{"id":2046,"date":"2011-09-30T11:33:01","date_gmt":"2011-09-30T11:33:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2046"},"modified":"2011-09-30T11:33:01","modified_gmt":"2011-09-30T11:33:01","slug":"signes-particuliers-un-gruppo-nato-da-differenti-incontri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2046","title":{"rendered":"Signes Particuliers: un gruppo nato da differenti incontri"},"content":{"rendered":"<p>di Guy Velut, responsabile e fondatore di &quot;Arc-en-Ciel&quot;<\/p>\n<p>Quando sono stato assunto nel 1981 in un istituto medico educativo per bambini e ragazzi per condurvi un atelier di espressivit&agrave; musicale, ho incontrato le persone con disabilit&agrave; mentale e la sofferenza psichica.<br \/>\nLa musica che propongo di condividere con queste persone incontra il piacere di suonare e di produrre a partire dall&rsquo;elemento musicale.<br \/>\nQuesto piacere ci fa incontrare la creativit&agrave; che permette di adattare la partitura alle possibilit&agrave; reali delle persone e in questo modo riduce la possibilit&agrave; di vivere le difficolt&agrave; dell&rsquo;apprendere la musica.<br \/>\nIl processo creativo che integra nei suoi scopi la diffusione dell&rsquo;opera creata, permette l&rsquo;incontro con la messa in scena e il pubblico.<br \/>\nMa l&rsquo;incontro pi&ugrave; importante, in questo progetto, &egrave; a mio parere l&rsquo;incontro che ogni individuo pu&ograve; fare quando ascolta la musica, &egrave; un incontro intimo  che avviene nella &laquo; sfera dell&lsquo;io &raquo;.<br \/>\nL&agrave; dove la musica incontra la memoria sonora della persona (noi abbiamo tutti saputo cantare prima di saper parlare..), questa memoria contiene tutti i ricordi di tutti i primi istanti della vita, prima che un trauma o un deficit provochi la presenza di una disabilit&agrave;.<br \/>\nE&rsquo; una convinzione che difendo dopo 10 anni dalla mia formazione come musicoterapeuta.<br \/>\nSignes Particulieres nasce cos&igrave; da tutti questi diversi incontri, come una canzone che si crea. <br \/>\nLe parole incontrano la musica, vanno incontro al pubblico, che &egrave; chiamato a confrontarsi con le sue emozioni, il suo piacere, le sue domande, il desiderio che lo spettacolo non finisca mai, per la paura di essere di fronte al &laquo; silenzio &raquo; che provoca la disabilit&agrave; mentale nella relazione umana e sociale.<br \/>\nI musicisti di Signes Particulieres sono accolti presso l&rsquo;ESAT (Ente di servizio e aiuto al lavoro). Per poter proseguire la loro permanenza in questo luogo essi necessitano della certificazione di disabilit&agrave; rinnovabile ogni cinque anni.<br \/>\nLa loro inclinazione\/aspirazione, il loro affetto per l&rsquo;ESAT &quot;Arc-en-Ciel&quot; &egrave; rispettato dalle istituzioni e siccome tutti desiderano continuare questa esperienza (a parte i casi della vita che possono separare le persone) ci sono state pochissime situazioni in cui si &egrave; avuto bisogno di un rimpiazzo per cui &egrave; stato necessario cercare nuove persone.<\/p>\n<p>Come mangiare, bere, dormire, camminare, parlare, amare&hellip;la musica &egrave; d&rsquo;obbligo nella mia vita. Non &egrave; n&eacute; un contratto n&eacute; un dovere. Vive, molto semplicemente, ed &egrave; molto semplicemente che la trasmetto, la condivido con i musicisti del gruppo.<br \/>\nLa maggior parte di loro non sa leggere, ne scrivere in francese, tanto meno la musica. Per questa ultima cosa io sono come loro, forse &egrave; per questo che ci si intende bene !<br \/>\nE&rsquo; il piacere, le emozioni, la grande voglia di comunicare quello che mettiamo nella nostra musica. Il resto riguarda la tecnica di apprendimento, la struttura istituzionale da organizzare per permette la trasmissione, l&rsquo;apprendimento, la creazione e dare un futuro a tutto il possibile che offre la pratica musicale.<br \/>\nA proposito del futuro, se vogliamo parlare delle difficolt&agrave; incontrate nel nostro percorso, possiamo dire che il fattore tempo &egrave; un problema per lo sviluppo e la realizzazione della nostra avventura.<br \/>\nCi vuole molto tempo con le persone disabili mentali per avere pronta una canzone prima di potersi confrontare con la magia e la realt&agrave; della scena (tra i 18 e 24 mesi, talvolta di pi&ugrave; per certe canzoni). <br \/>\nQuesto tempo pu&ograve; essere un vero ostacolo al buon funzionamento del gruppo. Dobbiamo interrogarci di continuo su come &ldquo;addomesticarlo&rdquo;, dargli un senso per riuscire a sopportarlo.<br \/>\nGli strumenti che pi&ugrave; abbiamo sentito come utili sono la diversit&agrave;, i ruoli, le competenze dei diversi interventi esterni che professionalmente arrivano dall&rsquo;ambito musicale e che apportano il riscontro costruttivo alla nostra missione medico-sociale. Sono sei gli artisti professionisti che intervengono nelle discipline del ritmo, percussioni, voci, danza.<br \/>\nDopo gli inizi, tutto si &egrave; giocato attraverso gli incontri  e alcuni furono determinanti per l&rsquo;evoluzione del gruppo. Prima di tutto c&igrave;&egrave; stato quello con Oliver Moyne, musicista professionale, ingegnere del suono che dal 1992 nel momento della registrazione del primo album ha scoperto i musicisti di Signes Particuliers oltre la pratica musicale. E&rsquo; un incontro tra persone che tocca &ldquo;la vita e la voglia&rdquo; di conoscere le diversit&agrave;.<br \/>\nOggi e cinque album pi&ugrave; tardi, lui &egrave; il compositore, arraggiatore, chitarrista, direttore artistico del gruppo.<br \/>\nPoco pi&ugrave; tardi il gruppo incrocer&agrave; la curiosit&agrave; e la perspicacia di Oliver Coquelin, anche lui ingegnere del suono. Oltre a guidare i commandi della regia dell&rsquo;insonorizzazione dello spettacolo, oggi lui &egrave; il vostro interlocutore in qualit&agrave; di persona-risorsa per quanto riguarda lo sviluppo del progetto cultura e disabilit&agrave;.<\/p>\n<p>La nostra missione medico-sociale ha i suoi limiti nella capacit&agrave; di apertura e di inclusione nella sfera culturale; l&rsquo;associazione &ldquo;T&rsquo;Ames T&rsquo;Ames&rdquo; &egrave; stata creata per sviluppare e promuovere questi aspetti nella vita del gruppo.<br \/>\nPer quanto riguarda il rapporto con i media, non &egrave; con loro che impieghiamo la maggior parte del nostro tempo&hellip;non abbiamo aspettato loro per crescere. E siamo fieri , ad ogni spettacolo (600 dopo 20 anni) di affidare al nostro pubblico questa preziosa <em>mission<\/em> che consiste nel sottolineare l&rsquo;informazione seguente &ldquo;bisogna parlare di noi da quando il silenzio non &egrave; pi&ugrave; fatto per noi&hellip;&rdquo;<br \/>\nPer concludere parlando di progetti per il futuro, occorre sempre ritornare a venti anni fa e continuare ad adattare gli &ldquo;strumenti&rdquo; che permettono di inventare Arc en Ciel, l&rsquo;istituzione medico-sociale che assicura il contesto adatto al lavoro del gruppo.<br \/>\nSappiamo, infine, che nessuno scritto, nessuna descrizione &egrave; capace di di raccontare in modo esauriente l&rsquo;immensa umanit&agrave; che il pubblico incontra durante un concerto dei Signes Particuliers.<br \/>\nPer la cronaca, il gruppo non si &egrave; mai esibito in Italia&hellip;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi&ugrave;<\/strong>: <br \/>\nESAT Arc-en-Ciel Espace Argence<br \/>\n20 Boulevard Gambetta 10000<br \/>\nTroyes (Francia)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/signes.particuliers.free.fr\">http:\/\/signes.particuliers.free.fr<\/a><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Guy Velut, responsabile e fondatore di &quot;Arc-en-Ciel&quot;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3731],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2046"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2046"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2046\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2046"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2046"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2046"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2046"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2046"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2046"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}