{"id":2019,"date":"2011-07-14T11:32:10","date_gmt":"2011-07-14T11:32:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2019"},"modified":"2025-10-15T12:55:47","modified_gmt":"2025-10-15T10:55:47","slug":"la-lettura-del-deficit-secondo-la-cultura-di-origine-o-secondo-la-cultura-familiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2019","title":{"rendered":"6. La lettura del deficit: secondo la cultura di origine o secondo la cultura familiare!"},"content":{"rendered":"<p>di Luca Baldassarre<\/p>\n<p>Conversazione con Ivana Bolognesi, insegnante e ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p><strong>Emerge la doppia differenza<\/strong><br \/>\n\u201cQuando ho cominciato a lavorare nelle scuole come insegnante ma anche come formatrice non c\u2019erano molti casi di bambini con deficit di famiglie immigrate e questo sia nella regione Emilia Romagna che fuori.<br \/>\nNel corso della ricerca che sto facendo per conto del Dipartimento di Scienze della Formazione della Regione Emilia Romagna sull\u2019integrazione delle famiglie straniere nei servizi ho realizzato alcuni focus e specialmente in alcune zone, come quella di Campogalliano nel modenese, le pedagogiste mi dicono che si stanno presentando molti casi di bambini immigrati con deficit che vengono inseriti nei nidi e nelle scuole dell\u2019infanzia.<br \/>\nEmerge questa problematica che poi \u00e8 una doppia problematica perch\u00e9 coesistono sia l\u2019aspetto del deficit che l\u2019aspetto dell\u2019appartenenza culturale.<br \/>\nLe insegnanti devono affrontarla non potendo contare su una vasta letteratura di approfondimento fatto salvo gli studi dell\u2019etnopsichiatria che si concentra in particolare sul disagio psicologico.<br \/>\nQuesto percorso di approfondimento lo stiamo cercando di portare avanti anche a Bologna attraverso il lavoro del Centro di Psichiatria Multietnica \u201cGeorge Devereux\u201d, che fa riferimento in particolare al lavoro di M.R. Moro sullo studio e la ricerca di soluzione del disagio dei bambini collegato alla situazione di migrazione dei genitori\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gli aspetti pi\u00f9 difficili da affrontare<\/strong><br \/>\n\u201cPer quanto riguarda la presenza di un deficit bisogna considerare che noi abbiamo un modo di affrontare il deficit che dipende dalla nostra elaborazione culturale e bisogna vedere come le famiglie affrontano la disabilit\u00e0 dal punto di vista della loro cultura di appartenenza.<br \/>\nSicuramente l\u2019appartenenza culturale \u00e8 un dato che le insegnanti tengono ben presente nel considerare il deficit quando devono inserire un bambino, accoglierlo e prospettare per lui il percorso. Questa \u00e8 una sensibilit\u00e0 che si \u00e8 andata sviluppando negli ultimi decenni nelle scuole, anche attraverso gli aggiornamenti e la formazione sull\u2019intercultura. Poi da qui, capire bene come fare, come avvicinarsi al percorso culturale delle famiglie \u00e8 un\u2019altra cosa perch\u00e9, dal mio punto di vista, posso dire che ancora si lavora molto sulle rappresentazioni della cultura delle famiglie un po\u2019 stereotipate. Si corre sempre il rischio di prendere in considerazione la cultura di origine ma non la cultura familiare, di quella specifica famiglia.<br \/>\nLa difficolt\u00e0, che esiste anche per i bambini senza deficit, pu\u00f2 essere quella di ricondurre la loro appartenenza a una cultura di origine molto cristallizzata, molto stereotipata che porta a darsi delle spiegazioni senza relazionarsi su come quella famiglia si attiva rispetto al deficit o alla difficolt\u00e0 del bambino.<br \/>\nPer il futuro prossimo \u00e8 importante trovare modalit\u00e0 di incontro, far capire che cosa \u00e8 per noi il deficit, come vogliamo lavorare sull\u2019handicap e capire come le famiglie si relazionano con esso.<br \/>\nIn base a questo \u00e8 importante considerare la cultura, ma sempre partendo dai familiari: se non si fa questo si arriva a una contrapposizione spesso rigida perch\u00e9 \u00e8 quello che accade quando ci si aspetta dall\u2019altro determinate risposte solo in base alla cultura di origine di appartenenza.<br \/>\nQuindi \u00e8 sempre necessario andare a relazionarsi con la cultura familiare; per vedere quale \u00e8 il rapporto con la presenza di un deficit \u00e8 importante andare a vedere come quel nucleo familiare pensa e vive il deficit, che tipo di immaginario ha, che considerazioni fa. Anche perch\u00e9 se si tratta di una famiglia che si \u00e8 spostata dal paese di origine \u00e8 una famiglia in forte cambiamento, le cui elaborazioni incontrano le nostre in una situazione assai diversa per loro da quella di partenza. Bisogna sempre considerare il nucleo, quella famiglia l\u00ec: come vede il bambino, come lo considera, come gestisce la vita quotidiana. Questo \u00e8 importante da capire\u201d.<\/p>\n<p><strong>Accogliere il bambino e il suo disagio: l\u2019importanza di passare attraverso la famiglia<\/strong><br \/>\n\u201cC\u2019\u00e8 poi differenza fra un bambino che frequenta la scuola nel paese di origine, dove anche i genitori hanno appreso un certo modo di rapportarsi con il deficit del proprio figlio e un bambino che nasce in Italia e comincia a frequentare la scuola qui. In questo secondo caso, la famiglia impara a relazionarsi con il deficit anche in base alle strutture che trova qua e si accultura su come viene gestito a livello educativo anche in base a cosa vede in Italia.<br \/>\nIn generale i bambini immigrati che hanno frequentato le scuole nel paese di origine sono bambini che hanno un sistema culturale e linguistico gi\u00e0 organizzato, hanno una madrelingua pi\u00f9 strutturata e devono adattarsi a questo grande cambiamento che li coinvolge.<br \/>\nI bambini che nascono qua hanno altre difficolt\u00e0; \u00e8 vero che apprendono subito la lingua italiana fin dal nido ma contemporaneamente apprendono la lingua d\u2019origine nel contesto familiare; \u00e8 una forma di bilinguismo sempre difficile da mantenere, anche se si sa che bisognerebbe coltivare entrambe le lingue, mentre invece si tratta di bambini che perdono pi\u00f9 facilmente la loro madre lingua. Anche per i genitori c\u2019\u00e8 una differenza; il bambino che nasce qua \u00e8 un bambino che segna un distacco simbolico elevato. Di fronte a bambini che esprimono un disagio psicologico, i genitori spesso cercano di darsi delle risposte rifacendosi a tradizioni e a riferimenti culturali propri, cercano di capire perch\u00e9 quel bambino ha manifestato quel disagio secondo riferimenti culturali propri anche riprendendo le cure della propria cultura di appartenenza. Il lavoro della Moro e del suo Centro \u00e8 proprio quello di cercare di integrare le diverse visioni che si hanno sul bambino per il bene del bambino stesso.<br \/>\nQuesto potrebbe essere fatto anche rispetto all\u2019accoglienza di un bambino con deficit dentro la scuola, per capire che visione hanno i genitori di questo bambino, come si spiegano il deficit, come si relazionano in casa anche rispetto alle proprie tradizioni culturali perch\u00e9 pi\u00f9 si capisce l\u2019altro pi\u00f9 si riesce ad avere consapevolezza di quello che l\u2019altro fa rispetto al deficit; cos\u00ec anche le insegnanti riescono maggiormente a integrare e a comunicare come loro si rapportano al bambino.<br \/>\n\u00c8 importante passare il pi\u00f9 possibile attraverso la famiglia e mettersi il pi\u00f9 possibile in una posizione di ascolto e dialogo con i genitori perch\u00e9 altrimenti non si riesce proprio a capire dove questo bambino viene posizionato rispetto sia alla scuola che alla famiglia.<br \/>\nPer questo, durante gli incontri di formazione, noi insistiamo molto sulla comprensione della cultura familiare per evitare di predisporre progetti basati sugli stereotipi delle culture di appartenenza, su schematismi preconfezionati. Questo crea molte difficolt\u00e0 nell\u2019accoglienza di questi bambini che il pi\u00f9 delle volte sono bambini di seconda generazione che hanno tratti molto differenti rispetto ai genitori e hanno riferimenti meticci.<br \/>\nOccorre lavorare ancora molto su stereotipi e pregiudizi che minano fortemente la relazione con i genitori. Questo \u00e8 un lavoro costante da fare con gli insegnanti, non tanto per eliminare il pregiudizio quanto per controllarlo ed essere consapevoli della sua presenza nella relazione.<br \/>\nC\u2019\u00e8 il rischio di non riuscire a costruire niente, di non condividere un\u2019educazione che poi deve essere il pi\u00f9 possibile comunicata e compresa. Pi\u00f9 si sale nei cicli scolastici pi\u00f9 questo scollamento esiste; gi\u00e0 nella scuola primaria il contatto con i genitori \u00e8 minimo cos\u00ec come la condivisione di quello che si fa in classe per sapere anche cosa le famiglie si aspettano e cosa pensano di poter fare. Secondo me bisognerebbe ripensare alle forme di partecipazione delle famiglie a scuola permettendo anche l\u2019incontro di gruppi etnici differenti, incontro che nella realt\u00e0 quotidiana fuori dalla scuola avviene molto di rado\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Baldassarre<br \/>\nConversazione con Ivana Bolognesi, insegnante e ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Universit&agrave; di Bologna.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[4018,3592,4037,3605],"edizioni":[111],"autori":[1936],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3726],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2019"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2019"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2019\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4964,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2019\/revisions\/4964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2019"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2019"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2019"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2019"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2019"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2019"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}