{"id":2064,"date":"2011-10-03T12:25:34","date_gmt":"2011-10-03T12:25:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2064"},"modified":"2011-10-03T12:25:34","modified_gmt":"2011-10-03T12:25:34","slug":"sapere-dove-si-vuole-andare-un-esperienza-alla-scuola-dell-infanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2064","title":{"rendered":"Sapere dove si vuole andare! Un&#8217;esperienza alla Scuola dell&#8217;Infanzia"},"content":{"rendered":"<p>di Roberto Parmeggiani, educatore e formatore del Progetto Calamaio<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;educatore: che mestiere stupendo&hellip; anche se faticoso: dico stupendo perch&eacute; chi lavora in questo campo si trova collocato in uno spazio fuori dal tempo. Per esempio, chi come me lavora nella scuola dell&rsquo;infanzia (dai 3 ai 6 anni), passa tre anni con i bambini e le loro famiglie per poi salutarli e riprendere il rapporto con altri bambini della stessa et&agrave; e quindi lasciarli nuovamente a 6 anni. &Egrave; come essere dentro ad uno spazio dove il tempo si &egrave; fermato a quella et&agrave;. Come educatore hai la possibilit&agrave;, il valore di vedere come si modifica il contesto sociale, la famiglia, le relazioni: la scuola vive immediatamente l&rsquo;influenza della societ&agrave; e dei suoi cambiamenti e l&rsquo;insegnante, se vuole, ha la possibilit&agrave; di aggiornarsi e di approfondire ci&ograve; che accade attorno, provando ad agire per realizzare una buona educazione&hellip; Stupendo ma faticoso soprattutto quando tutto attorno a te ti spinge a lasciare!&rdquo;<\/p>\n<p>Con queste parole inizia l&rsquo;intervista a Rina, insegnante alla Scuola dell&rsquo;Infanzia Don Milani del Quartiere Reno di Bologna. Parole provenienti dalla lunga esperienza di Rina e uscite di getto, come un fiume in piena, appena le ho chiesto cosa pensava del mestiere educativo. Parole sincere, cariche di orgoglio ma anche di consapevolezza: quella derivante dalla consapevolezza maturata dopo tanti anni di lavoro e da tante lotte per costruire un sistema di insegnamento che risponda in modo realistico alle necessit&agrave; della societ&agrave;.<\/p>\n<p>La scuola Don Milani e le insegnanti che l&igrave; lavorano, sono un bell&rsquo;esempio di scuola che tenta (con ottimi risultati, aggiungo io) di realizzare nel quotidiano un&rsquo;idea di scuola che riesca nel connubio tra funzionalit&agrave;, partecipazione, creativit&agrave; e accoglienza dell&rsquo;imprevisto.<br \/>\nUn scuola che, a partire dalla struttura fisica per arrivare a quella umana, fa dei limiti un trampolino di lancio scegliendo di farsi mettere in discussione dalla realt&agrave; che la circonda e dai bambini che accoglie. Una scuola, quindi, che non rimane solo idea ma che diventa realt&agrave;.<\/p>\n<p>A sostegno di questo Rina mi dice che &ldquo;gli obiettivi didattici e educativi vengono definiti a partire dalla realt&agrave; che incontriamo: i bambini, le famiglie, il gruppo educativo con cui mi rapporto.  Ad ogni modo ritengo che mettere al primo posto i bisogni dei bambini e lo stare bene a scuola predisponga al lavoro di gruppo e stimoli il desiderio della curiosit&agrave; e della conoscenza. &Egrave; da qui che nasce l&rsquo;esigenza di una buona accoglienza, non solo il primo giorno ma ogni mattina, di una osservazione mirata a capire i bisogni del singolo e a renderli agiti per favorire le sue conoscenze, la cura agli atteggiamenti, dei gesti e delle parole dette per diventare un gruppo che sappia convivere e condividere.&rdquo; Quando Rina parla di gruppo si riferisce alle colleghe e ai bambini, passando l&rsquo;idea che la scuola non la fanno le maestre e basta, bens&igrave; &egrave; un percorso comune fatto di scelte e di condivisione, quella vera per&ograve;. Un impegno quotidiano alla stregua del tagliare la carne o pulire un sedere.<br \/>\nRispetto al gruppo inoltre, sottolinea un altro aspetto importante, il fatto di &ldquo;poter cogliere anche ci&ograve; che la quotidianit&agrave; e il coinvolgimento emotivo pu&ograve; farti sfuggire. Pi&ugrave; teste infatti riflettono meglio ed ognuno con le proprie specificit&agrave; arricchisce il gruppo e la sua progettazione.&rdquo;<br \/>\nEcco un&rsquo;altra parola chiave: la progettazione, che insieme alla valutazione, sono due i due perni attorno ai quali si struttura tutta l&rsquo;attivit&agrave; didattica. La prima &egrave; settimanale, in modo da consentire riflessioni e scelte efficaci che rispondano alle istanze che la vita scolastica ti sottopone; la seconda invece viene realizzata a met&agrave; anno attraverso una osservazione sul campo e a fine anno attraverso un&rsquo;analisi dentro al gruppo operatori coinvolti. Inoltre un&rsquo;altra verifica &egrave; quella con i genitori, sia a met&agrave; che a fine anno.<br \/>\nA proposito di genitori, le chiedo quali ritiene strumenti validi per costruire un&rsquo;educazione in cui tutti siano attori. Rina si illumina: &ldquo;la partecipazione, parola troppo abusata, ma mai usata pienamente. Credo che condividere idee e obiettivi rispetto al significato dell&rsquo;educare, affrontando il tutto con chiarezza, senza pensare ai giudizi e impegnandosi per trovare anche un solo elemento condiviso, sia il punto da cui partire, consapevoli ognuno del proprio ruolo e della propria responsabilit&agrave;&rdquo;. In effetti, il ruolo dei genitori, alle Don Milani &egrave; molto importante. Un esempio su tutti: alla festa di fine anno, sono invitati a sperimentare i giochi che i lori figli hanno giocato durante l&rsquo;anno, avendo la possibilit&agrave; di condividere e valutare, in questo modo, non solo le idee e gli obiettivi didattici, ma anche le modalit&agrave; di realizzazione. Bella prova di coraggio di queste maestre che non hanno paura di aprire la scuola&hellip; perch&eacute; in fondo non &egrave; di loro propriet&agrave; anzi, nel caso specifico, di tutto il quartiere che ne usufruisce.<\/p>\n<p><strong><em>I limiti come risorsa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Certo che tutto questo &egrave; molto interessante e anche molto positivo, poi per&ograve; ci si scontra con le pratiche quotidiane, le attivit&agrave;, la monotonia, il giorno dopo giorno, la noia, le discussioni&hellip;<br \/>\nInsomma, per quanto ci si possa impegnare, sar&agrave; necessario fare i conti con i limiti propri di ogni scelta e di ogni persona. &Egrave; necessario allora che scopriamo un altro tassello di questo puzzle.<br \/>\nI limiti vengono visti, da Rina e dalle sue colleghe, come risorsa e non come impedimento. A partire da quelli fisici\/strutturali per arrivare a quelli umani.<br \/>\nLa scuola infatti &egrave; costituita su tre piani, ci sono grandi scalinate che portano a spazi rialzati con balaustre che danno sul piano inferiore. Non certo quello che potremmo definire edilizia scolastica da manuale, attenta ai bisogni dei bambini. Rina e le sue colleghe, per&ograve;, hanno scelto di vedere tutto ci&ograve; come un&rsquo;opportunit&agrave; soprattutto per realizzare quella che viene definita &lsquo;destrutturazione degli spazi&rsquo;. Hanno colto la possibilit&agrave; di muoversi, di spostarsi, di modificare l&rsquo;uso e il modo di stare in uno determinato luogo. Una gradinata diventa allora un teatro mentre una stanza sottoterra diventa un&rsquo;esperienza, un viaggio fantastico tra lenzuoli bianchi, neri o colorati. Anche il giardino, oltre che spazio di gioco libero e svago, offre la possibilit&agrave; di realizzare avventure, costruire percorsi tra tessuti o materiale riciclabile. <br \/>\nInsomma limiti che attraverso la fantasia, vengono superati in modo creativo e divertente permettendo al bambino di mettere in gioco le proprie abilit&agrave;. <br \/>\nLo stesso poi succede con i limiti delle insegnati e  degli operatori, non negati ma accolti e valorizzati secondo due modalit&agrave;.<br \/>\nLa prima, di cui abbiamo gi&agrave; parlato, &egrave; il gruppo che diventa vitale in quanto luogo di accoglienza, di confronto e di crescita.<br \/>\nLa seconda &egrave; la formazione per la quale Rina si auspica &ldquo;pi&ugrave; aderenza ai contesti di cambiamento perch&eacute; sembra che siamo sempre un passo indietro rispetto a quello che succede a livello sociale. Non per adeguarci ma per attrezzarci&rdquo;.<\/p>\n<p>Le parole di Rina suonano davvero molto sincere, proprio perch&eacute;, come dicevo all&rsquo;inizio, hanno origine dall&rsquo;esperienza e anche dal grande amore che lei nutre verso la scuola, i bambini e il mestiere educativo.<br \/>\nLe chiedo infine, cosa pensa dell&rsquo;affermazione: l&rsquo;educazione &egrave; un posto dove ci piove dentro.<br \/>\n&ldquo;Dentro l&rsquo;educazione ci piove di tutto perch&eacute; &egrave; un momento di relazione tra bambino e educatore (genitore, insegnante, animatore&hellip;) relazione che, in quanto tale, &egrave; aperta ai condizionamenti del contesto sociale con tutte le variabili di cambiamento che si porta dietro. Che poi l&rsquo;educazione debba subire tale condizionamento &egrave; un altro discorso&hellip; deve sapersi relazionare con il cambiamento e soprattutto deve sapere dove vuole andare&rdquo;.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Parmeggiani, educatore e formatore del Progetto Calamaio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3729],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2064"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2064"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2064\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2064"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2064"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2064"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2064"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2064"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2064"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}