{"id":2054,"date":"2011-09-30T12:41:24","date_gmt":"2011-09-30T12:41:24","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2054"},"modified":"2011-09-30T12:41:24","modified_gmt":"2011-09-30T12:41:24","slug":"esprimere-l-agio-la-bellezza-dentro-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2054","title":{"rendered":"Esprimere l&#8217;agio, la bellezza dentro noi"},"content":{"rendered":"<p>di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca<\/p>\n<p><em>Intervista a Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno di Carpi che promuove e realizza il &ldquo;Festival Internazionale delle Abilit&agrave; Differenti&rdquo; giunto ormai alla sua 11&deg; edizione (www.nazareno-coopsociale.it).<\/em><\/p>\n<p><em>Come &egrave; nata l&rsquo;idea di questo Festival? <\/em><br \/>\nL&rsquo;idea del Festival nasce sostanzialmente dalle esperienze che noi abbiamo fatto per produrre qualcosa di buono per noi e gli altri a partire dall&rsquo;arte. Siamo partiti con il teatro avendo in mente <br \/>\ndi dare un messaggio di un certo tipo: cio&egrave; le persone con disabilit&agrave; sono persone prima di tutto, poi hanno un problema che si chiama disabilit&agrave; ed essendo persone come tutti hanno voglia di esprimersi, di cantare, di ballare, ecc.<br \/>\nL&rsquo;idea forte che c&rsquo;&egrave; dietro &egrave; che il prodotto che offri deve essere di alta qualit&agrave;, le persone devono venire al Festival perch&eacute; ci sono delle cose belle da vedere e ascoltare, e non solo per una questione di solidariet&agrave;.<br \/>\nRispetto ad altri approcci pi&ugrave; metodologici la cosa che pi&ugrave; mi colpisce &egrave; che nel Festival le attivit&agrave; artistiche non sono le espressioni del disagio ma dell&rsquo;agio, di chi in quel momento &egrave; contento. Un paio di settimane fa siamo andati a fare una lezione all&rsquo;Accademia di Belle arti insieme ad alcuni dei nostri ragazzi che dipingono: una cosa che &egrave; venuta fuori &egrave; che queste persone se stanno male non dipingono, quando stanno bene s&igrave;, dipingono. L&rsquo;espressione artistica allora non &egrave; una catarsi, un metodo terapeutico, ma diventa semplicemente l&rsquo;espressivit&agrave; di chi ha voglia di creare qualcosa.<br \/>\nIl nostro approccio non si &egrave; mai focalizzato sull&rsquo;arte-terapia o su tutto ci&ograve; che presenta il suffisso terapia; quello che si vuole proporre &egrave; un&rsquo;esperienza piacevole basata sulla voglia di &ldquo;fare&rdquo;, di esprimersi.<br \/>\nTenendo conto di questo ci si accorge che pian piano le persone sono pi&ugrave; contente se le si lascia evolvere. &Egrave; una sfida ma &egrave; anche interessante.<\/p>\n<p><em>Vi siete avvalsi di collaborazioni esterne per la riuscita dell&rsquo;evento? <\/em><br \/>\n&Egrave; stato fondamentale cercare collaborazioni specifiche e specialistiche; se volevamo fare teatro ci serviva un regista che noi non avevamo. Mi ricordo l&rsquo;approccio con il primo regista che &egrave; stato molto divertente, lui era venuto con quell&rsquo;atteggiamento un po&rsquo; snob come dire &ldquo;adesso vado ad aiutare questi handicappati&rdquo;. La cosa che pi&ugrave; mi ha colpito &egrave; stato che man mano che si procedeva, se qualcosa non andava come doveva, lui si arrabbiava moltissimo e questo mi ha fatto capire che cominciava realmente a essere interessato. E questo &egrave; stato cos&igrave; vero che  dal &rsquo;94 &egrave; ancora con noi. Per la parte musicale, che &egrave; nata alcuni anni dopo, abbiamo coinvolto alcuni musicisti; nel 1999 abbiamo coinvolto un musicista tedesco, Hubert Bergman, in un lavoro sull&rsquo;improvvisazione musicale. &Egrave; stata un&rsquo;esperienza fantastica, molto divertente. Negli anni successivi ci siamo ulteriormente strutturati perch&eacute; il gruppo continuava a esprimere interesse per l&rsquo;attivit&agrave; musicale e aiutati da musicisti professionisti siamo andati avanti producendo anche pezzi originali. E questo ha permesso la possibilit&agrave; che i nostri gruppi andassero nelle scuole a presentare questo spettacolo cercando di coinvolgere nello spettacolo anche i ragazzi, i bambini. Bellissimo vedere come dall&rsquo;imbarazzo iniziale, dall&rsquo;orchestra schierata in cui sono presenti anche persone con disabilit&agrave; in cui &egrave; evidente la presenza dei loro problemi si passi alla fusione pi&ugrave; totale dove &egrave; impossibile distinguere chi &egrave; lo spettatore da chi &egrave; artista.<\/p>\n<p><em>Fra i tanti artisti presenti al Festival nelle passate edizioni, c&rsquo;&egrave; qualcuno che vi &egrave; rimasto particolarmente impresso nella memoria? C&#8217;&egrave; una storia che vi ha compito pi&ugrave; di altre?<\/em> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Sto passando in rassegna mentalmente tutte le edizioni. Ogni edizione ha sempre avuto un suo protagonista particolare evidente non tanto all&rsquo;esterno ma all&rsquo;interno cio&egrave; quando stai in compagnia di questi artisti per un&rsquo;intera settimana. Due persone che mi hanno particolarmente colpito: Christian Standersen, un ragazzino autistico pianista, che quest&rsquo;anno torner&agrave; al Festival per la straordinaria capacit&agrave; interpretativa che ha, &egrave; come se ti facesse vedere la musica. Soprattutto mi ha colpito perch&eacute; ha grosse difficolt&agrave; relazionali e suonando guardava spesso la madre, che sta vicina a lui mentre suona, e con questo suo sguardo sottolineava come tutti noi abbiamo bisogno di avere al nostro fianco qualcuno che ci sostenga. E poi Toni Melende, chitarrista che suona la chitarra senza braccia e che ha partecipato all&rsquo;edizione di due anni fa. Dopo poco tempo trascorso in sua presenza non ci si accorge pi&ugrave; della sua disabilit&agrave;, te ne dimentichi al punto che allunghi la mano per stringere la sua. &Egrave; evidente che la persona non &egrave; riducibile al suo stato fisico e se stai in sua compagnia ti accorgi che quello che prevale &egrave; qualcos&rsquo;altro. L&rsquo;aspetto della disabilit&agrave; &egrave; come un aspetto secondario.<\/p>\n<p><em>Il rapporto fra l&rsquo;evento Festival e le attivit&agrave; e l&rsquo;impegno quotidiano della cooperativa: come lo definireste? Quali caratteristiche presenta?<\/em><br \/>\nIl Festival &egrave; uno dei punti della cooperativa dove &egrave; possibile vedere ci&ograve; che la cooperativa stessa fa. Per questo per noi &egrave; molto importante che il Festival si realizzi, &egrave; come se desse un obiettivo alle attivit&agrave; che si svolgono quotidianamente. Lo spettacolo musicale che stiamo preparando adesso ha per protagonisti i personaggi secondari delle fiabe, e il risultato finale &egrave; frutto del lavoro che il gruppo fa piano piano durante tutto l&rsquo;anno nell&rsquo;attivit&agrave;  legata alla musica che si fa nel centro diurno. Sapere che ci sar&agrave; il Festival &egrave; un aiuto a tenere alto l&rsquo;aspetto motivazionale perch&eacute; rappresenta la finalizzazione di un lavoro artigianale; serve per dare un orizzonte alle persone che vengono in cooperativa e testimonia che il loro lavoro &egrave; utile a qualcuno.<\/p>\n<p><em>Questo messaggio &egrave; stato recepito dal pubblico presente e anche da quello pi&ugrave; ampio attraverso le azioni (se ci sono state) dei media?<\/em><br \/>\nOrmai si &egrave; creato uno zoccolo duro di pubblico affezionato al Festival che lentamente si &egrave; allargato sempre pi&ugrave;, un progressivo coinvolgersi di persone che trasmettono ad altre persone l&rsquo;idea di venire. Tutti dalle nostre parti sanno che c&rsquo;&egrave; questa iniziativa, nei circuiti specialistici legati alla disabilit&agrave; tutti sanno che c&rsquo;&egrave; questo Festival, comunque quello che sempre convince &egrave; il passaggio di apprezzamenti con il passaparola.<br \/>\nRispetto alla questione dei media abbiamo avuto dei picchi di interesse, un anno una trasmissione dedicata su Rai 3, un altro servizio su Rai 2, diciamo per&ograve; che per noi i media non sono la priorit&agrave;. Ci proviamo&hellip;<\/p>\n<p><em>Quali sono le vostre prospettive e che tipo di motivazione vi spinge ad andare avanti rispetto a quella dell&rsquo;inizio?<\/em><br \/>\nLa motivazione non viene mai meno, neanche durante la fase organizzativa precedente che &egrave; la fase peggiore dell&rsquo;anno perch&eacute; ancora non si capisce bene cosa verr&agrave; fuori, cosa sar&agrave;. &Egrave; il momento pi&ugrave; ansioso, quello in cui bisogna chiudere, andare in stampa. Nonostante questo non sento ansia, sono tranquillo perch&eacute; in questi anni mi sono reso conto che &ldquo;comunque vada sar&agrave; un successo&rdquo;, non tanto per l&rsquo;esterno ma per noi. Come sempre questa &egrave; per noi un&rsquo;esperienza significativa se poi c&rsquo;&egrave; anche il successo esterno tanto meglio perch&eacute; abbiamo anche l&rsquo;obiettivo di far conoscere questa iniziativa. Ogni anno si trova una motivazione in pi&ugrave;, quest&rsquo;anno che &egrave; l&rsquo;undicesima edizione siamo tranquilli perch&eacute; sar&agrave; come cominciare un nuovo ciclo, possiamo pensare anche in termini pi&ugrave; contenuti anche se poi la dimensione &egrave; sempre pi&ugrave; o meno la stessa. <br \/>\nDa due anni facciamo una cosa che si chiama Open Festival: infatti non tutto purtroppo &egrave; al livello di essere rappresentato e messo in scena, per cui quello che ci interessa &egrave; anche promuovere l&rsquo;idea che ogni prodotto pu&ograve; essere migliorato, e cosa c&rsquo;&egrave; di meglio di uno spazio aperto, un luogo di incontro dove sperimentare anche la gara fra compagnie o fra artisti che in questo modo si incontrano e si confrontano?<br \/>\nLa motivazione che ti rilancia &egrave; il pensiero della gioia sperimentata dai nostri ragazzi, io mi ricordo quella dell&rsquo;anno scorso e ho ancora voglia di vedere quella di quest&rsquo;anno per poi ripartire ancora. Questa &egrave; la forza del motore che ti porta avanti.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi&ugrave;<\/strong>: <br \/>\nwww.nazareno-coopsociale.it<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca<br \/>\nIntervista a Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno di Carpi che promuove e realizza il &ldquo;Festival Internazionale delle Abilit&agrave; Differenti&rdquo; giunto ormai alla sua 11&deg; edizione (www.nazareno-coopsociale.it).<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3731],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2054"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2054"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2054\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2054"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2054"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2054"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2054"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2054"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2054"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}