nell\u2019ambito del disagio giovanile e della tossicodipendenza. Il moltiplicatore di una simile progettualit\u00e0 va rintracciato in una precisa prospettiva teorica e pratica che unisce concetti chiave come \u201cprevenzione\u201d e \u201cpromozione della salute\u201d attraverso un costante lavoro di co-costruzione di responsabilit\u00e0 sociale e civile, tesa alla promozione di individui e gruppi attivi e partecipi alla vita.<br \/>\n\u00c8 ormai pratica diffusa e consolidata su tutto il territorio nazionale l\u2019attiva collaborazione tra i Dipartimenti di Salute Mentale (Centri di Salute Mentale, Centri Diurni, Day Hospital, ecc), gli enti di promozione sportiva e l\u2019ANPIS nella promozione della salute mentale.<br \/>\nA partire dalla Toscana, che \u00e8 stata la prima realt\u00e0 regionale a muoversi, oggi in tutte le regioni italiane a eccezione della Calabria, \u00e8 presente un Coordinamento Regionale: il luogo di incontro delle polisportive e dei gruppi sportivi iscritti che operano a livello regionale, degli operatori dei Centri di Salute Mentale coinvolti, i volontari e quanti abbiano scelto la pratica dello sport per la reintegrazione sociale. I contatti instaurati tra i gruppi, cos\u00ec come gli scambi fra gli operatori coinvolti sono stati stimolo nel tempo per la nascita di molte altre progettualit\u00e0 accomunate da una medesima intenzionalit\u00e0. Tale collaborazione vede innanzitutto lo sport come strumento privilegiato per innescare processi aggregativi di prevenzione e promozione sociale dei soggetti deboli con difficolt\u00e0 di inserimento nei circuiti sociali ed economici: persone seguite dai Servizi di Salute Mentale ma anche adolescenti, giovani e adulti che si trovano ad affrontare difficolt\u00e0 familiari o legate ai contesti sociali pi\u00f9 generali. L\u2019obiettivo primo della prevenzione \u00e8 fondamentalmente un mutamento delle condizioni che influiscono sulle storie personali e sui destini di tali storie; a partire dalle condizioni materiali, ecologiche, sociali, culturali e psicologiche.<br \/>\nQuando si tratta di pensare a mettere in atto dei mutamenti si pone come prima questione, oltre a quella degli obiettivi, quella del metodo e degli strumenti che non possono prescindere da alcune considerazioni di fondo che ne diventano il motore.<\/p>\n<p><strong>Il valore aggiunto dell\u2019essere rete e in rete<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 creare una rete come quella di ANPIS, organizzata a livello nazionale e poi a livello regionale ancor prima che locale, per mettere in atto pratiche sportive per la riabilitazione e la prevenzione? Evidentemente, a prima vista, questo non fa che complicare il tutto.<br \/>\nAllora \u00e8 interessante andare a scoprire, oltre alle motivazioni della scelta dello sport come strumento, come ha ben delineato Ennio Sergio nel suo intervento, anche ci\u00f2 che ha spinto il costituirsi di una realt\u00e0 associativa come ANPIS per vederne il valore aggiunto.<br \/>\nInnanzitutto \u00e8 bene tener presente che le ricerche dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 indicano come il sostegno sociale sia uno dei principali fattori predittivi positivi del decorso della schizofrenia; a partire da queste considerazioni e dal pensare al sostegno sociale come a una delle funzioni della rete sociale delle persone, risulta proprio come il legame sociale diventi uno dei cardini della cura. Con la consapevolezza di come sia proprio il sostegno sociale uno dei fattori di prevenzione del disagio psicosociale, un concetto che discipline quali la psicologia di comunit\u00e0 e la psichiatria sociale reputano centrale per la produzione di salute.<br \/>\nDa queste considerazioni prende il via l\u2019azione dei gruppi sportivi che scelgono proprio l\u2019associazionismo come forma organizzativa, in quanto si tratta di una forma di aggregazione fra le persone dettata dalla condivisione di obiettivi comuni. Di fatto quindi il \u201cfare associazione\u201d diventa la modalit\u00e0 culturalmente sancita di produzione di legame sociale che nel tempo si \u00e8 inoltre dimostrato un luogo di condivisione e di sostegno per quanti vi siano coinvolti. Questo di ANPIS \u00e8 un associazionismo che si propone come aperto a tutta la cittadinanza, in quanto in esso non esistono degli spazi in cui si riconosce e si colloca la \u201cnormalit\u00e0\u201d e spazi in cui si riconduce invece la \u201cmalattia\u201d. Questo di fatto \u00e8 una precondizione importantissima a un efficace processo di reinserimento sociale che sia autentico ed efficace.<br \/>\nAncora oggi la collettivit\u00e0 purtroppo vive la dimensione del pregiudizio, vive cio\u00e8 nell\u2019attribuzione di stigma e di (dis)valore alla realt\u00e0 della salute mentale. Il pregiudizio, di per s\u00e9, non costituisce una deformazione del processo di conoscenza ma semplicemente rappresenta la forma dell\u2019approccio reale, nel senso della preconoscenza (senso comune) che si viene a costruire nelle persone in riferimento a una certa porzione della realt\u00e0, all\u2019interno di determinate condizioni strutturali. Cos\u00ec la collettivit\u00e0 si trova a vivere una condizione di non-interazione con la malattia mentale in quanto realt\u00e0 che continua a essere separata; gli operatori dei servizi vivono un\u2019interazione con i propri utenti che si intreccia in ambienti separati quali la clinica, i servizi di Salute Mentale o in contesti comunque protetti; i familiari invece vivono una relazione che si dispiega nell\u2019assistenza che alterna mura domestiche a luoghi di cura o assistenza.<br \/>\nANPIS e l\u2019attivit\u00e0 sportiva dunque dove si vanno a collocare?<\/p>\n<p><strong>Uno spazio intermedio<\/strong><br \/>\nSi tratta probabilmente di uno spazio intermedio tra i luoghi della cura e quelli invece della \u201cnormalit\u00e0\u201d. E lo fa coinvolgendo direttamente la collettivit\u00e0, sia nei suoi individui che presi singolarmente partecipano in vario modo alla realt\u00e0 di ANPIS, sia nelle sue istituzioni. Questo significa cercare l\u2019incontro con le persone, con quelle schiere di non addetti ai lavori, a cui viene data la possibilit\u00e0 di entrare in contatto con la dimensione del disagio psicosociale, per rivederne e rivalutarne i pregiudizi e per attribuire valore. Questo nel lavoro quotidiano non significa eliminare sofferenza\/malattia o difficolt\u00e0\/disabilit\u00e0 delle persone seguite dai servizi ma sicuramente ha contribuito a riformulare le attribuzioni di pericolosit\u00e0, stupidit\u00e0, imprevedibilit\u00e0 e asocialit\u00e0 che spesso sono associate alla malattia mentale o ad altre forme del disagio. Riformulazione che non \u00e8 sostituzione di un pregiudizio negativo con uno positivo ma verifica, caso per caso e momento per momento dell\u2019equilibrio fra sofferenza\/malattia\/necessit\u00e0 di supporto e assistenza e salute\/possibilit\u00e0 di interazione e scambio.<br \/>\nANPIS ha scelto di fare tutto questo utilizzando proprio lo sport come strumento. Solo facendo incontrare le persone si favorisce la conoscenza e solo favorendo la conoscenza si abbatte la diffidenza e il pregiudizio, per compiere un lavoro che \u00e8 certamente un percorso per il benessere dei ragazzi utenti dei servizi. Evidentemente \u00e8 anche qualcosa in pi\u00f9. Tutto questo operare infatti ha permesso ai familiari, da un lato, di interagire con il parente malato in situazioni che lo impegnano in attivit\u00e0 sociali (quali gli incontri sportivi, per esempio) nelle quali anche lui contribuisce come protagonista e non come paziente in cura; questo consente alla famiglia anche di riformulare le proprie aspettative per vedere quanto ci sta oltre alla mera assistenza quotidiana. Dall\u2019altro, ha permesso anche agli operatori di ricredersi sulle situazioni dei propri utenti, soprattutto per quanto riguarda le quote di benessere che essi possono esprimere in ambito non strettamente terapeutico, permettendo quindi un\u2019efficace riformulazione dei percorsi ad hoc per i ragazzi.<br \/>\nI gruppi sportivi che fanno parte di ANPIS hanno costituito e costituiscono dei mezzi attraverso cui persone spesso completamente estromesse dal circuito economico-produttivo hanno potuto partecipare direttamente ad attivit\u00e0 sportive, sociali, ecologico-ambientali, culturali e dunque recuperare una propria significativit\u00e0 sociale.<br \/>\nANPIS, dunque, nel creare occasioni sportive, svolge un duplice ruolo: da una parte, permette ai ragazzi la riscoperta della dimensione del corpo e della sua cura (con tutti i ritorni diretti in termini di prevenzione della salute fisica); dall\u2019altra, in generale, contribuisce all\u2019idea dello \u201csport per tutti\u201d, recuperando quote di popolazione estromesse o non interessate dalla pratica sportiva competitiva. Di fatto quindi l\u2019agire di ANPIS e dei gruppi afferenti si realizza come modalit\u00e0 concreta di promozione della salute e di lotta ai processi di marginalizzazione di varie fasce di popolazione a rischio.<br \/>\nQuesto \u00e8 il senso che negli anni ANPIS e le persone che lo costituiscono hanno acquisito, nello stesso tempo opportunit\u00e0 progettuale nell\u2019ambito della cura e presa in carico della malattia mentale e di altre forme del disagio e della devianza e modalit\u00e0 comunitaria di promozione di forme attive di cittadinanza. Nonostante questa indole comune occorre sempre considerare come le varie e numerose realt\u00e0 nazionali presentino situazioni differenziate in funzione delle situazioni locali, dell\u2019esperienza maturata dagli operatori e dai soci in generale, del rapporto che si \u00e8 potuto istituire fra istituzioni sociosanitarie e operatori impegnati in simili esperienze.<br \/>\nI gruppi sportivi, oltre a ritagliarsi tempi e spazi nel corso della settimana per allenamenti e \u201cpreparazioni atletiche\u201d, non perdono occasione per organizzare e promuovere incontri sportivi, e non solo, con altri gruppi: prima a livello locale, ma anche a livello regionale, interregionale e nazionale. Giusto per fare un cenno a quelli che sono gli appuntamenti principali a livello nazionale si pu\u00f2 ricordare il torneo nazionale invernale di pallavolo, in programma i primi giorni dell\u2019anno; la settimana di vacanza, sport e contaminazione estiva di inizio giugno, in programma per l\u2019anno 2008 a Palinuro (SA) all\u2019oggi la manifestazione con i numeri maggiori (coinvolte la passata edizione, 1300 persone); il torneo nazionale di beach volley di Rimini di fine agosto, sulle spiagge della affollata riviera romagnola e il trofeo di calcio settembrino di Prato (FI).<\/p>\n<p>Ma tutto questo e probabilmente molto altro sta in poche parole di Federico del gruppo sportivo \u201cVa pensiero\u201d di Parma, lasciate agli studenti degli istituti superiori imolesi nel corso di un incontro di testimonianza: \u201cNon siamo pi\u00f9 pazienti, siamo diventate persone e, quando giochiamo, siamo sportivi. Siamo pazienti quando andiamo dal medico, o quando entriamo nell\u2019ambulatorio dello psichiatra. Fuori siamo madri, padri, colleghi, compagni di gioco\u2026 capite ragazzi, cambia tutto. Siamo diventate persone con delle responsabilit\u00e0 negli ambiti in cui viviamo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandra Pederzoli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3606],"edizioni":[109],"autori":[2868],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3725],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2009"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2009"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2009\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5117,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2009\/revisions\/5117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2009"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2009"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2009"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2009"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2009"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2009"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2009"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2009"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}