{"id":2067,"date":"2011-10-05T12:24:34","date_gmt":"2011-10-05T12:24:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2067"},"modified":"2011-10-05T12:24:34","modified_gmt":"2011-10-05T12:24:34","slug":"la-memoria-fa-parte-dell-intelligenza-incontro-con-a-n-e-d-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2067","title":{"rendered":"La memoria fa parte dell&#8217;intelligenza. Incontro con A.N.E.D. di Bologna"},"content":{"rendered":"<p>di Sandra Neri<\/p>\n<p>Il primo insegnamento che traggo dalla chiacchierata di questa mattina &egrave; l&rsquo;umilt&agrave; e la capacit&agrave; di lasciare entrare l&rsquo;esperienza, la storia, una vita vissuta attraverso emozioni forti, non sempre rielaborate, ma che sempre hanno dettato le azioni, le scelte, i cambiamenti delle persone.<br \/>\nSono entrata in questa casa con un mio schema preciso rispetto a questo incontro. La mia bella traccia di domande, i miei obiettivi rispetto ai contenuti che per me erano prioritari. <br \/>\nMa &egrave; bastato poco. Sono state sufficienti poche parole, pochi istanti per capire e sentire che dovevo lasciarmi condurre. <br \/>\nNon sarebbe stato attraverso la risposta alle mie domande che avrei avuto le informazioni che cercavo. Ma attraverso la forza di quel racconto, quella esperienza ancora cos&igrave; presente, quel bisogno di raccontare e fare circolare quella, e tante altre storie.<br \/>\nEd ecco il secondo insegnamento. Il soggetto educativo di questa storia non &egrave; solo e in primo luogo il ragazzo, il gruppo classe. La forza e la passione del racconto sono uno strumento di crescita e di evoluzione per chi lo riceve e per chi lo dona.<br \/>\nFranco Varini &egrave; un educatore delle giovani generazioni che, attraverso la sua esperienza di prigioniero delle SS e internato in diversi campi di concentramento e di lavoro durante il secondo conflitto mondiale, trasferisce un sapere che viene da un pezzo molto drammatico della nostra storia vissuto in prima persona.<br \/>\nDopo la sua liberazione il rientro in Italia trascorre molto tempo nel silenzio e nella difficolt&agrave; a raccontare, a condividere l&rsquo;orrore di quei mesi di prigionia e torture. Fino a quando non sente il bisogno di lasciare un segno, una traccia, un qualcosa di accessibile a tutti, di condivisibile. <br \/>\n&Egrave; cos&igrave; che nel giro di pochi giorni nasce il suo libro &ldquo;Un numero un uomo&rdquo; Ed. EGA. Cos&igrave; comincia il suo peregrinare per le scuole della regione Emilia Romagna. Incontra centinaia di ragazzi delle Scuole secondarie inferiori e superiori. Vuole lanciare un seme, dice. Ed &egrave; consapevole che quel seme avr&agrave; in ogni persona che incontra tempi e modi diversi di crescere e portare il frutto di una cultura apparentemente cos&igrave; lontana dalla nostra. <br \/>\nIl mio interesse &egrave; legato ai ragazzi, all&rsquo;aspetto educativo e didattico di questa storia. Vorrei che mi raccontasse le loro facce, le loro domande, le loro reazioni. E lo fa. Mi racconta del clima che si crea quando lui comincia il racconto. Dei lavori che i ragazzi gli inviano dopo averlo incontrato. Degli abbracci. Dell&rsquo;interesse che suscita nei ragazzi disposti a sballare l&rsquo;orario dell&rsquo;uscita di scuola pur di non far finire quel momento.<br \/>\nMa capisco che per arrivare a loro devo passare da lui. Dal protagonista della storia. Di allora e di oggi. Quando gli chiedo: &ldquo;E tu? Tu cosa provi quando parli con i ragazzi?&rdquo;  il suo viso si illumina e mi risponde con un tono molto deciso &ldquo;Gioia!&rdquo;.<br \/>\nAllora cambia il mio focus. E cambia il punto centrale del mio ipotetico scritto. Ci&ograve; che risiede nell&rsquo;educatore, che poi viene trasmesso nella relazione educativa diventa il vero il punto centrale.<br \/>\nLa forza con cui Franco accede alle mie emozioni e alla mia curiosit&agrave; &egrave; la stessa forza con cui lui vive quell&rsquo;incontro. E immagino che avvenga lo stesso meccanismo quando egli si trova a scuola. Quando sia lui che i ragazzi si alimentano di quella energia che solo l&rsquo;incontro delle esperienze e delle singole storie pu&ograve; far nascere. Tanto i ragazzi attingono da quella vita, tanto lui pu&ograve; attingere dal loro bisogno di avere risposte, informazioni, conoscenza. I primi importano un&rsquo;esperienza che amplia il proprio bagaglio personale e integra la propria identit&agrave; di uomini in crescita. Il secondo, attraverso il riconoscimento e il valore attribuitogli da quell&rsquo;incontro, vive ogni volta dentro il ruolo di educatore e formatore la conferma di una identit&agrave; che &egrave; passata attraverso la storia, sua e nostra.<\/p>\n<p>Ancora una storia. Ancora una persona che fa del racconto della propria esperienza drammatica e miracolosa per esserne uscito, la propria carta di identit&agrave;, la propria licenza ad occupare un posto importante nell&rsquo;oggi che egli abita. <br \/>\nArmando Gasiani condivide con Franco Varini l&rsquo;esperienza del campo di sterminio, l&rsquo;esperienza dell&rsquo;oblio nel tentativo di disfarsi di quel pezzo di storia insopportabile, e il bisogno di riappropriarsene per sentirsi parte di quella stessa storia; non solo di quel preciso momento, ma quella che ha portato a quel momento, quella che &egrave; venuta dopo quel momento. E quella di oggi. Quella dove, dice Armando, diamo per scontata la libert&agrave;.<\/p>\n<p>Anch&rsquo;egli incontra i ragazzi delle scuole. &ldquo;Noi lo sappiamo cosa significa perdere la libert&agrave;. E proprio per questo ne conosciamo il valore. Oggi voi la libert&agrave; la avete in mano. E la avete grazie a noi, a ci&ograve; che abbiamo vissuto, alle scelte che abbiamo fatto. Per conoscere e apprezzare cosa tutto ci&ograve; significa&hellip; bisogna che mi ascoltiate, che capiate&hellip;&rdquo;<br \/>\nNella nostra lunga e emozionante chiacchierata mi parla dei ragazzi. L&rsquo;et&agrave; pi&ugrave; bella &egrave; quella dai 13 ai 17 anni&hellip; ascoltano, fanno domande, sono curiosi. Poi, &egrave; come se crescendo, non sentissero pi&ugrave; il bisogno di sapere, di conoscere.<br \/>\nE si arrabbia con gli adulti. Loro non sanno ascoltare. Forse sanno gi&agrave; tutto! Ma di sicuro la mia esperienza non la conoscono&#8230; <br \/>\nI luoghi degli incontri e dei racconti non sono solo le scuole. Armando accompagna i gruppi al campo di Mauthausen, in Austria, dove egli ha trascorso quattro mesi di prigionia. Dove ha visto e vissuto situazioni che&hellip; non potreste mai capire. Anche quando ve le racconto, difficilmente sono credibili. A volte fatico io stesso a credere a ci&ograve; che ho visto. Questa, dice, &egrave; terra sacra. Un luogo che ha visto la morte e il dolore di centinaia di migliaia di persone. Un luogo che oggi diventa contesto privilegiato di conoscenza, di esperienza, di apprendimento. &ldquo;Quando entriamo al campo&hellip; non perdo un solo ragazzo per la strada. Sento che capiscono, sono interessati a stare in ascolto di quello che l&igrave; dentro &egrave; accaduto. Mi stanno vicini, chiedono. E stanno in silenzio. In pullman durante il viaggio sono vivaci. Ma dentro sono attenti e interessati.&rdquo;<br \/>\nMentre lo ascolto sento che l&rsquo;apprezzamento per l&rsquo;interesse e l&rsquo;ascolto diventa una richiesta di rispetto per ci&ograve; che lui porta in s&eacute;, per ci&ograve; che racconta, che ha vissuto, che ha fatto di lui l&rsquo;uomo che &egrave; oggi. <br \/>\nArmando dice di dovere la sua rinascita a Roberto Benigni che con il film<em> &ldquo;La vita &egrave; bella&rdquo; <\/em>lo ha svegliato dall&rsquo;oblio e gli ha restituito una identit&agrave; legata anche a quella parte del suo passato cos&igrave; duro da digerire. Gli ha ridato la vita attraverso la possibilit&agrave; di parlare. E da allora, quando egli racconta si scarica, si libera. Ogni volta che fa di quella condivisione un regalo, si alleggerisce e sente, ne &egrave; certo, di dare qualcosa di importante. Perch&eacute;, dice, i ragazzi ne hanno bisogno. Le loro domande lo fanno emozionare, sente che sono contenti, che anche attraverso quell&rsquo;istante sono cresciuti. Lui si mette a nudo. &Egrave; a loro disposizione perch&eacute; essi possano trarre da lui ci&ograve; che occorre loro per fare un altro pezzo di strada. Ed &egrave; l&igrave; che gli orrori che ha vissuto e che lo hanno portato cos&igrave; vicino alla morte si trasformano meravigliosamente in uno strumento unico per contribuire alla evoluzione dell&rsquo;umanit&agrave;. Ogni volta accade questo grandiosa alchimia.<br \/>\nIl desiderio e il bisogno di raccontarsi hanno preso anche la forma scritta: <em>&ldquo;Finch&eacute; avr&ograve; voce&rdquo; i<\/em>n collaborazione con Associazione internazionale Terre d&rsquo;Acqua; <em>&ldquo;Nessuno mai ci chiese&rdquo;<\/em> Ed. Nuova Dimensione.<br \/>\nParlando di s&eacute; gli sfugge &ldquo;Sono un povero ragazzo&hellip;&rdquo; Armando quando entra in classe &egrave; il diciassettenne che &egrave; entrato a Mauthausen sessantaquattro anni fa, che va ad incontrare i ragazzi di oggi. E dice loro &ldquo;Io vi porto la mia esperienza. Ma voi dovete farvi la vostra. E non in poco tempo. Non in fretta. Una lunga esperienza di vita che vi porta a diventare uomini e donne protagonisti della vostra vita. La vostra vita individuale e la vita sociale. Una societ&agrave; e un futuro che richiedono la vostra presenza. Perch&eacute; la vostra presenza ha un peso nella storia&rdquo;.<\/p>\n<p>&hellip; proprio come Armando e Franco portano la loro presenza di oggi attraverso la loro presenza di allora. Attraverso tutti i passaggi e i percorsi che la vita li ha portati a compiere.<br \/>\nQuesto diventa un regalo che essi fanno ai ragazzi che incontrano. Ma un regalo che hanno fatto a loro stessi attraverso il riconoscimento e la rivendicazione di una storia, di una vita che, attraverso l&rsquo;azione educativa di oggi, sperano e desiderano possa contribuire alla crescita collettiva di domani.<\/p>\n<p>(Franco Varini e Alberto Gasiani lavorano e svolgono la loro preziosa attivit&agrave; all&rsquo;interno di A.N.E.D, l&#8217;Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti. I suoi aderenti sono i sopravvissuti allo sterminio nazista e i familiari dei caduti nei Lager. E&#8217; una associazione senza fini di lucro, eretta Ente morale con decreto del presidente della Repubblica italiana il 5 novembre 1968. Per saperne di pi&ugrave;: <u>www.deportati.it<\/u>)<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sandra Neri<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3729],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2067"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2067"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2067\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2067"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2067"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2067"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2067"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2067"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2067"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}