{"id":2031,"date":"2011-07-15T12:39:28","date_gmt":"2011-07-15T12:39:28","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2031"},"modified":"2025-10-27T11:27:58","modified_gmt":"2025-10-27T10:27:58","slug":"il-festival-delle-abilit-differenti-di-carpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2031","title":{"rendered":"10. Il Festival delle Abilit\u00e0 Differenti di Carpi"},"content":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Il presente lavoro vuol analizzare il lavoro di comunicazione svolto dalla cooperativa Nazareno in occasione del Festival Internazionale delle Abilit\u00e0 Differenti (edizione del 2006) che si tiene annualmente a Carpi; il festival consiste in una serie di eventi artistico-culturali che si susseguono per sei giorni. Ci vogliamo occupare solo della comunicazione esterna fatta verso i mass media e si analizzer\u00e0 il caso concreto, cio\u00e8 come il gruppo si \u00e8 organizzato per comunicare l\u2019evento e i risultati raggiunti.<\/p>\n<p><strong>Descrizione dell\u2019evento<br \/>\n<\/strong>Il Festival Internazionale delle Abilit\u00e0 Differenti \u00e8 un evento annuale ideato dalla cooperativa Nazareno fin dal 1992 (anche se la numerazione del Festival viene fatta a partire dall\u2019edizione del 1999). Il tema dell\u2019evento che dura sei giorni cambia ogni anno e nelle ultime edizioni ha riguardata la relazione, la bellezza, la dipendenza, la libert\u00e0\u2026. Ma al di l\u00e0 dell\u2019argomento prescelto i vari Festival sono accomunati da un unico strumento, l\u2019espressione artistica, declinata nei suoi pi\u00f9 diversi generi (musica, teatro, cinema, pittura\u2026). E\u2019 attraverso l\u2019espressione artistica di persone disabili (ma non solo loro) che l\u2019argomento annuale viene trattato in una serie di eventi e incontri pubblici.<br \/>\nIl Festival da una dimensione ristretta si \u00e8 via via sviluppato nel corso degli anni, coinvolgendo sempre pi\u00f9 artisti e spettatori. Dall\u2019edizione del 1995 s\u2019introduce la novit\u00e0 dell\u2019ospite famoso e dopo quella edizione sar\u00e0 sempre presente (anzi non sar\u00e0 uno solo a volte). Un ulteriore passo in avanti avverr\u00e0 dopo l\u2019edizione del 2003 con una professionalizzazione pi\u00f9 accentuata del gruppo che se ne occupa.<br \/>\nIn queste pagine faremo considerazioni solo sull\u2019evento del 2006 (visto che si hanno tutti i dati necessari) intitolato \u201c\u201cCara belt\u00e0\u201d\u201d, caso comunque significativo visto la complessit\u00e0 e i buoni risultati avutosi in quella edizione.<br \/>\nL\u2019evento \u00e8 durato dal 10 al 15 maggio 2006 per un totale di sei giorni in cui si sono succeduti la proiezione di un film (e l\u2019incontro con il regista e l\u2019attrice principale), quattro spettacoli teatrali, due convegni, una presentazione di un libro con l\u2019autore, due eventi musicali, due work-shop. Personaggi famosi intervenuti a vario titolo sono stati Gene Gnocchi, Milva, Teresa De Sio, Candido Cannav\u00f2. Complessivamente gli spettatori intervenuti in questa edizione sono stati 4 mila.<\/p>\n<p><strong>Le risorse destinate dall\u2019organizzazione all\u2019ufficio stampa<br \/>\n<\/strong>Per l\u2019organizzazione dell\u2019evento \u201cCara belt\u00e0\u201d sono stati stanziati dalla cooperativa circa 170 mila euro; di queste risorse una parte sono state destinate alle persone che si sono occupate delle comunicazione esterna.<br \/>\nAll\u2019interno del gruppo esiste un responsabile di ufficio stampa che viene coadiuvato da un\u2019altra persona; in sostanza sono solo due le persone che se ne occupano. Sia la responsabile che la sua collaboratrice provengono dall\u2019interno della cooperativa; la responsabile \u00e8 un\u2019educatrice che durante tutto anno fa quel lavoro e solo part time diventa un addetto stampa. Negli anni passati ci si \u00e8 rivolti anche ad un giornalista esterno per realizzare questo lavoro ma i risultati non sono stati soddisfacenti (a detta dei responsabili).<br \/>\nDalle interviste realizzate all\u2019interno della cooperativa appare chiaro come l\u2019elemento di appartenenza al gruppo e la condivisione dei suoi valori siano un elemento importante e in definitiva, a detta dai responsabili della cooperativa, questa \u201cappartenenza\u201d fa si che la comunicazione sia appropriata e vincente.<br \/>\nAlla domanda se si sente la necessit\u00e0 di dedicare appositamente una persona a ricoprire questo ruolo i responsabili, ma anche la diretta interessata, concordano nel dire che dal punto di vista economico la spesa non \u00e8 sostenibile e si preferisce dedicare queste risorse a iniziative diverse (\u201cLa costruzione di un nuovo centro diurno\u2026 anche se in prospettiva sarebbe bello un giorno poterlo fare\u201d).<br \/>\nAlla fine di ogni evento si propone gi\u00e0 l\u2019idea per quello dell\u2019anno successivo e si comincia a incontrarsi settimanalmente gi\u00e0 da luglio. Da dicembre gli incontri si infittiscono mentre due mesi prima del festival due persone sono dedicate a tempo pieno per l\u2019organizzazione dell\u2019evento (in questo periodo vengono coinvolte anche altre persone part time che si occupano dell\u2019organizzazione).<\/p>\n<p><strong>Il problema della formazione<br \/>\n<\/strong>Non si pone nella cooperativa il problema della formazione adeguata per un addetto alla comunicazione verso i media; l\u2019addetto stampa impara facendo. Nel nostro caso l\u2019addetto stampa non ha seguito corsi di formazione o gli si \u00e8 dato un tempo per l\u2019autoformazione ma ha iniziato il suo compito semplicemente attraverso un passaggio di consegne con chi l\u2019ha preceduto. Questo non deve stupire pi\u00f9 di tanto visto che la comunicazione efficace viene considerata, all\u2019interno del gruppo, solo quella comunicazione fatta da persone che condividono i valori, hanno una medesima identit\u00e0 culturale e azione sociale. Questa vicinanza di valori (\u201cdel sentire\u201d) fa si che il lavoro di addetto stampa sia svolto con precisione, determinazione e attenzione nella trasmissione del contenuto che si vuole proporre. Se chi comunica \u00e8 convinto del messaggio di cui \u00e8 portatore, se ne \u00e8 addirittura entusiasta, questa fa si che il suo compito sia svolto bene: in queste poche parole potrebbe essere riassunto l\u2019idea fondamentale di comunicazione presente all\u2019interno della cooperativa.<\/p>\n<p><strong>Gli strumenti e i metodi di lavoro utilizzati<br \/>\n<\/strong>Gli strumenti utilizzati da chi comunica sono principalmente il comunicato stampa e la conferenza stampa.<br \/>\nNel caso del festival viene inviato un comunicato stampa a pi\u00f9 riprese agli indirizzari di giornalisti; questi indirizzari sono contenuti in fogli di excell divisi per tipo di mass media (giornali\/periodici, radio\/televisioni, siti internet). Il contatto con il giornalista \u00e8 personale, nel senso che non si manda un\u2019e-mail in redazione ma si cerca sempre di stabilire un rapporto con un giornalista in particolare, telefonando pi\u00f9 volte (\u201cAnche 10 finch\u00e9 non si riesce ad avere una conferma\u201d). Questa vicinanza, questo contatto con il giornalista sembra essere un risultato molto importante in questo lavoro visto che, come si dir\u00e0 in seguito, \u201cGli articoli migliori sono scritti da chi partecipa direttamente all\u2019evento\u201d.<br \/>\nDi conferenze stampa se ne fanno due; la prima a Roma in una sala stampa a Montecitorio, in cui viene fatta la presentazione dell\u2019evento, la seconda a Carpi e consiste in un aperitivo con gli artisti che intervengono alla manifestazione (che \u00e8 anche una buona occasione di intervista per i giornalisti).<br \/>\nSempre con collaborazioni interne e\/o con persone vicine alla cooperativa vengono preparati due spot, uno televisivo e l\u2019altro radiofonico che vengono poi proposti capillarmente a radio e televisioni.<br \/>\nPer promuovere l\u2019evento vengono anche stampate e spedite 5 mila brochure e 15-20 mila depliant che sono invece distribuiti a mano da operatori, volontari, amici. Se il depliant consiste in un pieghevole a tre ante in cui vengono riportate le indicazioni precise sugli eventi, la brochure invece \u00e8 una pubblicazione di una ventina di pagine a colori che contiene delle schede di presentazione degli artisti, dei gruppi teatrali, degli eventi e dei film che vengono presentati.<\/p>\n<p><strong>Risultati quantitativi di diffusione nei media<br \/>\n<\/strong>Per quanto riguarda questo aspetto la valutazione \u00e8 stata abbastanza semplice in quanto l\u2019ufficio stampa della cooperativa ha condotto un\u2019accurata rassegna stampa di tutti i mezzi di informazione sui quali \u00e8 apparsa notizia dell\u2019evento.<br \/>\nDa questo materiale risulta che hanno dato l\u2019informazione:<br \/>\n\u2022 otto televisioni di cui quattro televisioni regionali, una nazionale e tre satellitari. In particolare segnaliamo il servizio apparso su Rai2 nella rubrica Costume e societ\u00e0 del 5 giugno<br \/>\n\u2022 quattro radio di cui una nazionale (Rai1 nel programma Diversi da chi? del 13 maggio) e tre regionali<br \/>\n\u2022 nove agenzie stampa<br \/>\n\u2022 3 quotidiani nazionali (Avvenire, Il Resto del Carlino, L\u2019Unit\u00e0)<br \/>\n\u2022 2 quotidiani locali (Il Resto del Carlino nelle varie edizioni locali, La Gazzetta<br \/>\n\u2022 7 settimanali (tra cui l\u2019inserto de La Repubblica Salute)<br \/>\n\u2022 14 periodici specializzati<br \/>\n\u2022 74 siti internet.<\/p>\n<p>Inoltre la cooperativa aveva prodotto anche uno spot promozionale televisivo apparso su 16 televisioni locali e uno spot radiofonico andato in onda su 18 radio (nazionali, regionali, locali).<br \/>\nConsiderato lo spazio ridotto che i mass media dedicano alle notizie sul sociale e considerato che non si tratta di una notizia di cronaca nera o di un\u2019emergenza (casi in cui la notizia sul tema della disabilit\u00e0 ha pi\u00f9 probabilit\u00e0 di passare), i risultati sopra riportati sono senza dubbio consistenti.<\/p>\n<p><strong>Qualit\u00e0 del materiale pubblicato sui media e rispondenza al proprio messaggio<br \/>\n<\/strong>Un altro indicatore che possiamo utilizzare per valutare il rapporto che l\u2019ufficio stampa \u00e8 riuscito ad intrattenere con i mass media, \u00e8 analizzare il contenuto degli articoli che sono stati poi effettivamente pubblicati. Il riscontro quantitativo di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente \u00e8 si significativo ma da solo non basta, occorre vedere pi\u00f9 da vicino se il contenuto del messaggio che si voleva comunicare \u00e8 stato rispettato.<br \/>\nPer farlo ci limitiamo ad un piccolo, ma significativo campo; prenderemo in esame tutti gli articoli pubblicati sui quotidiani nazionali e ne vedremo il taglio (la posizione avuta nel giornale), il titolo e il contenuto dell\u2019articolo.<br \/>\nL\u2019edizione del 2006 \u201cCara belt\u00e0\u201d, era dedicata alla bellezza e il messaggio ultimo che voleva comunicare era questo: la cultura contemporanea riduce il concetto di bellezza a degli stereotipi (l\u2019attrice, l\u2019attore, la forza, la prestanza fisica in generale), quando invece la bellezza \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 e che \u00e8 direttamente collegata con l\u2019amore; se c\u2019\u00e8 \u201cuna disponibilit\u00e0 a vedere\u201d questa bellezza si pu\u00f2 anche cercare di raggiungerla e l\u2019arte offre la possibilit\u00e0 di farlo. Gli artisti disabili che partecipano all\u2019evento ne sono una prova tangibile.<br \/>\nUn messaggio dunque complesso, difficile da comunicare, anzi di cui ragionevolmente ci si pu\u00f2 aspettare al massimo che trapeli dietro alla notizia degli eventi che si sono susseguiti in quelle giornate.<br \/>\nIl primo articolo intitolato Disabili, Festival alla ricerca del bello appare su Avvenire a pagina 11 il 3 maggio; si tratta di un testo di poche battute dove sia il titolo che il corpo del messaggio riescono a passare il messaggio fondamentale oltre alle indicazioni degli eventi in s\u00e9.<br \/>\n\u201c\u2019Vi faremo divertire e pensare\u2019: va in scena il Festival dei disabili\u201d, questo il titolo della segnalazione apparsa sul Corriere della Sera a pagina 21 il 3 maggio, titolo con quel \u201cFestival dei disabili\u201d sicuramente meno felice, e con un testo in cui il messaggio base scompare e, oltre alle informazioni di servizio, rimane il binomio arte\/disabilit\u00e0, dove la prima \u00e8 vissuta anche come forma di terapia.<br \/>\nSull\u2019Avvenire del 13 maggio (pag. 12 e 13) compare invece un servizio dettagliato (titolo: \u201cQuando la disabilit\u00e0 diventa una vittoria\u201d) che racconta varie storie positive di artisti disabili presenti al festival. Anche nel secondo articolo pubblicato sul giornale si punta sull\u2019idea che la disabilit\u00e0 non significa negazione della vita e della possibilit\u00e0 di essere felici.<br \/>\nIl Resto del Carlino invece parla, nel servizio apparso il 13 maggio a pag. 32-33, soprattutto di una storia esprimendo un concetto gi\u00e0 presente nel titolo (\u201cL\u2019arte che aiuta a ritrovare la vita\u201d).<br \/>\nL\u2019Avvenire ritorna sul festival il 14 maggio (pag. 14, \u201cQuelle riserve di energia strappate all\u2019invalidit\u00e0\u201d) presentando due storie.<br \/>\nInfine L\u2019Unit\u00e0 che il 16 maggio a pagina 18 pubblica \u201c\u2019Disabile\u2019 e arruolato, ma sul palco\u201d, dove si sottolinea il fatto che gli spettacoli sono di buon livello e che la disabilit\u00e0 pu\u00f2 essere una risorsa.<br \/>\nCome si vede da questa sommaria descrizione, il messaggio di base \u00e8 riuscito a passare; gli articoli non cadono mai in uno stile pietistico (difetto in cui si cade spesso in casi come questo), solo a volte si indugia in toni troppo ottimistici e si ricorre spesso all\u2019uso delle storie significative (che \u00e8 un criterio di notiziabilit\u00e0 tra i pi\u00f9 importanti per chi fa il giornalista).<br \/>\nPer spiegare questi risultati \u00e8 significativo riportare l\u2019atteggiamento che si ha nei confronti dei giornalisti; \u201cCerchiamo di avere un rapporto diretto \u2013 dice Sergio Zini, presidente della cooperativa \u2013 quello che comunichiamo non \u00e8 sempre semplice e per cercare di far accogliere questo messaggio cerchiamo di farli venire dentro a quello che stai facendo\u201d. Conoscenza diretta, rapporto personale, condivisione di idee e anche \u201cdel sentire\u201d, la dove il giornalista risulta disponibile, sono alla base di questa comunicazione efficace supportata dall\u2019entusiasmo di chi ci lavora.<\/p>\n<p><strong>Elementi di criticit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Il bilancio che si pu\u00f2 fare su un\u2019iniziativa di comunicazione come questa non pu\u00f2 che essere positivo; i risultati, qualitativi e quantitativi, ci sono ma si possono indicare ad ogni modo dei punti di debolezza che si possono far sentire in prospettiva di un ampliamento dell\u2019evento.<br \/>\nLa decisione di usare del personale interno e di non affidare ad un\u2019agenzia la promozione verso i media dell\u2019evento si \u00e8 dimostrata una scelta, in questo caso \u2013 di forte motivazione del gruppo \u2013 utile, ma la scelta di attivare una figura di addetto stampa solo in previsione dell\u2019evento del festival pu\u00f2 essere riduttiva. Avere a disposizione una figura professionale di questo tipo aiuta a migliorare costantemente la qualit\u00e0 del festival ma anche serve alla cooperativa in generale per gestire i suoi rapporti verso l\u2019esterno; i compiti dell\u2019addetto stampa in questo caso non si limitano all\u2019evento ma a tutto quanto riguarda l\u2019attivit\u00e0 della cooperativa durante l\u2019anno, ne cura i rapporti verso l\u2019esterno (anche verso le istituzioni). Una figura di questo tipo aiuta a migliorare anche la comunicazione all\u2019interno del gruppo con i soci lavoratori, i soci, i volontari, gli utenti\u2026, attraverso la creazione di strumenti di comunicazione come houseorgan, bollettini telematici\u2026<br \/>\nUn altro aspetto che potrebbe essere migliorato \u00e8 il sito (<a href=\"http:\/\/www.nazareno-coopsociale.it\">www.nazareno-coopsociale.it<\/a>) al cui interno troviamo anche la sezione dedicata al festival. Una documentazione pi\u00f9 approfondita di quanto si \u00e8 fatto potrebbe servire a pi\u00f9 scopi. Ad esempio se oltre alla locandina del festival e ai comunicati stampa ci fosse la possibilit\u00e0 di avere del materiale audio o video di quanto \u00e8 successo durante i giorni dell\u2019evento, questo materiale potrebbe servire ad altre persone, oppure essere trattato o riprodotto in altri contesti (televisioni, radio, eventi teatrali simili\u2026).<br \/>\nInfine un ultima considerazione: abbiamo visto in pi\u00f9 punti di questo scritto come la condivisione dei valori, il sentire comune, l\u2019entusiasmo per quello che si fa sia la base dell\u2019azione comunicativa (ma sicuramente di tutto l\u2019operato della cooperativa), ma se questo stato di cose entrasse in crisi o fosse solo momentaneamente in difficolt\u00e0 che riflessi ne avrebbe sulla comunicazione? In questo caso una figura professionale specifica potrebbe essere una garanzia in pi\u00f9.<\/p>\n<p>(*) L\u2019articolo, qui in parte modificato, \u00e8 apparso su AA.VV, Generare mondo. Il progetto Quality Time: azioni per lo sviluppo dell&#8217;impresa sociale, Milano, Franco Angeli , 2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi<br \/>\nIl presente lavoro vuol analizzare il lavoro di comunicazione svolto dalla cooperativa Nazareno in occasione del Festival Internazionale delle Abilit&agrave; Differenti (edizione del 2006) che si tiene annualmente a Carpi; il festival consiste in una serie di eventi artistico-culturali che si susseguono per sei giorni. 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