{"id":2069,"date":"2011-10-05T12:46:55","date_gmt":"2011-10-05T12:46:55","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=2069"},"modified":"2011-10-05T12:46:55","modified_gmt":"2011-10-05T12:46:55","slug":"il-giardino-dei-ricordi-laboratorio-di-narrazione-autobiografica-e-creativa-per-donne-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2069","title":{"rendered":"Il giardino dei ricordi. Laboratorio di narrazione autobiografica e creativa per donne migranti"},"content":{"rendered":"<p>di Alessandra Gruppioni, insegnante di Scuola primaria, counseler e conduttrice di laboratori di scrittura<\/p>\n<p>L&rsquo;idea di questo laboratorio nasce camminando.<br \/>\nHo insegnato per tanti anni in un paese della provincia di Bologna, ad alto tasso di immigrazione fin dagli anni 80.<br \/>\nQuando uscivo da scuola, camminavo per le strade, nei negozi, al mercato.<br \/>\nCamminando incontravo le donne&rdquo; straniere &ldquo;, mamme , zie, sorelle ,  dei miei scolari :avevano abiti colorati, spesso bambini in braccio, coglievo i loro sguardi intensi, ma ne avvertivo l&rsquo;isolamento.<br \/>\nLe donne migranti  non possono condividere  le loro storie,i loro pensieri.<br \/>\nVivono accanto a noi , senza la possibilit&agrave; di parlarci, di comunicare.<br \/>\nNon conoscere la lingua del Paese in cui vivono e crescono i loro figli &egrave; per loro fonte di disagio e solitudine, che si vanno a sommare al senso di sradicamento e di non appartenenza dovuti alla lontananza dalla loro terra.<br \/>\nDifficilmente partecipano ai corsi di italiano per adulti, poich&eacute; hanno quasi sempre bambini molto piccoli e quindi non escono la sera.<br \/>\nCamminando pensavo: come fare? Come fare ad aiutare loro ad esprimersi, ad aiutare noi a non perderci l&rsquo;immensa ricchezza di poter avvicinare altre culture?<\/p>\n<p>Camminando e guardandole negli occhi , rispondendo ai loro sorrisi, ho cercato un modo di insegnare loro la nostra lingua, un modo nuovo che permettesse anche di raccontarsi e di condividere sentimenti ed emozioni.<br \/>\nEd ho pensato al metodo autobiografico :<br \/>\nla narrazione di s&eacute;  &egrave; stata proposta come possibilit&agrave; diversa di apprendere la lingua, non attraverso acquisizioni grammaticali, ma esprimendo la propria sensibilit&agrave; e soggettivit&agrave;, le proprie emozioni, passioni, inclinazioni.<br \/>\nIl Laboratorio di Narrazione Autobiografica ha dato voce a  queste donne, fornendo loro la possibilit&agrave; di raccontare la propria storia, certamente ricca di ricordi, emozioni, esperienze.<\/p>\n<p><strong><em>Diario <\/em><\/strong><\/p>\n<p>\nE&rsquo; il primo incontro: non si presenta nessuna delle iscritte.<br \/>\nPenso che forse la mia idea non era tanto buona.<br \/>\nPoi , insieme alle organizzatrici del Comune, ricordiamo che quel giorno &egrave; la festa del Ramadan, la pi&ugrave; importante per la Comunit&agrave; Islamica.<\/p>\n<p>Al secondo incontro vengono in tante, sono una dozzina, quasi tutte marocchine  e tunisine, un paio rumene.<br \/>\nSono giovani donne , dai 20 ai 30 anni circa, molte hanno con s&eacute; i bambini piccoli di 1 o 2 anni.<br \/>\nAlcune parlano un po&rsquo; l&rsquo;italiano, quanto basta per capirsi con i negozianti, in  posta, dal medico.<br \/>\nQualcuna non ha neppure questa conoscenza di base.<br \/>\nIo sorrido , parlo lentamente e spiego che l&igrave;, in quello spazio, si parler&agrave; di loro , delle loro storie, che poi scriveremo.<br \/>\nMi guardano perplesse.Intanto un cellulare squilla, la signora parla nella sua lingua ventosa dentro il telefono, il suo bambino si sveglia  e strilla.<br \/>\nAccanto a loro un&rsquo;altra bimba succhia paciosa al seno della mamma.<br \/>\nMi accorgo che dovr&ograve; accettare un po&rsquo; di confusione, qualcuna che viene, qualcuna che va.<br \/>\nQualche altro bimbo  gattona in giro; una, pi&ugrave; grandicella e assai birbante, mi cancella con gusto la lavagna.<br \/>\nLe donne ridono.<br \/>\nSi pu&ograve; iniziare.<br \/>\nLa lista  di piaceri e dispiaceri, utilizzata per una prima conoscenza nel gruppo, viene scritta al termine del primo incontro.<br \/>\nQualche ragazza &egrave;  dubbiosa  all&rsquo;idea di scrivere in italiano, poi si lascia andare all&rsquo;aspetto giocoso e&hellip; scaturisce questa delicata poesia collettiva.<\/p>\n<p>PIACERI<br \/>\n&ldquo;Mi piace:<br \/>\nimparare bene l&rsquo;italiano per aiutare i miei figli,<br \/>\nstudiare, <br \/>\ntornare nel mio Paese <br \/>\nper vedere mia madre,<br \/>\navere la mia famiglia vicino,<br \/>\nabitare vicino alla scuola dei miei figli;<br \/>\nmi piace il cous-cous,<br \/>\nmi piace <br \/>\ncucinare,<br \/>\ntenere pulita la mia casa,<br \/>\nportare a spasso il mio cane,<br \/>\nfare ginnastica;<br \/>\nmi piacciono il verde della natura,<br \/>\nil bianco, il rosso, il viola, il rosa, il nocciola.<\/p>\n<p>\nDISPIACERI<\/p>\n<p>\nNon mi piace:<br \/>\nil nero,<br \/>\nla sporcizia e i vestiti sporchi,<br \/>\nla matematica,<br \/>\nqualcuno bugiardo,<br \/>\nil rumore,<br \/>\navere problemi,<br \/>\nla guerra.&rdquo;<\/p>\n<p>La volta successiva,prima di iniziare a scrivere ascoltiamo una canzone marocchina che ha portato Jamila, parla di un bimbo che disegna e colora.<br \/>\nPoi ascoltiamo la musica berbera, proposta da Aicha:  &egrave; allegra, da festa.<br \/>\nLe donne si alzano e danzano leggere, ridono.<br \/>\nPoi scrivono e disegnano.<br \/>\nC&rsquo;&egrave; bisogno, dicono.<br \/>\nC&rsquo;&egrave; bisogno, dico anch&rsquo;io.<br \/>\nInfine scriviamo.<\/p>\n<p>COLORI<\/p>\n<p>\n&ldquo;Nero come il buio,<br \/>\ncome i miei capelli,<br \/>\nil mio fazzoletto.<br \/>\nVerde come l&rsquo;albero.<br \/>\nBianco come la colomba,<br \/>\nil vestito del matrimonio,<br \/>\nlo zucchero,<br \/>\nla panna nella torta,<br \/>\nle uova.<br \/>\nRosso come i fiori,<br \/>\nmarrone come la castagna,<br \/>\nil miele scuro,<br \/>\nil tronco degli alberi,<br \/>\nla porta, la cannella.<br \/>\nBianco come la colomba,<br \/>\nla nuvola,<br \/>\nil formaggio,<br \/>\ni globuli bianchi nel sangue.<br \/>\nVerde come il giardino,<br \/>\ngli occhi della mia nipotina,<br \/>\nle montagne in primavera.<br \/>\nBianco come il cuore delle mamme,<br \/>\ni fiori bianchi,<br \/>\nle montagne d&rsquo;inverno.<br \/>\nNero come un vestito bello<br \/>\ngli occhi del mio bimbo<br \/>\nle belle serate.<br \/>\nRosso come la bocca dei bimbi piccoli.<br \/>\nViola come i piccoli fiori che si chiamano viole<br \/>\nVerde come l&rsquo;erba, l&rsquo;albero, l&rsquo;insalata.<br \/>\nBianco come la neve,<br \/>\ncome la colomba,<br \/>\nrosso come la fragola,<br \/>\nmarrone come la castagna e il miele scuro.&rdquo;<br \/>\nAndando avanti nel percorso, condividiamo ricordi d&rsquo;infanzia.<br \/>\nA tratti, fra le risate,  si insinua la nostalgia una Terra lasciata per necessit&agrave;, la nostalgia per le persone care , rese ancora pi&ugrave; distanti dal costo dei biglietti aerei.<\/p>\n<p>DA PICCOLA, IO MI RICORDO&hellip;<\/p>\n<p>&ldquo;Non volevo che i denti cadevano. Mi ricordo la nonna che me li voleva togliere ma io scappavo!<\/p>\n<p>Io mi ricordo quando andavo in campagna a trovare i nonni.<br \/>\nC&rsquo;erano le mucche con i vitelli: io li toccavo, loro mi leccavano.<br \/>\nMi piaceva guardare mentre succhiavano il latte.<\/p>\n<p>Da piccola mi piaceva andare ai matrimoni per andare dal parrucchiere e avere vestiti belli.<br \/>\nMi piaceva guardare la sposa e ballare!<\/p>\n<p>Io mi ricordo quando, con le amiche, facevamo  &ldquo;la sposa&rdquo;.<br \/>\nLa &ldquo;sposa &ldquo; era una bambola e noi cucivamo i vestiti.&rdquo;<\/p>\n<p>Tutte le donne  provenienti da Marocco e Tunisia, ricordano grandi scuole con splendidi giardini fioriti.<br \/>\nRaccontano di insegnanti severi ed esigenti, ma attenti a seguire classi con 35 e anche 40 alunni.<br \/>\nL&rsquo;alunno  pi&ugrave; bravo, in ogni classe, riceveva un regalo.<br \/>\nIn molte scuole, un giorno all&rsquo; anno, c&rsquo;era la festa della pulizia, durante la quale insegnanti e studenti pulivano insieme la scuola per renderla pi&ugrave; bella.<\/p>\n<p>A SCUOLA, IO MI RICORDO&hellip;<\/p>\n<p>&ldquo;La mia scuola era bellissima, le maestre erano molte: erano buone con i bambini bravi, mentre erano severe se non facevamo i compiti.<br \/>\nMi ricordo quando sono arrivata tardi e il direttore mi ha picchiato sulle mani.<br \/>\nEra una classe femminile, c&rsquo;erano 36 bambine.<\/p>\n<p>Mi ricordo quando mettevamo i fiori in classe, il giorno della festa della pulizia.<br \/>\nHo un ricordo triste: in palestra una mia amica &egrave; morta, nessuno sapeva che lei era malata al cuore.<\/p>\n<p>A scuola avevo una maestra buona e una nervosa: si arrabbiava subito e urlava.<br \/>\nMi faceva paura.<br \/>\nMi piaceva studiare l&rsquo;arabo: ero la prima della classe e ricevevo in premio dei regali.<\/p>\n<p>Mi ricordo che il maestro era rigido.<br \/>\nQuando entrava noi dovevamo alzarci tutti in piedi e dire:<br \/>\n-Bonjour monsieur!-<br \/>\nEravamo 36 alunni, mi piaceva quando giocavamo in giardino, l&rsquo;intervallo durava circa 30 minuti.&rdquo;<br \/>\nAlla fine di uno degli incontri precedenti  le feste di Natale e Capodanno decidiamo di salutarci con una festa fra donne, col contributo di tutte.<br \/>\nCe lo diciamo un po&rsquo; in fretta, gi&agrave; sulla porta, con  i bimbi che, infagottatti nei cappottini, premono per uscire.<br \/>\nArriva il  giorno della festa, io  porto bibite e <br \/>\ncioccolatini :risucchiata dalla mia vita frenetica non ho potuto preparare nulla.<br \/>\nVista l&rsquo; estemporaneit&agrave; organizzativa, mi domando se le mie donne si ricordino della festa.<br \/>\nEccole.<br \/>\nArrivano alla spicciolata, con gli occhi che ridono e le braccia cariche di delizie, una addirittura con un &ldquo;trolley&rdquo; munito di ruote.<br \/>\nLa tavola si ricopre di prelibatezze preparate con le loro mani e servite su preziosi piatti da portata <br \/>\nOumani , dalla valigia, estrae il t&egrave; alla menta ed il servizio &ldquo;buono &ldquo; per servirlo: teiera dorata sontuosa e deliziosi bicchierini variopinti e finemente decorati.<br \/>\nNascondo gli orridi bicchieri di plastica che avevo predisposto  ed assaporo  con grande piacere sia il cibo che la lezione di stile che ho appena ricevuto.<br \/>\nPoi , via alle danze!<br \/>\nLa preparazione dei piatti e<br \/>\nlaborati conduce al tema della manualit&agrave;.<br \/>\nNegli incontri successivi conversiamo , pensando a tutte le azioni pratiche, quotidiane,  ma anche creative che possiamo compiere attraverso le nostre mani.<br \/>\nInsieme  creiamo  una pittura collettiva con le impronte delle nostre mani intinte nei colori.<br \/>\nInfine Gail  ci insegna uno stupendo gioco della tradizione  Maori: in Nuova Zelanda,  gli anziani lo insegnano ai giovani .<br \/>\nE&rsquo; un allenamento per imparare ad usare le lance: ci mettiamo accovacciate , a coppie, Gail canta una canzone mentre  noi, a ritmo, battiamo le mani e ci lanciamo i bastoni colorati, che teoricamente dovremmo afferrare al volo&hellip;<br \/>\nChe ridere! Quanto ci fa bene!&nbsp;<\/p>\n<p>GRAZIE ALLE MANI<\/p>\n<p>\n&ldquo;Perch&eacute; toccano e sentono<br \/>\nPerch&eacute; possono dare una carezza<br \/>\nPerch&eacute; scrivono<br \/>\nPerch&eacute; preparano il cibo, poi lo portano alla bocca<br \/>\nperch&eacute; sanno cucire,<br \/>\nperch&eacute; pregano<br \/>\ne aiutano i bambini<br \/>\nperch&eacute; sono utili<br \/>\nperch&eacute; danno tanto amore<br \/>\nperch&eacute; per i piccoli sono strumenti di conoscenza<br \/>\nperch&eacute; giocano<br \/>\nperch&eacute; fanno tante cose e curano le piante<br \/>\nperch&eacute; si stringono per dare amicizia e aiuto.&rdquo;<\/p>\n<p>\nSpero, attraverso il diario, di avere saputo raccontare il clima relazionale  accogliente, solidale, affettivo che si &egrave; creato nel gruppo.<br \/>\nLe donne sono state molto disponibili a darsi sostegno a vicenda, sia tenendo in braccio il piccolo di chi stava scrivendo, sia traducendo i racconti di chi non riusciva ancora a spiegarsi in italiano.<br \/>\nMi sono sentita spesso in empatia con loro, poich&eacute; vivevo &ndash;per un istante- un rovesciamento della situazione in cui esse si trovano quotidianamente: immersa in varie lingue musicali e sconosciute, cercavo di comprenderne i contenuti captando intonazioni, espressioni del volto, gestualit&agrave;.<br \/>\nIl rispetto reciproco, trasformatosi presto in affetto, ha portato ad una positiva comunicazione :insieme abbiamo riso, cantato, danzato e &ndash; qualche volta &ndash; pianto.<br \/>\nAttraverso i loro racconti e la condivisione dei vissuti  , le partecipanti hanno riflettuto sul proprio passato, sui cambiamenti, sulla propria condizione di donne in bilico tra due culture: quella d&rsquo;origine e quella in cui vivono, lavorano, interagiscono quotidianamente.<br \/>\nIn questo ambito,  socializzante ma protetto , esse hanno potuto  gettare le basi di un ponte per la loro effettiva inclusione nella realt&agrave; sociale in cui ora vivono.<br \/>\nNel confronto con le  loro  diverse culture (Marocco, Tunisia, Pakistan, Romania, California, Nuova Zelanda) ho potuto verificare, ancora una volta, come il metodo autobiografico  abbia un  positivo riflesso in ambito sociale.<br \/>\nLa storia personale di ciascuno di noi, se scritta e condivisa, diviene documento prezioso e si inserisce storia della comunit&agrave; in cui viviamo.<\/p>\n<p>Grazie a tutte le donne  hanno condiviso con me questa esperienza, regalandomi momenti di tenerezza, commozione, divertimento e piacere.<\/p>\n<p>Alessandra Gruppioni<br \/>\nGRAZIE  al cuore e ai pensieri delle amiche di Associazione d&rsquo;iDee (<a href=\"http:\/\/www.asociazioneidee.net\">www.asociazioneidee.net<\/a>) e di Adriana L&rsquo;Altrelli , Assessora alle pari Opportunit&agrave; del Comune di Calderara di Reno.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandra Gruppioni, insegnante di Scuola primaria, counseler e conduttrice di laboratori di scrittura<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3729],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2069"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2069"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2069\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2069"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2069"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2069"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2069"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2069"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2069"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}