{"id":206,"date":"2009-11-04T17:05:10","date_gmt":"2009-11-04T17:05:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=206"},"modified":"2025-12-10T12:13:11","modified_gmt":"2025-12-10T11:13:11","slug":"europa-europa-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=206","title":{"rendered":"Mentori e Raggiungitori"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Intervista a Bengt Elm\u00e9n, consulente per superare le barriere psicologiche<br \/>\nDevo confessare che ho sempre avuto una forte diffidenza per i \u201cmotivatori psicologici\u201d. Forse perch\u00e9 li ho sempre associati inconsciamente (ma non troppo, se lo scrivo) con il<!--break--> contesto sociale delle conventions di venditori multilevel, quelle in cui un capo carismatico cerca di convincere con strepiti e grida una massa di persone che vendere \u00e8 bellissimo e che loro possono diventare i pi\u00f9 bravi a farlo \u2013 con ovvi retroscena truffaldini. O forse, a livello pi\u00f9 profondo, perch\u00e9 nella societ\u00e0 in cui viviamo molti \u201ccercan di insegnarti che a soffrire si migliora\u201d, e tanto \u00e8 facile interiorizzare questa visione che si tende a guardare ogni forma di \u201cpensiero positivo\u201d o di sforzo di automiglioramento con forte sospetto. Tutto questo per dire che l\u2019intervista a Bengt Elm\u00e9n, ma meglio ancora la sua esperienza di vita, mi hanno posto un po\u2019 in difficolt\u00e0. Elm\u00e9n \u00e8 un uomo colpito da paralisi cerebrale infantile, che ha avuto una carriera imprenditoriale fulminante (nella Stockholm Cooperative for Independent Living, che oggi assiste circa 9.000 disabili), e che oggi \u00e8 un consulente richiestissimo per seminari, per l\u2019appunto, di motivazione psicologica. Lui si definisce piuttosto un \u201cmentore\u201d, che aiuta le persone a raggiungere i propri obiettivi superando le difficolt\u00e0 psicologiche che spesso si frappongono tra il desiderio e l\u2019azione, come appunto Mentore ricevette in affidamento da Ulisse il figlio Telemaco perch\u00e9 gli facesse da guida per le sue scelte, senza sostituirsi a lui. Le sue parole, come leggerete, sono spesso molto semplici, e lasciano capire che anche da situazioni personali difficili si pu\u00f2 uscire con consigli non accademici, ma legati alla saggezza della vita quotidiana. Ora, \u00e8 vero che il Regno di Dio viene svelato ai piccoli e non ai sapienti, ma, e qui sta il punto (al di l\u00e0 delle mie idiosincrasie personali), forse molti tenderebbero a derubricare questi consigli come troppo ingenui, se non venissero da una persona che da una posizione di debolezza fisica ha saputo costruire una grande solidit\u00e0 e apertura psicologica. Il che chiama poi in causa un legame, che si nasconde tra i nostri occhi \u201cdisincantati\u201d, tra disabilit\u00e0 e sofferenza, legame che Elm\u00e9n non combatte come pregiudizio ma sa estendere e generalizzare a tutte le persone, per invitarle ad \u201candare oltre\u201d. Sicuramente, Bengt Elm\u00e9n ha saputo trasformare la propria \u201csfiga\u201d in \u201csfida\u201d e vincerla. Bench\u00e9 la mia diffidenza per chi fa dello psychological training la propria professione non sia scomparsa, anche grazie a lui il pregiudizio \u00e8 divenuto dubbio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Come si presenterebbe in breve? <\/b><br \/>\nSono uno svedese di 42 anni, che si interessa dell\u2019aiutare altri a scoprire nuovi modi di valutare la vita e se stessi.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 un \u201craggiungitore\u201d (achiever) nella sua concezione? E un \u201cmentore\u201d (mentorer)?<\/strong><br \/>\nA mio avviso, un raggiungitore \u00e8 qualcuno che vuole ottenere qualcosa. Lui o lei vogliono lasciare il segno. Vogliono che questo mondo sia in una forma migliore quando se ne andranno di quanto fosse quando sono arrivati. Un mentore \u00e8 qualcuno che vuole aiutare gli altri a crescere. Il mentoring non dovrebbe mai essere reso pi\u00f9 complicato di quanto non sia. In un modo o nell\u2019altro, tutti noi siamo mentori di quando in quando. Come genitori, siamo mentori per i nostri figli. Come nonni e nonne, siamo mentori per i nostri nipoti. Siamo mentori a volte per i figli di altri e per i giovani. Forse avete lavorato con i giovani in un\u2019associazione o in un\u2019altra organizzazione. Forse prendete di tanto in tanto un caff\u00e8 con un amico d\u2019infanzia e fate una bella chiacchierata sulla vita. Anche se questo tipo di incontro \u00e8 spontaneo, pu\u00f2 essere una forma di mentoring.<\/p>\n<p><strong>Ci pu\u00f2 raccontare qualche aneddoto o episodio significativo sulla sua esperienza?<\/strong><br \/>\nNel mio \u201ckit per raggiungitori\u201d ho citato un episodio che mi ha insegnato l\u2019importanza della flessibilit\u00e0, quando ho dovuto passare una notte senza dormire a Seattle. Era la prima volta che facevo un viaggio all\u2019estero con assistenti personali. Il viaggio era fino alla California. Era grandioso poter finalmente fare un viaggio simile senza i miei genitori. Avevo circa 30 anni. Ma feci anche molti errori. E probabilmente il pi\u00f9 grande fu che presi con me troppo pochi assistenti. Avevo deciso di stare via sei settimane e avevo diviso il mio tempo in due periodi di tre settimane, con due assistenti per ogni periodo. Per le prime tre settimane avevo due uomini che lavoravano da soli un giorno s\u00ec e uno no. Quando loro tornarono a casa, furono sostituiti da due donne. Ci rendemmo velocemente conto che era piuttosto stressante per loro lavorare un giorno s\u00ec e uno no. Io ho bisogno di assistenza durante tutte le mie ore di veglia, che sono circa 12-15 al giorno. Cos\u00ec al momento in cui i ragazzi stavano per partire eravamo piuttosto stanchi l\u2019uno degli altri, e quando le ragazze e io stavamo per partire per casa, eravamo, se possibile, ancora pi\u00f9 stanchi. Probabilmente tutti noi abbiamo sperimentato viaggi in cui, verso la fine, non pensiamo ad altro che tornare a casa. Questo viaggio fu peggio. La minima differenza di opinione causava irritazione tra di noi. Cos\u00ec stavano le cose quando ci imbarcammo per il volo di ritorno. Dopo uno scalo a Portland, stavamo per dirigerci a Seattle, dove avremmo dovuto prendere il volo per la nostra amata Svezia. Ma qualcosa and\u00f2 storto dopo l\u2019atterraggio a Portland: il volo fu ritardato e poi annullato per problemi all\u2019aereo, e dovemmo prendere un altro volo. Ce l\u2019avremmo fatta in tempo per la nostra coincidenza a Seattle? Dopo un lungo periodo, gli assistenti di volo ci dissero che non ce l\u2019avremmo fatta, ma che c\u2019era comunque la possibilit\u00e0 di fare in tempo per un altro volo. Quando per\u00f2 atterrammo a Seattle, finimmo a sedere in attesa. Nessuno tra il personale della compagnia sembrava poterci aiutare, e ognuno ci rinviava ad altri. Non eravamo minimamente nello spirito per questo tipo di caos; volevamo andare a casa, e non volevamo continuare a correre qua e l\u00e0 per l\u2019aeroporto con il nostro bagaglio a rimorchio, parlando con un operatore della compagnia aerea dopo l\u2019altro senza venire aiutati. Finalmente, una persona gentile ci inform\u00f2 che non c\u2019erano pi\u00f9 voli per l\u2019Europa del Nord quel giorno. Ci avrebbero invece offerto sistemazioni per la notte cos\u00ec che avremmo potuto prendere regolarmente il volo il giorno dopo. Fummo prenotati allo Sheraton e trasportati l\u00e0. Potemmo fare una doccia, mangiare un pasto eccellente e infine riposarci un po\u2019. Nel mezzo della notte fui per\u00f2 svegliato da un rumore di sgocciolio. Dal momento che non riuscivo a riaddormentarmi, dovetti arrampicarmi nella mia carrozzina per provare a scoprire da dove venisse il rumore. Nel bagno, scoprii che il gabinetto non stava funzionando bene: l\u2019acqua sembrava scorrerci dentro. Provai a tirare l\u2019acqua alcune volte, ma senza esito. Chiusi la porta del bagno, ma presto scoprii che questo non mi impediva di sentire lo sgocciolio. Cosa fare? Non sarebbe stato giusto svegliare una delle mie assistenti solo per questo nel cuore della notte. Decisi allora che per dormire quella notte dovevo prendere cura di me stesso. La cosa pi\u00f9 ovvia sarebbe stata chiamare la reception e lasciare che se ne preoccupassero loro. Ma questo non sarebbe stato cos\u00ec facile per me. Dal momento che non posso tenere una cornetta del telefono al mio orecchio, avrei dovuto in qualche modo sganciare la cornetta dalla base del telefono, digitare il numero con il naso e quindi posizionare la cornetta in modo da poter parlare nel microfono. Feci tutto questo sul mio letto. Salii sulle ginocchia al bordo del letto e misi il telefono sul letto in modo da poter digitare il numero con il naso. Ma cosa avrei detto? E mi avrebbero capito? La maggioranza delle persone probabilmente esiterebbe a chiamare una reception di un hotel nel bel mezzo della notte, in un paese straniero, solo per dire che il gabinetto non funziona a dovere. Oltre a questo, ho una difficolt\u00e0 di linguaggio che rende difficile per persone che non mi conoscono il comprendermi al telefono. Ma non mi diedi il tempo di pensare a questo. Semplicemente chiamai e dissi \u201cil mio gabinetto \u00e8 fuori servizio\u201d. Come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale al mondo, l\u2019addetto alla reception disse \u201cmander\u00f2 su qualcuno\u201d. Quindici minuti dopo, un idraulico stava alla mia porta, cassetta degli attrezzi in mano. Ripar\u00f2 il gabinetto in due minuti e se ne era andato prima che potessi conoscerlo. La mattina dopo, al mio risveglio, mi chiesi se avevo sognato il tutto. Era troppo surreale incontrare un idraulico nel mezzo della notte allo Sheraton solo perch\u00e9 non riuscivo a dormire a Seattle.<\/p>\n<p><strong>Come ha inciso la sua disabilit\u00e0 sulla sua vita e carriera (se ha inciso)?<\/strong><br \/>\nIo penso che la mia disabilit\u00e0 ha contribuito a una esperienza di vita unica per me. Tra le altre cose, la mia disabilit\u00e0 mi ha insegnato a definire obiettivi per il futuro, cercare sempre opportunit\u00e0 piuttosto che indugiare sulle sofferenze, e cercare di trovare la pace nelle nostre vite. Questo \u00e8 il tipo di saggezza che tento di comunicare.<\/p>\n<p><strong>La Svezia, e i paesi nordici in generale, sono abitualmente associati con una grande attenzione alle persone con disabilit\u00e0, dal lato sia del welfare che dell\u2019integrazione nella societ\u00e0. Lei confermerebbe o smentirebbe questo \u201cmito\u201d?<\/strong><br \/>\nS\u00ec e no. Come ho scritto in una presentazione della STIL, la cooperativa di assistenza che ho diretto per cinque anni, per decenni la Svezia \u00e8 stata guardata come il numero uno al mondo per il welfare state sociale. Tuttavia, fino a poco tempo fa i servizi sociali sono stati disegnati esclusivamente da professionisti ed esperti. Gli individui che sono stati sostenuti dai sistemi avevano ben poco da dire quanto al disegno dei servizi. Nel caso delle persone disabili questa mancanza di controllo significa anche una mancanza di opportunit\u00e0 di dare forma alla propria vita. La STIL ha trovato il suo obiettivo, a met\u00e0 degli anni \u201980, proprio nel lanciare una nuova maniera di organizzare l\u2019assistenza personale ai disabili a partire dalle loro necessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>I nostri lettori spesso devono fronteggiare difficolt\u00e0 collegate alla disabilit\u00e0. Ha consigli su come possono assumere un approccio psicologico migliore alla loro situazione?<\/strong><br \/>\nTutti gli esseri umani incontrano allorquando la sofferenza nelle loro vite. \u00c8 una parte naturale della vita. Nessuno pu\u00f2 evitarla. Il tipo di sofferenza differisce da persona a persona. Alcuni di noi sono disabili. Altri possono perdere un parente stretto, e altri ancora possono subire un incidente d\u2019auto. Quando qualcosa di difficile avviene nelle nostre vite, penso sia importante lasciare uscire tutti i sentimenti. In generale, gli italiani sono pi\u00f9 esperti in quest\u2019area di quanto siamo noi svedesi. Potete essere tristi o arrabbiati. Questo \u00e8 OK. Ma dopo un po\u2019 \u00e8 tempo di decidere come andare oltre. \u00c8 tempo di cercare nuove opportunit\u00e0, perch\u00e9 avete la responsabilit\u00e0 di cercare di tirar fuori il meglio dal resto della vostra vita. Nessun altro ve la riparer\u00e0 per voi. A quel punto, dovete dare un\u2019occhiata a quanto potete e quanto non potete fare. Quali sono le vostre priorit\u00e0? Quali sono le attivit\u00e0 che vi piacciono e con quali persone vi piace andare in giro? In altri termini, come volete spendere il resto della vostra vita su questo pianeta? Quali sono i vostri doni speciali che volete nutrire? Mario Ruppolo [il personaggio interpretato da Massimo Troisi, ndr], ad esempio, nel meraviglioso film Il Postino, superava le proprie difficolt\u00e0 imparando a scrivere poesie.<\/p>\n<p>Memore forse del turbolento viaggio sulla West Coast americana (in cui per\u00f2 ha sperimentato l\u2019esperienza paranormale di un idraulico in 15 minuti!!), Bengt Elm\u00e9n non ha al momento progetti di viaggio in Europa e in Italia. Se comunque volete contattarlo o saperne di pi\u00f9 sulla sua attivit\u00e0, eccovi tutti i recapiti:<br \/>\nBengt Elm\u00e9n<br \/>\nSoth\u00f6nsgr\u00e4nd 5-12349 Farsta, Sweden<br \/>\nTel. +46-8-949871, Fax +46-8-6040723<br \/>\nmail@bengtelmen.com \/ <a href=\"http:\/\/www.bengtelmen.com\">www.bengtelmen.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devo confessare che ho sempre avuto una forte diffidenza per i \u201cmotivatori psicologici\u201d. 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