{"id":210,"date":"2009-11-04T17:05:10","date_gmt":"2009-11-04T17:05:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=210"},"modified":"2025-12-10T11:43:05","modified_gmt":"2025-12-10T10:43:05","slug":"climi-di-classe-e-accoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=210","title":{"rendered":"4. Climi di classe e accoglienza"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><b>Le ragioni storiche dell\u2019attenzione alla tematica dell\u2019accoglienza <\/b><br \/>\nL\u2019accoglienza \u00e8 una delle componenti del clima che si sviluppa in classe e nella scuola nel suo complesso. Non solo, l\u2019accoglienza \u00e8 un\u2019area di qualit\u00e0 possibile, elemento di analisi complessiva della capacit\u00e0 di costruire relazioni rispettose fra tutti i protagonisti della vita a scuola. E\u2019 un tema che ci tocca in prima persona, ciascuno di noi ha sperimentato nel corso della propria esperienza situazioni in cui l\u2019essere accolto o l\u2019accogliere l\u2019altro hanno avuto una forte rilevanza. Dal punto di vista educativo l\u2019accoglienza rappresenta un tema largamente affrontato; scopo di questo contributo non \u00e8, allora, quello di dire cose nuove, piuttosto quello di recuperare le varie dimensioni che entrano in gioco nell\u2019incontro con gli altri, siano essi adulti o bambini, sottolineandone le connessioni con la vita di classe. L\u2019accoglienza diventa elemento chiave nel momento in cui ci si pone il problema della dispersione scolastica e, prima ancora della dispersione, del cosiddetto disagio. Una problematica che ha forti connotazioni come dato trasversale a tutte le classi sociali. La radice profonda va rintracciata nel tentativo di trovare soluzioni al \u201c mal di scuola\u201d. L\u2019accoglienza nella storia dell\u2019umanit\u00e0 sta ad indicare l\u2019uscita dell\u2019uomo dall\u2019isolamento e dall\u2019individualismo. Nasce nel momento dell\u2019incontro con l\u2019altro, un altro che, se non \u00e8 pi\u00f9 solo un nemico da combattere, pu\u00f2 diventare persona da conoscere. Quando l\u2019incontro con l\u2019altro si sottrae all\u2019occasionalit\u00e0 ed entra nella sfera del previsto e voluto allora inizia la ricerca delle condizioni di agio. Nasce in quel momento il concetto di ospitalit\u00e0 da rivolgere all\u2019altro anche se diverso. L\u2019incontro con l\u2019altro reca sempre con s\u00e9 preoccupazioni e tensione emotiva per questo si dice spesso che l\u2019accoglienza deve in qualche modo ridurre le tensioni. Se si riduce, per\u00f2, solo a questo, si finisce con l\u2019impoverirne il significato pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Perch\u00e9 l\u2019accoglienza a scuola? <\/b><br \/>\nNei contesti scolastici ed educativi l\u2019accoglienza nasce con l\u2019intento di presidiare alcune aree:<br \/>\n\u2022 rimuovere o ridurre il disorientamento iniziale che accompagna l\u2019ingresso in situazioni nuove (persone, luoghi, strutture), favorendo un dominio sull\u2019ambiente inteso in senso lato<br \/>\n\u2022 dare la percezione all\u2019altro di essere atteso, che qualcuno si occupi di noi<br \/>\n\u2022 facilitare il passaggio, mettere il soggetto in condizione di ambientarsi e di orientarsi, di entrare in relazione<br \/>\n\u2022 soddisfare il bisogno di appartenenza. Il senso di appartenenza \u00e8 fattore di gratificazione e di produttivit\u00e0, come afferma G. Chiari, nei primi giorni di scuola nasce o si rafforza il senso di identit\u00e0 scolastica che ha una forte incidenza sul clima di classe<br \/>\n\u2022 sviluppare competenze, tentare delle piste. Competenza vuole dire mettere la persona in grado di potere affrontare consapevolmente e responsabilmente la nuova esperienza, in altri termini significa accompagnare la transizione facilitando l\u2019esperienza di cambiamento.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Arrivare e partire tra speranze e paure <\/b><br \/>\nLa dimensione emotiva sottostante all\u2019accoglienza accomuna sia gli insegnanti che gli allievi. Nel groviglio emozionale \u00e8 possibile aggregare tre diverse tipologie di speranza e paure:<br \/>\n\u2022 la sensazione di smarrimento e confusione. E\u2019 il disorientamento che si prova in un ambiente nuovo ma anche il desiderio di tracciare confini ristretti per sentirsi meno esposti; arrivare a poter distinguere in termini spaziali le aree del territorio conosciuto da quello sconosciuto<br \/>\n\u2022 le speranze e paure nei confronti dell\u2019autorit\u00e0\u2026Qualsiasi nuovo rapporto tende a fare sorgere speranze e paure e tali sentimenti coesistono nella nostra mente; meno sappiamo riguardo ad una persona pi\u00f9 siamo liberi di investirla di qualit\u00e0 eccessivamente positive o negative. Tali fenomeni sono prevalenti soprattutto all\u2019inizio, prima di avere potuto confrontare tali immagini con la realt\u00e0 e riguardano soprattutto chi in un determinato ambiente riveste un ruolo di autorit\u00e0<br \/>\n\u2022 le speranze e paure in relazione agli altri membri del gruppo. Spesso i membri di un gruppo cercano la vicinanza, ma perch\u00e9 questa si possa realizzare, \u00e8 necessario che ci si senta fiduciosi di incontrare una reazione altrettanto positiva.<br \/>\nL\u2019essere accolti \u00e8 sempre un momento pi\u00f9 o meno ritualizzato, per marcare l\u2019aggregazione, il congiungimento ad un gruppo o ad una comunit\u00e0. L\u2019esperienza maturata nei vari ordini di scuola, accompagnata dallo sviluppo delle conoscenze sulla prima socialit\u00e0 nei bambini, hanno introdotto metodiche e stili di intervento mirati a fare dell\u2019inserimento una fase il pi\u00f9 possibile rispettosa delle caratteristiche e delle storie dei bambini. Una buona accoglienza pu\u00f2 avere modi e stili diversi, che rispecchiano le caratteristiche del servizio; \u00e8 comunque indispensabile che sia \u201cpensata\u201d cio\u00e8 oggetto di una attenta e puntuale progettazione da parte del gruppo degli insegnanti. Per questo si dice che, dopo i momenti iniziali, in cui si d\u00e0 spazio alla scoperta e conoscenza degli spazi, persone e possibilit\u00e0, \u00e8 opportuno che quello che in molti casi si presenta come un pacchetto standard possa diventare un progetto personalizzato, collegandosi con le attivit\u00e0 quotidiane ed introducendo alcuni strumenti che permettono agli insegnanti di monitorare il processo. Il tema dell\u2019accoglienza porta con s\u00e9 anche un altro tema che spesso rimane in ombra ma che in realt\u00e0 ha molte ripercussioni: il congedo. Quando finisce un ciclo inevitabilmente si ripresentano tutta una serie di problematiche legate pi\u00f9 o meno esplicitamente alla separazione: istanze di valutazione, sentimento di abbandono, pienezza per ci\u00f2 che si \u00e8 vissuto e realizzato. Nel momento del congedo entrano in gioco tutta la costellazione delle relazioni: del bambino con le maestre, delle maestre con il bambino, degli insegnanti con la famiglia, \u00e8 una di quelle situazioni in cui si sovrappongono i sistemi relazionali. Per questo la presenza di riti di passaggio appare fondamentale. I riti di passaggio possono essere ad un livello pi\u00f9 ampio che si connette con le pratiche di continuit\u00e0 nelle diverse possibili articolazioni (momenti di raccordo\/continuit\u00e0 nei metodi e nei progetti\/evidenziazione dei punti di contatto e delle rispettive specificit\u00e0\/ costruzione di un lessico comune) o situarsi al livello della quotidianit\u00e0 (momenti di gruppo in cui si fa il punto di quanto fatto, di cosa si far\u00e0 domani, come ci si prepara a casa per il giorno dopo&#8230;). E\u2019 un modo per allenarsi a prefigurare l\u2019immaginario dell\u2019avvenire di cui l\u2019esperienza di insegnamento ed apprendimento ha bisogno.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Dalla conoscenza reciproca alle competenze <\/b><br \/>\nUno dei maggiori rischi che si corre ogni volta che si parla di accoglienza e climi di classe \u00e8 quello di operare una contrapposizione tra la dimensione socio-affettiva quella organizzativo-gestionale e quella metodologico-didattica, oppure nei casi migliori, di privilegiarne una a scapito delle altre. Si tratta di ambiti che se vengono isolati gli uni dagli altri finiscono par darci una visione parziale della realt\u00e0 scolastica. Tenerli insieme, d\u2019altro canto, richiede un accurato lavoro preliminare di chiarificazione sugli obiettivi di ogni attivit\u00e0. La socializzazione con una organizzazione complessa come \u00e8 la scuola, richiede l\u2019assunzione di un ruolo, di responsabilit\u00e0 specifiche che non si acquisiscono una volta per tutte e che \u00e8 importante non contrapporre alle competenze informali con cui ogni bambino o bambina, ragazzo o ragazza porta con s\u00e9 nelle aule scolastiche. L\u2019identit\u00e0 competente richiama l\u2019idea di riconoscere e fornire titolarit\u00e0 alla conoscenza individuale nel lavoro scolastico. Il lavoro sull\u2019identit\u00e0 prevede che si realizzi un contesto ricevente. Nel gruppo classe questo si traduce in una ricerca di conoscenza e valorizzazione reciproca. Le diverse et\u00e0 degli allievi vedono poi articolarsi attivit\u00e0 che vanno dalla ricognizione dei \u201cso fare\u201d, \u201cnon so fare\u201d, \u201cso fare se\u201d, al \u201ccome imparo\u201d e \u201cimparo se\u201d, alla individuazione degli hobby e specialit\u00e0, ricerca sui punti forti e deboli, per delineare strategie di apprendimento efficaci.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Strumenti e attivit\u00e0 pensati per valorizzare l\u2019identit\u00e0 personale:<\/strong><br \/>\n&#8211; giochi cooperativi (mi piace, so fare, come faccio a&#8230;, cartellone\/diario della propria storia\/zaino ( fotografie, immagini, oggetti&#8230;) &#8211; materiali mediatori &#8211; attenzione alla comunicazione non verbale &#8211; giochi per favorire l\u2019ampliamento del lessico (facciamo la spesa, dove sei?, dov\u2019\u00e8 l\u2019oggetto, cosa c\u2019\u00e8 nel sacco).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Strumenti che hanno l\u2019obiettivo di favorire un avvicinamento delle famiglie:<br \/>\n<\/strong> &#8211; visite al servizio &#8211; materiali informativi &#8211; assemblee generali &#8211; iniziative particolari (feste, serate a tema, momenti di confronto con esperti&#8230;) &#8211; coinvolgimento nel racconto di riti e comportamenti particolari &#8211; colloqui.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Strumenti di documentazione:<\/strong><br \/>\n&#8211; raccolta dati &#8211; osservazione, diario di bordo, incidenti critici per registrare comportamenti comunicativi, interessi, abilit\u00e0, relazioni privilegiate.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Strumenti pensati per favorire la continuit\u00e0:<br \/>\n<\/strong> &#8211; scambi di alunni &#8211; visite alla scuola &#8211; conoscenza delle norme della comunit\u00e0 (socializzazione di regole)<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Riferimenti bibliografici <\/strong><br \/>\nP. Boscolo, Psicologia dell\u2019apprendimento scolastico,Torino, UTET, 1997 I. Salzberger-Wittenberg, G. Williams Polacco, E. Osborne, L\u2019esperienza emotiva nei processi di insegnamento e di apprendimento, Liguori editore, 1987 G. Chiari, Climi di classe e apprendimento, Milano, Franco Angeli, 1994 L. Lumbelli, Psicologia dell\u2019educazione. Comunicare a scuola, Bologna, Il mulino, 1982 C. Petracca, Valutazione della scuola, Brescia, Editrice La Scuola, 1996 M. Maselli, P. Sandri ( a cura), Progredisco, Bologna, Provveditorato agli studi di Bologna, Dipartimento di Scienze dell\u2019Educazione S. Mantovani, S. Andreoli, I. Cambi, G. Di Pasquale, M. Maselli, T. Monini (a cura di), Bambini e adulti insieme un itinerario di formazione, Bergamo, Edizioni Junior, 1999 V. Severi, Insegnamento e apprendimento in difficolt\u00e0, Torino, UTET,1995<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>La letteratura<\/strong><br \/>\nRegistro di classe<br \/>\nSe lo sviluppo dell\u2019intelligenza in tenera et\u00e0 ha assoluto bisogno dell\u2019affetto, in et\u00e0 adolescenziale ha fame morbosa di complicit\u00e0. Poter contare su una figura che incoraggi l\u2019espressione di s\u00e9 senza remore e senza moralismi, proprio nel momento di passaggio fondamentale della vita, quando un ragazzo o una ragazza prendono coscienza della loro peculiarit\u00e0, e spesso delle diversit\u00e0, regala un\u2019energia e un\u2019armonia con l\u2019esistenza che agevola qualsiasi processo di comprensione dell\u2019ambiente circostante. Non \u00e8 un caso che, nella storia di ognuno, c\u2019\u00e8 sempre uno zio un po\u2019 eccentrico, o un professore atipico che ha segnato il nostro modo di pensare, ha saputo riconoscere il nostro bisogno di esprimerci, e ha incoraggiato le nostre passioni, le uniche vere spinte a conoscere.<br \/>\n(S. Onofri, Registro di classe,Torino, Einaudi, 2000)<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Solo se interrogato <\/b><br \/>\nUn giovane docente entra per la prima volta in una classe con la memoria svuotata dalla paura. Chiude la porta ed \u00e8 solo. E\u2019 abbastanza giovane per ricordare nitidamente tutto quello che sta passando per le teste dei ragazzi che ha davanti, e prova fastidio. E\u2019 abbastanza giovane per avere un solo pensiero ansioso: non commettere errori che azzerino le distanze sottolineando la sua giovent\u00f9, la sua ignoranza. E\u2019 abbastanza sprovveduto da preoccuparsi soprattutto dei riti burocratici: firmare il registro di classe, scrivere l\u2019argomento delle lezioni sul diario di classe, annotare gli assenti, chiedere le giustificazioni, non commettere errori di ortografia per l\u2019angoscia, non fare cancellature; e intanto evitare che la classe rumoreggi al punto da segnalare al corridoio, al bidello, ai colleghi, al preside, che lui \u00e8 esattamente come in quel momento si sente: un buono a nulla.<br \/>\n(D. Starnone, Solo se interrogato, Milano, Feltrinelli,1998)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ragioni storiche dell&rsquo;attenzione alla tematica dell&rsquo;accoglienza<br \/>\nL&rsquo;accoglienza &egrave; una delle componenti del clima che si sviluppa in classe e nella scuola nel suo complesso. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3605],"edizioni":[34],"autori":[241],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4061],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5582,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/210\/revisions\/5582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=210"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=210"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=210"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=210"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=210"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=210"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}