{"id":2051,"date":"2011-09-30T12:22:53","date_gmt":"2011-09-30T12:22:53","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2051"},"modified":"2011-09-30T12:22:53","modified_gmt":"2011-09-30T12:22:53","slug":"credere-fortemente-nelle-abilit-e-nel-talento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2051","title":{"rendered":"Credere fortemente nelle abilit\u00e0 e nel talento"},"content":{"rendered":"<p>intervista di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p><em>Se la tecnologia pu&ograve; fare molto per avvicinare le persone con disabilit&agrave; alla pratica musicale, a volte bastano soluzioni pi&ugrave; artigianali, e soprattutto l&rsquo;impegno personale. La Coalition for Disabled Musicians (CDM) &egrave; nata nel 1986 a New York per aiutare i musicisti con disabilit&agrave; a registrare ed esibirsi. Abbiamo intervistato Linda Jaeger, che nel 1997 &egrave; subentrata al fondatore, suo cognato Donald, nella gestione dell&rsquo;organizzazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Come &egrave; nata la vostra esperienza come<\/em> CDM?<br \/>\nNel 1981 Donald Jaeger, un batterista dilettante di meno di trent&rsquo;anni, ebbe un incidente sul lavoro e sub&igrave; un grave danno al midollo spinale. Sua moglie Lynn, che aspettava il loro secondo figlio, dovette tornare al lavoro poco pi&ugrave; tardi, lasciando Don a occuparsi dei bambini. Per cinque anni lui dovette confrontarsi con limitazioni fisiche che lo costringevano a letto per parecchie ore al giorno, e con la depressione. La sua grande passione per la batteria dovette essere messa da parte &ndash; Don esisteva solamente. Ma &egrave; il primo ad ammettere: &ldquo;La depressione &egrave; molto contagiosa. Le altre persone la percepiscono e diventano depresse. &Egrave; molto difficile&rdquo;. Si avvalse con successo della terapia per farcela.<br \/>\nNel 1986, Jaeger ritorn&ograve; alla batteria, ma solo per sedute molto brevi. Non poteva tenere il passo con musicisti normodotati, il dolore era a volte intollerabile. Comunque, con il sostegno della sua famiglia, divenne di nuovo attivo e vivo. &ldquo;Mi resi conto che potevo suonare ancora la batteria, ma ero limitato da un problema di resistenza a causa del dolore cronico. Avevo bisogno di trovare persone con cui suonare che capissero questo problema&rdquo;, disse. Cos&igrave; nacque la Coalition for Disabled Musicians, Inc. (CDM).<br \/>\nDonald descrive cos&igrave; l&rsquo;&ldquo;effetto terapia&rdquo; della CDM: &ldquo;&Egrave; uno sfogo molto buono. La maggior parte delle persone sarebbe a casa se questo non fosse a disposizione, non facendo nulla se non esistere. Io dimentico tutto quando sto suonando. Mi dimentico anche del mio dolore per un momento. &Egrave; molto terapeutico&rdquo;.<br \/>\nLa CDM procedette a formare tre gruppi; il primo &egrave; una rock band chiamata &ldquo;Range of Motion&rdquo;, il secondo un&rsquo;orchestra di persone pi&ugrave; anziane, chiamata &ldquo;CDM Orchestra&rdquo;, che esegue i vecchi standard, jazz e swing, e il terzo &egrave; un gruppo rock e hard rock chiamato &ldquo;Rockin&rsquo; Chair&rdquo;. I musicisti variano in et&agrave; dai 15 agli 80 anni. Come varie sono le loro et&agrave;, cos&igrave; le loro disabilit&agrave;, che includono distrofia muscolare, paralisi cerebrale, sclerosi multipla, menomazioni visive e uditive, diabete, ictus, danni al midollo spinale e altre.<\/p>\n<p><em>Quali sono le principali difficolt&agrave; che un musicista o gruppo con disabilit&agrave; deve affrontare per la propria attivit&agrave; artistica?<\/em><br \/>\nI musicisti con disabilit&agrave; possono affrontare diversi ostacoli. Devono essere sempre considerati il trasporto del musicista, il trasporto dell&rsquo;attrezzatura musicale, il trovare persone che possano assistere nell&rsquo;allestimento del palco, il dolore da movimenti ripetitivi dovuto alla disabilit&agrave;, i problemi di resistenza (affaticarsi facilmente), e il superare la percezione del pubblico rispetto alle persone con una disabilit&agrave;.<\/p>\n<p><em>In che modo la tecnologia ha agevolato, o al contrario complicato, il potenziale artistico dei musicisti con disabilit&agrave;, sia nelle registrazioni che negli spettacoli dal vivo?<\/em><br \/>\nCi sono molto modi in cui la tecnologia pu&ograve; assistere un musicista con disabilit&agrave;. Con cos&igrave; tanti progressi nel mondo del computer e del digitale, molti musicisti possono produrre suoni musicali solo con la pressione di un tasto. Con l&rsquo;attrezzatura giusta, intere composizioni musicali possono essere prodotte attraverso un computer portatile. Lo svantaggio di tutta questa meravigliosa attrezzatura &egrave; la spesa per acquistarla, mantenerla e aggiornarla.<br \/>\nComunque, alcune sistemazioni per musicisti con disabilit&agrave; non richiedono un equipaggiamento hi-tech: ad esempio, quando Don si confront&ograve; con allievi di batteria con arti mancanti e condizioni spastiche che rendevano difficile tenere le bacchette, attrezz&ograve; ingegnosamente cinghie e altri aggeggi per permettere a questi ragazzi di fare presa. E quando John Rinaldo, ex bassista nei &ldquo;Range of Motion&rdquo;, perse progressivamente forza a causa della distrofia muscolare, Don assembl&ograve; una postazione che gli permetteva di stare in piedi dietro lo strumento e suonarlo senza reggerne il peso. Sul nostro sito web, si possono trovare altri esempi di come alcuni dei nostri musicisti hanno superato gli ostacoli attraverso attrezzature adattive e l&rsquo;uso della tecnologia.<\/p>\n<p><em>In base alla vostra esperienza, come vivono i musicisti la propria disabilit&agrave; sul palco e in tour?<\/em><br \/>\nSi vive la propria vita come la propria vita. Che si sia un banchiere, una segretaria, una casalinga o un musicista, la propria disabilit&agrave; &egrave; sempre una parte di s&eacute;, solo non bisogna lasciare che essa ci definisca. A volte si pu&ograve; avere bisogno di fare adattamenti a uno stile di vita o a un metodo per portare a termine una certa attivit&agrave;, ma la maggior parte delle persone con disabilit&agrave; si sforzano di vivere una vita &ldquo;normale&rdquo;. Questa situazione continua nelle esibizioni sul palco e in tour. Bisogna assicurarsi di gestire tutti gli aspetti artistici di un&rsquo;esibizione, ma anche che i bisogni fisici (es. l&rsquo;accesso per carrozzine) siano soddisfatti.<\/p>\n<p><em>Come affrontano i media negli USA le esibizioni artistiche dei musicisti con disabilit&agrave;?<\/em><br \/>\nSebbene sia sempre difficile attirare l&rsquo;attenzione dei media su qualsiasi musicista, i mass media stanno lentamente iniziando a riconoscere e apprezzare i musicisti con disabilit&agrave;. Ci vuole un sacco di ricerca e perseveranza per fare uscire il proprio nome l&agrave; fuori. Sono felice di dire che &ldquo;American Idol&rdquo; [reality show statunitense analogo all&rsquo;italiano &ldquo;X Factor&rdquo;, ndt] al momento ha un musicista con disabilit&agrave; tra i suoi primi 11 concorrenti.<\/p>\n<p><em>Quali questioni vedete come pi&ugrave; centrali per la CDM nel prossimo futuro?<\/em><br \/>\nLa CDM &egrave; una piccola organizzazione non-profit gestita da volontari. Lottiamo per sopravvivere, come la maggior parte delle piccole organizzazioni. Abbiamo una manciata di volontari grandi lavoratori, che credono fortemente nelle &ldquo;abilit&agrave;&rdquo; di un musicista con disabilit&agrave; di talento. Globalmente, continueremo al meglio della nostra capacit&agrave; ad assistere i musicisti attraverso Internet con consigli e informazioni per &ldquo;perseguire i loro sogni musicali&rdquo;, e localmente continueremo a mandare la nostra prima band di rock and roll classico, &ldquo;Range of Motion&rdquo;, nella comunit&agrave; e nella scuola per programmi di consapevolezza e educazione. Di certo abbiamo sempre il sogno, come ogni altro musicista, di farcela un giorno!<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi&ugrave;<\/strong>: <br \/>\nCoalition for Disabled Musicians<br \/>\nwww.disabled-musicians.org<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervista di Massimiliano Rubbi<br \/>\nSe la tecnologia pu&ograve; fare molto per avvicinare le persone con disabilit&agrave; alla pratica musicale, a volte bastano soluzioni pi&ugrave; artigianali, e soprattutto l&rsquo;impegno personale. La Coalition for Disabled Musicians (CDM) &egrave; nata nel 1986 a New York per aiutare i musicisti con disabilit&agrave; a registrare ed esibirsi. 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