{"id":208,"date":"2009-11-04T17:05:10","date_gmt":"2009-11-04T17:05:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=208"},"modified":"2025-12-10T11:49:51","modified_gmt":"2025-12-10T10:49:51","slug":"lavorare-in-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=208","title":{"rendered":"6. Lavorare in classe: proposte operative"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Presentiamo in queste pagine delle schede relative ad alcuni strumenti di gestione del gruppo classe, spunti di lavoro da utilizzare, adattare, integrare rispetto alle specifiche realt\u00e0 scolastiche e educative. Questi strumenti hanno alcuni obiettivi comuni: essi sono stati pensati per consentire l\u2019organizzazione del lavoro di gruppo e facilitare lo scambio o la messa in comune di informazioni\/conoscenze e l\u2019accesso al sapere attraverso modalit\u00e0 sempre pi\u00f9 complesse. Le schede sono tratte da: C.R. Baptista, S. Bianchini. A.M.R. Gomes e V. Secchioni, Identikit di un insegnante. L\u2019utilizzo del tutor e dei metodi attivi in un\u2019esperienza con gruppi di allievi adolescenti, Bologna, Provincia di Bologna, Assessorato formazione professionale e lavoro, 1996.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Griglia e traccia degli eventi emergenti<br \/>\n<\/b>Cos\u2019\u00e8 ?<br \/>\nE\u2019 uno schema che utilizza parole-chiave o brevissime frasi per strutturare la produzione o l\u2019analisi di un testo o di qualunque altro dato informativo. La traccia degli eventi emergenti, in particolare, tiene distinti il momento della espressione da quello della comunicazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nLa traccia degli eventi emergenti si costruisce intorno ad una formula verbale molto semplice che costituisce l\u2019avvio per l\u2019espressione di pensieri, opinioni, ricordi\u2026 (es. Mi \u00e8 piaciuto\u2026Non mi \u00e8 piaciuto\u2026Mi ricordo. Come ero\/come sono. Vorrei\u2026) La traccia degli eventi emergenti solitamente viene scritta individualmente su fogli e solo in seguito si socializza su cartellone a prescindere da chi ha scritto una cosa o l\u2019altra. Pi\u00f9 in generale la griglia \u00e8 costituita da tutte o alcune delle categorie di analisi che possono essere prese in considerazione in relazione ad un argomento trattato o da trattare. Si pu\u00f2 collocare quindi in vari momenti del lavoro. La griglia si costituisce pi\u00f9 spesso come lavoro di gruppo e quindi viene scritta direttamente su cartellone.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nFacilita i processi di raccolta, scomposizione, analisi, strutturazione, ordinazione di esperienze e\/o dati di informazione Facilita la scrittura e l\u2019organizzazione del pensiero.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Cartellone<br \/>\n<\/b>Cos\u2019\u00e8?<br \/>\nE\u2019 un grande foglio di carta su cui vengono riportate parole o frasi o schemi (o comunque elaborati di gruppo) in modo che siano visibili a tutti. E\u2019 uno strumento che raccoglie il lavoro nel suo farsi e quindi \u00e8 poco comprensibile all\u2019esterno del gruppo che lo ha prodotto. E\u2019 una traccia concreta del lavoro di un gruppo, pi\u00f9 simile ad un\u2019immagine che a una pagina scritta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nE\u2019 sempre finalizzato ad un uso collettivo anche se pu\u00f2 essere elaborato secondo due modalit\u00e0: in gruppo, per sintetizzare durante il lavoro la discussione e\/o la lettura comune da un singolo in vista di un\u2019esposizione al gruppo di alcune tematiche affrontate o da affrontare.<br \/>\nScrivere il pi\u00f9 possibile a grandi lettere, con pennarelli grossi in modo che sia leggibile a tutti. Viene appeso in un punto della stanza visibile a tutti. Viene compilato senza preoccupazioni estetiche e di rifinitura. Non \u00e8 legato alle regole sintattiche della scrittura, ma si compone di parole chiave eventualmente collegate fra loro da simboli vari: colori, posizione spaziale delle parole, frecce che mettano in evidenza la successione logica o temporale\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve ?<br \/>\nA regolare gli interventi. A trarre conclusioni e arrivare ad un\u2019elaborazione di gruppo. A strutturare le discussioni. A creare un linguaggio comune (necessit\u00e0 di sintetizzare gli interventi o i concetti). A formare una memoria di gruppo sia relativamente al percorso del lavoro (tappe, contenuti affrontati, ecc.), sia relativamente alle scelte fatte dal gruppo. A mantenere la concentrazione sull\u2019argomento che si sta discutendo. A visualizzare i contenuti che vengono espressi verbalmente. A cogliere con un colpo d\u2019occhio la complessit\u00e0 della situazione e a soffermarsi sul particolare che interessa. A mantenere ogni particolare in collegamento con il resto dell\u2019immagine. A cogliere in maniera immediata i collegamenti e le fratture fra i diversi elementi che compongono il cartellone.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Gioco delle carte <\/b><br \/>\nCos\u2019\u00e8?<br \/>\nAttivit\u00e0 di gioco in gruppo che permette di trasferire i concetti, i pensieri del linguaggio verbale astratto, su un oggetto concreto (carte).<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nDalla lettura di un brano o dal brainstorming su un problema, si possono estrapolare le parole chiave o sporgenti. Trascrivere ogni parola su una carta (cartoncino) sufficientemente grande e con un pennarello a punta grossa. Il gruppo che gioca non deve essere troppo numeroso (max 10). Ognuno dovrebbe avere almeno due o tre carte. Mescolare le carte e distribuirle. Seguendo un ordine circolare, le carte vengono messe sul tavolo cercando di dare ad ogni collegamento una motivazione logica o concettuale ben circostanziata (come nel domino). Le motivazioni vanno trascritte da un verbalizzatore su fogli. A volte si pu\u00f2 scegliere di partire da una carta centrale decisa dal gruppo o dal conduttore, altrimenti l\u2019avvio \u00e8 casuale.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nA elaborare un programma o un progetto. A strutturare un gruppo intorno alla realizzazione di un\u2019attivit\u00e0. A facilitare lo scambio, la partecipazione, le scelte di un\u2019attivit\u00e0. A verificare gli apprendimenti. Al termine di un lavoro permette di rielaborare i contenuti affrontati coniugandoli con il vissuto e l\u2019esperienza personali e di gruppo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Gruppi casuali <\/b><br \/>\nCos\u2019\u00e8 ?<br \/>\nGruppi di lavoro formati a caso senza tener conto degli interessi, delle preferenze e delle capacit\u00e0 dei partecipanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nVanno utilizzati a fianco di altri: gruppi di interesse, di livello, \u201caffettivi\u201d. I gruppi si possono sorteggiare, oppure si possono aggiungere elementi di gioco, aspettativa, scoperta: si possono raggruppare i partecipanti sulla base di caratteristiche del loro corpo o della loro vita (mese di nascita, colore dei capelli\u2026).<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nA facilitare la comunicazione fra persone diverse (arricchisce le esperienze, fa nascere nuove amicizie, rompe i meccanismi di dipendenza). Facilita l\u2019integrazione di persone con problemi. Favorisce la cooperazione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Verbale <\/b><br \/>\nCos\u2019\u00e8 ?<br \/>\nE\u2019 un quaderno che sta dentro l\u2019aula, a portata di mano, e giorno per giorno raccoglie la storia del gruppo. Raccoglie materiale grezzo da interpretare, rileggere, collegare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nNon hanno importanza lo stile, la grammatica, la forma. Le conversazioni e le discussioni si scrivono con il discorso diretto. Non si pu\u00f2 essere troppo sintetici. E\u2019 meglio confrontarsi sui criteri di scrittura dopo aver fatto alcune prove scritte da diverse persone.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nA tracciare una memoria della vita e delle attivit\u00e0 del gruppo. A fare confronti e collegamenti fra le attivit\u00e0 svolte. A capire cose di cui non era possibile rendersi conto durante lo svolgimento delle attivit\u00e0. A comunicare con gli assenti. Aiuta a cambiare metodo e atteggiamenti.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Drammatizzazione <\/b><br \/>\nCos\u2019\u00e8?<br \/>\nE\u2019 un modo per esprimere e controllare sentimenti, paure, problemi attraverso la mediazione della finzione. E\u2019 espressione di s\u00e9 (soprattutto attraverso il linguaggio dei gesti e dello spazio) che si integra con le diverse espressioni del linguaggio verbale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nOrganizzazione in gruppi composti da 5-8 persone. Il docente d\u00e0 uno stimolo poco vincolante (es.: titolo di una storia che non \u00e8 mai stata letta, illustrazione, parole sporgenti, concetti&#8230;). Lo stimolo si pu\u00f2 appoggiare ad un oggetto (immagine, carte, lavagna). I ruoli vengono scelti dai partecipanti all\u2019interno di ogni gruppo. La preparazione va fatta in pochi minuti (da 15 a 40). La scenografia pu\u00f2 essere improvvisata con gli oggetti immediatamente reperibili. Il docente \u00e8 presente come osservatore e facilitatore. La drammatizzazione deve reggersi da sola senza essere raccontata o spiegata. La drammatizzazione va presentata al grande gruppo.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nA far nascere interesse e motivazione. A formulare ipotesi rispetto ad un argomento o spazio o oggetto sconosciuto\/nuovo. A rivivere situazioni, fatti, ambienti per ricordarli e capirli. A facilitare la comunicazione e l\u2019apprendimento attraverso l\u2019elaborazione dei concetti sia nel linguaggio digitale che in quello analogico e attraverso l\u2019utilizzo di oggetti che organizzano l\u2019azione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Brainstorming <\/b><br \/>\nCos\u2019\u00e8?<br \/>\nE\u2019 una modalit\u00e0 di discussione e di ricerca che scinde il momento della produzione di idee dalla loro valutazione in ordine ad un obiettivo. E\u2019 uno strumento che permette di vagliare tra diverse soluzioni possibili quelle pi\u00f9 idonee al conseguimento dell\u2019obiettivo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nGruppo in semicerchio. Definire il problema o l\u2019argomento. Chi conduce non interviene se non come facilitatore. Successione rapida e sintetica (una parola sola o due-tre) degli interventi in un senso predefinito. Pu\u00f2 essere espressa qualunque idea, associazione o ricordo attinente al tema trattato anche se sembrano realistici o \u201cpazzi\u201d. Trascrivere sinteticamente tutti gli interventi su cartellone. Divieto di critica e di freno alle idee degli altri. Si possono fare diversi giri: pi\u00f9 idee vengono fuori meglio \u00e8. Chi non ha niente da dire \u201cpassa\u201d. Pu\u00f2 essere fatto anche scrivendo ognuno su un foglio. Analisi, approfondimento e selezione degli interventi fino ad arrivare alla soluzione ritenuta pi\u00f9 idonea. Sintesi condivisa da tutti.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nAd analizzare insieme un problema per poi cercarne le possibili soluzioni. A coinvolgere tutti i partecipanti, anche quelli con pi\u00f9 difficolt\u00e0. Contribuisce a creare un clima di fiducia reciproca e di collaborazione. Impedisce commenti negativi. Impone limiti a chi parla troppo. Stimola la creativit\u00e0. Mantiene la concentrazione. Contribuisce alla produzione di materiale vario in qualunque disciplina.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Consegna <\/b><br \/>\nCos\u2019\u00e8?<br \/>\nSi tratta di capire insieme al gruppo il lavoro da fare e come farlo coinvolgendo tutti. Avendo chiaro l\u2019obiettivo, il docente d\u00e0 la possibilit\u00e0 di acquisirlo con modalit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa&#8217;<br \/>\nLa consegna pu\u00f2 essere formulata dal docente o scaturire da particolari situazioni spaziali o da oggetti. Va discussa con i partecipanti per avvicinare il lavoro alle loro esigenze e ai loro desideri. Prima di dare l\u2019avvio al lavoro, bisogna riassumerla in un linguaggio breve e semplice. Appoggiarla su oggetti che la chiariscano e scriverla sulla lavagna o su cartellone. Verificare il livello di consapevolezza dei partecipanti con pi\u00f9 difficolt\u00e0 e mettere in atto strategie di sostegno che permettano loro di orientarsi e padroneggiare il lavoro.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nA coinvolgere il gruppo nell\u2019organizzazione del lavoro. A verificare la comprensione e gli interessi. A ritrovare competenze sommerse o imprevedibili.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Incidente critico <\/b><br \/>\nCos\u2019\u00e8?<br \/>\nE\u2019 una fetta di attivit\u00e0 umana professionale osservabile che forma un tutto isolabile dal punto di vista del racconto o del resoconto che se ne pu\u00f2 fare. Gli incidenti devono essere casi estremi di comportamenti, sia rimarcabilmente efficaci, sia rimarcabilmente inefficaci, in rapporto agli obiettivi generali dell\u2019attivit\u00e0 considerata Non \u00e8 il resoconto di un incidente o la semplice annotazione di un conflitto personale; si dovrebbe parlare di \u201ccasi significativi\u201d perch\u00e9 il racconto scelto o l\u2019osservazione considerata devono presentare un aspetto tipico positivo o negativo dell\u2019attivit\u00e0 professionale studiata.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nLa situazione non deve essere confusa n\u00e9 presentare dubbi, essa deve manifestare o esprimere degli obiettivi o delle intenzioni che siano chiari. Definire bene gli obiettivi generali dell\u2019attivit\u00e0 professionale che si vuole cos\u00ec studiare. Gli incidenti critici devono essere significativi rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019essenziale del posto, la finalit\u00e0 che gli \u00e8 propria. Specificare le osservazioni da fare (comportamenti riferiti al ruolo appena definito). Le situazioni descritte dovranno essere congruenti rispetto all\u2019obiettivo generale dell\u2019attivit\u00e0 professionale studiata, vale a dire a quelli strettamente concernenti questo obiettivo. Saranno evitate o scartate quelle osservazioni che riportano dei fatti senza rapporto immediato con a funzione definita e quindi non significativi del posto di lavoro. Raccolta delle osservazioni: \u00e8 importante prevedere chi far\u00e0 le osservazioni (persona competente, che conosce il metodo, che \u00e8 capace di fare un\u2019osservazione. Le osservazioni devono essere recenti, complete, esatte); chi sar\u00e0 osservato Analisi e utilizzo dei dati.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve?<br \/>\nA studiare cause e effetti, origini e conseguenze rispetto ad una situazione definita. A comprendere l\u2019attivit\u00e0 studiata. A determinare obiettivamente i comportamenti caratteristici di una professionalit\u00e0. A valutare esperienze, situazioni, oggetti.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Parole chiave, oscure e sporgenti<br \/>\n<\/b>Cos\u2019\u00e8?<br \/>\nParole chiave sono i concetti espressi dall\u2019autore di un brano o da chi ha svolto una relazione verbale che vengono ritenuti significativi per coglierne in maniera oggettiva l\u2019impostazione e la teoria. Parole oscure sono i concetti che non vengono capiti e devono essere chiariti attraverso un approfondimento. Parole sporgenti sono quelle che emergono da un testo (che pu\u00f2 essere ancora estraneo) perch\u00e9 si associano a ricordi piacevoli o spiacevoli risvegliando un\u2019emozione (ci sono anche oggetti o avvenimenti o personaggi sporgenti).<\/p>\n<p align=\"justify\">Come si usa?<br \/>\nDurante o subito dopo la lettura di un testo o l\u2019ascolto di una lezione chiedere di sottolineare o di riportare alla memoria le parole (chiave, oscure o sporgenti a seconda degli obiettivi che si pongono). Le parole vanno trascritte su cartellone. Dopo una prima fase di raccolta segue sempre una rielaborazione all\u2019interno di percorsi di ricerca: la rilevazione delle parole chiave pu\u00f2 dar luogo alla costruzione di un dominio, la rilevazione delle parole oscure pu\u00f2 dar luogo alla ricerca dei significati attraverso diverse modalit\u00e0 di informazione, la rilevazione delle parole sporgenti pu\u00f2 dar luogo ad una ricerca sulle motivazioni profonde che collegano il lavoro attuale con l\u2019esperienza personale di ognuno.<\/p>\n<p align=\"justify\">A cosa serve ?<br \/>\nParole chiave:<br \/>\n&#8211; a sintetizzare<br \/>\n&#8211; a facilitare ed organizzare il confronto fra chi ha letto lo stesso testo o testi diversi che devono essere messi in comune<br \/>\n&#8211; allena a prendere un punto di vista oggettivo rispetto ad un contenuto espresso da altri<br \/>\n&#8211; ad avviare l\u2019analisi dei contenuti di un testo<br \/>\n&#8211; a verificare la comprensione del testo<br \/>\nParole oscure: <u><br \/>\n<\/u>&#8211; a non subire passivamente nell\u2019apprendimento di contenuti nuovi<br \/>\n&#8211; a non dare niente per scontato<br \/>\n&#8211; ad avviare percorsi di ricerca e approfondimento<br \/>\nParole sporgenti: <u><br \/>\n<\/u>&#8211; a ricercare e rendere evidente il collegamento fra se stessi e un contenuto inizialmente estraneo (motivare)<br \/>\n&#8211; a considerare l\u2019aspetto affettivo(e quindi la globalit\u00e0 del soggetto) come facente parte del percorso di apprendimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavorare in classe: proposte operative<br \/>\nPresentiamo in queste pagine delle schede relative ad alcuni strumenti di gestione del gruppo classe, spunti di lavoro da utilizzare, <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3610,3605],"edizioni":[34],"autori":[2896],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4061],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/208"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=208"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/208\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5586,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/208\/revisions\/5586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=208"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=208"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=208"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=208"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=208"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=208"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}