{"id":2029,"date":"2011-07-15T12:29:07","date_gmt":"2011-07-15T12:29:07","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2029"},"modified":"2025-10-27T11:19:55","modified_gmt":"2025-10-27T10:19:55","slug":"giallo-di-sera-il-giornale-di-centri-socio-educativi-del-comune-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2029","title":{"rendered":"8. &#8220;Giallo di sera&#8221; il giornale di Centri Socio-Educativi del comune di Milano"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Intervista ad Alberto Dubini, direttore del Centro Diurno Barabino e a Federica Persico e Patrizia Allegri, educatrici e redattrici<\/p>\n<p><strong>Come nasce Giallo di Sera?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Patrizia: \u201cGiallo di sera\u201d nasce nell\u2019aprile del 1985 come attivit\u00e0 di laboratorio di un centro territoriale riabilitativo (come allora venivano chiamati questi centri), subito dopo \u00e8 stato coinvolto un altro centro. Nell\u201986 l\u2019esperienza redazionale \u00e8 stata aperta a tutti i centri di Milano, alcuni hanno aderito e il giornale \u00e8 decollato.<br \/>\nE\u2019 nato come un giornalino di 56 pagine in formato A4, ciclostilato, fatto in parte all\u2019interno del centro e in parte da uno sponsor; usciva in 5mila copie e veniva spedito in tutta Italia.<br \/>\nIntorno agli anni \u201990 l\u2019educatore che si era occupato di questo progetto cambia lavoro e lascia nelle nostre mani questa iniziativa.<br \/>\nCon il tempo sono aumentati i centri che hanno aderito alla redazione del giornalino e abbiamo cambiato anche formato passando all\u2019A3 che ha pi\u00f9 la forma di un giornale.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il vostro progetto editoriale oggi?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Federica: Attualmente \u201cGiallo di sera\u201d coinvolge nel lavoro 14 centri di cui 6 gestiti direttamente dal comune di Milano e altri 8 convenzionati con il privato sociale. Il giornale, per cui lavorano 80 ragazzi, esce 4 volte all\u2019anno e viene stampato in 1500 copie; mediamente di queste 100 copie vengono spedite in tutta Italia.<br \/>\nLe attivit\u00e0 per gestire \u201cGiallo di sera\u201d si possono suddividere in due parti; come redazione centrale, infatti, da un lato dobbiamo coordinare questi 14 centri e dall\u2019altro dobbiamo lavorare anche con i ragazzi del nostro centro.<br \/>\nCome redazione centrale in corrispondenza dell\u2019uscita di ogni numero organizziamo un\u2019assemblea di redazione dove partecipano tutti i centri coinvolti, sia gli operatori che gli utenti. Ogni centro porta il proprio articolo e ogni ragazzo legge la parte che ha scritto. L\u2019assemblea ha un valore pi\u00f9 educativo che operativo per la costruzione del giornalino, dato che \u00e8 importante per i ragazzi leggere quello che hanno scritto. In questo momento, visto il numero delle persone coinvolte, non si riesce ad organizzare pi\u00f9 di tanto il contenuto del giornale.<br \/>\nQui vengono comunque raccolti gli articoli e costruiamo il menab\u00f2. Abbiamo strutturato il giornale in diverse sezioni come la \u201ccronaca interna\u201d, dove sono raccolti gli articoli scritti all\u2019interno dei centri e la \u201ccronaca esterna\u201d per tutti quegli interventi che riguardano realt\u00e0 esterne; abbiamo anche uno spazio per le \u201cinterviste\u201d e cos\u00ec via. Una volta pronto il menab\u00f2 diamo tutto il materiale ad un operatore esterno pagato dal comune di Milano che lo impagina con il computer; infine lo si manda dallo stampatore.<br \/>\nUna volta stampato il giornalino arriva al nostro centro di via Barabino dove, coinvolgendo gli utenti anche di altri centri, viene fascicolato dai ragazzi e dagli operatori. \u201cGiallo di sera\u201d viene distribuito alla zona di appartenenza del nostro centro, agli utenti, in parte viene spedito e il resto viene consegnato alla Circoscrizione. Il giornale viene spedito per lo pi\u00f9 ad altri centri diurni o a esperienze editoriali come la nostra che esistono in varie parti d\u2019Italia. Le copie date alla Circoscrizione vengono poi distribuite nelle biblioteche, portate ai vigili urbani, alle associazioni, al servizio materno infantile e cos\u00ec via. A volte distribuiamo le copie direttamente ai passanti e ai negozianti.<br \/>\nPatrizia: Inizialmente il discorso della distribuzione \u00e8 stato un discorso molto faticoso. Quando portavamo il giornale fuori dal centro ci guardavano in modo strano, la gente aveva un atteggiamento pietistico e dentro di s\u00e9 pensava: \u201cPoverini questi ragazzi cosa possiamo fare per loro, cosa possiamo offrire?\u201d. Ma adesso non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, l\u2019iniziativa \u00e8 stata capita; anzi adesso se la distribuzione \u00e8 in ritardo ci chiedono quando arriva il giornalino; si \u00e8 infatti costruito un rapporto con la popolazione, con i negozianti principalmente e anche con gli uffici del comune: questo \u00e8 un aspetto molto importante. La distribuzione \u00e8 un momento molto gratificante per il ragazzo, perch\u00e9 le persone li fermano per strada e chiede loro qual \u00e8 la pagina che hanno scritto, di cosa hanno parlato e cos\u00ec via.<\/p>\n<p><strong>Come viene scritto il giornale, come gli utenti vi collaborano?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Federica: E\u2019 nell\u2019incontro di redazione il luogo dove tutti esprimono un\u2019idea a proposito dell\u2019articolo da fare; programmiamo spesso delle interviste a persone esterne come i vigili del fuoco, i negozianti, i semplici passanti\u2026 Inizialmente il primo contatto con queste realt\u00e0 \u00e8 telefonico, li avvisiamo prima e il pi\u00f9 delle volte veniamo ben accolti.<br \/>\nUn altro momento fondamentale \u00e8 quello della rielaborazione; qui i ragazzi scrivono quello che hanno vissuto. E\u2019 un momento molto delicato che dipende dalle capacit\u00e0 dei singoli ragazzi; noi dobbiamo mettere insieme tutte queste situazioni, rielaborarle e far si che ne esca un articolo che rappresenti bene i ragazzi, dato che si capisce benissimo se un articolo viene aggiustato da un operatore. Poi i ragazzi sono bravissimi a trovare nuove parole, ad esempio lo stesso nome del giornale deriva da un lapsus di un ragazzo che invece di dire il noto proverbio \u201cRosso di sera bel tempo si spera\u201d, ha detto \u201cGiallo di sera bel tempo si spera\u201d.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il significato di un giornale come questo? E\u2019 pi\u00f9 uno strumento interno indirizzato all\u2019utenza o ha anche una sua funzione verso l\u2019esterno, come momento in cui i centri socio-educativi si raccontano?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Alberto: Tutto viene fatto in funzione di una migliore condizione di vita sociale degli utenti; questo \u00e8 un lavoro altamente socializzante, dato che \u00e8 un lavoro di gruppo in cui il disabile partecipa alla redazione, all\u2019impaginazione, alla diffusione del giornale. Quando i ragazzi escono con gli educatori per loro \u00e8 una gioia perch\u00e9 viene riconosciuto il loro lavoro, si sentono riconosciuti attraverso un manufatto che loro hanno fatto.<br \/>\nMa attraverso questa iniziativa si fa anche conoscere il lavoro dei centri socio-educativi agli altri; questo serve alle persone per rendersi conto che anche un disabile pu\u00f2 essere un giornalista. La prima volta che ho portato a casa mia un numero di \u201cGiallo di sera\u201d, i miei figli hanno detto: \u201cAh fanno anche un giornalino\u201d, questa constatazione a me \u00e8 servita per capire l\u2019importanza di questo prodotto editoriale. In questo modo la gente si rende conto di ci\u00f2 che un disabile pu\u00f2 fare e comunicare.<br \/>\nPatrizia: Per me ha un grande valore di comunicazione esterna; la disabilit\u00e0 non viene vista come qualcosa di chiuso o una realt\u00e0 difficile da affrontare ma viene vista quasi come una sorta di normalit\u00e0. Questo giornale serve anche a far arrivare all\u2019esterno le attivit\u00e0 dei centri dato che questi articoli parlano di noi, di quello che facciamo. Addirittura da qualche anno nell\u2019ultima pagina del giornale c\u2019e\u2019 un piccolo spazio dove il nostro direttore scrive un articolo su una serie di realt\u00e0 che il comune di Milano promuove, vengono date delle notizie insomma.<br \/>\nAlberto: Nel giornale si \u00e8 anche pensato di creare uno spazio, riservato alla direzione centrale, dove si parla di tutte quelle iniziative che il Comune fa per i centri per i disabili. In questo modo i servizi possono comunicare con le famiglie dei disabili e anche con le altre realt\u00e0 territoriali.<\/p>\n<p><strong>Come il privato sociale partecipa alla costruzione del giornale?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Patrizia: La maggior parte dei centri partecipanti sono gestiti da cooperative che lavorano in convenzione con il Comune.<br \/>\nAlberto: Il privato sociale \u00e8 contento di questo iniziativa che \u00e8 sostenuta economicamente dal Comune, solo per la tipografia spendiamo 6.816 Euro all\u2019anno, poi ci sono le altre spese di spedizione; noi al privato sociale non chiediamo nulla, \u00e8 un servizio che il Comune offre al privato sociale.<\/p>\n<p><strong>Per il futuro intendete fare dei cambiamenti al progetto editoriale?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Federica: \u201cGiallo di sera\u201d \u00e8 una iniziativa sempre in movimento; la novit\u00e0 di quest\u2019anno \u00e8 stata l\u2019aggiunta di due pagine (che sono passate da 12 a 14) per permettere ad altri centri di partecipare con materiale da pubblicare. Intendiamo allargare sempre pi\u00f9 la redazione. Vogliamo fare anche degli speciali con una tiratura limitata (e fotocopiata da noi): quest\u2019anno ne abbiamo gi\u00e0 fatti due, uno dedicato alle attivit\u00e0 svolte sui computer fatte all\u2019interno del nostro centro e uno dedicato al torneo di calcio.<\/p>\n<p><strong>Per informazioni<br \/>\n<\/strong>Centro Diurno Disabili Barabino<br \/>\nvia Barabino 4, Milano<br \/>\ntel. 02\/539.53.60<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<br \/>\nIntervista ad Alberto Dubini, direttore del Centro Diurno Barabino e a Federica Persico e Patrizia Allegri, educatrici e redattrici<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[4017,3594,3583,3607],"edizioni":[110],"autori":[2681],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3727],"class_list":["post-2029","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-monografia","tag-laboratorio","tag-politiche-sociali-e-servizi","tag-prima-informazione","tag-testimonianze-esperienze","edizioni-2008-3-monografia-su-privato-sociale-e-nuova-cultura-sulla-disabilit","autori-a-cura-di-nicola-rabbi","book-book-con-immagini-suoni-parole"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2029"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5004,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029\/revisions\/5004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2029"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2029"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2029"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2029"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2029"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2029"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}