{"id":21,"date":"2009-11-04T17:04:20","date_gmt":"2009-11-04T17:04:20","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=21"},"modified":"2025-11-14T10:33:11","modified_gmt":"2025-11-14T09:33:11","slug":"in-160-minuti-di-film-120-secondi-di-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=21","title":{"rendered":"6. In 160 minuti di film 120 secondi di dialogo"},"content":{"rendered":"<p>di Carmen Balsampo<\/p>\n<p>Centosessanta minuti di bellissime immagini di quotidianit\u00e0 nella grande Abbazia nei pressi di Grenoble, che ospita i monaci certosini: legati al ritmo delle stagioni, i giorni scorrono nel rispetto delle regole della confraternita, scanditi da preghiere, canti e campane e dove i dialoghi occupano pochissimo spazio. Il riferimento \u00e8 al film \u201cIl Grande Silenzio\u201d del regista tedesco Philip Groening che ne racconta la vita monacale. La caratteristica peculiare dell\u2019opera cinematografica, alla quale gi\u00e0 il titolo fa riferimento, \u00e8 il silenzio, regola rigorosa dell\u2019organizzazione monastica dei certosini. Il regista invita cos\u00ec lo spettatore a scoprire gesti e sguardi e, trasgressivamente, utilizza prevalentemente un codice visivo per enfatizzare il valore del silenzio: \u201cSolo in completo silenzio si comincia ad ascoltare\u2026 solo quando il linguaggio scompare, si comincia a vedere\u201d. Non \u00e8 nostro scopo approfondire il dibattito di critica che l\u2019uscita della pellicola ha suscitato ma la citazione ci \u00e8 parsa un pretesto, particolarmente calzante, per cogliere alcuni paralleli e introdurre queste riflessioni oggetto dell&#8217;intervento: -l\u2019importanza della presenza di un fuoco tematico, all\u2019interno dell\u2019oggetto della documentazione;- la cura della struttura del messaggio comunicativo.Cos\u00ec, come il film citato, \u00e8 costruito attorno al valore del silenzio e a un uso della \u201dfotografia cinematografica\u201d e dispiega la duplice funzione visiva e narrativa delle immagini, anche nell\u2019orientarci al documentare \u00e8 opportuno individuare un\u2019angolazione educativa-pedagogica-culturale significativa attorno alla quale far ruotare indizi e descrizioni, e curarne poi l\u2019esposizione comunicativa.<\/p>\n<p><strong>Importanza del fuoco tematico<\/strong><br \/>\nCome operatori di Centri un gran aiuto possiamo darlo nella consulenza per la realizzazione di documentazioni fruibili, proprio nel sostenere i curatori a uscire da un\u2019esposizione elencativa delle azioni educative svolte e a incominciare a riflettere sui passaggi significativi, emblematici del proprio intervento, a mettere a fuoco l\u2019oggetto della propria documentazione e scegliere tra strade diverse di racconto. Non \u00e8 sufficiente, ad esempio, voler raccontare un percorso di psicomotricit\u00e0 svolto nella propria sezione. \u00c8 importante chiedersi: all\u2019interno di questo territorio semantico, quali possono essere le linee di senso che punteggeranno la presentazione? Tante le possibili scelte: l\u2019esposizione di un particolare approccio teorico, magari sperimentato in un corso formativo, la ricaduta delle attivit\u00e0 motorie sui bambini, l\u2019importanza che questa proposta ha avuto per un bambino disabile presente nella sezione\u2026 Si parler\u00e0 sempre di psicomotricit\u00e0 ma, rispetto al fuoco scelto, alcune figure saranno in primo piano e altre faranno parte dello sfondo. Trovare linee guida dell\u2019esposizione facilita ad articolare il corpo del testo e a prevedere eventuali allegati. Cos\u00ec, se vogliamo raccontare come questo percorso psicomotorio svolto assieme ai compagni ha permesso al bambino disabile di superare alcune impasse, tutte le voci attorno a questo fuoco si intrecceranno nel testo della documentazione mentre potremo collocare, in un allegato, un breve approfondimento sull\u2019approccio psicomotorio utilizzato.Per illustrare meglio queste considerazioni prendiamo ad esempio una documentazione video dal titolo \u201cL\u2019amica Ranocchia\u201d, documentazione appartenente alla dotazione documentaria del Laboratorio. La documentazione \u00e8 nata in un asilo nido bolognese in una sezione di medi dove era presente anche un bambino in difficolt\u00e0.Il video ci illustra come attraverso il personaggio mediatore della ranocchietta i bambini sono stati accompagnati alla scoperta di percorsi sensoriali con uso di materiali diversi, toccandoli, annusandoli, assaggiandoli. Le educatrici hanno proposto le attivit\u00e0 a piccolo gruppo per creare un ambiente pi\u00f9 rilassante e seguire con maggiore attenzione ciascun bambino.Il supporto scelto dalle educatrici per documentare \u00e8 stato il video in quanto una documentazione audiovisiva si presta meglio a una fruizione collettiva: voleva essere proposta, in un momento allargato, a tutti i genitori. Scelta del supporto e il fuoco tematico tengono presente che la documentazione sar\u00e0 offerta alla visione di tutti i genitori di sezione e anche ai genitori del bambino con deficit. Il fuoco tematico che le operatrici hanno scelto infatti \u00e8 quello di mostrare come tutti abbiano partecipato all\u2019attivit\u00e0 e come anche il bambino con deficit, attraverso il percorso, abbia rafforzato l\u2019appartenenza al gruppo dei pari. Le sequenze del video sono pertanto focalizzate su momenti di scambio, di condivisione, di spunti di lavoro che i bambini si offrono scambievolmente. Anche l\u2019individuazione del titolo, \u201cL\u2019amica Ranocchia\u201d, risottolinea l\u2019opzione del punto di vista: chiama in campo il termine amica per sottolineare la relazione creata tra i bimbi e il personaggio della rana che accompagna tutti a scoprire il proprio ecosistema attraverso percorsi sensoriali.<\/p>\n<p><strong>Strutturazione del messaggio comunicativo<\/strong><br \/>\nPer sottolineare l\u2019importanza di questo aspetto estrapoliamo un esempio dal libro \u201cDai fatti alle parole\u201d, pubblicazione realizzata all\u2019interno del Laboratorio dove alcune documentazioni sono divenute oggetto di analisi strutturale e formale grazie anche all\u2019apporto di studiosi della comunicazione e dei linguaggi (sono stati coinvolti un linguista, un grafico, un esperto di educazione all\u2019immagine) che ne hanno evidenziato le diverse grammatiche linguistiche e hanno offerto riflessioni specialistiche. Il linguista ha messo in risalto come la lingua ha tante risorse, per dare presenza a tratti del discorso, far emergere nel testo tratti peculiari e modulare e \u201ccolorare\u201d la struttura del messaggio da veicolare. Scegliamo, a tale proposito, alcuni passaggi dalla costruzione della documentazione cartacea \u201cTra il vedere e il non vedere\u201d. La documentazione mostra, in una classe terza di scuola primaria, tracce, segni, ritmi di Diego, un bambino con grave lesione cerebrale nel tentativo di renderli visibili.Le stesse insegnanti curatrici ci spiegano: \u201cDi fronte a un handicap grave ci possono essere tentativi di non vedere, tentativi di fuga da questa realt\u00e0 che rimanda dentro di noi sensazioni di impotenza, d\u2019incapacit\u00e0 a proporre qualcosa di adeguato. Il nostro primo tentativo \u00e8 stato quello di conoscere le tracce di Diego, di renderle percepibili agli altri \/altre. Il nostro lavoro non poteva basarsi sugli apprendimenti su obiettivi didattici da perseguire e si \u00e8 cos\u00ec strutturato sulla necessit\u00e0 di cercare, costruire, accogliere punti di contatto perch\u00e9 Diego non restasse in un mondo a parte, distante\u201d. Due le parti in cui si sviluppa la documentazione: una prima incentrata sulle modalit\u00e0 per conoscere Diego, all\u2019interno del contesto educativo che hanno orientato poi la scelta di alcune attivit\u00e0; una seconda raccoglie i percorsi per incentivare relazioni di scambio tra il bambino disabile e i compagni. Dalla prima parte riportiamo alcune citazioni: \u201cLe osservazioni e le ipotesi ci hanno indirizzato nell\u2019individuare attivit\u00e0 tendenti alla tonicit\u00e0, ricche di stimoli e altre che tendono al rilassamento, nel tentativo di costruire una sorta di continuit\u00e0, senso di equilibrio tra i due momenti una specie di onda che ritmi il tempo della giornata scolastica di Diego alternando attivit\u00e0 e riposo\u201d. L\u2019Onda del tempo \u00e8 anche il nome del grafico che sintetizza appunto le diverse modalit\u00e0 e permette una lettura del ritmo della giornata e della settimana del bambino, scoprendo somiglianze negli andamenti, momenti di piacere o di malessere. Nell\u2019ultima parte della documentazione, invece, le parole dei compagni, affiancate a disegni, cos\u00ec mostrano il loro compagno in difficolt\u00e0: \u201cDiego \u00e8 come un riccio\u201d oppure \u201cDiego \u00e8 come una tartaruga\u201d, \u201dDiego \u00e8 come un motore che piano piano si accende\u201d. Diverso \u00e8 quindi il contenuto, ma anche la forma espositiva delle parti: nella prima prevale un linguaggio descrittivo con osservazioni, riflessioni e ipotesi di interventi e la lingua ricorre all\u2019evidenziazione per isolare passaggi sintetizzandoli in tabelle, schemi, diagrammi; nella seconda prepondera un linguaggio iconico e l\u2019uso di figure retoriche. Sono procedure linguistiche, quelle del paragone o della metafora che attribuiscono presenza ponendo in scena altre presenze, spostando analogicamente propriet\u00e0 e caratteristiche su ci\u00f2 di cui si vuol parlare. Il lettore stesso tocca con mano l\u2019energia affettiva che \u00e8 fluita nel lavoro di questa classe: la vicinanza, l\u2019osservazione del compagno in difficolt\u00e0, il cogliere il suo modo di proteggersi da momenti di confusione vissuti in classe con momentanee chiusure a riccio, il rifugiarsi nel sonno, i suoi movimenti lenti che, affettuosamente, sono messi in relazione con l\u2019incedere della tartaruga. La lingua, con l\u2019uso di queste figure retoriche, carica il proprio messaggio di intensit\u00e0 emotiva. Va anche precisato che i disegni e le brevi composizioni dei compagni di Diego non sono artifici espositivi per aumentare l\u2019appeal della documentazione ma fanno parte del contenuto profondo del documento stesso: sono specchio\/testimonianza di un ricco lavoro svolto tra e con i coetanei di Diego, rivelano la volont\u00e0 di dare visibilit\u00e0 alle sue tracce che sono, lette e riconosciute, all\u2019interno del gruppo di adulti e bambini. Le stesse insegnanti sottolineano che l\u2019intera documentazione \u00e8 stata un tentativo di mantenere memoria e dare valore alla relazione. Con queste modalit\u00e0 le insegnanti hanno evidenziato le loro competenze di analisi e sintesi nell\u2019individuare passi peculiari e significativi del percorso svolto; dall\u2019altro mostrano anche una capacit\u00e0 di mettersi nei panni dei propri fruitori per far partecipare il lettore delle sensazioni, dei punti di vista condivisi con chi ha vissuto con loro l\u2019esperienza. Si colgono nella documentazione citata allora modalit\u00e0 razionali (sintesi, tabelle), momenti di riflessione (i curatori si impegnano a discutere il senso, il valore, i risultati del proprio lavoro) e parti di grande partecipazione emotiva. Lo stesso grafico dell\u2019onda del tempo \u00e8 metafora linguistica che rende l\u2019idea della fluidit\u00e0 necessaria nell\u2019accogliere i ritmi fisiologici del bambino e, attorno a questi, modulare gli stimoli adeguati. In questa documentazione il filo della lingua lega i documenti menzionati con una punteggiatura emozionale. Come la presenza di solo 120 secondi di dialogo connota una tessitura visiva del film \u201cIl Grande Silenzio\u201d, cos\u00ec nella documentazione \u201cTra il vedere e non vedere\u201d il prevalere del linguaggio analogico, ampiamente utilizzato, \u00e8 stato comunque valutato come pi\u00f9 consono a trasmettere l\u2019atmosfera emotiva vissuta. Le indicazioni fino a ora esposte ci portano a voler sottolineare, in generale, un aspetto peculiare del prodotto documentario: \u201cLa documentazione \u00e8 vista come intreccio argomentativo che lega, raccorda, mette a confronto i dati di testimonianza. [\u2026] Tali intrecci di testimonianze ed eventi possono essere raccordati da una lingua che informa, descrive, sintetizza, fa vivere i vissuti\u201d. Ogni documentazione, pertanto, non coincide con un racconto. C\u2019\u00e8 sempre un dosaggio della mente e del cuore. Quando si dice raccontiamo l\u2019esperienza si fa riferimento a un uso esteso del termine narrativit\u00e0 (possibilit\u00e0 di un avvenimento di entrare a far parte di un codice destinato a produrre storie) e non come modo in cui, attraverso un dato linguaggio, viene raccontato un avvenimento (testo narrativo in opposizione a testo poetico, argomentativo).Nelle esperienze documentate gli avvenimenti sono raccontati, mostrati dove le azioni sono \u201cnuclei uniti da una relazione di solidariet\u00e0\u201d, dove si pu\u00f2 inserire la prospettiva discorsiva con evoluzioni verso un\u2019opzione metalinguistica.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>160 minuti di bellissime immagini di quotidianit&agrave; nella grande Abbazia nei pressi di Grenoble, che ospita i monaci certosini: legati al ritmo delle stagioni, i giorni scorrono nel rispetto delle regole<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3962,3587,3603],"edizioni":[51],"autori":[302],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3704],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5250,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21\/revisions\/5250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=21"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=21"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=21"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=21"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=21"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=21"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}