{"id":2053,"date":"2011-09-30T12:36:52","date_gmt":"2011-09-30T12:36:52","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2053"},"modified":"2011-09-30T12:36:52","modified_gmt":"2011-09-30T12:36:52","slug":"nella-musica-nessuno-disabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2053","title":{"rendered":"Nella musica nessuno \u00e8 disabile"},"content":{"rendered":"<p>intervista a cura di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca<\/p>\n<p><em>Intervista a Carlo Celsi  uno degli organizzatore del &ldquo;Festival della Musica Impossibile&rdquo; che si svolge a Falconara Marittima (carlo.celsi@fastwebnet.it www.gruppofolkvincanto.it), festa nazionale delle espressioni musicali legate al mondo della disabilit&agrave;.<\/em><\/p>\n<p>Che percorso musicale hai seguito?<br \/>\nStudio violino dall&rsquo;et&agrave; di dieci anni, prima in modo amatoriale poi, a sedici anni, in modo pi&ugrave; intensivo in conservatorio. Il mio talento musicale sembrava inizialmente discreto, poi nel tempo &egrave; andato appannandosi. Nauseato da infinite giornate di scale e tecnica e con la musicalit&agrave; sotto le scarpe sono stancamente approdato al diploma rimediando un otto striminzito.<br \/>\nNegli anni Ottanta non era facile studiare in conservatorio. Non esisteva una vera scuola di violino in Italia e la didattica dello strumento era spesso improvvisata e spontaneistica. Oggi la situazione sta cambiando ma allora, in un momento di forte espansione dei conservatori, molti insegnanti erano stati reclutati senza nessuna senza selezione. <br \/>\nNella mia storia musicale ci sono poi anni di gavetta fatta suonando, dall&rsquo;et&agrave; di quindici anni, il liscio nelle balere; c&rsquo;&egrave;, in seguito, la musica sinfonica e da camera; c&rsquo;&egrave; il jazz e il caff&egrave; concerto e c&rsquo;&egrave; il piano bar. Tutte queste esperienze mi hanno consentito di approdare felicemente alla musicoterapia dove la dote principale per un operatore &egrave; l&rsquo;elasticit&agrave; e la duttilit&agrave; musicale.<br \/>\nTra le esperienze professionali che sono confluite in modo proficuo nel mestiere di musicoterapista c&rsquo;&egrave; anche la specializzazione e l&rsquo;insegnamento della propedeutica musicale.<br \/>\nDa alcuni anni mi occupo di musica folk e collaboro con i &ldquo;Vincanto&rdquo;, un gruppo che fa ricerca e rielaborazione del patrimonio della musica popolare delle Marche.<\/p>\n<p><em>Cos&rsquo;&egrave; per te la musica?<\/em><br \/>\n&Egrave; la chiave che mi permette di penetrare e interpretare la realt&agrave;. La musica &egrave; ci&ograve; che mi d&agrave; da vivere; &egrave; ci&ograve; che consente di espandere la mia creativit&agrave;; &egrave; ci&ograve; che amplifica ogni mio sentimento positivo e lenisce ogni sentimento negativo; &egrave; ci&ograve; che sfama e tiene buono il mio ego; &egrave; ci&ograve; che mi ha fatto incontrare la persona che  ha cambiato la mia vita. La musica &egrave; questo e tanto altro ancora.<br \/>\nQuando la sera vado a dormire ripongo sul comodino, a fianco del letto, tutti i miei affetti. L&igrave; vicino metto anche la musica. Quando mi sveglio controllo che tutto ci sia ancora.<\/p>\n<p><em>Come &egrave; nata l&rsquo;idea di questo Festival?<\/em><br \/>\n&Egrave; nata da uno stimolo di Gianfranco Bedin, responsabile dell&rsquo;area educativa della Fondazione Don Gnocchi. L&rsquo;idea iniziale era di fare una festa musicale tra i Centri della fondazione, io ho colto la palla al balzo per organizzare un evento di pi&ugrave; ampie proporzioni. Paolo Perucci &egrave; il direttore del Centro &ldquo;E. Bignamini&rdquo; di Falconara, che organizza il Festival e presso il quale collaboro come musicoterapista. Da buon musicista dilettante ha da subito accolto con favore e appoggiato attivamente l&rsquo;iniziativa, cercando di coniugare il ruolo riabilitativo del Centro con l&rsquo;organizzazione di uno spazio pubblico di condivisione della bellezza che pi&ugrave; sprigionarsi dalla disabilit&agrave;.<\/p>\n<p><em>Cosa ti ha spinto a organizzare un evento come questo Festival?<\/em><br \/>\nMi ha spinto la volont&agrave; di creare un momento di autentica comunicazione e condivisione di emozioni tra i cosiddetti normali e coloro che, eufemisticamente, oggi definiamo diversamente abili. L&rsquo;idea &egrave; di creare i presupposti affinch&eacute; almeno per un giorno si possa realizzare quell&rsquo;utopia che si chiama integrazione. L&rsquo;unico medium che possa creare tali presupposti credo sia il linguaggio musicale.  <br \/>\nUno dei luoghi comuni pi&ugrave; banali sulla musica &egrave; che sia un linguaggio universale. In realt&agrave; la musica &egrave; effettivamente universale ma non nel senso normalmente considerato, bens&igrave; perch&eacute;, per dirla con il Gardner della pluralit&agrave; delle intelligenze, &egrave; una facolt&agrave; intellettiva autonoma e come tale, indipendente dal livello cognitivo della persona. Quindi c&rsquo;&egrave; a prescindere dal deficit cognitivo. &Egrave;<br \/>\nquindi universale perch&eacute; &egrave; propria di ogni individuo, anche in assenza di funzioni quali la parola, il pensiero logico, il movimento, ecc. <br \/>\nOrganizzare il Festival &egrave; quindi dare la possibilit&agrave; a persone disabili di presentare un&rsquo;immagine di s&eacute; attraverso la propria musicalit&agrave;, al di l&agrave; del deficit; fornire uno spazio di espressione, di comunicazione effettiva e di dignit&agrave;. <br \/>\n&Egrave; doveroso specificare come sia possibile che persone non vedenti, sorde o con qualche impedimento fisico diventino ottimi musicisti, gli esempi non mancano, da Beethoven a Bocelli passando per Petrucciani e via di seguito. Tuttavia &egrave; molto meno scontato che diventino buoni musicisti individui affetti da un ritardo mentale che pu&ograve; rendere loro difficoltoso qualsiasi altro semplice apprendimento.<\/p>\n<p><em>Ti sei avvalso di collaborazioni esterne per la riuscita dell&rsquo;evento? <\/em><br \/>\nI primi a darmi la disponibilit&agrave; a collaborare sono stati alcuni colleghi musicoterapisti con cui intrattengo da anni un confronto professionale. Il loro s&igrave; &egrave; stato da subito caloroso e incondizionato. Poi sono arrivate le istituzioni pubbliche che si sono dimostrate subito sensibili alla manifestazione.<\/p>\n<p><em>Quali sono state le maggiori difficolt&agrave; che hai\/avete incontrato?<\/em><br \/>\nLa difficolt&agrave; maggiore &egrave; stata quella di presentare gli artisti in modo da mettere in risalto il loro talento musicale lasciando in secondo piano l&rsquo;handicap. Purtroppo il pubblico dei non addetti ai lavori non sempre ha avuto questa percezione positiva. Ad esempio l&rsquo;esibizione di una cantante in carrozzina dalla voce bellissima ha suscitato in alcuni spettatori il senso di angoscia, acuito proprio dal contrasto tra la bellezza della musica e un dato esistenziale dell&rsquo;artista percepito come triste. Devo precisare che questo genere di feedback &egrave; pervenuto solo da persone che non hanno mai avuto una relazione stretta con un soggetto disabile. Da parte di educatori, insegnanti e altri operatori del settore il feedback &egrave; stato solo positivo. Su questo aspetto sto comunque riflettendo per trovare una formula per un evento che possa suscitare solo sensazioni positive.<\/p>\n<p><em>Quali sono stati gli aspetti positivi di questa esperienza?<\/em><br \/>\nLa risonanza affettiva che ho riscontrato &egrave; stata fortissima. Ho raccolto le impressioni commosse di ospiti, operatori, genitori. Abbiamo scoperto straordinari talenti musicali. Abbiamo dato un palcoscenico a molti che non sapevano di essere ottimi musicisti e al Festival hanno scoperto di saper entusiasmare un pubblico. Inoltre abbiamo stimolato tanti centri ad avviare un&rsquo;attivit&agrave; musicale al loro interno.<\/p>\n<p><em>Prima di questo Festival avevi gi&agrave; avuto modo di conoscere persone disabili? <\/em><br \/>\nGi&agrave; da prima che mi occupassi di musicoterapia facevo assistenza come volontario presso il Centro &ldquo;E. Bignamini&rdquo; di Falconara. La musicoterapia mi ha consentito di coniugare la voglia di essere artista con l&rsquo;urgenza, che ho da sempre, di mettermi al servizio del prossimo.<\/p>\n<p><em>E&hellip; musicisti disabili?<\/em><br \/>\nNella musica nessuno &egrave; disabile.<\/p>\n<p><em>Che messaggio vorresti arrivasse al pubblico con questo Festival?<\/em><br \/>\nIl Festival intende proporre un approccio alla disabilit&agrave; privo del distacco e dell&rsquo;alone pietistico che investe generalmente il sentire comune. Il Festival vuole stimolare il pubblico a guardare a quello scrigno colmo di umanit&agrave; che c&rsquo;&egrave; dietro la disabilit&agrave;. La musica credo sia la chiave giusta per questa apertura.<\/p>\n<p><em>Secondo te il messaggio che volevi far arrivare &egrave; stato recepito dal pubblico?<\/em><br \/>\nSiamo soddisfatti ma alcuni aspetti del Festival vanno rivisti affinch&eacute; il messaggio sia pi&ugrave; efficace. L&rsquo;epoca in cui viviamo non favorisce messaggi di questo tipo. La solidariet&agrave; non sembra essere pi&ugrave; un valore cos&igrave; indiscusso in un mondo in cui essere &egrave; principalmente apparire; un mondo in cui un costante rumore di fondo ci impedisce di ascoltare noi stessi prima ancora che gli altri.<\/p>\n<p><em>Che impatto emotivo hai avuto nell&rsquo;ascoltare le esibizioni dei vari gruppi?<\/em><br \/>\nAbbiamo invitato alla kermesse gruppi da molte regioni italiane. Ogni gruppo ha una sua storia  e un suo modo di lavorare: dalla word music al punk rock. Alcuni gruppi sono organizzati da musicisti professionisti, altri da musicoterapisti, altri da educatori con competenze musicali. L&rsquo;impatto emotivo &egrave; stato forte e di grande sorpresa nel constatare come percorsi tanto differenti siano accomunati dal sentire comune di riabilitare attraverso la bellezza della musica. Molti di questi operatori si sono a loro volta sorpresi nel constatare che in giro per l&rsquo;Italia in tanti portavano avanti il loro medesimo progetto.<\/p>\n<p><em>E che cosa hai provato suonando con loro?<\/em><br \/>\nEntusiasmo e commozione.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervista a cura di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca<br \/>\nIntervista a Carlo Celsi  uno degli organizzatore del &ldquo;Festival della Musica Impossibile&rdquo; che si svolge a Falconara Marittima (carlo.celsi@fastwebnet.it www.gruppofolkvincanto.it), festa nazionale delle espressioni musicali legate al mondo della disabilit&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3731],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2053"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2053"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2053\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2053"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2053"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2053"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2053"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2053"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2053"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}